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19-21 settembre 2013, Università della Calabria, Arcavacata di Rende (CS)

In un tempo in cui l’incertezza sul futuro condiziona drammaticamente l’Unione Europea la conferenza si interroga sulla sua integrazione sociale e politica.

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19-21 settembre 2013, Università della Calabria, Arcavacata di Rende (CS)
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Attivazione e individualizzazione

Sviluppi e paradossi delle politiche di welfare

1

2005

Gennaio - Marzo

nota del direttore

Nota del Direttore

Attivazione e individualizzazione delle politiche di welfare sono i due temi al centro di questo fascicolo di «Rps». Si tratta di termini relativamente nuovi e dai significati non sempre chiari né univoci, entrati in ogni caso ormai da qualche tempo, attraverso la Strategia europea per l’occupazione, nel lessico e nell’iniziativa sociale dell’Unione e in quelle dei diversi Stati membri. Di questi nuovi termini delle politiche di welfare trattano sia i saggi di taglio tematico, sia quelli di carattere più narrativo delle singole esperienze nazionali, componendo un insieme sfaccettato di luci e di ombre rispetto al quale l’Italia sembra essere ancora in una fase di avvio, sia a causa delle inerzie di gestione nell’ambito delle politiche attive del lavoro e delle politiche sociali che a causa del fermo imposto dal governo in carica alla sperimentazione del Reddito minimo di inserimento.
Prezzo:20.00€
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Riflessioni sull’attivazione e sull’individualizzazione delle politiche sociali in Europa

Verso l'individualizzazione delle politiche di attivazione? Un'introduzione

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Negli ultimi anni è emersa una tendenza all’individualizzazione delle politiche di attivazione. Questa tendenza, tuttavia, non è chiara né univoca. Nelle pratiche nazionali le diverse politiche di attivazione si fondano su concezioni diverse dell’individualizzazione. Talvolta queste concezioni possono combinarsi, ma più spesso ciò non è possibile poiché queste danno risposte fondamentalmente diverse al quesito su chi sia il soggetto responsabile. La politica o l’individuo disoccupato? Questo articolo introduttivo presenta brevemente i principali «discorsi» sull’individualizzazione delle politiche di attivazione e ne evidenzia l’utilità ai fini del dibattito anche teorico. Allo stesso tempo, sottolinea che l’attenzione dovrebbe essere rivolta in primo luogo a quanto accade effettivamente nei paesi europei, e alle ambiguità e contraddizioni che caratterizzano le policy nazionali.
I paradossi dell'attivazione nel discorso istituzionale europeo

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Il dibattito sulla politica sociale europea ha una forte valenza ideologica. La regolazione che caratterizza questo tipo di politiche si basa infatti più sulla persuasione che sull’attuazione di specifiche normative. L’articolo si propone di esaminare alcuni aspetti strutturali della discussione europea in materia di politica sociale – nella misura in cui una tale discussione influenza i termini del dibattito politico riferito alla politica sociale – e, in particolare, il modo in cui questa utilizza il concetto di attivazione. Una delle prime conclusioni a cui giunge questa analisi è il carattere paradossale di tale dibattito. Dal punto di vista delle «politiche attive», i paradossi più evidenti hanno a che fare con la scomparsa della politica, intesa come arena per il confronto fra interessi e posizioni in conflitto, e la sua sostituzione con le policies, ovvero strumenti per gestire una situazione che non viene messa in discussione, e che è definita in termini di asserzione tecnico/scientifica.
Occupabilità e capability: il ruolo delle agenzie locali nell'attuazione delle politiche sociali

