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Corte Appello Torino, N.856-3 Agosto 2011

(Corte Appello Torino
N:856 - 3 Agosto 2011)

Pres. Mariani, Est. Grillo Pasquarelli Mariani – Azienda Usl Valle d’Aosta (avv. Pagani) c. B.L.G. (avv.ti Caveri, d’Alessandro).

Note: Sul part-time previdenziale
Parole chiave: part-time :: pensione :: lavoro :: pubblico :: tempo :: parziale :: previdenziale ::

Pensione – Lavoro pubblico – Part-time previdenziale – Scadenza contratto – Decadenza beneficio – Ripristino della situazione quo ante – Non sussiste

Ai sensi dell’art. 1, comma 187, legge n. 662/1996, una volta esercitata la facoltà di trasformazione del rapporto di lavoro da full-time a part-time con la contestuale percezione della pensione di anzianità non è ammesso il ripristino del rapporto quo ante
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Tribunale Roma, N.-8 Gennaio 2015

(Tribunale Roma
N: - 8 Gennaio 2015)

Est. Consiglio – P.I. Spa (avv.ti Clavelli, De Rose) c. P.A.M. (avv.ti Salvago, Migliorini, Aurola).

Note: La trasformazione unilaterale del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale a iniziativa del datore di lavoro ...

Licenziamento individuale – Proposta di sottoscrizione di un contratto di lavoro part-time all’esito della costituzione giudiziale di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato full-time – Eccezione di parziale inadempimento – Rifiuto del lavoratore di rendere la prestazione – Difetto di proporzionalità tra i rispettivi inadempimenti – Licenziamento per giusta causa – Legittimità.

È legittimo il licenziamento comminato al lavoratore che si rifiuti di sottoscrivere un contratto di lavoro part-time (offrendo disponibilità solo per un contratto full time), poiché si concretizzerebbe un rifiuto totale del lavoratore a fronte di un inadempimento parziale del datore di lavoro; di conseguenza, il rifiuto del lavoratore non può considerarsi in buona fede e, quindi, giustificato ai sensi dell’art. 1460 c.c.
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Tribunale Trento, ord., N.543-13 Aprile 2013

(Tribunale Trento, ord.
N:543 - 13 Aprile 2013)

Est. Beghini – M.T. (avv. Valcanover) c. ministero della Giustizia (avv. Denicolò).

Note: Nota a Tribunale Trento 13 aprile 2013
Parole chiave: lavoro :: pubblico :: tempo :: parziale :: revoca :: legge :: 183 :: 2010 :: rinvio :: pregoudiziale :: Corte Giustizia ::

Lavoro pubblico – Lavoro a tempo parziale – Revoca – Art. 16, legge n. 183/2010 – Rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell’Unione europea.

L’art. 16, l. 4 novembre 2010, n. 183, nel permettere al datore di lavoro pubblico di trasformare unilateralmente il rapporto di lavoro a tempo parziale in rapporto a tempo pieno, anche contro la volontà del lavoratore, si pone in contrasto con la Direttiva del 15 dicembre 1997, n. 97/81/Ce, in quanto la norma italiana discrimina il lavoratore part-time, il quale, a differenza del lavoratore a tempo pieno, rimane soggetto al potere del datore di lavoro pubblico di modificare unilateralmente la durata della prestazione di lavoro anche contro la sua volontà. Si ritiene necessario disporre il rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell’Unione europea per l’interpretazione della suddetta direttiva.
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Tribunale Roma, N.16250-12 Ottobre 2011

(Tribunale Roma
N:16250 - 12 Ottobre 2011)

Est. Armone – P.P.S. (avv. Aiello) c. Compagnia di navigazione Ponte S. Angelo in liquidazione (avv. Napoletano).

Note: Questioni in tema di qualificazione del rapporto di lavoro e onere della prova nel caso di asserite dimissioni
Parole chiave: subordinato :: rapporto :: qualificazione :: lavoro ::

Lavoro subordinato – Qualificazione del rapporto – Successiva apposizione del termine – Nullità – Cessazione del rapporto – Asserite dimissioni – Ripartizione dell’onere della prova.

