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Tribunale Melfi, N.475-15 Luglio 2011

(Tribunale Melfi
N:475 - 15 Luglio 2011)

Est. Palma – Sata Spa (avv.ti B. Amendolito, F. Amendolito, Di Biase, Fazio, Dirutigliano, Ropolo) c. Fiom-Cgil (avv.ti Focareta, Piccinini, Zuccherelli e Grosso) (

Note: Caso Melfi: orgoglio (operaio) e pregiudizio (del giudice)?

Condotta antisindacale – Definizione – Diritto di sciopero – Limiti – Licenziamento per giusta causa – Proporzionalità della sanzione – Sussiste – Antisindacalità del licenziamento – Non sussiste.

Per la sussistenza della condotta antisindacale non è rilevante l’elemento psicologico del datore, ma l’obiettiva idoneità lesiva della condotta. Il licenziamento per fatti accaduti durante uno sciopero è antisindacale se vi sia un’obiettiva disparità di trattamento. L’esercizio del diritto di sciopero deve rispettare il limite costituito dal diritto al libero esercizio dell’impresa. La condotta ostruzionistica e gravemente insubordinata dei lavoratori che impediscano la produzione con la presenza fisica sul tracciato dei carrelli rifornitori delle materie prime, malgrado il richiamo dei superiori, e tengano un atteggiamento irriguardoso e provocatorio, causando un grave danno economico all’azienda, ha sanzione proporzionata nel licenziamento per giusta causa
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Corte di Cassazione, N.278-10 Gennaio 2008

(Corte di Cassazione
N:278 - 10 Gennaio 2008)

Pres. Ciciretti, Est. Cementano – Aem Spa (avv.ti Gentile e Prisco) c. I. L. (avv.ti Ciccotti, Bossi e Arrigoni). Cassa Corte d’Appello Milano 20 dicembre 2005.

Note: Il licenziamento per superamento del periodo di comporto: basta l’elemento fattuale?

Licenziamento individuale – Superamento del periodo di comporto – Disciplina – Specificazione dei motivi – Mancata richiesta da parte del lavoratore – Effetti.

A giustificare il recesso è sufficiente che sia stato superato il periodo di comporto e che tale circostanza di fatto sia stata indicata dal datore di lavoro nella lettera di licenziamento e posta a giustificazione del recesso, non essendo richiesto che il datore di lavoro specifichi i giorni di assenza, a meno che il lavoratore non ne faccia espressa richiesta.
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Corte Appello Torino, N.170-21 Marzo 2008

(Corte Appello Torino
N:170 - 21 Marzo 2008)

Pres. Sanlorenzo, Cons. Mancuso, Cons. Grillo Pasquarelli – M. R. (avv. Lamacchia) c. Ma. Ca. Srl (avv.ti Bianchi e Pericoli).

Note: Incidenza della responsabilità ex art. 2087 cod. civ. sul superamento del periodo di comporto. quali conseguenze

Licenziamento individuale – Illegittimità del licenziamento per superamento del periodo di comporto – Infortunio sul lavoro del lavoratore avviato obbligatoriamente al lavoro e svolgimento di mansioni compatibili con il suo stato di salute – Responsabilità del datore di lavoro per violazione degli obblighi di sicurezza ex art. 2087 cod. civ. – Onere della prova.

È illegittimo il licenziamento intimato alla lavoratrice avviata obbligatoriamente quale invalida civile per superamento del periodo di comporto causato da una prolungata assenza dovuta a infortunio sul lavoro, qualora il datore di lavoro non provi di aver adibito la lavoratrice stessa a mansioni compatibili con il suo stato di salute, nonché di aver adottato tutte le cautele necessarie a eliminare il rischio lavorativo, così come previsto dall’art. 2087 cod. civ.
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Tribunale Ferrara, N.Est. D’An - cona – L.F. (avv.ti Piccinini, Mangione, Mozzanti) c. B.P.I. Srl (avv.ti Pavone, Marasco, Lopez

(Tribunale Ferrara
N:Est. D’An - cona – L.F. (avv.ti Piccinini, Mangione, Mozzanti) c. B.P.I. Srl (avv.ti Pavone, Marasco, Lopez) - 30 Gennaio 2016)

Note: Diritto di critica, utilizzo di espressioni sconvenienti e licenziamento del sindacalista
Parole chiave: critica :: diritto :: licenziamento :: reintegrazione ::

Condotta antisindacale – Lavoratore sindacalista – Uso di espressioni aspre e inopportune durante una trattativa sindacale – Ri ven di ca - zione del ruolo sindacale – Licenziamento disciplinare – Pertinenza delle espressioni utilizzate ai temi oggetto di critica – Sproporzione della sanzione e carattere strumentale del licenziamento – Nullità – Natura antisindacale e ritorsiva del recesso – Reintegra.

