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economia

Verso un’analisi della ristratificazione sociale - Note programmatiche

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Slittamenti di status e vulnerabilità sociale

L’articolo, che si pone in un solco di ripensamento del capitalismo sociale, prende sinteticamente in esame i cambiamenti che hanno investito la stratificazione sociale italiana negli ultimi anni. A tale scopo, l’analisi innanzitutto si indirizza ad apprezzare i cambiamenti avvenuti nella dimensione socioeconomica, esaminando le due proxies fondamentali della stratificazione (reddito/ricchezza e struttura occupazionale), per poi indirizzarsi a rilevare i mutamenti in corso nei valori e nell’arena civica dei diritti e doveri di cittadinanza. L’articolo suggerisce propriola maggiore centralità di queste due ultime dimensioni nell’analisi di una stratificazione sociale ormai orfana di classi, ceti e blocchi sociali, ma nonostante questo, sempre più diseguale.
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America latina: verso una nuova agenda sociale?

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Scenari di welfare nel mondo

In America latina i diversi processi in corso sembrano indicare l’emergere di nuove agende sociali e, più in generale, di nuove strategie di sviluppo economico e sociale. Manifestazioni di questa tendenza possono rintracciarsi da un lato nella critica crescente al cosiddetto paradigma neoliberista che ha governato la regione nell’ultimo quarto di secolo; dall’altro, in anni più recenti, nella vittoria elettorale di leader di sinistra e di centro-sinistra, che si ritiene si affidino a differenti e più progressiste alternative sociali di crescita economica e di inserimento nel sistema internazionale; infine manifestazioni in questa direzione possono essere riconosciute nelle riforme della sicurezza sociale e dell’istruzione iniziate in Cile nel 2006. Il problema centrale è se il modello di crescita che ha orientato la regione nel più recente passato stia raggiungendo il suo limite; in questo caso, quale sarà la prossima fase di sviluppo della regione? E che tipo di regolazione sociale vigerà? E ancora, nello specifico, che ruolo avranno le politiche sociali e quali saranno le differenze e i punti in comune tra i diversi modelli che sembrano emergere?
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Nota del Direttore

Articolo scritto da:

Nella Sezione: nota del direttore

Quando abbiamo programmato questo fascicolo sulla ristratificazione sociale eravamo consapevoli di accingerci ad un compito arduo. Nonostante l’evidenza di alcuni dei più importanti cambiamenti avvenuti o in corso, frutto di molteplici cause (prime fra tutte la globalizzazio-ne economica, l’intensità informativa, la finanziarizzazione dell’economia), e l’apparente chiarezza di una serie di «slittamenti» (di redditività, di habitus e di sicurezza sul presente e sul futuro che ormai riguardano in maniera diversa i gruppi sociali a seconda dell’appartenenza occupazionale, professionale, territoriale e generazionale) un primo frutto dell’attività di scandaglio scientifico e redazionale fatta sul tema è stato il riconoscere di lavorare ad un puzzle.
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Osservazioni e inquietudini sulla formazione del welfare nei paesi post-comunisti

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Le riforme del welfare in Europa

L’articolo intende dimostrare che per il nuovo welfare state i quasi due decenni appena trascorsi di trasformazione post-comunista hanno determinato un notevole allontanamento dell’Europa centrale dal percorso seguito dagli eventi in Occidente. Oltre al costante rallentamento della crescita economica dalla fine degli anni ’90, uno sguardo ai principali indicatori di sviluppo sociale rivela l’emergere - nelle nuove strutture sociali - di spaccature profonde prima sconosciute. Si sostiene che mentre l’attesa e rapida «ristrutturazione occidentale» ha funzionato come leva principale per il passaggio al mercato, la realtà effettiva delle trasformazioni del sistema che si sono verificate dopo il 1990 ha provocato una disintegrazione ancora più visibile dei rapporti sociali quotidiani. Illustrando il caso dell’Ungheria si dimostra che le nuove riforme del welfare state hanno agevolato l’integrazione nel mercato delle persone benestanti, mentre quelle stesse riforme hanno determinato un’ulteriore emarginazione ed esclusione sociale delle persone veramente povere.
Parole chiave: welfare :: economia :: mercato :: Paesi post-comunisti :: Ungheria ::
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Materiali

Indebitamento, patrimonio e scelte finanziarie delle famiglie italiane

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Rubriche

L’articolo offre un’interpretazione sulle caratteristiche e l’intensità dei fenomeni di patrimonializzazione messi in atto dalle famiglie italiane negli ultimi anni, a partire da un’analisi sui comportamenti di risparmio e di investimento e sulle dinamiche seguite dalle passività e attività registrate dai nuclei familiari. La diversificazione della struttura patrimoniale, soprattutto nella sua componente finanziaria, tocca per il momento prevalentemente gli strati sociali e professionali con la più elevata capacità di creazione e di circolazione di liquidità.
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Politiche dell’immigrazione del Sud Europa - Un confronto con i paesi a immigrazione «storica»

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Migrazioni e politiche sociali

