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Licenziamento individuale

Corte di Cassazione, N.23107-9 Settembre 2008

(Corte di Cassazione
N:23107 - 9 Settembre 2008)

Sez. lav. – Pres. Ianniruberto, Est. Picone, P.M. Lo Voi (conf.) – T. I. Spa (avv.ti Maresca, De Luca Tamajo, Morrico, Romei, Boccia) c. T. C. (non costituito).

Note: Si può licenziare per l'uso "disinvolto" del cellulare aziendale?

Licenziamento individuale – Abuso del telefono cellulare aziendale – Mancato rispetto del principio di proporzionalità – Disparità di trattamento sanzionatorio tra dipendenti – Illegittimità della sanzione espulsiva.

Malgrado non esista a carico del datore di lavoro un obbligo di parità di trattamento sanzionatorio tra dipendenti, il giudice può ritenere un licenziamento illegittimo se, in assenza della prova del profilo soggettivo dell’illecito sanzionato, ravvisi un’incoerenza nell’essere stata precedentemente inflitta una sanzione conservativa ad altri dipendenti per il medesimo illecito disciplinare senza specifiche ragioni di diversificazione. Ciò, infatti, ne escluderebbe una gravità tale da giustificare la sanzione espulsiva.
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cassazione, N.24917-21 Novembre 2014

(cassazione
N:24917 - 21 Novembre 2014)

ord. – Pres. Curzio, Est. Blasutto, P.G. (conf.) – D.F. e F.T. (avv.ti Castellucci, Scappini) c. C. coo- perativa sociale. Cassa Tribunale di Verona, 26 febbraio 2013, ord.

Note: Esclusione e licenziamento del socio lavoratore di cooperativa: variazioni sul tema

Licenziamento individuale – Cooperative di lavoro – Esclusione/licen- ziamento del socio lavoratore – Licenziamento per giustificato mo- tivo oggettivo – Regolamento di competenza – Connessione ex art. 40 cod. proc. civ. – Prevalenza del rito del lavoro.

Qualora il socio lavoratore di cooperativa venga licenziato in conseguenza dell’esclusione dalla compagine associativa e venga altresì licenziato per giustifi- cato motivo oggettivo, le due domande aventi a oggetto ciascun licenziamento sono connesse ai sensi dell’art. 40 cod. proc. civ. e vengono sottoposte alla cogni- zione del giudice del lavoro
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cass, N.21452-19 Settembre 2013

(cass
N:21452 - 19 Settembre 2013)

Sez. lav. – Pres. Lamorgese, Est. Mammone, P.M. Servello (conf.) – V.G. (avv. Latella) c. Rete ferroviaria italiana Spa (avv. Vesci). Cassa Corte d’Appello Roma, 16 novembre 2006.

Note: Cassazione, 19 settembre 2013, n. 21452, Sez. lav.
Parole chiave: Licenziamento individuale ::

Licenziamento individuale – Opzione dell’indennità sostitutiva della reintegrazione – Esercizio – Fondamento – Ricostituzione di fatto del rapporto.

Il lavoratore può esercitare il diritto di opzione di cui all’art. 18, comma 5, Stat. lav., solo dopo l’emanazione della sentenza che dichiara l’illegittimità del licenziamento e ordina la reintegrazione nel posto di lavoro, non influendo su tale diritto la circostanza che, nelle more del giudizio, il lavoratore abbia ripreso il servizio, aderendo all’invito del datore di lavoro. Resta fermo che da tale reciproco comportamento delle parti non debba derivare un accordo, anche implicito, di ricostituzione del rapporto.
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Cassazione, N.27585-30 Dicembre 2016

(Cassazione
N:27585 - 30 Dicembre 2016)

Note:

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Corte di cassazione, N.9965-16 Giugno 2012

(Corte di cassazione
N:9965 - 16 Giugno 2012)

Sez. lav. – Pres. De Luca, Est. Curzio, P.M. Matera (conf.) – Soc. Ctg (avv.ti Trifirò, Favalli, Lucchini) c. Inps (avv.ti Sgroi, Caliulo, Maritato). Conf. Corte d’Appello Brescia 11 agosto 2009.

Note: Obbligo di reintegrazione e sua coercibilità dopo la legge n. 92/2012

Licenziamento individuale – Ordine giudiziale di reintegra – Inottemperanza – Mancata reintegrazione del rappresentante sindacale – Incoercibilità specifica dell’ordine – Obbligo di versamento al Fondo adeguamento pensioni – Sussistenza.

«Reintegrare il lavoratore nel posto di lavoro», ai sensi dell’art. 18 della legge n. 300/1970, significa «restituire in integro» la relazione del lavoratore col «posto di lavoro», in ogni suo profilo, anche non retributivo, poiché il lavoro non è solo un mezzo di sostentamento economico, ma anche una forma di accrescimento della professionalità e di affermazione dell’identità, personale e sociale tutelata dagli artt. 1, 2 e 4 Cost.; ne consegue che non ottempera all’ordine giudiziale di reintegrazione del dirigente sindacale illegittimamente licenziato, e deve pagare la sanzione al Fondo adeguamento pensioni ex art. 18, comma 10,Stat. lav., l’imprenditore il quale, facendo leva sull’incoercibilità specifica dell’ordine medesimo, si limiti a versare al lavoratore la retribuzione
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Cassazione, N.12101-13 Giugno 2016

(Cassazione
N:12101 - 13 Giugno 2016)

Pres. Venuti, Est. Manna, P.M. Celentano (diff.) – C.D. (avv. Agosto) c. Teknalsystems Srl (avv. Giampà). Cassa Corte d’Appello di Catanzaro, 4.9.2012.

