Progetto Serdom Spi Cgil - Comune di Modena
Nella Sezione: Rubriche
Il lavoro sul progetto Serdom (servizi domiciliari) nasce nel '98 a Modena, promotore il Comune, nell'ambito di un progetto europeo che aveva l'obiettivo di sviluppare l'offerta di servizi domiciliari per gli anziani, creando nuova occupazione, regolare e di qualità. Il progetto ha fornito l'occasione di indagare i mutamenti del quadro sociale modenese, e ha consentito di sviluppare una approfondita analisi sull'andamento demografico, sulle nuove strutture familiari, sui nuovi bisogni espressi dai cittadini, sulle caratteristiche della rete di protezione sociale nelle sue varie forme. La fase di analisi e discussione è durata circa due anni e ha visto coinvolti diversi soggetti: oltre al Comune, l'Università che ha prodotto analisi sui mutamenti sociali nella città, associazioni economiche, del terzo settore e del volontariato, e le organizzazioni sindacali, tra le quali Cgil, Spi e Fp.
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L'esperienza di contrattazione degli orari della Filcams: un modello da riconsiderare
Nella Sezione: Fra passato e futuro. La contrattazione degli orari e la flessibilità
La flessibilità contrattata dell’orario di lavoro, la sua distribuzione nella settimana nel mese e nell’anno diventano lo strumento principe per rispondere alle diverse esigenze e contrastare, per via negoziale l’uso della precarietà nel lavoro. In questa prospettiva la sperimentazione dell’autogestione della distribuzione dell’orario di lavoro è una coerente evoluzione e rappresenta la nuova frontiera. L’articolo ripercorre l’impostazione storica della Filcams nella contrattazione degli orari di lavoro e la sua evoluzione dagli anni ’70
alle sfide di oggi. In tutte le tappe del percorso, la realtà strutturale e organizzativa del settore e le aspirazioni delle lavoratrici rappresentano punti imprescindibili da coniugare.
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Politica economica e scelte di welfare: l'analisi della Cgil
Nella Sezione: Trascorsi, tendenze, confronti
Nei prossimi mesi verranno prese decisioni importanti di politica economica: la manovra di aggiustamento di bilancio a fronte dello sfondamento del tetto del tre per cento, la predisposizione del Dpef, l’annunciato provvedimento di riduzione delle tasse. Per quanto il governo tenterà di mascherare il costo sociale delle proprie scelte, risulterà comunque evidente su quali ceti sociali graverà il costo più elevato. Nel contempo non si registrano segni di ripresa economica, il tasso di sviluppo per il 2004 è di poco superiore allo zero, il tasso d’inflazione in Italia è superiore alla media europea, la crisi dell’apparato produttivo si aggrava, la povertà aumenta. Il bilancio non è solo negativo, ma catastrofico. Il sindacato, ribadendo la sua idea di stato sociale universalistico e di qualità, si prepara a contrastare duramente le politiche del governo.
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La riforma degli ammortizzatori sociali in Italia - La posizione del sindacato
Nella Sezione: Gli ammortizzatori sociali in Italia
L’articolo esamina i problemi che si pongono al sindacato, alla Cgil in particolare, nella fase attuale di confronto con il governo in merito, tra l’altro, alla riforma degli ammortizzatori sociali. Si considerano, in sequenza, le relazioni tra riforma degli ammortizzatori sociali e riforma delle tipologie d’impiego, quali dovrebbero essere i cardini della riforma, come siano parziali ed insufficienti i propositi di semplice aumento dell’indennità di disoccupazione, quali relazioni tra provvidenze pubbliche e ruolo dell’autonomia privata, che riflessi tra le accennate proposte di riforma degli ammortizzatori sociali, le politiche di incentivazione e il sistema delle politiche attive del lavoro, il grado di sostenibilità finanziaria di una simile impostazione.
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Sindacato e processi di ridefinizione del welfare
Nella Sezione: Programmazione sociale e azioni di sistema
Il dibattito sulle politiche sociali e l’impegno della Cgil sui temi del welfare si è notevolmente accresciuto negli ultimi anni; l’organizzazione della prima Conferenza annuale su queste tematiche è certamente la riprova di una rinnovata centralità e di una più attenta riflessione all’interno del sindacato. La consapevolezza del peso economico e politico delle scelte in materia di politica sociale e l’urgenza di una loro modernizzazione è però un tema con il quale la Cgil si confronta da molti anni. L’autore analizza le tappe più significative e ricostruisce il percorso del dibattito interno al sindacato nel corso degli ultimi trent’anni, e ripercorre la crescente consapevolezza dell’importanza di tradurre in azione concreta il concetto di sindacato generale, promotore e difensore di interessi e condizioni di vita di persone e famiglie in una visione che superi la logica categoriale.
