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Retribuzione

cassazione, N.22063-17 Ottobre 2014

(cassazione
N:22063 - 17 Ottobre 2014)

Pres. Macioce, Est. Berrino, P.M. Finocchi Ghersi (conf.) – G.L. (avv. Carbonelli) c. Baratti di Eredi Inselvini Srl.Conf. Corte d’Appello di Brescia, 15 gennaio 2011

Note: Annullamento delle dimissioni e obbligo retributivo
Parole chiave: Retribuzione :: nullità :: dimissioni ::

Dimissioni – Stato di incapacità naturale – Annullamento – Continuità del rapporto di lavoro – Diritto alla retribuzione – Decorrenza – Data sentenza – Offerta prestazione lavorativa – Mora del datore – Non sussiste

Nell’ipotesi di annullamento delle dimissioni presentate da un lavoratore su- bordinato (nella specie, perché in stato di incapacità naturale), le retribuzioni spettano dalla data della sentenza che dichiara l’illegittimità delle dimissioni in quanto il principio secondo cui l’annullamento di un negozio giuridico ha effi- cacia retroattiva non comporta anche il diritto del lavoratore alle retribuzioni maturate dalla data delle dimissioni a quella riammissione al lavoro. Queste re- tribuzioni, salvo espressa previsione di legge, non sono dovute in mancanza del- la prestazione lavorativa
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Corte Appello Bologna, N.-17 Dicembre 2007

(Corte Appello Bologna
N: - 17 Dicembre 2007)

Pres. Castiglione, Est. Migliorati – Inps (avv.ti Barusi e Fonzo) c. Max Mara Fashion Group Srl (avv.ti Persiani e Spaggiari). Riforma Pret. Reggio Emilia 30 dicembre 1994, n. 572 (non definitiva), e Trib. Reggio Emilia 11 gennaio 2002, n. 56.

Note: Fiscalizzazione degli oneri sociali e sistema retributivo a cottimo

Retribuzione – Fiscalizzazione degli oneri sociali e sgravi – Presupposto – Applicazione di condizioni non inferiori a quelle previste dal contratto collettivo – Regole aziendali – Trattamenti non inferiori a quelli collettivi solo in caso di superamento di determinati livelli di cottimo – Presupposto per la fiscalizzazione – Inesistenza.

La fiscalizzazione degli oneri sociali non spetta qualora le retribuzioni di fatto corrisposte da un’azienda ai propri dipendenti siano non inferiori a quelle previste dai contratti collettivi solo in caso di superamento di determinati livelli di cottimo.
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Corte di cassazione, N.17399-17 Agosto 2011

(Corte di cassazione
N:17399 - 17 Agosto 2011)

Sez. lav. – Pres. Lamorgese, Est. Tria, P.M. Cesqui (conf.) – T.G. (avv. Zicavo) c. Cgsmapb (avv. Marini). Cassa Corte d’Appello Roma 13 settembre 2007.

Note: Rapporto di lavoro presso comunità religiose esercenti attività commerciali

Lavoro subordinato – Subordinazione – Elementi costitutivi del rapporto – Retribuzione – Minimi salariali – Principio della giusta retribuzione ex art. 36 Cost. – Criteri – Parametro della contrattazione collettiva di settore – Comunità religiose – Struttura alberghiera – Ccnl turismo – Si applica.

Le comunità appartenenti a ordini religiosi svolgono attività commerciale qualora, verso corrispettivo, accolgano ospiti. Pertanto, i lavoratori che svolgano attività all’interno di questa impresa alberghiera devono essere inquadrati nei contratti collettivi di riferimento, e non vanno considerati come collaboratori domestici.
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corte costituzionale, N.51-26 Marzo 2015

(corte costituzionale
N:51 - 26 Marzo 2015)

Pres. Criscuolo, Est. Sciarra – B.G. (avv. Giusti) c. Il Castello S.S. Cooperativa (avv. Leuzzi) – interv. Pres. Cons. ministri (Avv. Stato).

