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19-21 settembre 2013, Università della Calabria, Arcavacata di Rende (CS)

In un tempo in cui l’incertezza sul futuro condiziona drammaticamente l’Unione Europea la conferenza si interroga sulla sua integrazione sociale e politica.

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19-21 settembre 2013, Università della Calabria, Arcavacata di Rende (CS)
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coesione sociale

Il confronto tra i cittadini come condizione e misura di progresso e coesione sociale. L’esperienza del Consiglio d’Europa

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Sviluppi nella misurazione del benessere: criteri e processi

L’articolo mira a definire, assumendo come presupposto la voce dei cittadini, il divario sociale in termini di benessere esistente a livello locale. Per fare ciò vengono identificati gli estremi nella distribuzione dei diritti, delle opportunità, dei beni e delle aspettative tra gli abitanti, anziché i percorsi sociali, economici e d’interazione per ridurli. Senza criteri e indicatori funzionali a questo obiettivo il concetto di progresso non è identificabile, sapendo che associarlo alla nozione d’illimitatezza del prodotto interno lordo ormai non ha più senso. Il progresso può essere illimitato solo nel campo dell’immateriale, dei legami sociali, ambientali e istituzionali indispensabili ad assicurare a ciascuno il riconoscimento del proprio contributo, la valorizzazione e l’impiego effettivo delle competenze e delle risorse. Esplicitare tale campo e renderlo oggetto specifico di progresso richiede che il benessere di tutti sia definito con metodi e percorsi che favoriscano il confronto tra cittadini. Nell’articolo, quindi, viene sintetizzata la metodologia partecipativa promossa dal Consiglio d’Europa per la definizione del benessere di tutti.
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Nella «società degli individui». Note sulla dimensione socio-antropologica della protezione sociale

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Nuovi rischi sociali e strategia europea

Dopo una premessa sul cambiamento recente del significato di «riforma», termine oggi utilizzato anche dalla destra liberista per portare i propri attacchi alla protezione sociale e del lavoro, l’autore si sofferma su quella che definisce la componente socio-antropologica della protezione sociale. È grazie a questa base di risorse e di diritti, conquistati nel tempo, che l’individuo moderno si è costruito come membro effettivo di una «società di simili». Fondamentalmente per questo nell’attuale tendenza verso una «società degli individui» c’è un bisogno maggiore, e non minore, di protezione sociale. Questa a sua volta dovrebbe modificarsi, associando nuovi diritti ad ormai imprescindibili esigenze di flessibilità e di mobilità.
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Indicatori oggettivi e soggettivi di coesione sociale. Italia e Germania nello scenario europeo

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Confronti internazionali

Obiettivo dell’articolo è mettere in evidenza gli sforzi della comunità scientifica europea per costruire misurazioni significative delle diverse dimensioni della coesione sociale, con particolare attenzione per l’Italia e la Germania. Dal confronto sistematico realizzato tra paesi europei risulta come l’Italia mostri un livello di coesione più basso di quello della Germania, anche se va considerato che ambedue risultano meno coesi dei paesi scandinavi. Il tentativo di verificare le differenze nella reazione alla recente crisi economico-finanziaria sembra indicare una correlazione tra scarsa coesione e impatto negativo della crisi sull’occupazione e sulla povertà. Nella seconda parte del contributo vengono riportate analisi condotte da organismi internazionali, relative al diverso impatto della crisi sulle condizioni di vita nei paesi europei. Da ultimo, si evidenzia il peso degli investimenti nel settore terziario, e in particolare nel terziario pubblico, per una migliore reazione alla crisi. I caratteri del modello renano della «economia sociale di mercato» ne escono valorizzati per le opportunità che offrono nel contrasto degli eccessi delle logiche di mercato.
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Segnalazione

Italia. Primo Rapporto statistico sulla coesione sociale

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Rubriche

Il primo Rapporto sulla coesione sociale, pubblicato on-line nel dicembre 2010, da Istat, Inps e Ministero del lavoro e delle politiche sociali, consiste nella raccolta di un vasto numero di tavole statistiche, oltre 300, contenenti dati presentati in serie storiche e per lo più aggiornati al 2009. Il livello territoriale di diffusione è quello regionale e, in alcuni significativi casi, sono state predisposte tavole di confronto dell’Italia con i principali paesi europei. Le tavole sono organizzate in tre sezioni Contesti, Famiglia e coesione sociale, Spesa ed interventi per la coesione sociale.
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