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Licenziamento individuale

corte di cassazione, N.4707-23 Marzo 2012

(corte di cassazione
N:4707 - 23 Marzo 2012)

Sez. lav. – Pres. Vidiri, Est. Amoroso, P.M. Destro (conf.) – R.U. (avv. Ciccotti) c. Rete Ferroviaria Italiana Spa (avv.ti Morrico, Cosentino). Conf. Corte d’Appello Roma 27 novembre 2009.

Note: Licenziamento illegittimo del dirigente e diritto di critica
Parole chiave: Licenziamento individuale ::

Licenziamento individuale – Giusta causa – Dirigente – Diritto di azione giudiziaria – Non rilievo disciplinare – Giustificatezza – Esclusione – Diritto di critica – Sussistenza.

L’azione di un lavoratore con qualifica dirigenziale che sottopone all’autorità giudiziaria fatti o atti riguardanti l’azienda, per valutare la rilevanza penale e per la verifica di specifici titoli di reato, non incide sul vincolo fiduciario fra prestatore e datore di lavoro. La denuncia di irregolarità da parte del dirigente, rientrando nel più generale diritto di critica, non costituisce né un comportamento di rilievo disciplinare, né una giusta causa sanzionabile con il licenziamento
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Cassazione, N.24648-3 Dicembre 2015

(Cassazione
N:24648 - 3 Dicembre 2015)

Pres. Roselli, Est. Tria, P.M. Matera (diff.) – E.F. (avv.ti Vacirca, Braggion) c. Going Srl C.F. (avv.ti Montinari, Barbieri, Portolano). Cassa e decide nel merito, Corte d’Appello di Milano, 24.9.2012

Note: Configurabilità del carattere ritorsivo nel licenziamento ingiustificato

Licenziamento individuale – Licenziamento ritorsivo – Nullità

Il divieto di licenziamento discriminatorio è suscettibile, in base all’art. 3 Cost. e sulla scorta della giurisprudenza della Corte di Giustizia Ue in materia di diritto antidiscriminatorio e antivessatorio, di interpretazione estensiva, sicché l’area dei singoli motivi vietati comprende anche il licenziamento per ritorsione o rappresaglia, intesa come ingiusta e arbitraria reazione a un comportamento legittimo del lavoratore, quale unica ragione del provvedimento espulsivo; sempreché il recesso risulti essere stato determinato esclusivamente dall’intento ritorsivo.
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Corte di Cassazione, N.25308-1 Dicembre 2009

(Corte di Cassazione
N:25308 - 1 Dicembre 2009)

Pres. Roselli, Cons. Est. Di Nubila – Banca Nazionale del Lavoro Spa (avv. Roberto Fessi) c. P. S. (avv.ti Fontana, De Luca Tamajo). Conf. Corte d’Appello Salerno, n. 1134/06, depositata il 29 agosto 2006.

Note: L’illegittimità del licenziamento e il risarcimento del danno: il concorso di colpa fra il datore di lavoro e il lavoratore
Parole chiave: Licenziamento individuale ::

Lavoro subordinato – Licenziamento – Illegittimità – Risarcimento del danno – Liquidazione oltre le cinque mensilità – Art. 18 dello Statuto dei lavoratori – Art. 1227, comma 2, cod. civ.

«La legge n. 300 del 1970, art. 18, stabilisce che in caso di licenziamen- to illegittimo spetta al lavoratore la reintegrazione e un risarcimento del dan- no commisurato alla retribuzione, con un minimale di cinque mensilità. Non esiste quindi alcun automatismo tra la retribuzione medio tempore percepibi- le e il risarcimento del danno, il quale può esser ridotto in determinate circo- stanze».
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Cassazione, N.12486-17 Giugno 2015

(Cassazione
N:12486 - 17 Giugno 2015)

Pres. Lamorgese, Est. Tria, P.M. Celeste (conf.) – Mistral Srl (avv.ti Fiorillo, Bonfrate) c. M.P. (avv. Muggia). Conf. Corte d’Appello di Roma, 29 maggio 2014.

Note: Licenziamento e buona fede nel lavoro aeronautico
Parole chiave: Licenziamento individuale ::

Licenziamento individuale – Mancanza delle licenze di volo – Impossibilità temporanea – Illegittimità.

Il licenziamento motivato da impossibilità sopravvenuta della prestazione consistente nella carenza meramente temporanea di titoli è illegittimo, e quindi nullo, per violazione della clausola generale di correttezza e buona fede, ove il datore di lavoro non comunichi la necessità di riacquisire gli stessi titoli per poter svolgere le mansioni per le quali il lavoratore è assunto
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Corte di Cassazione, N.23107-9 Settembre 2008

(Corte di Cassazione
N:23107 - 9 Settembre 2008)

Sez. lav. – Pres. Ianniruberto, Est. Picone, P.M. Lo Voi (conf.) – T. I. Spa (avv.ti Maresca, De Luca Tamajo, Morrico, Romei, Boccia) c. T. C. (non costituito).