Note: In tema di legittimità costituzionale del rinvio al ccnl delle organizzazioni più rappresentative del settore cooperativo...
Parole chiave: corte costituzionale :: ccnl :: Retribuzione ::

Contratto collettivo – Socio lavoratore delle società cooperative – Trattamento economico minimo – Riferimento ai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative – Violazione dell’art. 39 Cost. – Insussistenza – Retribuzione proporzionata e sufficiente – Art. 36 Cost. – Rinvio al contratto collettivo – Legittimità costituzionale

L’art. 7, comma 4, del decreto legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 28 febbraio 2008, n. 31, non è costituzionalmente illegittimo, in quanto non assegna efficacia erga omnes ai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative del settore cooperativo, in contrasto con l’art. 39 Cost., ma richiama i trattamenti economici complessivi minimi ivi previsti quale parametro esterno di commisurazione, da parte del giudice, nel definire la proporzionalità e la sufficienza del trattamento economico da corrispondere al socio lavoratore, ai sensi dell’art. 36 Cost.
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Tribunale Lecce, N.7148-31 Ottobre 2007

(Tribunale Lecce
N:7148 - 31 Ottobre 2007)

Est. Bellanova – G. P. (avv. Dell’Anna) c. N. R. Mic e Mic di N. R. Srl (avv. Sodo).

Note: La tutela del lavoratore in caso di annullamento delle dimissioni

Dimissioni – Annullamento – Ricostituzione del rapporto – Messa in mora – Diritto alle retribuzioni – Non sussiste – Diritto al risarcimento del danno – Non sussiste

Nell’ipotesi di annullamento delle dimissioni per incapacità naturale del lavoratore o vizio della volontà, opera il principio secondo cui l’annullamento di un negozio giuridico, pur avendo efficacia retroattiva, non comporta il diritto del lavoratore alle retribuzioni maturate dalla data delle dimissioni a quella della riammissione al lavoro, atteso che la retribuzione presuppone la prestazione dell’attività lavorativa, onde il pagamento della prima in assenza della seconda rappresenta un’eccezione che, come nelle ipotesi di malattia o licenziamento non sorretto da giusta causa o giustificato motivo, deve essere espressamente prevista dalla legge
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Corte Appello Trento, Sezione distaccata di Bolzano, N.22-30 Novembre 2011

(Corte Appello Trento, Sezione distaccata di Bolzano
N:22 - 30 Novembre 2011)

Pres. Pichler, Est. Bonell – D.D.Z.I. ed E.K.H. (avv. Lanzinger) c. Commissariato del Governo per la Provincia di Bolzano (Avv. Stato di Trento) e c. Coop. Servizi Società Cooperativa (contumace).

Note: La tutela del credito da lavoro negli appalti con il committente pubblico

Appalto – Retribuzione – Diritti dei dipendenti degli appaltatori nei confronti dei committenti – Responsabilità solidale tra committente e appaltatore – Pubblica amministrazione – Art. 1, comma 2, e art. 29, comma 2, d.lgs. n. 276/2003 – Art. 6, legge n. 30/2003 – Applicabilità – Art. 1676 cod. civ. – Controversie di lavoro e previdenza – Lavoro subordinato

Secondo un’interpretazione costituzionalmente orientata che favorisca una lettura coerente con i princìpi e criteri fissati dalla legge delega, l’art. 29, comma 2, d.lgs. n. 276/2003, che fa nascere in capo al committente, all’appaltatore e all’eventuale subappaltatore un obbligazione solidale per i crediti retributivi e previdenziali dei dipendenti delle ditte in appalto o sub-appalto, può essere applicato alla pubblica amministrazione, nella sua veste di committente. In conformità con quanto previsto dalla legge delega, l’esclusione della pubblica amministrazione riportata nel decreto legislativo deve essere letta sottintendendo «nella sua veste di datore di lavoro»
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Corte Appello Firenze, N.590-1 Ottobre 2015

(Corte Appello Firenze
N:590 - 1 Ottobre 2015)

Pres. ed Est. Bronzini – Telecom Italia Spa (avv.ti Maresca, Romei, Boccia) c. S.L., P.M., P.L. (avv.ti Rusconi, Barone)

Note: Trasferimento del ramo d'azienda e tutele del lavoratore
Parole chiave: trasferimento :: Retribuzione :: ramo :: azienda ::

Trasferimento di azienda – Trasferimento del ramo d’azienda – Pagamento delle retribuzioni maturate e non percepite – Natura previdenziale dell’indennità di mobilità – Unicità del rapporto di lavoro – Interesse ad agire nei confronti del cedente dopo la risoluzione consensuale con la cessionaria

