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le ultime sentenze pubblicate

Corte di cassazione, N.23958-24 Novembre 2015

(Corte di cassazione
N:23958 - 24 Novembre 2015)

Pres. Manna, Est. Balestrieri, P.M. Sanlorenzo (conf.) – B.F. (avv. Prosperi Mangili) c. Inps (avv.ti Sgroi, Maritato, D’Aloisio). Conf. Corte d’Appello di Roma, 24.3.2011.

Note: ANNO LXVII - 2016 - 2

Pensione – Anzianità contributiva – Calcolo – Lavoro a tempo parziale verticale ciclico – Accordo quadro sul lavoro a tempo parziale – Esclusione dei periodi non lavorati – Discriminazione.

I lavoratori con orario di lavoro a tempo parziale verticale ciclico non possono vedersi esclusi dall’anzianità contributiva richiesta per l’accesso alla pensione i periodi non lavorati nell’ambito del programma negoziale lavorativo concordato. L’art. 7, c. 1, della l. n. 638 del 1983 deve essere interpretato in conformità del principio di supremazia della normativa europea rispetto a quella nazionale in contrasto con essa.
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Cassazione, N.23948-24 Novembre 2015

(Cassazione
N:23948 - 24 Novembre 2015)

Pres. Manna, Est. Balestrieri, P.M. Sanlorenzo (conf.) – B.F. (avv. Prosperi Mangili) c. Inps (avv.ti Sgroi, Maritato, D’Aloisio). Conf. Corte d’Appello di Roma, 24.3.2011

Note: Pensioni e part-time: regimi previdenziali e prospettive antidiscriminatorie nella giurisprudenza multilivello
Parole chiave: pensione ::

Pensione – Anzianità contributiva – Calcolo – Lavoro a tempo parziale verticale ciclico – Accordo quadro sul lavoro a tempo parziale – Esclusione dei periodi non lavorati – Discriminazione.

I lavoratori con orario di lavoro a tempo parziale verticale ciclico non possono vedersi esclusi dall’anzianità contributiva richiesta per l’accesso alla pensione i periodi non lavorati nell’ambito del programma negoziale lavorativo concordato. L’art. 7, c. 1, della l. n. 638 del 1983 deve essere interpretato in conformità del principio di supremazia della normativa europea rispetto a quella nazionale in contrasto con essa.
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Corte di giustizia dell'Ue, N.C-115/14-17 Novembre 2015

(Corte di giustizia dell'Ue
N:C-115/14 - 17 Novembre 2015)

Quarta Sezione – Pres. Bay Larsen, Est. Prechal, Avv. Gen. Mengozzi – RegioPost GmbH & Co. Kg c. Stadt Landau in der Pfalz.

Note: Salario minimo legale e appalti pubblici: il caso Regiopost

Appalto – Clausola sociale – Appalti pubblici – Direttiva n. 2004/18/Ce – Salario minimo – Articolo 56 TfUe – Libera prestazione dei servizi – Restrizioni. Appalto – Clausola sociale – Appalti pubblici – Direttiva n. 2004/18/Ce – Esclusione.

L’art. 26 della Direttiva n. 2004/18, deve essere interpretato nel senso che non osta a una normativa di un ente regionale di uno Stato membro che imponga agli offerenti e ai loro subappaltatori di impegnarsi, mediante una dichiarazione scritta da allegare all’offerta, a versare un salario minimo stabilito da una fonte legislativa al personale assegnato all’esecuzione delle prestazioni oggetto dell’appalto pubblico.
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Cassazione, N.23698-16 Novembre 2015

(Cassazione
N:23698 - 16 Novembre 2015)

Pres. ed Est. Napoletano, P.M. Ce - le ste (conf.) – Btcino Spa (avv.ti De Luca Tamajo, Toffoletto, Paternò) c. B.G. (avv.ti Bertussi Vassalini). Cassa Corte d’Appello di Brescia, 27.10.2012

Note: Sui limiti dell’obbligo di repechage
Parole chiave: Licenziamento individuale :: repechage ::

Licenziamento individuale – Licenziamento per giustificato motivo oggettivo – Obbligo di repechage – Adibizione a mansioni inferiori rispetto a quelle di assunzione – Non necessità del patto di demansionamento – Richiesta coeva o anteriore al licenziamento

Nel caso in cui il demansionamento rappresenti l’unica alternativa praticabile al licenziamento per giustificato motivo oggettivo, il datore di lavoro ha l’onere di rappresentare al lavoratore la possibilità di assegnazione a mansioni inferiori compatibili con il suo bagaglio professionale; non è necessario un patto di demansionamento o una richiesta in tal senso del lavoratore coeva al licenziamento. In tema di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, il rispetto dei criteri di buona fede e correttezza non può spingersi fino a imporre al datore di lavoro una scelta organizzativa, ancorché transeunte, tale da incidere, sia pure in maniera modesta, sulle decisioni organizzative che appartengono sempre alla sua sfera di libertà di iniziativa economica tutelata dall’art. 41 Cost
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