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CASSAZIONE

Cassazione, N.16155-9 Luglio 2009

(Cassazione
N:16155 - 9 Luglio 2009)

Pres. Ianniruberto, Est. Napoletano, P.M. Fedeli (Conf.) – B. G. (avv.ti Andreoni e Regazzo) c. Soc. coop. Cooperativa Ambiente (avv.ti Vania e Micucci). Conf. Corte d’Appello Venezia 13 giugno 2005.

Note: La nozione di licenziamento ritorsivo e le possibili motivazioni del recesso
Parole chiave: licenziamento :: discriminatorio :: ritorsivo :: nozione ::

Licenziamento individuale – Licenziamento discriminatorio e ritorsivo – Nozione.

Il licenziamento intimato da una società cooperativa di produzione e lavoro per il fatto che il dipendente rifiuti di proseguire il rapporto come socio lavoratore anziché come dipendente non è ritorsivo e tale motivo non è un motivo determinante contrario a norme imperative, all’ordine pubblico e al costume o ad altri scopi vietati per legge.
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Cassazione, N.36642, Sez. II pen.-21 Settembre 2007 - 5 Ottobre 2007

(Cassazione
N:36642, Sez. II pen. - 21 Settembre 2007 - 5 Ottobre 2007)

Sez. II penale – Pres. Rizzo, Est. Ambrosio,P.M.Cetrangolo (concl. diff.) – L. e altri ricorrenti. Conf. App. Cagliari, Sez. distaccata di Sassari, 21 gennaio 2003.

Note: L’accettazione di illecite condizioni lavorative non esclude il delitto di estorsione
Parole chiave: estorsione ::

Contratto di lavoro – Condizioni di lavoro ingiuste – Accettazione – Difformità dal contratto collettivo – Estorsione – Sussistenza – Estremi.

Un accordo contrattuale tra datore e prestatore di lavoro, nel senso dell’accettazione da parte di quest’ultimo di percepire una paga inferiore ai minimi retributivi o non parametrata alle effettive ore lavorative, non esclude, di per sé, la sussistenza dei presupposti dell’estorsione mediante minaccia, in quanto anche uno strumento teoricamente legittimo può essere usato per scopi diversi da quelli per cui è apprestato e può integrare, al di là della mera apparenza, una minaccia ingiusta, perché è ingiusto il fine a cui tende, e idonea a condizionare la volontà del soggetto passivo, ...
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Cassazione, N.19560-21 Settembre 2007

(Cassazione
N:19560 - 21 Settembre 2007)

Sez. lav. – Pres. Mattone, Est. Vidiri, P. M. Fuzio (concl. diff.) – Q. L. e C. R. (avv. Vitale) c. Trenitalia Spa (avv. Ozzola).

Note: Il nuovo giudizio di Cassazione: supplenza zero
Parole chiave: supplenza zero ::

Controversie di lavoro – Ricorso per Cassazione – Quesiti – Inammissibilità del ricorso – Estremi.

L’art. 366-bis cod. proc. civ. non può essere interpretato nel senso che il que- sito di diritto possa desumersi implicitamente dalla formulazione del motivo di ricorso, poiché una siffatta interpretazione si risolverebbe nell’abrogazione tacita della norma in questione che ha introdotto, a pena di inammissibilità, il rispetto di un requisito formale che deve esprimersi nella formulazione di un esplicito quesito di diritto tale da circoscrivere la pronuncia del giudice nei li- miti di un accoglimento o di un rigetto del quesito formulato dalla parte; que- sito che deve trovare la sua collocazione a conclusione dell’illustrazione di cia- scun motivo di ricorso, che, da sola, non è però sufficiente ai fini del rispetto della norma in esame. (1) ...
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Cassazione, N.15973-18 Luglio 2007

(Cassazione
N:15973 - 18 Luglio 2007)

Sez. lav. – Pres. E. Mercurio, Est. A. De Matteis, P.M. F. Pivetti (conf.) – N. L. (avv. G. Rimmaudo) c. Inail (avv.ti La Peccerella e Romeo).

Note: Infortunio in itinere e ultrattività temporale della fattispecie normativa
Parole chiave: infortunio in itinere ::

Infortunio in itinere – Interruzione nesso di causalità – Sosta voluttuaria – Rischio elettivo – Configurabilità – Disciplina ante d.lgs. 23 febbraio 2000, n. 38 – Criterio interpretativo.

In tema di «infortunio in itinere», l’interruzione non necessitata, quale una sosta voluttuaria al bar, va inquadrata nel rischio elettivo, nell’ambito del percorso che costituisce l’occasione di lavoro, in quanto dovuta a libera scelta del lavoratore, che comporta la permanenza o meno della copertura assicurativa a seconda delle caratteristiche della sosta alla stregua delle due condizioni, indicate dalla giurisprudenza costituzionale, delle dimensioni temporali e dell’aggravamento del rischio. La valutazione delle circostanze di fatto dell’interruzione non necessitata è compito del giudice del merito, il quale potrà adottare criteri quali il tempo della sosta in termini assoluti, ...
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