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Licenziamento individuale

Corte di cassazione, N.17720-20 Agosto 2011

(Corte di cassazione
N:17720 - 20 Agosto 2011)

Sez. lav. – Pres. Rosselli, Rel. Tria, P.M. Cesqui (concl. conf.) – V.A. (avv. Fisco Oldrini) c. W. Snc (avv. Rinaldi Gallicani). Cassa con rinvio Corte d’Appello Brescia 8 agosto 2006.

Note: ANNO LXIII - 2012 - N1

Licenziamento individuale – Periodo di comporto – Legge n. 69/1999 – Disabile assunto in quota obbligatoria – Assenze dovute a mansioni incompatibili con le condizioni fisiche del lavoratore – non computabilità.

Sia le assenze derivanti da malattie aventi un collegamento causale diretto con le mansioni svolte dall’invalido, sia le assenze derivanti da malattie rispetto alle quali le mansioni svolte abbiano solo in ruolo di concausa devono essere escluse da quelle utili per la determinazione del periodo di comporto, tenuto conto sia del diritto del lavoratore – tanto più se invalido – di pretendere, sia, correlativamente, dell’obbligo del datore di lavoro di ricercare una collocazione lavorativa idonea a salvaguardare la salute del dipendente nel rispetto dell’organizzazione aziendale in concreto realizzata dall’imprenditore
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cassazione, N.24157-25 Novembre 2015

(cassazione
N:24157 - 25 Novembre 2015)

Pres. Stile, Est. Manna, P.M. Celeste (diff.) – Consorzio per l’Area di sviluppo industriale Asi di Agrigento in liquidazione Gestione separata dell’Irsap (avv. Marinelli) c. C.S. (avv. Rubino). Conf. Corte d’Appello di Palermo, 14.10.2014.

Note: L’applicabilità al pubblico impiego privatizzato dell’art. 18 St. lav.
Parole chiave: Licenziamento individuale ::

Licenziamento individuale – Art. 18, l. n. 300/1970 – Lavoro pubblico – Applicabilità in virtù dell’art. 51, c. 2, d.lgs. n. 165/2001. Licenziamento individuale – Nullità del licenziamento – Art. 18, c. 1, l. n. 300/1970 – Altre ipotesi di nullità – Applicabilità alle cd. nullità virtuali di cui all’art. 1418, c. 1, c.c.

L’art. 18 della l. n. 300/70, come novellato dall’art. 1 della l. n. 92/12, trova applicazione ratione temporis al rapporto di lavoro di pubblico impiego cd. contrattualizzato a prescindere dalle iniziative normative di armonizzazione previste dalla legge cd. Fornero. (1) Fra gli «altri casi di nullità del licenziamento previste dalla legge», contemplati dall’art. 18, c. 1, l. n. 300/1970, cui si applica la tutela reintegratoria piena, vi è quello per contrarietà a norme imperative di cui all’art. 1418, c. 1, c.c. (2)
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Corte di Cassazione, N.8830-14 Aprile 2010

(Corte di Cassazione
N:8830 - 14 Aprile 2010)

s.Uu. – Pres. Carbone, Est. Morcavallo, P.M. Gambardella (conf.) – C. G. (avv.ti Russo, Bianco) c. B.M.P.S. Spa (avv. Scognamiglio). Conf. Cass., Sez. lav., 4 settembre 2008, n. 22287

Note: Le Sezioni Unite reinterpretano l’art. 6 della legge n. 604 del 1966
Parole chiave: Licenziamento individuale :: decadenza ::

Licenziamento individuale – Impugnazione stragiudiziale – Spedizione di missiva raccomandata – Ricezione oltre il termine di cui all’art. 6, legge n. 604/66 – Decadenza – Esclusione.

