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risarcimento del danno

Corte di Cassazione, N.26561-17 Dicembre 2007

(Corte di Cassazione
N:26561 - 17 Dicembre 2007)

Sez. lav. – Pres. Ciciretti, Est. Celentano, P.M. Abbritti – Bnl Spa (avv.ti Franza e Marini) c. M. P. (avv. Gaetano). Diff. Corte d’Appello Messina, 25 novembre 2003.

Note: Inottemperanza all’ordine di reintegra e danni risarcibili
Parole chiave: risarcimento del danno :: reintegra ::

Licenziamento individuale – Reintegrazione nel posto di lavoro – Inottemperanza – Risarcimento del danno – Risarcimento dei danni ulteriori – Onere della prova. Licenziamento individuale – Reintegrazione nel posto di lavoro – Inottemperanza – Applicabilità art. 2103 cod. civ. – Non sussiste.

Il comma 4 dell’art. 18 Stat. lav., individuando nella retribuzione la misura del risarcimento del danno subìto dal lavoratore per effetto del licenziamento illegittimo dal giorno del licenziamento sino a quello dell’effettiva reintegrazione, ha inteso coprire tutti i pregiudizi economici che si configurano come conseguenze della inattività lavorativa da licenziamento illegittimo tanto per il periodo precedente quanto per quello successivo alla sentenza di reintegra; ...
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Corte di cassazione, N.20440-2 Luglio 2015

(Corte di cassazione
N:20440 - 2 Luglio 2015)

Pres. ed Est. Roselli, P.M. Giacalone (conf.) – S.S.C.F. (avv. Cucinotta) c. Seta Spa (avv. Parravicini). Conf. Corte d’Appello di Torino, 29.11.2013.

Note: La riservatezza del lavoratore fra innovazioni legislative e giurisprudenza nazionale ed europea

Controlli sul lavoratore – Gps – Controlli difensivi – Ammissibilità.

I divieti di cui agli artt. 2, 3, 4, legge n. 300 del 1970, riguardano il controllo sui modi di adempimento dell’obbligazione lavorativa, ma non anche comportamenti del lavoratore lesivi del patrimonio e dell’immagine aziendale. Non sono perciò vietati i cosiddetti controlli difensivi, intesi a rilevare mancanze specifiche e comportamenti estranei alla normale attività lavorativa nonché illeciti, ciò tanto più quando il lavoro dev’essere eseguito al di fuori dei locali aziendali.
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cassazione, N.356-9 Gennaio 2013

(cassazione
N:356 - 9 Gennaio 2013)

Sez. lav., ord. – Pres. Roselli, Est. Blasutto, P.M. Romano (conf.) – L.B. (avv. Iuliano) c. Cavamarket Spa (avv. Ioele). Conf. Corte d’Appello Salerno, 5 settembre 2008.

Note: L’incidenza del comportamento del lavoratore sul risarcimento del danno

Licenziamento individuale – Illegittimità – Proposta riassunzione – Rifiuto – Diritto alla reintegrazione – Sussiste – Risarcimento del danno – Sussiste – Ammontare minimo

Il rifiuto, da parte del lavoratore illegittimamente licenziato, di essere riassunto non implica una tacita rinuncia alla reintegrazione, ma incide sul piano della tutela risarcitoria. La mancata accettazione dell’offerta di riassunzione, infatti, riduce il risarcimento del danno al suo ammontare minimo, pari a cinque mensilità di retribuzione globale di fatto.
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cassazione, N.23669-6 Novembre 2014

(cassazione
N:23669 - 6 Novembre 2014)

Pres. Macioce, Est. Arienzo, P.M. Matera (conf.) – Banca dei Colli Euganei; Credito Cooperativo; Lozzo Atesino Società cooperativa (avv.ti Maresca, Di Stefano, Ferrante) c. S.E. (avv.ti Rusconi, Piccinini, Cossu).

Note: La «prima» della Cassazione su licenziamento disciplinare e «insussistenza del fatto» nella legge n. 92/2012: rilievi critici

Licenziamento individuale – Art. 18, commi 4 e 5, Stat. lav., come mo- dificati dalla legge n. 92/2012 – Fatto materiale e fatto giuridico – Tutela reale e tutela obbligatoria – Proporzionalità. Licenziamento individuale – Art. 18 Stat. lav., come modificato dalla legge n. 92/2012 – Tempestività e immediatezza – Distinzione – Tutela applicabile.

