Contratto a termine – Impiegato dello Stato e pubblico in genere –
Reiterazione di assunzioni a termine per soddisfare esigenze non
temporanee della pubblica amministrazione – Violazione di norme
imperative – Proporzionalità, efficacia e dissuasività del risarcimento
del danno – Insussistenza – Applicabilità della sanzione della
conversione – Sussistenza – Violazione art. 97 Cost. –
Insussistenza
Il risarcimento del danno ex art. 36, co. 5, d.lgs. 165/01 di per sé non può, a prescindere dal suo ammontare, rappresentare una misura effettiva destinata a evitare e, se del caso, sanzionare un utilizzo abusivo di una successione di contratti a tempo determinato. La mancata estensione al settore del lavoro pubblico della conversione legale non può trovare giustificazione nell’art. 97 Cost. qualora l’assunzione a termine avvenga tramite concorso o procedure selettive idonee a garantire il rispetto dell’art. 97 Cost. Appare pertanto consentita nel caso di specie la disapplicazione della normativa nazionale (art. 36 d.lgs. 165/01) a vantaggio della Direttiva 1999/70 e delle pronunce della Corte di Giustizia, quindi dell'art. 5 d.lgs. 368/01