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L’articolo prende in esame le politiche di inserimento sociale nei paesi ricchi, ovvero tutti gli interventi che mirano a contrastare l’esclusione sociale dei soggetti più svantaggiati nel mercato del lavoro. Nell’analizzare le politiche del mercato del lavoro si possono evidenziare due distinte, e politicamente orientate, «basi informative di giudizio sulla giustizia». Una che fa riferimento alle capacità e l’altra all’occupabilità. Esse contribuiscono a dar forma alla realtà sociale e influenzano profondamente il modo in cui vengono concepite e implementate le politiche pubbliche di contrasto all’esclusione sociale. In entrambi gli approcci il ruolo delle istituzioni che attuano tali politiche a livello locale è della massima importanza. Tuttavia viene avanzata una critica alle politiche strettamente basate sull’occupabilità, argomentando come il nesso causale tra occupabilità e capacità, da un lato, e accesso all’occupazione e all’integrazione sociale dall’altro, continui ad essere questione controversa.
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Casi nazionali

Governance delle politiche di individualizzazione e attivazione: un confronto tra Italia e Olanda

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Il saggio affronta inizialmente il tema delle riforme di attivazione dei sistemi di welfare e le implicazioni di questa tendenza sul contenuto delle politiche sociali. In seguito analizza brevemente il contesto storico dei sistemi di welfare in Italia e nei Paesi Bassi, soffermandosi anche sull’introduzione delle politiche di attivazione nei due paesi e sulle questioni sostanziali (che tipo di politiche sono le politiche di attivazione) e su quelle amministrative/organizzative (in che modo la loro introduzione e implementazione è organizzata e gestita). La sezione finale dell’articolo considera il modo in cui l’introduzione delle politiche di attivazione è stata influenzata dai nuovi modelli di governance e ha a sua volta influenzato tali modelli nei due paesi. Vengono quindi considerati alcuni temi centrali del dibattito sui nuovi modelli di governance, a partire dalle analogie e dalle diversità delle tendenze istituzionali, con particolare attenzione a tre modelli fondamentali di relazioni: fra Stato centrale (nazionale) e amministrazione locale; fra Stato, mercato e società civile; fra utenti e fornitori di servizi sociali di attivazione.
Germania - Il ruolo dell'attivazione nella strategia del «lavoro al primo posto»

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L’articolo analizza le recenti riforme di politica attiva del lavoro in Germania, di cui le riforme Hartz, che hanno contribuito, e sono state a loro volta influenzate dai cambiamenti che si sono verificati a partire dalla seconda metà degli anni 90, rappresentano la manifestazione più compiuta. La struttura del sistema di benefit è cambiata profondamente, e i benefit stessi sono stati ridotti e sottoposti a condizioni più stringenti. La rapida integrazione nel mercato del lavoro, seppure in condizioni marginali e con impieghi autonomi, è diventata il principio guida delle nuove misure «attivanti», di cui la personalizzazione, e soprattutto la gestione del caso (case management), sono elementi centrali. Poiché l’attuazione delle riforme è recente, è ragionevole aspettarsi che sorgano problemi sia di carattere amministrativo che di altro genere.
Belgio - Carriere, obblighi e scelte

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Questo articolo affronta il tema della partecipazione al mercato del lavoro in Belgio, del sistema belga di sicurezza sociale e dei cambiamenti in corso nel mercato del lavoro. Più precisamente l’articolo si occupa di orientamento alla professione e della consulenza nei percorsi di carriera e analizza in che misura il modello dell’approccio individuale orientato alla domanda sia applicabile alla situazione belga. In tale modello la persona in cerca di occupazione impara a esaminare la propria situazione e stabilisce in piena autonomia a quale lavoro e a quali condizioni di impiego possa realisticamente aspirare. In Belgio, però, l’interesse degli operatori per le condizioni sociali o i progetti di vita delle persone in cerca di occupazione sembra essere limitato. Da questo punto di vista la pratica sembra discostarsi dal modello teorico dell’approccio individuale orientato alla domanda.
Repubblica Ceca - L'approccio individuale nella politica di attivazione