Nel caso di successione di un rapporto di lavoro di tipo occasionale e di un rapporto subordinato a termine di lavoro marittimo, l’accertamento della natura subordinata del primo rapporto, formalmente qualificato come autonomo, travolge il successivo contratto a termine e la relativa apposizione del termine, con la conseguenza che il rapporto deve considerarsi unico e a tempo indeterminato sin dall’origine. Ove si controverta sulle modalità di risoluzione del rapporto con affermazioni contrapposte (licenziamento orale o dimissioni), sul lavoratore grava esclusivamente la prova della cessazione del rapporto, mentre la controdeduzione del datore riguardante le dimissioni ha valore di eccezione e la prova incombe sullo stesso essipiente
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Corte Appello Roma, N.11199-23 Dicembre 2013

(Corte Appello Roma
N:11199 - 23 Dicembre 2013)

Pres. ed Est. Di Paolantonio – T.L (avv. Conti) c. Barclays Bank Plc (avv.ti De Luca Tamajo, Toffoletto, Bottini, Nespoli, Paternò) ed Engo Spa (avv.ti Maresca, Giannì).

Note: Le conseguenze dell’errata scelta del rito Fornero
Parole chiave: controversie :: lavoro :: rito :: speciale :: licenziamento ::

Controversie di lavoro e previdenza – Rito speciale per i licenziamenti – Ambito di applicazione – Domande connesse – Accertamento di un rapporto con soggetto diverso dal formale datore di lavoro – Ammissibilità – Onere di allegazione – Necessità – Difetto – Inapplicabilità del rito speciale – Separazione con mutamento del rito.

È ammissibile il ricorso al procedimento speciale disciplinato dalla l. n. 92/12 anche nei casi in cui il ricorrente, nell’impugnare l’atto espulsivo, invochi le tutele previste dall’art. 18 Stat. nei confronti di più soggetti, sul presupposto che gli stessi costituiscano un unico centro di imputazione di interessi e, quindi, un unico datore di lavoro. In difetto delle necessarie allegazioni sulle condizioni che devono ricorrere affinché il collegamento societario assuma rilevanza ai fini del computo del requisito dimensionale, la domanda del ricorrente ex art. 18 Stat. va dichiarata infondata, con conseguente inapplicabilità del rito speciale.
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Tribunale Gorizia, N.97-19 Luglio 2012

(Tribunale Gorizia
N:97 - 19 Luglio 2012)

F.A. (avv.ti Compagnone, Petracci, Belli) c. Fincantieri Spa (avv.ti Morrico, Suffi).

Note: Commento a Tribunale Taranto, 20 dicembre 2012 e Tribunale Gorizia, 19 luglio 2012
Parole chiave: viaggio :: tuta :: tempo :: stabilimento :: spogliatoio :: orario :: non retribuibilità :: lavoro ::

Orario di lavoro – Tempo necessario per indossare e dismettere la tuta da lavoro – Tempo necessario per trasferimenti endoaziendali a inizio e fine turno di lavoro – Retribuibilità

Il tempo impiegato dai lavoratori per indossare e dismettere la tuta, lavarsi e compiere i trasferimenti interni allo stabilimento deve considerarsi ricompreso nell’orario di lavoro e, pertanto, retribuibile allorché risulti assoggettato al potere organizzativo del datore di lavoro. Indici rilevatori dell’eterodirezione sono ravvisabili nella predisposizione di appositi spogliatoi aziendali attrezzati, di un servizio di trasporto interno programmato in base ai turni di lavoro e di un sistema di controlli di sicurezza in entrata e uscita mediante rilevazione elettronica.
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Corte Appello Torino, N.631-

(Corte Appello Torino
N:631 - )

Pres. Girolami, Est. Grillo Pasquarelli – Fuchs Lubrificanti Spa (avv. Musso) c. Temporary Spa (avv. Loi) e c. Tripodi (avv. Merlo)

Note: Contratti standard per illeciti standard: chi è responsabile del contratto di somministrazione invalido?