L’impugnazione del licenziamento ai sensi dell’art. 6, legge n. 604/66, formulata mediante dichiarazione spedita al datore di lavoro con missiva raccomandata a mezzo del servizio postale, deve intendersi tempestivamente effettuata allorché la spedizione avvenga entro sessanta giorni dalla comunicazione del licenziamento o dei relativi motivi, anche se la dichiarazione medesima sia ricevuta dal datore di lavoro oltre il termine menzionato, atteso che – in base ai princìpi generali in tema di decadenza, enunciati dalla giurisprudenza di legittimità e affermati, con riferimento alla notificazione degli atti processuali, dalla Corte Costituzionale – l’effetto di impedimento della decadenza si collega, di regola, al compimento, da parte del soggetto onerato, dell’attività necessaria
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cassazione, N.23669-6 Novembre 2014

(cassazione
N:23669 - 6 Novembre 2014)

Pres. Macioce, Est. Arienzo, P.M. Matera (conf.) – Banca dei Colli Euganei; Credito Cooperativo; Lozzo Atesino Società cooperativa (avv.ti Maresca, Di Stefano, Ferrante) c. S.E. (avv.ti Rusconi, Piccinini, Cossu).

Note: La «prima» della Cassazione su licenziamento disciplinare e «insussistenza del fatto» nella legge n. 92/2012: rilievi critici

Licenziamento individuale – Art. 18, commi 4 e 5, Stat. lav., come mo- dificati dalla legge n. 92/2012 – Fatto materiale e fatto giuridico – Tutela reale e tutela obbligatoria – Proporzionalità. Licenziamento individuale – Art. 18 Stat. lav., come modificato dalla legge n. 92/2012 – Tempestività e immediatezza – Distinzione – Tutela applicabile.

Per «insussistenza del fatto contestato» ai sensi dell’art. 18, comma 4, Stat. lav., deve intendersi inesistenza del fatto materiale posto a base del licenziamen- to. Di conseguenza, in caso di recesso disciplinare ingiustificato, il giudice potrà concedere la reintegrazione solo se, a seguito di una valutazione delle risultanze istruttorie, ritiene che il fatto contestato non si sia verificato nella sua componen- te oggettiva. Non rileva dunque a tali fini la qualificazione o meno del fatto co- me giusta causa o giustificato motivo soggettivo, rimanendo peraltro escluso – dal giudizio sulla sussistenza/insussistenza del fatto – ogni apprezzamento circa l’ele- mento soggettivo e la proporzionalità tra gravità del comportamento contestato e licenziamento.
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Corte di Cassazione, N.29480-17 Dicembre 2008

(Corte di Cassazione
N:29480 - 17 Dicembre 2008)

Sez. lav. – Pres. Mattone, Est. Roselli, P.M. Abbritti (conf.) – A. D. A. (avv.ti Pirani, Parascandolo) c. Telecom Italia Spa (avv.ti Maresca, Romei, Boccia, Morrico). Conf. Corte d’Appello Roma 3 novembre 2005.

Note: Immediatezza della contestazione disciplinare e specificità
Parole chiave: Licenziamento individuale ::

Licenziamento individuale – Disciplinare – Principio dell’immediatezza della contestazione e della tempestività del recesso – Carattere relativo – Accertamento di merito – Fattispecie.

Nel licenziamento per motivi disciplinari, il principio dell’immediatezza della contestazione dell’addebito e della tempestività del recesso datoriale, che si configura quale elemento costitutivo del diritto al recesso del datore di lavoro, deve essere inteso in senso relativo, potendo in concreto essere compatibile con un intervallo di tempo più o meno lungo, quando l’accertamento e la valutazione dei fatti richieda uno spazio temporale maggiore ovvero quando la complessità della struttura organizzativa dell’impresa possa far ritardare il provvedimento di recesso; in ogni caso, la valutazione relativa alla tempestività costituisce giudizio di merito, non sindacabile in cassazione ove adeguatamente motivato
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Cassazione, N.26143-21 Novembre 2013

(Cassazione
N:26143 - 21 Novembre 2013)

Sez. lav. – Pres. Miani Canevari, Est. Berrino, P.M. Servello (conf.) – K.S. (avv.ti Palumbo, Abate) c. Azienda ospedaliera Ordine mauriziano di Torino (avv.ti Vesci, Pacchiana Parravicini). Conf. Corte d’Appello Torino, 18 ottobre 2010.

