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19-21 settembre 2013, Università della Calabria, Arcavacata di Rende (CS)

In un tempo in cui l’incertezza sul futuro condiziona drammaticamente l’Unione Europea la conferenza si interroga sulla sua integrazione sociale e politica.

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19-21 settembre 2013, Università della Calabria, Arcavacata di Rende (CS)
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debito

Occupazione, consumi, debito e sistemi di relazioni industriali in Europa. Un percorso di ricerca

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Confronti internazionali

Confronti recenti tra le performance occupazionali del Regno Unito e della Germania caratterizzano i due paesi nel modo seguente. Il primo ha individuato una formula che garantisce elevati livelli occupazionali grazie a un’alta spesa per consumi finanziata dal debito delle famiglie. Al contrario, il secondo è rimasto legato ad un modello basato sulle esportazioni e sui bassi consumi, che non è più in grado di creare posti di lavoro. Lo scenario cambia se questi due paesi vengono considerati in una visuale più ampia, in cui siano presenti tutti gli Stati membri dell’Unione europea e gli Stati Uniti. In questo nuovo contesto, i due diversi modelli sembrano associarsi ad un alto livello di occupazione: quello nord-europeo basato su una bassa spesa per consumi e un alto debito delle famiglie e quello dei paesi anglofoni basato su un’alta spesa per consumi e un alto debito delle famiglie. Le configurazioni di questi modelli contrastanti vanno ricercate nelle loro differenti politiche sociali e nei sistemi di relazioni industriali.
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La nuova fase della crisi: il debito pubblico e il ritorno del neoliberismo

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Crisi debito pubblico e governance europea dell'eurozona

Dopo un’analisi sulla fase attuale della crisi, caratterizzata fra l’altro dalla persistenza della disoccupazione, il saggio si sofferma sulle misure draconiane adottate dai vari Stati (che hanno reso ancor più incerto lo scenario macroeconomico generale) e sulle caratteristiche del quadro europeo di incongruità. Questo è riconducibile, oltre che all’aggravamento del deficit pubblico, al rafforzamento degli specifici global imbalances fra Stati preesistenti alla crisi e ad un ritorno al business as usual. Questo insieme di dimensioni e l’inadeguatezza delle misure adottate dal recente Consiglio europeo (al cui orizzonte si riafferma un’ortodossia monetarista e neoliberista e la non considerazione di altre possibili scelte) si riverberano con chiarezza sull’azione e l’inazione del governo italiano in campo economico.
Parole chiave: pubblico :: debito :: privato :: austerità :: neoliberismo ::
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