Somministrazione di lavoro – Contratto di somministrazione – Insussistenza della causale – Nullità – Diritto dell’utilizzatore al risarcimento del danno da parte dell’agenzia di somministrazione – Non sussiste

Poiché l’utilizzatore ha il dovere di conoscere e rispettare le norme di legge che regolano la somministrazione di lavoro, l’agenzia di somministrazione non è tenuta a risarcirgli i danni conseguenti alla dichiarazione di nullità del contratto di somministrazione per genericità della causale e della mancata prova della sussistenza dell’esigenza di disporre temporaneamente di un lavoratore
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Tribunale Roma, N.8437-6 Ottobre 2015

(Tribunale Roma
N:8437 - 6 Ottobre 2015)

Est. Sordi – P.V. (avv. Petrocelli) c. Rai - Radiotelevisione italiana Spa (avv. Persiani).

Note: Incentivazione al proseguimento del rapporto di lavoro fino a settant’anni: chi, come e perché

Licenziamento individuale – Art. 24, c. 4, d.l. n. 201/2011 – Necessità del consenso del datore di lavoro per la prosecuzione del rapporto fino a settant’anni – Libertà di forma del consenso ex art. 1350 c.c. – Illegittimità del licenziamento – Reintegrazione del lavoratore.

La prosecuzione del rapporto fino a settant’anni richiede il consenso del datore di lavoro, che in base al principio generale di libertà di forma può essere manifestato anche con comportamento concludente. Pertanto, se il datore di lavoro ha prestato il consenso, seppur implicito, il rapporto deve considerarsi assistito da stabilità e non è esercitabile il recesso ad nutum.
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Tribunale Santa Maria Capua Vetere, ord., N.10760-2 Aprile 2013

(Tribunale Santa Maria Capua Vetere, ord.
N:10760 - 2 Aprile 2013)

Est. Cervelli – R.S. (avv. Troianiello) c. Agenzia delle entrate (Avv. Stato).

Note: Art. 18 Stat. lav. e lavoro pubblico: una parziale applicazione della norma statutaria?

Lavoro pubblico – Licenziamento individuale – Licenziamento disciplinare – Art. 18 Stat. lav. – Impugnazione – Art. 1, comma 42, legge n. 92/2012 – Applicabilità.

La nuova disciplina sostanziale in materia di licenziamenti introdotta dall’art. 1, co. 42, l. n. 92/2012 (cd. riforma Fornero), deve ritenersi totalmente applicabile anche al pubblico impiego contrattualizzato. In particolare, la circostanza per cui una controversia riguardi il pubblico impiego non deve giustificare un diverso ambito di applicabilità del nuovo art. 18 Stat. lav., perché l’art. 51, co. 2, d.lgs. 165/01, contiene un rinvio mobile alla norma statutaria, sicché ogni sua novella sarà applicabile al pubblico impiego in forza di tale rinvio
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Tribunale Roma, N.448-15 Gennaio 2013

(Tribunale Roma
N:448 - 15 Gennaio 2013)

Est. Sordi – A.A. (avv. Muggia) c. C. Soc. coop. p.a. (avv.ti Favalli, Lesce, Zucchinari).

Note: La temporaneità quale condizione di liceità della somministrazione a termine: un problema ancora aperto?

Somministrazione di lavoro – Somministrazione di lavoro a termine – Ragioni legittimanti – Art. 20, comma 4, d.lgs. n. 276/2003 – Necessità del carattere temporaneo – Assenza – Conseguenze – Costituzione di un contratto a tempo indeterminato.

Nel caso in cui le esigenze aziendali poste a fondamento di un contratto di somministrazione a termine, pur essendo state in esso indicate, non presentino il carattere della temporaneità, si viene a costituire tra il lavoratore e l’utilizzatore delle relative prestazioni un contratto di lavoro a tempo indeterminato con efficacia ex tunc.
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