Le politiche di bilancio e la spesa per il welfare dei paesi europei negli anni novanta
Nella Sezione: Trascorsi, tendenze, confronti
Negli anni novanta i paesi europei mettono sotto controllo la dinamica del debito pubblico, che era cresciuto ancora, rispetto ai livelli del 1990, a causa della fase recessiva che tutta l’Europa attraversa. La buona performance della seconda metà degli anni novanta permette una diminuzione della quota della spesa pubblica, grazie anche ad una politica monetaria più espansiva, che riduce il costo del debito. Mentre la maggior parte dei paesi è impegnata a conseguire le condizioni di ingresso nell’euro, anche i tre paesi che scelgono di rimanere fuori ottengono analoghi risultati in termini di disavanzo; tuttavia beneficiano in minor misura della riduzione della spesa per interessi rispetto ai paesi dell’euro. Per quanto riguarda la spesa di welfare, la riduzione della quota è nettamente inferiore, in modo particolare nei paesi che aderiscono all’unificazione monetaria.
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Debiti e risanamento dopo la crisi globale
Nella Sezione: Crisi debito pubblico e governance europea dell'eurozona
La grande crisi finanziaria internazionale ha avuto tra le sue conseguenze un impressionante aumento dei debiti e dei disavanzi pubblici nei paesi sviluppati. Le ricette che vengono proposte dagli organismi internazionali e dai governi per superare questa situazione sono quelli tradizionali: tagli alla spesa pubblica e/o aumento delle imposte. Poiché l’aggiustamento previsto risulta in media pari a 8-9 punti di Pil è evidente che questa politica potrà essere realizzata solo attraverso un radicale ridimensionamento dei sistemi di welfare, a meno che non si studino e adottino sistemi di gestione del debito pubblico creato dalla crisi che consentano di liberare i bilanci degli Stati dal loro onere, non diversamente da quanto accaduto dopo tutte le grandi crisi finanziarie del passato.
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