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Martedì, 1 Marzo 2011 (All day) Roma

Dal seme gettato con il "Manifesto.

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Martedì, 1 Marzo 2011 (All day) Roma
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benessere

Il confronto tra i cittadini come condizione e misura di progresso e coesione sociale. L’esperienza del Consiglio d’Europa

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Sviluppi nella misurazione del benessere: criteri e processi

L’articolo mira a definire, assumendo come presupposto la voce dei cittadini, il divario sociale in termini di benessere esistente a livello locale. Per fare ciò vengono identificati gli estremi nella distribuzione dei diritti, delle opportunità, dei beni e delle aspettative tra gli abitanti, anziché i percorsi sociali, economici e d’interazione per ridurli. Senza criteri e indicatori funzionali a questo obiettivo il concetto di progresso non è identificabile, sapendo che associarlo alla nozione d’illimitatezza del prodotto interno lordo ormai non ha più senso. Il progresso può essere illimitato solo nel campo dell’immateriale, dei legami sociali, ambientali e istituzionali indispensabili ad assicurare a ciascuno il riconoscimento del proprio contributo, la valorizzazione e l’impiego effettivo delle competenze e delle risorse. Esplicitare tale campo e renderlo oggetto specifico di progresso richiede che il benessere di tutti sia definito con metodi e percorsi che favoriscano il confronto tra cittadini. Nell’articolo, quindi, viene sintetizzata la metodologia partecipativa promossa dal Consiglio d’Europa per la definizione del benessere di tutti.
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Energia e sostenibilità ambientale come fattori del benessere. Un’analisi dei principali indicatori

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Dimensioni del benessere sociale: cosa conta come misurare

L’articolo si propone di illustrare l’attuale critica al modello dominante di sviluppo, incentrato sulla crescita della produzione, in favore di un nuovo concetto di progresso sociale e ambientale basato sul benessere sostenibile delle persone. A tal fine, nella prima parte del lavoro si presenteranno alcuni indicatori di sviluppo alternativi o integrativi del Prodotto interno lordo (Pil) che consentono di inserire la valutazione della qualità ambientale in quella economica e sociale; nella seconda parte si metterà in luce il ruolo centrale svolto nella determinazione del progresso dalle fonti rinnovabili e dall’efficienza energetica, in quanto fattori capaci di coniugare le istanze della tutela dell’ambiente con quelle della crescita economica, valorizzando il capitale complessivo (naturale, umano, sociale e fisico) da cui le società traggono le risorse per costruire il proprio benessere.
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I livelli essenziali delle prestazioni, tra erogazioni monetarie e servizi

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Sessione I - Dopo la 328/2000. Riflessioni su sviluppi e criticità del nuovo paradigma istituzionale

Quando si parla di servizi sanitari, sociali, socio-sanitari è opportuno fare riferimento a salute e benessere. Due concetti che si sovrappongono largamente, che hanno una forte interferenza reciproca, che anche nei nostri vissuti sono difficilmente scomponibili. La salute influenza il benessere e viceversa, e non sappiamo dove finisce la salute e dove comincia il benessere. Nella considerazione giuridica, nell’imputazione delle responsabilità politiche e amministrative, nell’organizzazione degli interventi volti al loro perseguimento, la distinzione, la scomposizione, è una fase necessaria. L’esigenza è però che la scomposizione lasci poi spazio, e anzi favorisca, le necessarie ricomposizioni.
Parole chiave: sistema socio-sanitario :: diritti :: salute :: benessere ::
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La statistica sempre più oltre il Pil. La politica seguirà?

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Discussione

L’articolo analizza le cause dell’apparente paradosso tra il riscontro fortemente positivo che trova nel dibattito pubblico la denuncia dell’inadeguatezza del Pil quale bussola del progresso e la persistente centralità della crescita economica negli obiettivi politici effettivamente perseguiti. Quest’ultima postula l’allargamento continuo dei mercati, senza il quale si verificherebbe il rischio del crollo economico. In una simile situazione, la crescita economica continua a rappresentare il presupposto della sicurezza indipendentemente dalla sua valenza in termini di benessere, progresso e sostenibilità. Per poter perseguire tali obiettivi prescindendo da essa non basterà andare «oltre il Pil» nella misurazione più di quanto già non si faccia, essendo necessaria una riconsiderazione complessiva, tale da rendere possibile la trasformazione degli aumenti di produttività in minor tempo di lavoro anziché in maggiore produzione e lo spostamento dal mercato alla società del baricentro delle decisioni relative a cosa, quanto, per chi, dove e come produrre.
Parole chiave: sostenibilità :: progresso :: Pil :: indicatori :: benessere ::
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Dimenticare Lisbona? Riflessioni sulla validità del modello sociale europeo