Qualora il lavoratore sindacalista utilizzi espressioni inopportune e sconvenienti durante una trattativa sindacale con i responsabili aziendali nell’ambito però di tematiche che riguardino politiche occupazionali e oggetto di discussione, tale condotta può ritenersi oggetto di disapprovazione, ma la contestazione di tali comportamenti, che sono posti a giustificazione del licenziamento del lavoratore sindacalista, rileva l’uso abusivo e strumentale del potere disciplinare, avente natura e finalità ritorsiva e antisindacale in quanto preordinato a fare cessare l’attività sindacale.
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Corte Appello Roma, N.11199-23 Dicembre 2013

(Corte Appello Roma
N:11199 - 23 Dicembre 2013)

Pres. ed Est. Di Paolantonio – T.L (avv. Conti) c. Barclays Bank Plc (avv.ti De Luca Tamajo, Toffoletto, Bottini, Nespoli, Paternò) ed Engo Spa (avv.ti Maresca, Giannì).

Note: Le conseguenze dell’errata scelta del rito Fornero
Parole chiave: controversie :: lavoro :: rito :: speciale :: licenziamento ::

Controversie di lavoro e previdenza – Rito speciale per i licenziamenti – Ambito di applicazione – Domande connesse – Accertamento di un rapporto con soggetto diverso dal formale datore di lavoro – Ammissibilità – Onere di allegazione – Necessità – Difetto – Inapplicabilità del rito speciale – Separazione con mutamento del rito.

È ammissibile il ricorso al procedimento speciale disciplinato dalla l. n. 92/12 anche nei casi in cui il ricorrente, nell’impugnare l’atto espulsivo, invochi le tutele previste dall’art. 18 Stat. nei confronti di più soggetti, sul presupposto che gli stessi costituiscano un unico centro di imputazione di interessi e, quindi, un unico datore di lavoro. In difetto delle necessarie allegazioni sulle condizioni che devono ricorrere affinché il collegamento societario assuma rilevanza ai fini del computo del requisito dimensionale, la domanda del ricorrente ex art. 18 Stat. va dichiarata infondata, con conseguente inapplicabilità del rito speciale.
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cassazione, N.356-9 Gennaio 2013

(cassazione
N:356 - 9 Gennaio 2013)

Sez. lav., ord. – Pres. Roselli, Est. Blasutto, P.M. Romano (conf.) – L.B. (avv. Iuliano) c. Cavamarket Spa (avv. Ioele). Conf. Corte d’Appello Salerno, 5 settembre 2008.

Note: L’incidenza del comportamento del lavoratore sul risarcimento del danno

Licenziamento individuale – Illegittimità – Proposta riassunzione – Rifiuto – Diritto alla reintegrazione – Sussiste – Risarcimento del danno – Sussiste – Ammontare minimo

Il rifiuto, da parte del lavoratore illegittimamente licenziato, di essere riassunto non implica una tacita rinuncia alla reintegrazione, ma incide sul piano della tutela risarcitoria. La mancata accettazione dell’offerta di riassunzione, infatti, riduce il risarcimento del danno al suo ammontare minimo, pari a cinque mensilità di retribuzione globale di fatto.
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Corte di Cassazione, N.4375-23 Febbraio 2010

(Corte di Cassazione
N:4375 - 23 Febbraio 2010)

Pres. Battimiello, Est. Nobile – P.M. Matera (concl. conf.) – Società Recordati (avv.ti. Ferzi e Daverio) c. L. (avv.ti Proia e Noro). Conferma Corte d’App. Milano, 30 settembre 2005.

