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Cassazione, N.15769-24 Giugno 2013

(Cassazione
N:15769 - 24 Giugno 2013)

Sez. lav. – Pres. Miani Carnevari, Est. Mancino, P.M. Corasaniti (conf.) – Rai Radiotelevisione italiana Spa (avv. Chilosi) c. F.M. (avv.ti N. Arcieri, G. Arcieri). Conf. Corte d’Appello Roma, 30 gennaio 2009

Note: In materia di accertamento e quantificazione dei danni da demansionamento
Parole chiave: mansioni e qualifica ::

Mansioni e qualifica – Art. 2103 cod. civ. – Riduzione a inattività della lavoratrice – Illegittimità – Danno da dequalificazione professionale – Ammissibilità della prova per presunzioni – Misura del risarcimento del danno in considerazione della condotta non collaborativa della lavoratrice.

Al giudice di merito spetta l’accertamento dell’equivalenza delle mansioni, pur astrattamente riconducibili al medesimo livello d’inquadramento contrattuale. Nell’individuazione dei danni da demansionamento, il giudice valuta l’opportunità del ricorso alla prova per presunzioni, sulla scorta della comune esperienza e delle emergenze istruttorie. Nella quantificazione equitativa del risarcimento il giudice può tenere conto della condotta non collaborativa della lavoratrice
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Cassazione, N.15560-20 Giugno 2013

(Cassazione
N:15560 - 20 Giugno 2013)

Sez. lav., ord. – Pres. De Renzis, Est. Marotta, P.M. Matera – L.Z. c. Rete ferroviaria italiana Spa.

Note: L’applicazione della Direttiva n. 99/70/Ce al lavoro marittimo all’esame della Corte di Giustizia

Lavoro a tempo determinato – Direttiva n. 99/70/Ce – Lavoro marittimo – Applicabilità – Rinvio alla Corte di Giustizia europea

Rilevante per il presente giudizio risulta la questione, da porre alla Corte di Giustizia dell’Unione europea in forza degli artt. 19 e 267 del TfUe, relativa alla verifica dell’applicabilità della Direttiva comunitaria n. 1999/70/Ce anche al lavoro marittimo, da cui potrebbe derivare, specie quanto alla clausola 5, punto 1, che l’adempimento all’obbligo di prevedere misure idonee a evitare abusi attuato dal legislatore nazionale con il d.lgs. n. 368/2001 si traduca in un’applicazione delle disposizioni in quest’ultimo contenute anche ai rapporti di lavoro marittimo
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Cassazione, N.14319-13 Giugno 2013

(Cassazione
N:14319 - 13 Giugno 2013)

Sez. lav. – Pres. Vidiri, Est. D’Antonio, P.M. Romano (conf.) – C.G. (avv. Lo Vetri) c. Multiservizi energia unipersonale Srl.

Note: Licenziamento ritorsivo: necessità di provare la decisività e l’esclusività dell’animus vindicandi

Licenziamento individuale – Licenziamento ritorsivo – Natura e casistica – Tutela alla luce della legge n. 92/12 – Onere della prova sul lavoratore – Valorizzazione del ruolo delle presunzioni

L’onere della prova sulla natura ritorsiva di un provvedimento del datore di lavoro grava sul lavoratore, ma può essere assolto con la dimostrazione di elementi specifici tali da far ritenere che l’intento di rappresaglia abbia avuto un’efficacia determinativa ed esclusiva del licenziamento anche rispetto ad altri eventuali fatti idonei a configurare una legittima risoluzione del rapporto
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corte di giustizia, N.causa C-415/12-13 Giugno 2013

(corte di giustizia
N:causa C-415/12 - 13 Giugno 2013)

Sezione Nona, ord. – Pres. Malenovský, Est. Safjan e Prechal – Bianca Brandes c. Land Niedersachsen (Avv. Gen. Sharpston)

Note: Diritto alle ferie annuali e principio del pro rata temporis

Ferie – Direttiva n. 2003/88/Ce – Accordo quadro Unice, Ceep, Ces sul lavoro a tempo parziale – Clausola 4 dell’Accordo quadro sul lavoro a tempo parziale – Principio di non discriminazione – Principio del pro rata temporis – Maternità – Mutamento del rapporto di lavoro – Diritti quesiti.

Il diritto pertinente dell’Unione, in particolare l’art. 7, par. 1, Dir. 2003/88/Ce e la clausola 4, p. 2, dell’Accordo quadro sul lavoro a tempo parziale, concluso il 6.6.1997, che figura nell’all. alla Dir. 97/81/Ce, deve essere interpretato nel senso che osta a disposizioni o prassi nazionali, come quelle in esame nel procedimento principale, in forza delle quali il numero di giorni di ferie annuali retribuite di cui un lavoratore occupato a tempo pieno non ha potuto beneficiare nel corso del periodo di riferimento – essendo passato a un regime di lavoro a tempo parziale – viene ridotto proporzionalmente alla differenza esistente tra il numero di giorni di lavoro settimanale effettuati da tale lavoratore prima e dopo tale passaggio a tempo parziale.
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