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Sessione I

Diamo inizio alla prima sessione dei nostri lavori ringraziando naturalmente innanzitutto gli ospiti che hanno accettato di discutere con noi il tema dell'inizio del nostro lavoro. Poiché si parla di politiche sociali, la prima questione, per noi che facciamo parte del sistema europeo in maniera convinta, non può che essere: è valido sempre il modello sociale europeo? Come sapete si è addirittura aperto un dibattito se esista o no un modello sociale europeo; alcuni sostengono che, essendo le storie dei paesi europei molto diverse, ed essendo anche le realizzazioni dello stato sociale in Europa molto diverse, sia improprio parlare di un modello sociale europeo e che sarebbe invece più proprio parlare di sistemi nazionali che devono trovare un coordinamento.
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Il Feem Si. Un indicatore comparativo per lo sviluppo sostenibile

Nella Sezione: Dimensioni del benessere sociale: cosa conta come misurare

Il dibattito sull’adeguatezza del Pil come misura di sviluppo permea da sempre il suo utilizzo, ma la strada per la definizione di un concetto più olistico di sviluppo fatica a produrre misure condivise. Oltre a considerare le iniziative a livello di politica nazionale e internazionale volte alla definizione di paradigmi concordati di sviluppo sostenibile, questo articolo si propone di identificare una serie di elementi teorici e culturali sui quali si possa fondare una misura di benessere coerente con l’idea di sostenibilità. La possibilità di tradurre questi elementi in un esempio concreto viene esplicitata nell’analisi dell’Indice di sostenibilità Feem (Fondazione Eni Enrico Mattei Sustainability index, Feem Si), uno strumento flessibile che permette di simulare l’impatto di diverse politiche rendendo così operativo un nuovo paradigma di sviluppo sostenibile.
Parole chiave: sviluppo :: sostenibilità :: indicatori :: benessere ::
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Benessere e welfare alla luce del rapporto Stiglitz-Sen-Fitoussi: un confronto territoriale tra Nord e Sud dell’Italia

Nella Sezione: Disagio e politiche sociali

L’articolo sviluppa una serie di riflessioni a partire dalla lettura del Rapporto della Commissione sulle misure di performance economica e progresso sociale, coordinato nel 2009 per la presidenza francese da Stiglitz, Sen e Fitoussi. Focalizzando l’attenzione sul concetto di qualità della vita così come trattato nel rapporto, gli autori incrociano alcune di queste dimensioni con i sistemi di welfare delle regioni italiane, in particolare con quelli del Mezzogiorno. I dati utilizzati sono quelli dell’indagine multiscopo Istat Aspetti della vita quotidiana 2008 e quelli della survey Eu-Silc.
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Dalla misurazione del ben-essere alla valutazione di genere delle politiche pubbliche secondo l’approccio delle capacità

Nella Sezione: Esperienze

Negli ultimi decenni il ben-essere, inteso come insieme di capacità di fare e di essere di individui collocati in contesti storici e sociali dati, è stato proposto da Amartya Sen quale centro di un nuovo paradigma analitico. Nell’ambito di questo approccio si è aperto un dibattito sulla lista delle capacità che compongono uno stato di benessere. All’interno della discussione si colloca anche la domanda al centro del saggio: qual è il ruolo delle politiche pubbliche nello sviluppo di tali dimensioni e quali le diseguaglianze di genere nel loro impatto? Nell’articolo, che si basa sulla lunga esperienza di studio sul tema delle stesse autrici, si delineano le metodologie seguite nella sperimentazione dei bilanci di genere in approccio ben-essere, introdotta per la prima volta in Emilia-Romagna, e condotta poi in Italia a vari livelli di governo locale, da quello regionale a quello provinciale e comunale.
Parole chiave: genere :: capacità :: bilanci pubblici :: benessere ::
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