Note: La Cassazione e i controlli a distanza sui lavoratori

Controlli del datore di lavoro – Programma informatico di monitoraggio dell’uso di internet – Art. 4 Stat. lav. – Violazione della procedura di cui al comma 2 della disposizione – Licenziamento – Illegittimità.

Vìola l’art. 4, comma 2, Stat. lav. il datore di lavoro che si avvalga di un programma informatico che consenta il monitoraggio dell’utilizzazione di internet da parte dei lavoratori senza il rispetto della procedura prevista dalla disposizione.
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Tribunale Ascoli Piceno ord., N.696-3 Luglio 2009

(Tribunale Ascoli Piceno ord.
N:696 - 3 Luglio 2009)

Est. Pocci – G. R. c. T. Spa.

Note: Il diritto di critica del prestatore di lavoro subordinato...

Lavoro subordinato – Diritto di critica nei confronti del datore di lavoro – Uso di espressioni esagerate e inopportune – Rivendicazione del ruolo sindacale – Licenziamento per giustificato motivo soggettivo – Illegittimità – Insussistenza dell’intento di arrecare danno al datore di lavoro e all’attività produttiva.

Nell’esercizio del diritto di critica, allorché le espressioni utilizzate siano esagerate e inopportune, non giustificano l’irrogazione del licenziamento, se sono inserite in un contesto di rivendicazioni sindacali e della dignità degli stessi lavoratori e se non emerge alcuna volontà di arrecare danno al datore di lavoro e all’attività produttiva.
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Tribunale Roma, N.ord.-7 Aprile 2015

(Tribunale Roma
N:ord. - 7 Aprile 2015)

Est. Franchini – C.T. (avv. Aiello) c. Invitalia Partecipazioni Spa e Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa Spa (avv. De Vivo).

Note: Trasferimento di ramo d'azienda, dismissione di partecipazioni societarie e rito Fornero

Controversie di lavoro e previdenza – Rito Fornero – Ambito di applicazione – Questioni relative alla qualificazione del rapporto di lavoro – Titolarità del rapporto – Applicabilità. Trasferimento di azienda – Cessione di partecipazioni societarie – Applicazione dell’art. 2112 cod. civ. – Criteri. Licenziamento individuale – Licenziamento per giustificato motivo oggettivo per cessazione di attività – Attività non cessata ma trasferita quale ramo di azienda – Nullità del licenziamento per violazione di norma imperativa – Reintegrazione ex art. 18, comma 1, Stat. lav. – Applicabilità.

Il rito Fornero si applica ad una questione legata da un vincolo di pregiudizialità alla domanda di impugnazione del licenziamento, riguardante la costituzione di un rapporto di lavoro in capo a un soggetto diverso dal datore. La cessione di partecipazioni societarie costituisce trasferimento d'azienda ove lo scopo delle parti sia la sostituzione di un soggetto a un altro nella conduzione dell’impresa. Il licenziamento intimato per gmo costituito da cessazione dell’attività, ove il datore abbia in realtà trasferito ad altri l’attività economica organizzata, è nullo per violazione di norma imperativa, con applicazione della tutela reintegratoria piena disposta dall’art. 18, comma 1, Stat. lav. per gli «altri casi di nullità previsti dalla legge».
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Tribunale Roma, N.5928-30 Aprile 2013

(Tribunale Roma
N:5928 - 30 Aprile 2013)

Est. Forziati – L.D. (avv.ti Andreoni, Serreti, Freddino) c. Sogin Spa (avv.ti Salonia, Cozzolino, Scarabotti, Niglio).

Note: Meglio un lavoratore «fedele» che un cittadino zelante

Licenziamento individuale – Obbligo di fedeltà – Critica esterna nei confronti del datore di lavoro – Danno alla salute – Danno potenziale – Lesione all’immagine aziendale – Sussistenza

Il lavoratore che rivolge agli Enti vigilanti le proprie critiche rispetto alle scelte organizzative e gestionali in tema di impianti nucleari, potenzialmente lesivi della salute, vìola non soltanto il dovere specifico di fedeltà previsto dall’art. 2105 cod. civ. esponendo parte datoriale al rischio di gravi ripercussioni alla propria immagine e affidabilità, ma esercita altresì una illegittima pressione sul datore attraverso l’uso indebito della denuncia.
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