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licenziamento collettivo

Corte di Giustizia, N.-13 Febbraio 2014

(Corte di Giustizia
N: - 13 Febbraio 2014)

causa C-596/12, Sez. Seconda – Avv. Gen. E. Sharpston – Commissione europea c. Repubblica italiana

Note: Il licenziamento collettivo dei dirigenti

Licenziamento collettivo – Direttiva n. 98/59/Ce – Artt. 4 e 24, legge n. 223/1991 – Dirigente – Esclusione – Inadempimento dello Stato italiano

Avendo escluso, mediante l’articolo 4, paragrafo 9, della legge del 23 luglio 1991, n. 223 – recante norme in materia di Cassa integrazione, mobilità, trattamenti di disoccupazione, attuazione di direttive della Comunità europea, avviamento al lavoro e altre disposizioni in materia di mercato del lavoro – la categoria dei «dirigenti» dall’ambito di applicazione della procedura prevista dall’articolo 2 della Direttiva n. 98/59/Ce del Consiglio, del 20 luglio 1998, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di licenziamenti collettivi, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi a essa incombenti in forza dell’articolo 1, paragrafi 1 e 2, di tale Direttiva.
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Cassazione, N.16000-14 Luglio 2006

(Cassazione
N:16000 - 14 Luglio 2006)

Sez. lav. – Pres. Sciarelli, Est. Cuoco, P.M. Abbritti (concl. conf.) – G. R. (avv. Ferri) c. Rome American Hospital Spa (avv.ti Cerroni e Bertucci). Conf. Trib. Roma del 10 gennaio 2003.

Note:
Parole chiave: licenziamento collettivo ::

Licenziamento collettivo – Ambito di riferimento – Reparto – Ammissibilità.

In caso di licenziamento collettivo, l’applicazione dei criteri di scelta, dettati dall’art. 5 della legge n. 223 del 1991, non deve necessariamente interessare l’intera azienda, ma può avvenire nell’ambito della singola unità produttiva o del settore interessato alla ristrutturazione qualora la predeterminazione del campo di selezione non sia il frutto di una determinazione unilaterale del datore di lavoro ma sia giustificata dalle esigenze tecnico-produttive e organizzative che hanno dato luogo alla riduzione del personale. (1)
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Corte di cassazione, N.106-4 Gennaio 2013

(Corte di cassazione
N:106 - 4 Gennaio 2013)

Sez. lav., ord. – Pres. Vidiri, Est. Amoroso, P.M. Corasanti (conf.) – Editrice Telestampa Sud Srl c. B.A. (avv. Truppi). Conf. Corte d’Appello Napoli, 16 ottobre 2007.

Note: Illegittimità del licenziamento collettivo condizionato

Licenziamento individuale – Licenziamento disciplinare – Art. 18 Stat. lav. – Licenziamento reiterato – Efficacia condizionata – Motivi diversi e sopravvenuti – Licenziamento collettivo – Inammissibilità

In tema di licenziamento in regime di tutela reale, ove il datore di lavoro abbia intimato al lavoratore un licenziamento individuale, è ammissibile una successiva comunicazione di recesso dal rapporto da parte del datore medesimo, purché il nuovo licenziamento non sia collettivo, atteso che quest’ultimo è procedimentalizzato in termini tali da non consentire che il licenziamento del lavoratore avvenga sub condicione, dovendosi procedere alla necessaria comparazione tra tutti i lavoratori coinvolti
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Corte di Appello Milano, N.1229-7 Novembre 2008

(Corte di Appello Milano
N:1229 - 7 Novembre 2008)

Pres. Salmeri; Est. De Angelis (diff.) – L. M. (avv.ti L. e M. Giorgio) c. N. E. Srl (avv. Giuliani). Tribunale Monza 17 aprile 2007.

Note: Licenziamenti collettivi e momento di verifica dei presupposti applicativi

Licenziamento collettivo – Comunicazione apertura procedura – Riduzione licenziamenti da 7 a 3 – Art. 24, legge n. 223/91 – Applicabilità

In presenza di un iniziale programma di messa in mobilità di un numero di lavoratori almeno pari a cinque, e a prescindere dalla successiva riduzione del numero dei dipendenti espulsi, è obbligatoria ed esclusiva la via della procedura ex lege n. 223 del 1991 e non è consentito adoperare il diverso strumento del licenziamento per giustificato motivo oggettivo, in ossequio alle finalità della legge n. 223/91 e alla Direttiva n. 98/59/Ce come interpretata dalla Corte di Giustizia delle Comunità europee in causa C-188/03, Junk
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Cassazione, N.4678-9 Marzo 2015

(Cassazione
N:4678 - 9 Marzo 2015)

Pres. Macioce, Est. Patti, P.M. Finocchi Ghersi (conf.) – Belle Epoque Srl (avv.ti Pecoraro, Travostino) c. D.S.A. (avv. Gliozzi). Conf. Corte d’Appello Torino, 22 settembre 2008

Note: La determinazione dell’ambito di comparazione nei licenziamenti collettivi: luci e ombre di un orientamento consolidato
Parole chiave: licenziamento collettivo ::

Licenziamento collettivo – Applicazione dei criteri di scelta – Obblighi di comunicazione – Individuazione dell’ambito di comparazione tra i lavoratori.