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Seminario Inca - Riflessioni al margine
Nella Sezione: Rubriche
Il contributo che segue trae origine dal seminario «Politiche di integrazione dei lavoratori comunitari dei paesi terzi», organizzato dall'Inca nel giugno scorso, dei cui atti (di prossima pubblicazione a cura dell'Inca) suggeriamo la lettura. In questa occasione sono state presentate testimonianze e analisi relative a diversi contesti nazionali. Qui proponiamo una riflessione di Antonio Mazziotti, che sviluppa nel suo contributo il concetto di straniero e quello di cittadinanza nelle loro evoluzioni.
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Spi-Cgil, Fnp-Cisl, Uilp-Uil - Proposta di legge di iniziativa popolare per la non autosufficienza
Nella Sezione: Rubriche
Testo definitivo, 13 settembre 2005 -
Art. 1 (Finalità) -
1. Nell’ambito del sistema integrato di interventi e servizi sociali di cui alla legge 8 novembre 2000, n. 328, e nel rispetto degli articoli 117 e 119 della Costituzione, la presente legge, al fine di incrementare il sistema di prevenzione, contrasto e riabilitazione dei processi di non autosufficienza e per il sostegno e il benessere delle persone non autosufficienti e delle rispettive famiglie, determina i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti sociali da erogarsi nei casi di non autosufficienza, definisce i principi per la loro garanzia attraverso il Piano per la non autosufficienza, istituisce il Fondo nazionale per la non autosufficienza.
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Città e pratiche di integrazione dell'offerta sociale
Nella Sezione: La dimensione urbana
L’articolo si basa sulla rilettura di alcuni dei principali risultati di un’indagine condotta dall’Ires nei 100 comuni capoluogo di provincia sull’articolazione dei panieri di offerta sociale all’interno delle diverse culture programmatorie territoriali. In particolare l’analisi si concentra sugli aspetti dell’integrazione delle politiche sociali a partire dalle configurazioni organizzative dei sistemi di welfare. L’integrazione infatti viene considerata da più parti come una delle soluzioni possibili al problema della frammentazione e disomogeneità che caratterizza l’ambito assistenziale. Pur mettendo in luce alcune buone pratiche diffuse in modo occasionale sul territorio nazionale, di fatto quello che si è registrato come caratteristica dominante è la diffusione di panieri di offerta ancora di stampo tradizionalistico caratterizzati dalla scarsa presenza di servizi
integrati sia all’interno dell’ambito socio-assistenziale – nella maggior parte dei comuni i sistemi offerta
sono strutturati per aree di utenza tradizionali – sia tra il socio-assistenziale e gli altri ambiti delle politiche sociali, quali in particolare la sanità e il lavoro.
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Seminario Inca - La comunità italiana in Germania
Nella Sezione: Rubriche
Il contributo che segue trae origine dal seminario «Politiche di integrazione dei lavoratori comunitari dei paesi terzi», organizzato dall'Inca nel giugno scorso, dei cui atti (di prossima pubblicazione a cura dell'Inca) suggeriamo la lettura. In questa occasione sono state presentate testimonianze e analisi relative a diversi contesti nazionali. Pichler ripercorre la storia del fenomeno migratorio in Germania con un riferimento particolare alla comunità italiana.
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1970-2000 - Riduzione e flessibilità degli orari nell'esperienza dei sindacati tessili italiani
Nella Sezione: Fra passato e futuro. La contrattazione degli orari e la flessibilità
L’articolo ripercorre la storia sindacale del settore tessile e le peculiarità della contrattazione degli orari in questo settore nell’ultimo trentennio. Guardando ai 105 anni di vita della categoria e attraverso le voci dei due autori coinvolti in prima persona in questa vicenda, in qualità di delegati di impresa e poi nella direzione
del gruppo dirigente nazionale del sindacato dei tessili Cgil, il saggio analizza i processi di ristrutturazione e di riorganizzazione che hanno interessato l’industria tessile: dalle prime negoziazioni collettive in tema di orari e di maggiore utilizzo degli impianti e flessibilità, nella ricerca di una sintesi più avanzata tra gli interessi competitivi dell’impresa e le esigenze individuali e collettive del lavoratore, fino agli anni più recenti caratterizzati dai pesanti effetti dei processi di globalizzazione e al contratto nazionale siglato nel 2000.
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