Nota del direttore
Nella Sezione: nota del direttore
Il fascicolo è dedicato alla pubblicazione di alcuni saggi presentati in recenti conferenze sul welfare. In questo caso gli eventi di riferimento sono due: il Forum annuale di «Rps» e la VII Conferenza europea del network Espanet. Anche in ragione di ciò il numero è suddiviso in due sezioni. Nella prima parte tutti i saggi, conformemente al tema del Forum, concorrono all’analisi dei tipi di riassetto del sistema sociale italiano per come determinati dall’azione della crisi finanziaria internazionale e dall’azione nazionale di governo. La seconda sezione ricalca il tema della VII Conferenza europea ESPAnet, il cui focus è stata una riflessione complessiva sul futuro del welfare, rintracciandone i percorsi di innovazione che si delineano fra limiti e opportunità. La, difficile, selezione dei contributi operata da «Rps» è stata orientata soprattutto dall’ampiezza di sguardo e compiutezza argomentativa, nonché dalla loro originalità tematica.
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Crisi economica e politiche regionali di sostegno al reddito
Nella Sezione: Ammortizzatori sociali e sostegno al reddito in Italia
La crisi del sistema produttivo ha avuto l’effetto di modificare, rafforzandolo, il ruolo delle amministrazioni regionali nella gestione delle politiche passive al lavoro. Difatti, accanto alle funzioni di governo – e di sostegno finanziario – dei cosiddetti ammortizzatori sociali in deroga assegnati alle Regioni dall’accordo Stato-Regioni del febbraio 2009, va anche preso in considerazione il fiorire di interventi integrativi e sostitutivi da ultimo messi in campo dalle stesse autonomie territoriali. Tuttavia l’intervento regionale, di rimessa rispetto a quello nazionale, diffuso a macchia di leopardo e comunque necessariamente limitato a livello territoriale, mette in luce l’intrinseco carattere potenzialmente dirompente dei più recenti sviluppi nell’area delle politiche di protezione del reddito, ove non accompagnati in modo adeguato da una forte azione perequativa di livello nazionale.
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Nuovi poveri, vecchie povertà
Nella Sezione: Sulla specificità del caso italiano
Il saggio esamina le ragioni alla base della conversione concettuale dalle vecchie alle nuove povertà. Al contempo si evidenziano le conseguenze di tale impostazione che delinea di fatto una sorta di scomparsa della povertà, perché se è vero che l’approccio economico tradizionale allo studio della povertà presenta dei limiti d’interpretazione e rappresentazione della realtà, in cui non sono più solo i beni essenziali che giocano un ruolo decisivo nella definizione delle scelte di vita e delle condizioni di benessere e/o privazione, è altresì vero che ponendo tutto sullo stesso piano, si corre il pericolo di una paralisi dell’azione correttiva. L’attenzione si concentra sullo stato della povertà in Italia, mettendone in evidenza la relativa stabilità in un intervallo temporale medio-lungo e la relazione che intercorre tra la versione «hard» della povertà economica e le sue espressioni «soft». Si giunge a delineare un modello italiano della povertà, fondato su un'elevata diseguaglianza nella distribuzione dei redditi, la sua relativa persistenza e l’elevata correlazione intergenerazionale, a cui si sommano il divario territoriale fra Nord e Sud e il ruolo strategico della famiglia.
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