Per «insussistenza del fatto contestato» ai sensi dell’art. 18, comma 4, Stat. lav., deve intendersi inesistenza del fatto materiale posto a base del licenziamen- to. Di conseguenza, in caso di recesso disciplinare ingiustificato, il giudice potrà concedere la reintegrazione solo se, a seguito di una valutazione delle risultanze istruttorie, ritiene che il fatto contestato non si sia verificato nella sua componen- te oggettiva. Non rileva dunque a tali fini la qualificazione o meno del fatto co- me giusta causa o giustificato motivo soggettivo, rimanendo peraltro escluso – dal giudizio sulla sussistenza/insussistenza del fatto – ogni apprezzamento circa l’ele- mento soggettivo e la proporzionalità tra gravità del comportamento contestato e licenziamento.
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Corte di Cassazione, N.6436-11 Marzo 2008

(Corte di Cassazione
N:6436 - 11 Marzo 2008)

Sez. lav. – Pres. De Luca, Rel. Miani Canevari, P.M. Abbritti (conf.) – Ministero della salute c. A. M. G.

Note: Riflessioni sulla risarcibilità del danno non patrimoniale da ritardata erogazione dell’indennizzo ex lege n. 210/92
Parole chiave: risarcimento del danno ::

Danni da trasfusioni e da vaccinazioni obbligatorie – Indennizzo ex lege n. 210/1992 – Ritardo nel pagamento – Risarcimento del danno non patrimoniale – Danno esistenziale – Configurabilità – Esclusione

Il danno non patrimoniale deve essere risarcito non solo nei casi previsti dalla legge ordinaria, ma anche nei casi di lesione di valori della persona umana costituzionalmente protetti (come la salute, la famiglia, la reputazione, la libertà di pensiero). Nel caso degli indennizzi di cui alla legge n. 210/1992, tuttavia, i benefìci in questione riguardano prestazioni di natura assistenziale, poste a carico dello Stato in ragione del dovere di solidarietà sociale, e che non hanno quindi natura risarcitoria, né possono essere qualificate, per la loro funzione, come strumenti direttamente rivolti alla garanzia del diritto alla salute.
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Cassazione, N.41-3 Gennaio 2013

(Cassazione
N:41 - 3 Gennaio 2013)

Sez. lav., ord. – Pres. Roselli, Est. Bronzini, P.M. Matera (conf.) – Radio dimensione suono Spa (avv. Rizzo) c. O.V. (avv. Muggia). Diff. Corte d’Appello Roma, 6 luglio 2010.

Note: L’incidenza del comportamento del lavoratore sul risarcimento del danno

Licenziamento individuale – Illegittimità – Revoca – Rifiuto – Opzione indennità sostitutiva – Risarcimento danno – Sussiste – Versamento effettivo indennità – Principio di effettività.

Il lavoratore che rifiuti la revoca del licenziamento e opti per l’indennità sostitutiva della reintegrazione ha diritto a un risarcimento del danno che – in virtù del principio di effettività dei rimedi giurisdizionali – deve essere commisurato alle retribuzioni che sarebbero maturate sino al momento dell’effettiva corresponsione dell’l’indennità sostitutiva e non sino al giorno in cui il lavoratore ha operato la sua scelta
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Tribunale Lecce, N.7148-31 Ottobre 2007

(Tribunale Lecce
N:7148 - 31 Ottobre 2007)

Est. Bellanova – G. P. (avv. Dell’Anna) c. N. R. Mic e Mic di N. R. Srl (avv. Sodo).