Nel caso di illegittimo trasferimento del ramo d’azienda con la conseguente reintegrazione alle dipendenze dell’impresa cedente, la sottoscrizione di un accordo conciliativo tra impresa cessionaria e lavoratori non inficia l’interesse di questi ultimi ad agire nei confronti dell’impresa cedente, posto che lo svolgimento in via di fatto delle prestazioni lavorative non equivale ad accettazione della cessione del contratto di lavoro
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Tribunale Prato, N.263-21 Novembre 2007

(Tribunale Prato
N:263 - 21 Novembre 2007)

Giud. Rizzo – B. M., B. M., N. S. e, nella qualità di Consigliera di parità della Regione Toscana, C. M. (avv.ti Rusconi e Valenti), C. R., G. S., G. E., L. A., L. L. F., M. E., P. C., S. D., M. C. e, in qualità di Consigliera di parità della Regione Toscana, C. M. (avv. Bologni) c. Cariprato Spa (avv.ti Papaleoni e Cappellini).

Note: Donne, accesso al lavoro e progressioni di carriera

Discriminazioni – Discriminazioni di genere – Accertamento progressione automatica di carriera – Accertamento riconoscimento periodi di astensione facoltativa ai fini dell’anzianità – Retribuzione – Azione collettiva di discriminazione ex art. 4, legge n. 125/1991.

La condotta assunta dalla società convenuta (mancato riconoscimento dei periodi di astensione facoltativa quali periodi utili al computo dell’anzianità richiesta ai fini della progressione automatica di carriera e dei relativi benefìci economici) si risolve in una discriminazione indiretta ai sensi del comma 2 dell’art. 4, legge n. 125/1991. Le ricorrenti, quali fruitrici della tutela loro apprestata dall’art. 7, legge n. 1204/1971, sono state oggetto di una discriminazione in ragione del sesso, con la conseguenza che le loro carriere dovranno essere ricostruite computando nell’anzianità di servizio utile ai fini della progressione automatica (di cui all’art. 10 Ccnl Acri del 19 dicembre 1994) anche i periodi di astensione facoltativa per maternità
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Tribunale di Milano, N.-6 Mag 2014

(Tribunale di Milano
N: - 6 Mag 2014)

Est. Bertoli – G.A. e altri 21 (avv.ti Scarpelli, Lazzarini, Caridi) c. Milano ristorazione Spa (avv.ti Furlan, Ugoccioni).

Note: Spending review e fringe benefits: il principio dell'irriducibilità della retribuzione in tempo di crisi
Parole chiave: Retribuzione ::

Retribuzione – Accertamento della natura retributiva dell’uso promiscuo di autovettura aziendale – Applicabilità della cd. spending review alle società partecipate – Legittimità della revoca del fringe benefit – Principio di irriducibilità della retribuzione – Compensazione in denaro secondo le tariffe Aci.

È legittima la revoca della concessione di uso promiscuo dell’autovettura aziendale a dipendenti di società partecipate in seguito all’applicazione della normativa sul contenimento della spesa pubblica, ma, in considerazione della natura retributiva del fringe benefit e del principio di irriducibilità della retribuzione, deve essere corrisposta una compensazione in denaro.
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Giudice di pace di Parma, N.-24 Febbraio 2016

(Giudice di pace di Parma
N: - 24 Febbraio 2016)

Est. Cesaretti – Opponente (avv. Petronio); Opposto I. Srl (avv. Bastoni)

Note: Esenzione dal pagamento dei compensi dell’Istituto vendite giudiziarie: una lettura estensiva dell’art. 10, l. n. 533/1973
Parole chiave: Retribuzione ::

Retribuzione – Decreto ingiuntivo – Spese di esecuzione – Compensi Istituto vendite giudiziarie – Esenzione ex art. 10 della l. n. 533/1973 – Sussistenza

Rientrano nell’ambito di applicazione dell’art. 10 della l. n. 533/1973, e sono pertanto oggetto di esenzione, i compensi dovuti all’Istituto vendite giudiziarie, in ragione della vendita di un bene sottoposto a pignoramento, laddove i crediti eseguiti siano crediti da lavoro. L’art. 10 della l. n. 533/1973, infatti, nel riferirsi a spese di esecuzione mobiliare e immobiliare di provvedimenti resi in controversie di lavoro, deve essere interpretato estensivamente come già affermato dalla Corte costituzionale
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