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Corte Costituzionale, N.7-11 Gennaio 2017

(Corte Costituzionale
N:7 - 11 Gennaio 2017)

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Corte di Giustizia delle Comunità europee, N.-7 Aprile 2006

(Corte di Giustizia delle Comunità europee
N: - 7 Aprile 2006)

Prima Sezione, 7 aprile 2006 – Pres. P. Jann, Avv. Gen. F. G. Jacobs, causa C-423/04 – S. M. Richards c. Secretary of State for Work and Pensions.

Note: Divieto di discriminazione in materia previdenziale per lavoratori/lavoratrici che hanno mutato sesso

Parità di trattamento tra gli uomini e le donne in materia di sicurezza sociale – Direttiva n. 79/7/Cee – Rifiuto di concedere una pensione di vecchiaia all’età di 60 anni a una transessuale che si è sottoposta a un intervento chirurgico di conversione dal sesso maschile al sesso femminile.

È incompatibile con la Direttiva Cee n. 79/7 una norma nazionale che nega il beneficio di una pensione di vecchiaia a lavoratrice che, in conformità della legislazione nazionale, sia passata dal sesso maschile al sesso femminile per il motivo che essa non ha raggiunto l’età di 65 anni, quando invece questa stessa persona avrebbe avuto diritto a detta pensione all’età di 60 anni se fosse stata considerata una donna in base al diritto nazionale. L’applicazione di tale principio non è limitata nel tempo.
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Tribunale Lucca, N.XXX-18 Giugno 2011

(Tribunale Lucca
N:XXX - 18 Giugno 2011)

Est. Martelli – B.A. (avv.ti Andreoni, Angiolini, Lombardi, Genovali) c. Inps (avv. Quarta).

Note: L’intervento integrativo degli enti bilateriali per il riconosciemnto da parte dell'Inps degli istituti di tutela del reddito

Previdenza sociale – Istituti di tutela del reddito per sospensione lavo- ro – Apprendista – Licenziamento – Inesistenza ente bilaterale ai fi- ni dell’intervento integrativo – Riconoscimento dell’indennità a ca- rico dell’Inps – Esclusione – Rilevanza e non manifesta infondatez- za della questione di legittimità costituzionale.

È rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità co- stituzionale dell’art. 19, comma 1, lett. c, del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, laddo- ve subordina il diritto al pagamento di una prestazione in denaro pari all’in- dennità ordinaria di disoccupazione con requisiti normali per i lavoratori as- sunti con la qualifica di apprendista, all’intervento integrativo pari almeno al- la misura del venti per cento della prestazione a carico degli enti bilaterali pre- visti dalla contrattazione collettiva. (1)
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Corte di Giustizia, N.N. C-620/15 Prima Sezione-27 Aprile 2017

(Corte di Giustizia
N:N. C-620/15 Prima Sezione - 27 Aprile 2017)

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Corte di Cassazione, N.6340-16 Marzo 2010

(Corte di Cassazione
N:6340 - 16 Marzo 2010)

Sez. lav. – Pres. Sciarelli, Est. Meliadò, P.M. Sepe (diff.) – A. K. A. (avv. Costa) c. Inps (avv.ti Correra, Cossu, Coretti, Sgroi). Cassa Corte d’Appello Venezia, 19 giugno 2006, n. 196.

Note: ANNO LXI - 2010 - N3

Previdenza sociale – Art. 22, comma 11, del d.lgs. n. 286 del 1998 – Lavoratore extracomunitario – Rimborso contributi versati – Requisiti per la richiesta – Onere della prova – Riforma della disciplina con legge n. 189 del 2002.

I lavoratori extracomunitari che abbiano cessato l’attività lavorativa in Italia e lascino il territorio nazionale possono richiedere – alla stregua dell’art. 22, comma 11, del d.lgs. n. 286 del 1998, applicabile ratione temporis – la liquidazione dei contributi che risultino versati in loro favore presso forme di previdenza obbligatoria, solo se la materia non sia regolata da convenzioni internazionali, restando a carico dell’ente previdenziale, tenuto alla restituzione dei contributi, l’onere di dimostrare l’esistenza di convenzioni e specifici accordi in materia di sicurezza sociale
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Corte Costituzionale, N.119-10 Mag 2012

(Corte Costituzionale
N:119 - 10 Mag 2012)

Pres. Quaranta, Rel. Silvestri – F.R. (avv. R. Russo Valentini) c. Inpdap (avv. D. Marinuzzi).

Note: In tema di retribuzione utile ai fini del premio di servizio (dei direttori generali asl)

Previdenza – Dipendenti pubblici – Direttore generale, direttore amministrativo e direttore sanitaria di azienda sanitaria – Indennità premio di servizio – Modalità di calcolo – Asserita irragionevole differenza di trattamento previdenziale a favore di una categoria di soggetti rispetto alla generalità dei dipendenti pubblici – Insussistenza – Non fondatezza della questione.

