Bilancio partecipativo e spazio sindacale
Nella Sezione: Rubriche
Il bilancio partecipativo è un processo decisionale attraverso il quale i cittadini decidono le spese di investimento che riguardano il loro territorio. Nato quasi 20 anni fa a Porto Alegre si è diffuso anche nel nostro paese, dove è stata persino costituita un’associazione di enti locali che lo adottano. Il sindacato ha dichiarato il suo interesse verso questo strumento, visto come un arricchimento della democrazia locale: ma qual è il suo ruolo all’interno di un processo che assegna la centralità al cittadino in quanto tale e toglie peso ai cosiddetti soggetti intermedi? Che senso assume, in questo quadro, la contrattazione sociale territoriale? Il saggio pone queste domande argomentando sulla difficile coniugazione tra le esigenze della democrazia diretta e il ruolo specifico delle organizzazioni sindacali che molto hanno contribuito a disegnare i tratti del moderno welfare locale.
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Il social accounting negli enti locali: un approccio critico al modello di governance
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Gli attuali bilanci sociali non fanno riferimento a una modellistica condivisa, a testimonianza di un processo che deve ancora giungere a maturazione, ma è possibile individuare alcuni elementi che ne influenzano la struttura quali la natura dell’ente, l’arco temporale preso in considerazione e gli obiettivi assegnati. La volontà di adottare il bilancio sociale da parte delle amministrazioni pubbliche nasce solitamente dall’esigenza di comunicare meglio le attività dell’ente ai diversi stakeholders. Nella maggior parte dei casi il Bilancio Sociale viene utilizzato come momento consuntivo, mentre una piena attuazione delle sue potenzialità si ha quando viene impiegato come elemento revisionale e quando consente alla collettività di incidere sui temi fondamentali della gestione pubblica.
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