Genere e cura: vecchie soluzioni per nuovi scenari?
Nella Sezione: Welfare e cittadinanza delle donne
Il bisogno di ricevere e dare cura è rimasto a lungo nascosto nella divisione del lavoro tra collettività e famiglia e tra uomini e donne. Sia la dipendenza dalla cura che la responsabilità di fornire cura a lungo non sono stati riconosciuti come fondamenti di diritti di cittadinanza. Vi è una persistente asimmetria nel modo in cui sono riconosciuti sia i bisogni di cura dei vari soggetti che il lavoro di chi a questi bisogni risponde. La marginalità del lavoro di cura è evidente del resto anche nei più recenti dibattiti.
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«Cura»
Nella Sezione: Rubriche
Nella lingua italiana viene impiegato un unico termine, quello di «cura», per esprimere sia il complesso
di mezzi e prassi terapeutiche con cui viene affrontata la malattia, che la più ampia ttenzione e sollecitudine nei confronti della sofferenza e della fragilità altrui, che si sostanzia nel prendersi cura. Questa polisemia cela il percorso parallelo di cui le due dimensioni della cura sono state protagoniste, a partire dalla nascita della medicina scientifica, e che oggi si tenta di ricomporre, di fronte all’emergere di alcuni fenomeni in cui si esplicita l’inguaribilità del paziente. Per evitare il rischio di uno sterile riduzionismo di una delle
due dimensioni nell’altra o di una mera giustapposizione, occorre risalire alle radici più antiche in cui tale contrapposizione affonda, ripercorrendo la storia della medicina, dalle sue origini mitologiche fino alla nascita della clinica.
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Alla ricerca di nuovi equilibri. Lavoro di cura, conciliazione e intervento pubblico nei sistemi di welfare europei
Nella Sezione: Europa: nuovi equilibri di welfare e processi di ricalibratura
Il lavoro esamina i rapporti tra famiglia e welfare, con particolare riferimento alle politiche di conciliazione vita-lavoro e di cura per i minori. Attraverso l’esame della legislazione e delle più recenti
riforme in materia, sono analizzati i percorsi di cinque paesi europei: Germania e Francia per il raggruppamento continentale, la Svezia in rappresentanza dei paesi nordici, il Regno Unito per il raggruppamento anglosassone, infine l’Italia per il cluster mediterraneo. Nel fare ciò l’analisi va alla ricerca di quegli elementi innovativi tesi a delineare un diverso sistema di politiche sociali, non ancora pienamente affermatosi, e tuttavia già in grado di farci intravedere alcuni sviluppi futuri in direzione di nuovi equilibri fra cura familiare, partecipazione al mercato del lavoro e funzioni del pubblico. Il tutto secondo un quadro di crescente complementarità tra famiglia e sistema di welfare. Ma se in questa tendenza generale alla pluralizzazione dei canali di offerta, la gamma delle prestazioni per le famiglie si fa più articolata tra servizi e misure di riconoscimento monetario e giuridico del caregiving, gli esiti delle riforme rimangono differenziati a seconda dei paesi
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