Deve essere dichiarata l’infondatezza della questione di legittimità costituzionale relativa alla disciplina del trattamento assistenziale e previdenziale dei dipendenti pubblici e privati nominati direttore generale di unità sanitarie locali e aziende ospedaliere. Infatti, la norma censurata non istituisce un’irragionevole differenza di trattamento previdenziale – con riferimento all’indennità premio di servizio – a favore di una categoria di soggetti, bensì prevede una base di calcolo unitaria per tutti coloro che si trovino a esercitare determinate funzioni alla fine della loro carriera. Il punto di riferimento non sono quindi le qualità soggettive dei dipendenti presi in considerazione, ma le funzioni di direttore generale, amministrativo o sanitario di Usl.
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Corte di Cassazione, N.7380-23 Marzo 2010

(Corte di Cassazione
N:7380 - 23 Marzo 2010)

Sez. lav. – Pres. Roselli, Est. Curzio, P.M. Finocchi Ghersi (conf.) – G. M. (avv.ti Menghini, Carapelle) c. Uniriscossioni Spa e c. Inps (avv.ti Cossu, Correra, Coretti). Conf. Corte d’Appello Torino, 24 settembre 2006.

Note: Prestazione di fatto e lavoro immigrato

Previdenza e assistenza – Assicurazione Ivs – Contribuzione - Lavoratore extracomunitario irregolare – Prestazione di fatto – Art. 2126 cod. civ. – Contributi previdenziali.

L’art. 2126 cod. civ. trova applicazione anche nell’ipotesi di contratto di lavoro nullo perché stipulato da straniero extracomunitario prima di regolare autorizzazione al lavoro. L’assunzione di lavoratore extracomunitario irregolare comporta il versamento ai competenti enti previdenziali – ex art. 2126 cod. civ. – dei relativi contributi
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Corte Costituzionale, N.119-10 Mag 2012

(Corte Costituzionale
N:119 - 10 Mag 2012)

Pres. Quaranta, Rel. Silvestri – F.R. (avv. R. Russo Valentini) c. Inpdap (avv. D. Marinuzzi).

Note: In tema di retribuzione utile ai fini del premio di servizio (dei direttori generali asl)

Previdenza – Dipendenti pubblici – Direttore generale, direttore amministrativo e direttore sanitaria di azienda sanitaria – Indennità premio di servizio – Modalità di calcolo – Asserita irragionevole differenza di trattamento previdenziale a favore di una categoria di soggetti rispetto alla generalità dei dipendenti pubblici – Insussistenza – Non fondatezza della questione.

Deve essere dichiarata l’infondatezza della questione di legittimità costituzionale relativa alla disciplina del trattamento assistenziale e previdenziale dei dipendenti pubblici e privati nominati direttore generale di unità sanitarie locali e aziende ospedaliere. Infatti, la norma censurata non istituisce un’irragionevole differenza di trattamento previdenziale – con riferimento all’indennità premio di servizio – a favore di una categoria di soggetti, bensì prevede una base di calcolo unitaria per tutti coloro che si trovino a esercitare determinate funzioni alla fine della loro carriera. Il punto di riferimento non sono quindi le qualità soggettive dei dipendenti presi in considerazione, ma le funzioni di direttore generale, amministrativo o sanitario di Usl.
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Corte costituzionale, N.234-22 Luglio 2011

(Corte costituzionale
N:234 - 22 Luglio 2011)

I lavoratori che fruiscono di assegno ordinario di invalidità o di pensione di invalidità, nel caso si trovino ad avere diritto ai trattamenti di disoccupazione, possono optare tra tali trattamenti e quelli di invalidità, limitatamente al pe- riodo di disoccupazione indennizzato. La disposizione censurata determina

Note: La Corte costituzionale interviene sull'opzione tra l'indennità di disoccupazione e l'assegno d'invalidità

Previdenza – Lavoratori che fruiscono di assegno o pensione di invali- dità e aventi diritto ai trattamenti di disoccupazione – Possibilità di optare tra tali trattamenti e quelli di invalidità – Mancata previsio- ne – Ingiustificato deteriore trattamento rispetto ai lavoratori in mobilità, titolari di assegno o pensione di invalidità che, a seguito della ordinanza della Corte n. 218/1995, possono esercitare l’opzio- ne tra i diversi trattamenti – Costituzione, artt. 3 e 38.

I lavoratori che fruiscono di assegno ordinario di invalidità o di pensione di invalidità, nel caso si trovino ad avere diritto ai trattamenti di disoccupazione, possono optare tra tali trattamenti e quelli di invalidità, limitatamente al pe- riodo di disoccupazione indennizzato. La disposizione censurata determina un’oggettiva diversità di trattamento tra il lavoratore inabile, titolare di un as- segno o di una pensione di invalidità che, al momento del licenziamento, rien- tri nel novero dei lavoratori aventi diritto al trattamento di mobilità e quello che abbia invece diritto al solo trattamento ordinario di disoccupazione. (1)
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