Note: Si può licenziare per l'uso "disinvolto" del cellulare aziendale?

Licenziamento individuale – Abuso del telefono cellulare aziendale – Mancato rispetto del principio di proporzionalità – Disparità di trattamento sanzionatorio tra dipendenti – Illegittimità della sanzione espulsiva.

Malgrado non esista a carico del datore di lavoro un obbligo di parità di trattamento sanzionatorio tra dipendenti, il giudice può ritenere un licenziamento illegittimo se, in assenza della prova del profilo soggettivo dell’illecito sanzionato, ravvisi un’incoerenza nell’essere stata precedentemente inflitta una sanzione conservativa ad altri dipendenti per il medesimo illecito disciplinare senza specifiche ragioni di diversificazione. Ciò, infatti, ne escluderebbe una gravità tale da giustificare la sanzione espulsiva.
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cassazione, N.24917-21 Novembre 2014

(cassazione
N:24917 - 21 Novembre 2014)

ord. – Pres. Curzio, Est. Blasutto, P.G. (conf.) – D.F. e F.T. (avv.ti Castellucci, Scappini) c. C. coo- perativa sociale. Cassa Tribunale di Verona, 26 febbraio 2013, ord.

Note: Esclusione e licenziamento del socio lavoratore di cooperativa: variazioni sul tema

Licenziamento individuale – Cooperative di lavoro – Esclusione/licen- ziamento del socio lavoratore – Licenziamento per giustificato mo- tivo oggettivo – Regolamento di competenza – Connessione ex art. 40 cod. proc. civ. – Prevalenza del rito del lavoro.

Qualora il socio lavoratore di cooperativa venga licenziato in conseguenza dell’esclusione dalla compagine associativa e venga altresì licenziato per giustifi- cato motivo oggettivo, le due domande aventi a oggetto ciascun licenziamento sono connesse ai sensi dell’art. 40 cod. proc. civ. e vengono sottoposte alla cogni- zione del giudice del lavoro
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Cassazione, N.29062-5 Dicembre 2017

(Cassazione
N:29062 - 5 Dicembre 2017)

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Note: 2 / 2018

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cass, N.21452-19 Settembre 2013

(cass
N:21452 - 19 Settembre 2013)

Sez. lav. – Pres. Lamorgese, Est. Mammone, P.M. Servello (conf.) – V.G. (avv. Latella) c. Rete ferroviaria italiana Spa (avv. Vesci). Cassa Corte d’Appello Roma, 16 novembre 2006.

Note: Cassazione, 19 settembre 2013, n. 21452, Sez. lav.
Parole chiave: Licenziamento individuale ::

Licenziamento individuale – Opzione dell’indennità sostitutiva della reintegrazione – Esercizio – Fondamento – Ricostituzione di fatto del rapporto.

Il lavoratore può esercitare il diritto di opzione di cui all’art. 18, comma 5, Stat. lav., solo dopo l’emanazione della sentenza che dichiara l’illegittimità del licenziamento e ordina la reintegrazione nel posto di lavoro, non influendo su tale diritto la circostanza che, nelle more del giudizio, il lavoratore abbia ripreso il servizio, aderendo all’invito del datore di lavoro. Resta fermo che da tale reciproco comportamento delle parti non debba derivare un accordo, anche implicito, di ricostituzione del rapporto.
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Cassazione, N.27585-30 Dicembre 2016

(Cassazione
N:27585 - 30 Dicembre 2016)

Note:

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Corte di cassazione, N.9965-16 Giugno 2012

(Corte di cassazione
N:9965 - 16 Giugno 2012)

Sez. lav. – Pres. De Luca, Est. Curzio, P.M. Matera (conf.) – Soc. Ctg (avv.ti Trifirò, Favalli, Lucchini) c. Inps (avv.ti Sgroi, Caliulo, Maritato). Conf. Corte d’Appello Brescia 11 agosto 2009.

Note: Obbligo di reintegrazione e sua coercibilità dopo la legge n. 92/2012

Licenziamento individuale – Ordine giudiziale di reintegra – Inottemperanza – Mancata reintegrazione del rappresentante sindacale – Incoercibilità specifica dell’ordine – Obbligo di versamento al Fondo adeguamento pensioni – Sussistenza.

«Reintegrare il lavoratore nel posto di lavoro», ai sensi dell’art. 18 della legge n. 300/1970, significa «restituire in integro» la relazione del lavoratore col «posto di lavoro», in ogni suo profilo, anche non retributivo, poiché il lavoro non è solo un mezzo di sostentamento economico, ma anche una forma di accrescimento della professionalità e di affermazione dell’identità, personale e sociale tutelata dagli artt. 1, 2 e 4 Cost.; ne consegue che non ottempera all’ordine giudiziale di reintegrazione del dirigente sindacale illegittimamente licenziato, e deve pagare la sanzione al Fondo adeguamento pensioni ex art. 18, comma 10,Stat. lav., l’imprenditore il quale, facendo leva sull’incoercibilità specifica dell’ordine medesimo, si limiti a versare al lavoratore la retribuzione
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