Note: Licenziamento per giustificato motivo oggettivo e repêchage: nessun onere di allegazione
Parole chiave: Licenziamento individuale ::

Licenziamento individuale – Giustificato motivo oggettivo – Lavoratore (creditore) – Prova dell’esistenza del rapporto – Allegazione altrui inadempimento – Datore di lavoro (debitore) – Allegazione e prova fatto estintivo – Giustificato motivo di recesso – Impossibilità delrepêchage – onere di allegazione – Datore di lavoro – Sussiste

Il lavoratore, creditore della reintegra, una volta provata l’esistenza di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato risolto dal licenziamento intimatogli, deve solo allegare l’altrui inadempimento, vale a dire l’illegittimo rifiuto di continuare a farlo lavorare oppostogli dal datore di lavoro in assenza di giusta causa o giustificato motivo, mentre su questi incombe allegare e dimostrare il fatto estintivo del diritto azionato, vale a dire l’effettiva esistenza di una giusta causa o di un giustificato motivo di recesso, in cui rientra anche l’impossibilità del repêchage
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Corte di cassazione, N.18955-16 Settembre 2011

(Corte di cassazione
N:18955 - 16 Settembre 2011)

Sez. lav., ord. – Pres. De Renzis, Est. Tria, P.M. Basile (conf.) – Italcar Snc (avv.ti Maresca, Sorbello) c. C.P. (avv. Caruso). Conf. Corte d’Appello Messina 6 ottobre 2008.

Note: Il sindacato giudiziale di proporzionalità nel licenziamento disciplinare

Licenziamento individuale – Licenziamento disciplinare – Mancata affissione codice disciplinare – Illegittimità – Violazione di regole di comportamento previste dal contratto collettivo

L’obbligo di affissione del codice disciplinare ai fini della legittimità del licenziamento disciplinare sussiste soltanto nel caso in cui siano violate prescrizioni strettamente attinenti all’organizzazione aziendale, per lo più ignote alla collettività. Per il caso, invece, di comportamenti manifestamente contrari agli interessi dell’impresa, legati a violazione di doveri fondamentali del rapporto, contrari al cd. minimo etico o a norme di rilevanza penale, non è necessario provvedere all’affissione del codice disciplinare poiché il potere sanzionatorio del datore discende in tali casi direttamente dalla legge
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cassazione, N.20545-13 Ottobre 2015

(cassazione
N:20545 - 13 Ottobre 2015)

Pres. ed Est. Roselli, P.M. Ceroni (diff.) – I.F. (avv. Panici) c. T.I. Spa (avv. Maresca). Cassa Corte d’Appello di Roma, 11.11.2014.

Note: In tema di insussistenza del fatto nel licenziamento disciplinare
Parole chiave: Licenziamento individuale ::

Licenziamento individuale – Sanzione disciplinare – Insussistenza del fatto contestato – Fattispecie di illecito – Integrazione dei suoi elementi costituitivi – Necessarietà – Reintegrazione – Ammissibilità

In tema di licenziamento per giusta causa o per giustificato motivo soggettivo, la mancanza degli elementi della fattispecie di illecito determina la insussistenza del fatto addebitato al lavoratore
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Corte di Cassazione, N.7658-30 Marzo 2010

(Corte di Cassazione
N:7658 - 30 Marzo 2010)

Sez. lav. – Pres. Ravagnini, Est. De Renzis, P.M. Velardi (concl. conf.) – N. M. (avv.ti Afeltra, Zezza) c. Poste Italiane Spa (avv.ti Pessi, Trifiroi). Conferma Corte d’App. Venezia, 10 maggio 2006

Note: Sulla specialità del licenziamento ex art. 2110 cod. civ.
Parole chiave: Malattia :: Licenziamento individuale ::

Licenziamento individuale – Art. 2110 cod. civ. – Periodo di Comporto – Impugnativa – Termine di decadenza ex legge n. 604/1966 – Esclusione.

La fattispecie di recesso del datore di lavoro, per le ipotesi di assenze de- terminate da malattia del lavoratore, è soggetta alle regole dettate dall’art. 2110 cod. civ., che prevalgono, per la loro specialità, sia sulla disciplina ge- nerale della risoluzione del contratto per sopravvenuta impossibilità parzia- le della prestazione lavorativa, sia sulla disciplina limitativa dei licenzia- menti individuali.
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Tribunale Bari, N.-12 Gennaio 2015

(Tribunale Bari
N: - 12 Gennaio 2015)

ord. – Est. Tarantino – M.L. (avv. Roscano) c. B. Spa (avv. Aresta).

Note: La «prima» della Cassazione su licenziamento disciplinare e «insussistenza del fatto» nella legge n. 92/2012: rilievi critici

Licenziamento individuale – Art. 18, commi 4 e 5, Stat. lav., come mo- dificati dalla legge n. 92/2012 – Fatto materiale e fatto giuridico – Tutela reale e tutela obbligatoria – Proporzionalità.

La reintegrazione ai sensi dell’art. 18, comma 4, Stat. lav., deve essere dispo- sta anche quando l’«insussistenza» riguarda soltanto alcuni elementi del fatto contestato (effettivamente verificatosi per il resto) che siano ritenuti essenziali ai fini della configurazione della giusta causa o del giustificato motivo soggettivo di licenziamento.
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