I flussi migratori in Europa si sono andati intensificando a partire dalla metà degli anni ’90 e ciò ha portato all’elaborazione di una nuova politica a livello comunitario. Sia l’intensità dei flussi migratori, che le tipologie di migrazione, ma anche le performance dei lavoratori migranti nei mercati del lavoro nazionali e le politiche di integrazione sociale variano in modo significativo tra i paesi europei a seconda anche dei diversi modelli di welfare, delle precedenti politiche migratorie e della struttura e dinamica dei mercati del lavoro locali. L’articolo evidenzia da un lato come l’intensità e le specificità dell’immigrazione diretta nei paesi dell’Europa meridionale ci consenta di parlare di un nuovo modello migratorio in Europa e dall’altro auspica lo sviluppo del confronto volto al superamento delle divergenze nazionali e alla creazione di una politica migratoria ufficiale e di livello europeo.
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Introduzione - La dimensione sociale della globalizzazione

Articolo scritto da:

Nella Sezione: presentazione

Sulla globalizzazione si sono scritti fiumi di parole, ma nonostante il suo crescente impatto sulla vita quotidiana delle persone, anche negli angoli più remoti del pianeta, fino a questi ultimissimi anni, le implicazioni sociali del fenomeno sono state relegate in una sorta di cono d’ombra. Per buona parte degli anni ottanta e novanta i riflettori sono stati costantemente puntati sul volto economico della globalizzazione: sull’interdipendenza che andava affermandosi tra le diverse parti del mondo nel commercio, negli investimenti, nella finanza e nella organizzazione della produzione. Eppure, contestualmente cresceva anche una analoga interdipendenza sociale e politica che – passo dopo passo – coinvolgeva tutti i continenti e tutti i paesi sia a livello di organizzazioni che di singoli individui.
Parole chiave: politiche sociali :: globalizzazione :: mondo :: economia ::
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Disuguaglianze economiche e non solo: l’Italia del «malessere sociale»

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Nella Sezione: Lavoro. Disuguaglianza e insicurezza in prospettiva economica

L’Italia è diffusamente percepita come un paese che vive una fase di «malessere», in larga parte riconducibile a questioni economiche. Eppure, tale «malessere» non sembra emergere dagli indicatori che dovrebbero rilevarlo. Disuguaglianza dei redditi e povertà sono sostanzialmente ferme da diversi anni. Queste note, dopo avere ricostruito l’evoluzione della disuguaglianza negli ultimi due decenni, si propongono di illustrare alcuni fenomeni in grado di dare conto della diffusa percezione di «malessere sociale» e che sfuggono ai tradizionali indicatori. In particolare, si considereranno: la crescente variabilità dei redditi nel tempo, che genera insicurezza; la tendenza alla polarizzazione dei redditi, che concorre alla segmentazione sociale e la persistenza delle disuguaglianza tra generazioni, che frena la mobilità sociale.
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Politiche sociali nell’Africa sub-Sahariana: uno sguardo retrospettivo

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Nella Sezione: Scenari di welfare nel mondo

Il saggio offre una retrospettiva sulle politiche sociali post-coloniali dell’Africa sub-Sahariana distinguendo due fasi diverse che riguardano sia la natura delle politiche sociali sia gli obiettivi economici e politici nella regione. Nel saggio si sostiene che le politiche sociali della fase nota come ‘nazionalista’ (1960-1980) abbiano giocato sin dall’inizio un ruolo di trasformazione intrinseco e strumentale dello Stato: il meccanismo chiave delle politiche sociali è rappresentato in questa fase principalmente da investimenti nell’istruzione e nella salute. Il punto debole è stato però il crescente autoritarismo e il fallimento della trasformazione strutturale e dinamica dell’economia. Il ridimensionamento del potere pubblico durante il periodo successivo, caratterizzato appunto da politiche di stampo neoliberista (1980-2000), ha avuto come conseguenze il disastroso fallimento del diritto all’assistenza sociale ma, soprattutto, ha aperto la strada alla crisi dilagante del rapporto tra cittadinanza e Stato nell’intera regione.
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Le riforme dei mercati del lavoro in Europa

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Nella Sezione: Le riforme del mercato del lavoro in Europa

La prima parte di questo numero della rivista coglie l’occasione di un ciclo di seminari internazionali in cui le tematiche qui affrontate sono state oggetto di analisi e di discussione. Questo primo ciclo, realizzato nel corso del 2006-2007, intitolato Monitoring Labour Market Reforms (Grant Agreement vs/2005/0725), è parte di un progetto europeo coordinato dall’Agenzia per l’impiego della Regione Lombardia, realizzato dall’Istituto per la ricerca sociale (Irs), con la collaborazione del Dipartimento di studi del Lavoro e del welfare dell’Università di Milano. Il progetto europeo di studio delle riforme dei mercati del lavoro in alcuni paesi dell’Unione europea, è finalizzato all’elaborazione di parametri condivisi di osservazione e valutazione degli effetti delle riforme sul mercato del lavoro e sul sistema di welfare state.
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