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risarcimento del danno

Corte di Cassazione, N.10864-12 Mag 2009

(Corte di Cassazione
N:10864 - 12 Mag 2009)

Sez. lav. – Pres. Ianniruberto, Est. Vidiri, P.M. Fedeli (Conf.) – M. V. (avv.ti Vacirca, Paolillo) c. M. Consorzio (avv.ti Mittiga Zandri e Bosio) e c. A. E. Spa (avv. Morrico). Conf. Corte d’Appello Genova 25 gennaio 2005.

Note: ANNO LXI - 2010 - N1
Parole chiave: risarcimento del danno ::

Mansioni e qualifiche – Dequalificazione – Danni non patrimoniali – Responsabilità contrattuale – Risarcimento.

Nella materia giuslavoristica, nella quale numerose disposizioni assicurano al lavoratore una tutela rafforzata della sua persona, è sovente riscontrabile un danno non patrimoniale che, configurabile ogni qualvolta il fatto illecito datoriale abbia violato, in modo grave, diritti della persona, come tali oggetto di tutela costituzionale, consente alla vittima di ottenere il ristoro della lesione di interessi che, per non essere regolati, ex ante, da norme di legge, dovranno essere individuati, caso per caso, dal giudice del merito, senza duplicare il risarcimento (attribuendo nomi diversi a pregiudizi identici), individuando il discrimine tra meri pregiudizi – concretizzatisi in disagi o lesioni di interessi che, per essere privi di qualsiasi consistenza e gravità ...
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Corte di Cassazione, N.26561-17 Dicembre 2007

(Corte di Cassazione
N:26561 - 17 Dicembre 2007)

Sez. lav. – Pres. Ciciretti, Est. Celentano, P.M. Abbritti – Bnl Spa (avv.ti Franza e Marini) c. M. P. (avv. Gaetano). Diff. Corte d’Appello Messina, 25 novembre 2003.

Note: Inottemperanza all’ordine di reintegra e danni risarcibili
Parole chiave: risarcimento del danno :: reintegra ::

Licenziamento individuale – Reintegrazione nel posto di lavoro – Inottemperanza – Risarcimento del danno – Risarcimento dei danni ulteriori – Onere della prova. Licenziamento individuale – Reintegrazione nel posto di lavoro – Inottemperanza – Applicabilità art. 2103 cod. civ. – Non sussiste.

Il comma 4 dell’art. 18 Stat. lav., individuando nella retribuzione la misura del risarcimento del danno subìto dal lavoratore per effetto del licenziamento illegittimo dal giorno del licenziamento sino a quello dell’effettiva reintegrazione, ha inteso coprire tutti i pregiudizi economici che si configurano come conseguenze della inattività lavorativa da licenziamento illegittimo tanto per il periodo precedente quanto per quello successivo alla sentenza di reintegra; ...
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Corte di Cassazione, N.6436-11 Marzo 2008

(Corte di Cassazione
N:6436 - 11 Marzo 2008)

Sez. lav. – Pres. De Luca, Rel. Miani Canevari, P.M. Abbritti (conf.) – Ministero della salute c. A. M. G.

Note: Riflessioni sulla risarcibilità del danno non patrimoniale da ritardata erogazione dell’indennizzo ex lege n. 210/92
Parole chiave: risarcimento del danno ::

Danni da trasfusioni e da vaccinazioni obbligatorie – Indennizzo ex lege n. 210/1992 – Ritardo nel pagamento – Risarcimento del danno non patrimoniale – Danno esistenziale – Configurabilità – Esclusione

Il danno non patrimoniale deve essere risarcito non solo nei casi previsti dalla legge ordinaria, ma anche nei casi di lesione di valori della persona umana costituzionalmente protetti (come la salute, la famiglia, la reputazione, la libertà di pensiero). Nel caso degli indennizzi di cui alla legge n. 210/1992, tuttavia, i benefìci in questione riguardano prestazioni di natura assistenziale, poste a carico dello Stato in ragione del dovere di solidarietà sociale, e che non hanno quindi natura risarcitoria, né possono essere qualificate, per la loro funzione, come strumenti direttamente rivolti alla garanzia del diritto alla salute.
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Tribunale Lecce, N.7148-31 Ottobre 2007

(Tribunale Lecce
N:7148 - 31 Ottobre 2007)

Est. Bellanova – G. P. (avv. Dell’Anna) c. N. R. Mic e Mic di N. R. Srl (avv. Sodo).

Note: La tutela del lavoratore in caso di annullamento delle dimissioni

Dimissioni – Annullamento – Ricostituzione del rapporto – Messa in mora – Diritto alle retribuzioni – Non sussiste – Diritto al risarcimento del danno – Non sussiste

Nell’ipotesi di annullamento delle dimissioni per incapacità naturale del lavoratore o vizio della volontà, opera il principio secondo cui l’annullamento di un negozio giuridico, pur avendo efficacia retroattiva, non comporta il diritto del lavoratore alle retribuzioni maturate dalla data delle dimissioni a quella della riammissione al lavoro, atteso che la retribuzione presuppone la prestazione dell’attività lavorativa, onde il pagamento della prima in assenza della seconda rappresenta un’eccezione che, come nelle ipotesi di malattia o licenziamento non sorretto da giusta causa o giustificato motivo, deve essere espressamente prevista dalla legge
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Tribunale Rossano, N.-4 Giugno 2007

(Tribunale Rossano
N: - 4 Giugno 2007)

Est. Coppola – S. E. (e altri) c. Azienda sanitaria provinciale di Cosenza.

Note: Contratti a termine nelle amministrazioni pubbliche: divieto di conversione e risarcimento del danno

Lavoro a tempo determinato – Illegittima apposizione del termine – Conversione in contratto a tempo indeterminato – Inapplicabilità – Diritto del lavoratore al risarcimento del danno ex art. 36, d.lgs. n. 165/2001 – Riconducibilità della fattispecie alla responsabilità contrattuale – Quantificazione del danno – Determinazione secondo equità.

Dall’accertata nullità del termine apposto a un contratto stipulato con una pubblica amministrazione non può derivare la conversione in rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Tale normativa è pienamente conforme al Diritto comunitario. Il lavoratore acquisisce il diritto al risarcimento del danno subìto ex art. 36 del d.lgs. n. 165/01 che integra un’ipotesi di responsabilità contrattuale. Il risarcimento va quantificato riferendosi al tempo medio necessario per ricercare una nuova occupazione stabile, tenuto conto della zona geografica, dell’età, del sesso e del titolo di studio dei lavoratori.
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