Note: La registrazione occulta delle conversazioni dei colleghi costituisce giusta causa di licenziamento
Parole chiave: Licenziamento individuale ::

Licenziamento individuale – Mobbing e licenziamento per mancata prova – Diritto alla riservatezza e diritto di difesa – Contemperamento degli opposti interessi e adozione del cd. «criterio della gerarchia mobile».

Il venir meno del rapporto fiduciario tra prestatore e datore di lavoro per la violazione del diritto alla riservatezza dei colleghi, nonché la mancanza di collaborazione creatasi all’interno dell’équipe medica di cui il lavoratore fa parte, sono motivazioni sufficienti a giustificare il licenziamento individuale. (1)
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Cassazione, N.11027-5 Mag 2017

(Cassazione
N:11027 - 5 Mag 2017)

Note:
Parole chiave: Licenziamento individuale ::

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Cassazione, N.807-15 Gennaio 2013

(Cassazione
N:807 - 15 Gennaio 2013)

Sez. lav. – Pres. De Renzis, Est. Venuti, P.M. Matera (conf.) – K.A. (avv.ti Del Punta, Pagni) c. Nencini Laterizi Spa (avv. Formichini). Conf. Corte d’Appello Firenze, 20 febbraio 2009

Note: La provocazione come possibile esimente dell’illecito disciplinare
Parole chiave: Licenziamento individuale ::

Licenziamento individuale – Provocazione del datore di lavoro – Frasi ingiuriose del lavoratore – Giusta causa – Insussistenza

Un lavoratore che, durante uno scontro verbale con un suo diretto superiore, pronunci espressioni ingiuriose non è passibile di licenziamento per giusta causa, quando tale atteggiamento costituisca una reazione a un comportamento provocatorio del datore di lavoro
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Cassazione, N.9759-12 Mag 2016

(Cassazione
N:9759 - 12 Mag 2016)

Pres. ed Est. Bronzini, P.M. Finocchi Ghersi (Conf.) – B.D. (avv. Rimmaudo) c. Poste italiane Spa (avv. Pessi). Conf. Corte d’Appello di Genova, 9.4.2013

Note: l licenziamento del lavoratore tossicodipendente: profili e ipotesi di legittimità
Parole chiave: Licenziamento individuale ::

Licenziamento individuale – Sanzione disciplinare – Lavoratore tossicodipendente – Inadempimento contrattuale – Violazione del vincolo fiduciario – Estinzione e risoluzione del rapporto di lavoro – Legittimità.

È legittimo il licenziamento comminato al lavoratore tossicodipendente che abbia fatto venir meno il rapporto di fiducia con il datore di lavoro attraverso comportamenti contrari ai doveri assunti nei confronti di quest’ultimo e tali da recare pregiudizio alla regolarità del servizio e alla sicurezza dei terzi e di se stesso.
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corte di cassazione, N.4707-23 Marzo 2012

(corte di cassazione
N:4707 - 23 Marzo 2012)

Sez. lav. – Pres. Vidiri, Est. Amoroso, P.M. Destro (conf.) – R.U. (avv. Ciccotti) c. Rete Ferroviaria Italiana Spa (avv.ti Morrico, Cosentino). Conf. Corte d’Appello Roma 27 novembre 2009.

Note: Licenziamento illegittimo del dirigente e diritto di critica
Parole chiave: Licenziamento individuale ::

Licenziamento individuale – Giusta causa – Dirigente – Diritto di azione giudiziaria – Non rilievo disciplinare – Giustificatezza – Esclusione – Diritto di critica – Sussistenza.

L’azione di un lavoratore con qualifica dirigenziale che sottopone all’autorità giudiziaria fatti o atti riguardanti l’azienda, per valutare la rilevanza penale e per la verifica di specifici titoli di reato, non incide sul vincolo fiduciario fra prestatore e datore di lavoro. La denuncia di irregolarità da parte del dirigente, rientrando nel più generale diritto di critica, non costituisce né un comportamento di rilievo disciplinare, né una giusta causa sanzionabile con il licenziamento
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