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La strategia dell’attivazione sembra ormai largamente diffusa. I principi dell’attivazione, la responsabilità individuale e la meritocrazia, fanno inoltre implicitamente parte della trasformazione del mercato. Nonostante nei paesi post comunisti la disoccupazione sia stata affrontata, in modo pragmatico, ricorrendo al pensionamento anticipato o escludendo la forza lavoro marginale dal mercato del lavoro, oggi le strategie di attivazione sono oggetto di maggiore attenzione. Questo articolo analizza le strategie di attivazione adottate nel mercato del lavoro della Repubblica Ceca, con particolare riguardo all’approccio individuale nel processo di attuazione della strategia europea. L’analisi si basa sullo studio di casi di uffici per l’impiego locali che adottano il programma dei Piani d’azione individuale.
La via all'individualizzazione nelle politiche di attivazione finlandesi

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Nei paesi del nord Europa – in particolare in Svezia e Finlandia –, in risposta alla crisi occupazionale e economica degli anni ’90, le politiche di attivazione sono state modificate e rafforzate. L’articolo analizza e descrive questi sviluppi in Finlandia, in particolare dopo la riforma del 2001 (Act on Rehabilitative Work Experience). L’attenzione viene posta sulla prospettiva e il contenuto dell’approccio personalizzato, centrato sull’utente, proposto dai recenti interventi legislativi. Vengono inoltre descritti il contesto attuativo e il dibattito che hanno accompagnato la riforma e le sue principali caratteristiche. L’articolo mette in luce come con l’Act on Rehabilitative Work Experience l’attivazione dei disoccupati sia divenuta una responsabilità condivisa tra le autonomie locali e i servizi statali per l’impiego, e in che misura questa riforma abbia contribuito a definire nuove pratiche locali e una struttura di attivazione coerente a livello nazionale. I dati provengono da uno studio di monitoraggio e valutazione sull’efficacia della riforma, condotto da Stakes (National Research and Development Centre for Welfare and Health) nel 2001-2004.
Personalizzare: lo sviluppo di programmi attivi del mercato del lavoro nel Regno Unito

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L’articolo illustra il grado di flessibilità e personalizzazione dei programmi di welfare to work nel Regno Unito. I New Deals del governo laburista erano stati concepiti già in fase di progettazione per fornire servizi personalizzati e su misura rispetto ai bisogni individuali. Tuttavia, i programmi sono evoluti in maniera sempre più personalizzata e capace di promuovere l’offerta di servizi flessibili. L’articolo analizza il modello del Personal Adviser così come si evince dal «New Deal for Young People» e dal «New Deal 25 Plus». Nel rapporto con l’utenza i Personal Adviser adottano una varietà di ruoli e di approcci, suscitando però preoccupazioni circa un’eccessiva discrezionalità del sistema.
La diffusione degli approcci individuali nelle politiche europee d'attivazione - Alcune conclusioni

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L’articolo, che conclude la sezione dedicata ai lavori del network Aspen (Active Social Policies European Network), rivisita i saggi in una prospettiva comparata. Esso analizza il contenuto e il significato degli approcci individuali all’attivazione promossi dai diversi paesi dell’Unione europea, evidenziandone le differenze, sia sul piano teorico che nelle prassi politiche. L’autore considera in particolare alcuni fattori contestuali di ordine generale che influenzano il processo di definizione di questi approcci e individua i molteplici obiettivi da essi perseguiti. Si sofferma quindi sui processi di implementazione di queste politiche, che si dimostrano di fondamentale importanza nella determinazione delle modalità di attuazione e sviluppo. Il saggio si conclude accennando alle prospettive future degli approcci individuali nell’attivazione.
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Fuori dal tema