In tema di licenziamento collettivo per riduzione di personale, le esigenze tecnico-produttive e organizzative previste dall’art. 5, comma 1, della legge n. 223/1991, in riferimento al complesso aziendale, determinano l’ambito di selezione del personale eccedente e possono costituire criterio esclusivo nell’individuazione della platea dei lavoratori da licenziare. Qualora il progetto di ristrutturazione si riferisca a una sola unità produttiva, il datore di lavoro dovrà indicare nella comunicazione di cui all’art. 4, comma 3, legge n. 223/1991, sia le ragioni che limitino i licenziamenti ai dipendenti dell’unità o settore in questione, sia le ragioni per cui non ritenga di ovviare ad alcuni licenziamenti con il trasferimento a unità produttive geograficamente vicine
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Cassazione, N.16000-14 Luglio 2006

(Cassazione
N:16000 - 14 Luglio 2006)

Sez. lav. – Pres. Sciarelli, Est. Cuoco, P.M. Abbritti (concl. conf.) – G. R. (avv. Ferri) c. Rome American Hospital Spa (avv.ti Cerroni e Bertucci). Conf. Trib. Roma del 10 gennaio 2003.

Note: Ancora sull’ambito di riferimento del licenziamento collettivo
Parole chiave: licenziamento collettivo ::

Licenziamento collettivo – Ambito di riferimento – Reparto – Ammissibilità.

In caso di licenziamento collettivo, l’applicazione dei criteri di scelta, dettati dall’art. 5 della legge n. 223 del 1991, non deve necessariamente interessare l’intera azienda, ma può avvenire nell’ambito della singola unità produttiva o del settore interessato alla ristrutturazione qualora la predeterminazione del campo di selezione non sia il frutto di una determinazione unilaterale del datore di lavoro ma sia giustificata dalle esigenze tecnico-produttive e organizzative che hanno dato luogo alla riduzione del personale. (1)
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Corte di Cassazione, N.13381-23 Mag 2008

(Corte di Cassazione
N:13381 - 23 Mag 2008)

Sez. lav. – Pres. Mattone, Rel. Consigliere Picone, P.M. Riello – R. G. (avv.ti D’Angelo e Poto) c. Ideal Standard – Divisione American Standard Italia Srl (avv. Scocozza). Conf. App. Salerno 19 maggio 2004.

Note: Sulla comunicazione dei criteri di scelta alle rsa

Licenziamento collettivo – Informazione e consultazione dei sindacati – Irrituale – Inefficacia dei licenziamenti – Esclusione

In tema di licenziamento collettivo, nel caso in cui venga disposta la chiusura di un settore o ramo d’azienda, la mancata indicazione da parte del datore di lavoro, nella comunicazione resa alle organizzazioni sindacali ai sensi dell’art. 4, legge n. 223 del 1991, delle ragioni che non hanno consentito l’adozione di misure alternative al recesso, non comporta l’inefficacia dei licenziamenti. (Massima non ufficiale)
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Corte di cassazione, N.22655-11 Dicembre 2012

(Corte di cassazione
N:22655 - 11 Dicembre 2012)

Sez. lav. – Pres. Vidiri, Est. Ianniello, P.M. Romano (conf.) – Società B.A. (avv. Pepe) c. O.G. (avv. Panici). Conf. Corte d’Appello Milano, 30 luglio 2007

Note: L’obbligo informativo nei licenziamenti collettivi limitati a un ramo di azienda
Parole chiave: licenziamento collettivo ::

Licenziamento collettivo – Criteri di scelta – Riferimento all’unità produttiva o a uno specifico settore dell’azienda – Ammissibilità – Condizioni – Indicazioni delle ragioni ostative al trasferimento dei dipendenti ad altra unità – Necessità.

In tema di licenziamento collettivo per riduzione di personale, qualora il progetto di ristrutturazione aziendale si riferisca in modo esclusivo a un’unità produttiva dell’azienda, la platea dei lavoratori interessati può essere limitata agli addetti a tale unità sulla base di oggettive esigenze aziendali e il datore di lavoro deve indicare nella comunicazione ex art. 4, comma 3, della legge n. 223 del 1991 sia le ragioni alla base della limitazione dei licenziamenti ai dipendenti dell’unità o settore in questione, sia le ragioni per cui non ritiene di ovviare ad alcuni licenziamenti con il trasferimento a unità produttive geograficamente vicine a quella soppressa o ridotta, onde consentire alle organizzazioni sindacali di verificare l’effettiva necessità
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Corte di Cassazione, N.25353-2 Dicembre 2009

(Corte di Cassazione
N:25353 - 2 Dicembre 2009)

Sez. lav. – Pres. Vidiri, Est. Picone, P.M. Matera (conf.) – Comp. Internaz. Carrozze Letti Turismo Sa (avv. Vesci) c. Z. C. (avv. Lacagnina). Conf. Corte d’Appello Roma, 26 luglio 2005.

Note: Licenziamento collettivo e ambito aziendale interessato
Parole chiave: licenziamento collettivo ::

Licenziamento collettivo – Criteri di scelta – Applicazione con riferimento all’unità produttiva o a uno specifico settore dell’azienda – Ammissibilità – Condizioni – Onere probatorio

In tema di licenziamento collettivo per riduzione di personale la platea dei lavoratori interessati può essere limitata agli addetti a un determinato reparto o settore ove ricorrano, in relazione al progetto di ristrutturazione aziendale, oggettive esigenze tecnico-produttive, restando onere del datore di lavoro provare il fatto che giustifica il più ristretto ambito nel quale la scelta è stata effettuata. Ne consegue che non può essere ritenuta legittima la scelta dei lavoratori solo perché impiegati nel reparto lavorativo soppresso o ridotto, trascurando il possesso di professionalità equivalente a quella di addetti ad altre realtà organizzative
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Cassazione, N.3045-6 Febbraio 2017

(Cassazione
N:3045 - 6 Febbraio 2017)

Note:
Parole chiave: licenziamento collettivo ::

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