Note: La tutela del lavoratore in caso di annullamento delle dimissioni

Dimissioni – Annullamento – Ricostituzione del rapporto – Messa in mora – Diritto alle retribuzioni – Non sussiste – Diritto al risarcimento del danno – Non sussiste

Nell’ipotesi di annullamento delle dimissioni per incapacità naturale del lavoratore o vizio della volontà, opera il principio secondo cui l’annullamento di un negozio giuridico, pur avendo efficacia retroattiva, non comporta il diritto del lavoratore alle retribuzioni maturate dalla data delle dimissioni a quella della riammissione al lavoro, atteso che la retribuzione presuppone la prestazione dell’attività lavorativa, onde il pagamento della prima in assenza della seconda rappresenta un’eccezione che, come nelle ipotesi di malattia o licenziamento non sorretto da giusta causa o giustificato motivo, deve essere espressamente prevista dalla legge
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Tribunale Bari, N.-12 Gennaio 2015

(Tribunale Bari
N: - 12 Gennaio 2015)

ord. – Est. Tarantino – M.L. (avv. Roscano) c. B. Spa (avv. Aresta).

Note: La «prima» della Cassazione su licenziamento disciplinare e «insussistenza del fatto» nella legge n. 92/2012: rilievi critici

Licenziamento individuale – Art. 18, commi 4 e 5, Stat. lav., come mo- dificati dalla legge n. 92/2012 – Fatto materiale e fatto giuridico – Tutela reale e tutela obbligatoria – Proporzionalità.

La reintegrazione ai sensi dell’art. 18, comma 4, Stat. lav., deve essere dispo- sta anche quando l’«insussistenza» riguarda soltanto alcuni elementi del fatto contestato (effettivamente verificatosi per il resto) che siano ritenuti essenziali ai fini della configurazione della giusta causa o del giustificato motivo soggettivo di licenziamento.
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Tribunale Rossano, N.-4 Giugno 2007

(Tribunale Rossano
N: - 4 Giugno 2007)

Est. Coppola – S. E. (e altri) c. Azienda sanitaria provinciale di Cosenza.

Note: Contratti a termine nelle amministrazioni pubbliche: divieto di conversione e risarcimento del danno

Lavoro a tempo determinato – Illegittima apposizione del termine – Conversione in contratto a tempo indeterminato – Inapplicabilità – Diritto del lavoratore al risarcimento del danno ex art. 36, d.lgs. n. 165/2001 – Riconducibilità della fattispecie alla responsabilità contrattuale – Quantificazione del danno – Determinazione secondo equità.

Dall’accertata nullità del termine apposto a un contratto stipulato con una pubblica amministrazione non può derivare la conversione in rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Tale normativa è pienamente conforme al Diritto comunitario. Il lavoratore acquisisce il diritto al risarcimento del danno subìto ex art. 36 del d.lgs. n. 165/01 che integra un’ipotesi di responsabilità contrattuale. Il risarcimento va quantificato riferendosi al tempo medio necessario per ricercare una nuova occupazione stabile, tenuto conto della zona geografica, dell’età, del sesso e del titolo di studio dei lavoratori.
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Corte di cassazione, N.21454-19 Settembre 2013

(Corte di cassazione
N:21454 - 19 Settembre 2013)

Pres. Roselli, Est. Blasutto, P.M. Romano (diff.) – B.U. (avv.ti Bologna, Giuntoli) c. Inps (avv.ti Riccio, Valente, Preden). Cassa Corte d’App. Firenze, 4 aprile 2008.

Note: Correttezza e diligenza nel rapporto previdenziale

Pensione – Erronea comunicazione al lavoratore della posizione contributiva utile – Anticipata cessazione del rapporto di lavoro – Responsabilità dell’ente previdenziale – Natura contrattuale – Difetto di diligenza dell’assicurato – Diminuzione del danno risarcibile.

La buona fede quale criterio di comportamento opera non soltanto in rapporti obbligatori di diritto privato ma anche in quelli tra pubblici poteri e cittadino. Essa, infatti, esprime un principio costituzionale non scritto ma ricavato dall’art. 3 cpv. Cost., e vincola la pubblica amministrazione a rispettare, così nell’esercizio dei poteri autoritativi come nell’ambito dei rapporti contrattuali, l’affidamento e l’attendibilità delle sue dichiarazioni. Sussiste perciò l’obbligo, a carico dell’amministrazione, di non frustrare la fiducia di soggetti titolari di interessi indisponibili, tra l’altro fornendo informazioni errate o anche dichiaratamente approssimative.
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