Paradigmi economici e riforma del welfare nelle politiche europee

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Il modello tradizionale del welfare state è entrato in crisi, per fattori demografici, per il ruolo della donna nella società, per il passaggio da un’economia industriale ad una di servizi, e, soprattutto, per gli effetti della globalizzazione. Quest’ultima porterà a esiti positivi o negativi? Sono in atto tendenze che porteranno ad un nuovo modello di welfare europeo? Liberisti e marxisti danno una lettura deterministica di tali processi, ottimistica, la prima, pessimistica, la seconda. Più variegate e potenzialmente interessanti le posizioni degli istituzionalisti euro-ottimisti, che ritengono, nell’ambito di una visione che resta tuttavia condizionata dall’economia neoclassica, che vi sia spazio per un ruolo positivo delle istituzioni, europee in particolare, per uscire dalla crisi. Una lettura disincantata del processo di Lisbona mostra però che l’Europa si muove troppo lentamente e su linee fondamentalmente liberiste. È necessario fare riferimento a politiche macroeconomiche europee più coraggiose e ad un insieme di valori nuovi, il welfare dello sviluppo umano, e sulla base dei principi ispiratori di tale visione definire le nuove politiche sociali.
Invecchiamento e welfare: riflessioni sul dibattito in corso

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L’articolo ripercorre sinteticamente il dibattito che ha accompagnato, nelle sue ultimissime fasi, il varo della Legge di riforma del sistema pensionistico 243/2004 e si basa sui materiali dell’Osservatorio Invecchiamento e Welfare (Iwo) creato nel 2001 dallo Spi Cgil e dall’Ires nazionale. I temi qui affrontati sono due: come favorire lo sviluppo della previdenza integrativa, e come determinaren un prolungamento apprezzabile della vita lavorativa. Insieme alle misure adottate dal governo, sono brevemente presentate alcune previsioni sui loro probabili effetti, alcune proposte alternative, e le ipotesi di spiegazione dei comportamenti di pensionamento e risparmio sui cui le une e le altre sono basate. Come si cerca di mostrare, sembra che il sistema pensionistico sia destinato a restare ancora, nonostante l’approvazione della 243/2004, oggetto di ambiziosi progetti di riforma. In particolare, è da alcuni considerata ancora aperta la questione del rapporto più opportuno tra primo e secondo pilastro. Ma a quanto è dato di vedere, la si affronterà sulla scorta di argomenti di tipo nuovo.
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Rubriche

«Attivazione»

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In questi anni sono state numerose le strategie finalizzate all’attivazione dei sistemi di protezione sociale adottate sia in Europa che in altri paesi sviluppati. Queste vanno ben oltre la finalità di attivare le persone prive di impiego e coinvolgono l’intero sistema di finanziamento del welfare e della protezione sociale, oltre all’intera architettura del sistema fiscale e di quello delle prestazioni. Anche se la Strategia europea per l’occupazione (e l’inclusione attraverso il Metodo aperto di coordinamento) sono organizzate in modo da assecondare la tendenza all’attivazione, la loro influenza si è finora limitata alla divulgazione dei concetti. I risultati delle strategie di attivazione sono fondamentalmente affidati alle dinamiche dei sistemi nazionali e variano a seconda dei regimi di welfare.
«Contrattualizzazione sociale»

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La ricerca sulle politiche sociali a livello locale rileva la diffusa presenza di forme di regolazione di tipo contrattuale, anche sul versante del rapporto tra fornitori e utenti di servizi, che sembra favorire un ruolo più attivo della cosiddetta «società civile» e degli stessi destinatari. Tuttavia restano aperti numerosi interrogativi circa gli esiti che attivazione e contrattualizzazione possono generare sia in materia di inclusione/esclusione che in materia di visibilità e controllo pubblici. Un interrogativo centrale riguarda la diversa posizione che assumono nelle politiche i destinatari. L’articolo analizza l’implementazione di due misure basate su trasferimenti economici: voucher e budget di cura.
Commissione progetto Ds - Politiche del lavoro e welfare - Idee e proposte di riforma

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Di seguito viene presentato il documento predisposto e approvato dalla «Commissione per il progetto» dei Democratici di Sinistra presieduta da Bruno Trentin il 10 gennaio 2005 sull’adeguamento della riforma pensionistica, le politiche dell’invecchiamento attivo, gli strumenti pubblici di governo del mercato del lavoro, come parti integranti di un nuovo sistema di welfare. «Rps» lo propone ai lettori data l’attinenza con il tema della monografia e per la lettura implicita del caso italiano che il documento offre sui medesimi argomenti.