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le ultime sentenze pubblicate

Corte Appello Genova, N.148-9 Aprile 2013

(Corte Appello Genova
N:148 - 9 Aprile 2013)

Pres. de Angelis, Est. Vigotti – Inps (avv. Fuochi) c. T. Spa (avv.ti Battaglia, C. Paroletti, A. Paroletti) + 1.

Note: Appaltatore inadempiente, tutela dei diritti retributivi e previdenziali dei lavoratori, obbligo solidale del committente

Appalto – Appalto di servizi – Responsabilità del committente – Pagamento del trattamento di fine rapporto ai dipendenti dell’appaltatore – Diritto del committente di chiedere al Fondo di tesoreria il rimborso di quanto erogato – Riconoscimento.

Il committente che ha erogato ai dipendenti dell’appaltatore – ai sensi dell’art. 29, comma 2, d.lgs. n. 276/2003 – le quote di trattamento di fine rapporto maturate nel corso dell’appalto e regolarmente pagate dall’appaltatore al Fondo di tesoreria dal 1° gennaio 2007 ha il diritto di richiedere la restituzione delle predette somme dall’Inps quale gestore del Fondo di tesoreria.
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Corte di Cassazione, N.8535-8 Aprile 2013

(Corte di Cassazione
N:8535 - 8 Aprile 2013)

ord. – Pres. La Terza, Est. Marotta, P.M. Fresa (conf.) – R.S. (avv. Assennato) c. Inps (avv.ti Ricci, Pulli, Capannolo).

Note: Nota

Assicurazione Ivs – Pensione di inabilità civile totale – Art. 12, legge n. 118 del 1971 – Limiti reddituali per l’erogazione della prestazione – Cumulo con il reddito del coniuge.

Ai fini dell’accertamento del requisito reddituale previsto per l’attribuzione della pensione di inabilità ex art. 12, legge n. 118 del 30 marzo 1971, deve tenersi conto anche della posizione reddituale del coniuge dell’invalido, secondo quanto stabilito dalla legge 29 febbraio 1980, n. 33, art. 14-septies, comma 4, in conformità con i generali criteri del sistema di sicurezza sociale, che riconoscono alla solidarietà familiare una funzione integrativa dell’intervento assistenziale pubblico, non potendo invece trovare applicazione la regola – stabilita dal successivo comma 5 dello stesso art. 14-septies solo per l’assegno mensile di cui alla legge n. 118 del 1971 citata – della esclusione dal computo dei redditi percepiti da altri componenti del nucleo familiare dell’interessato.
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Cass, N.8486-8 Aprile 2013

(Cass
N:8486 - 8 Aprile 2013)

Sez. lav. – Pres. Vidiri, Est. Arienzo, P.M. Fucci (conf.) – Poste Italiane Spa (avv. Fiorillo) c. P.F.E.A. (avv. Fatigato). Conf. Corte d’Appello Bari, 16 marzo 2009.

Note:
Parole chiave: sicurezza sul lavoro ::

Sicurezza sul lavoro – Obbligo di prevenzione dai rischi da rapine – Onere del datore di lavoro – Valutazione a priori di rischi extralavorativi – Insufficienza di adeguate misure di tutela – Responsabilità del datore di lavoro – Sussistenza.

L’art. 2087 cod. civ. pone in capo al datore di lavoro l’onere di valutare se l’attività svolta dalla propria azienda comporti o meno rischi extralavorativi. Conseguentemente, in caso di aggressione criminosa di terzi, l’obbligo prevenzionistico avrà un contenuto non teorizzabile a priori, ma ben individuabile nella realtà alla luce delle tecniche di sicurezza comunemente adottate; onere quindi che presuppone una concreta indagine sull’attività svolta nella propria azienda
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Tribunale Roma, N.4644-3 Aprile 2013

(Tribunale Roma
N:4644 - 3 Aprile 2013)

Est. Casola – P.M. (avv. Morgigni) c. SdC Spa (avv. Oggiano).

Note: La certezza del diritto e l’«incerta» formulazione delle norme
Parole chiave: contratto :: termine :: impugnazione :: decadenza ::

Contratto a termine – Impugnazione – Decadenza ex art. 6, commi 1 e 2, legge n. 604/66 – Differimento dell’efficacia al 31 dicembre 2011 – Remissione in termini per i contratti a termine non impugnati entro il 23 gennaio 2011 – Sussiste.

La proroga introdotta dal comma 1-bis dell’art. 32, legge, n. 183/10, si riferisce alle «modifiche» apportate all’art. 6, legge n. 604/66, da parte dello stesso art. 32; «modifiche» che, riguardano non solo il termine di 270 gg. per istaurare il giudizio, successivo a quello di 60 gg. per l’impugnazione del licenziamento, già esistente, ma, altresì, l’estensione di detto primo termine di impugnazione anche ad altre fattispecie, come i contratti a termine, dovendosi ritenere che il legislatore abbia voluto posticipare gli effetti della novella legislativa, proprio per ritardare gli effetti preclusivi delle nuove decadenze introdotte dall’art. 32, legge n. 183/10, complessivamente considerato
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