Seminario Inca - Riflessioni al margine
Nella Sezione: Rubriche
Il contributo che segue trae origine dal seminario «Politiche di integrazione dei lavoratori comunitari dei paesi terzi», organizzato dall'Inca nel giugno scorso, dei cui atti (di prossima pubblicazione a cura dell'Inca) suggeriamo la lettura. In questa occasione sono state presentate testimonianze e analisi relative a diversi contesti nazionali. Qui proponiamo una riflessione di Antonio Mazziotti, che sviluppa nel suo contributo il concetto di straniero e quello di cittadinanza nelle loro evoluzioni.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati
Nuovi rischi sociali, ridisegno del welfare e cittadinanza delle donne
Nella Sezione: Verso le donne. Elementi di innovazione nel welfare
Il saggio tratta di alcune politiche familiari in Europa cercando di inquadrarle nel dibattito sulla più recente modellistica dei welfare state e in quello sulla trasformazione dei rischi sociali. In tal modo si precisano le specificità della cittadinanza delle donne e si sottolineano alcune lacune del dibattito italiano sullo stato sociale.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati
Il diritto alla prova della migrazione. Il contributo di un’epidemiologia della cittadinanza
Nella Sezione: Statuti della cittadinanza
Il «fenomeno migratorio» è negli ultimi anni una delle realtà più ricorrenti nella cronaca, a livello legislativo, nelle contrapposizioni politiche, nell’immaginario sociale e culturale. In questa dispersione e contraddizione di interessi la realtà concreta del «popolo di migranti» (le persone reali, le loro storie) tende a scomparire: fino a non essere i fatto riconosciuto come un «popolo trasversale» portatore di diritti umani inviolabili. La epidemiologia di cittadinanza viene proposta come strumento operativo che può ridare al popolo dei migranti una visibilità qualificata, che è presupposto di fruibilità dei diritti.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati
Welfare locale, decentramento e cittadinanza
Nella Sezione: Sessione III
Ancora una volta la manovra finanziaria taglia drasticamente le risorse per gli enti locali soprattutto per i capitoli di spesa che attengono alla dimensione e alla tutela sociale. A fronte di questi tagli si prevedono i cosiddetti stanziamenti per la famiglia che in realtà non sono altro che delle una tantum (vedi il bonus di 1.000,00 euro per i neonati) che più che delineare una vera e propria politica per la famiglia si configurano come "mance" di carattere elettoralistico. La Finanziaria, così come presentata, conferma le gravi scelte fatte sino ad ora dal governo in materia di politiche sociali. La mobilitazione che abbiamo programmato, insieme a Cisl e Uil, contro la Finanziaria nasce proprio da queste considerazioni.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati
Azione della Comunità europea in materia di lotta contro la discriminazione
Nella Sezione: Rubriche
Nel vertice di Amsterdam del 1977, i capi di Stato e di governo dei 15 Stati membri hanno adottato una serie di misure particolarmente significative al fine di rafforzare l'impegno dell'Unione nel sostenere e nel rispettare i diritti fondamentali dei suoi cittadini. Il Trattato, emanato da tale vertice, ha instaurato nuovi poteri, in particolare quello di sospendere i diritti di uno Stato membro sorpreso a violare i principi della libertà, della democrazia, del rispetto dei diritti dell'uomo o ad attentare alle libertà fondamentali o allo Stato di diritto. Inoltre, per la prima volta, il Trattato conferisce alla Comunità i mezzi di lotta contro qualsivoglia forma di discriminazione basata su un'ampia gamma di motivazioni - razza od origine etnica, credo religioso o convinzioni personali, handicap, età e orientamento sessuale - e in ambiti che esulano dal mondo del lavoro.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati
Genere e cura: vecchie soluzioni per nuovi scenari?
Nella Sezione: Welfare e cittadinanza delle donne
Il bisogno di ricevere e dare cura è rimasto a lungo nascosto nella divisione del lavoro tra collettività e famiglia e tra uomini e donne. Sia la dipendenza dalla cura che la responsabilità di fornire cura a lungo non sono stati riconosciuti come fondamenti di diritti di cittadinanza. Vi è una persistente asimmetria nel modo in cui sono riconosciuti sia i bisogni di cura dei vari soggetti che il lavoro di chi a questi bisogni risponde. La marginalità del lavoro di cura è evidente del resto anche nei più recenti dibattiti.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati