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Tribunale Roma, N.ord.-7 Aprile 2015

(Tribunale Roma
N:ord. - 7 Aprile 2015)

Est. Franchini – C.T. (avv. Aiello) c. Invitalia Partecipazioni Spa e Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa Spa (avv. De Vivo).

Note: Trasferimento di ramo d'azienda, dismissione di partecipazioni societarie e rito Fornero

Controversie di lavoro e previdenza – Rito Fornero – Ambito di applicazione – Questioni relative alla qualificazione del rapporto di lavoro – Titolarità del rapporto – Applicabilità. Trasferimento di azienda – Cessione di partecipazioni societarie – Applicazione dell’art. 2112 cod. civ. – Criteri. Licenziamento individuale – Licenziamento per giustificato motivo oggettivo per cessazione di attività – Attività non cessata ma trasferita quale ramo di azienda – Nullità del licenziamento per violazione di norma imperativa – Reintegrazione ex art. 18, comma 1, Stat. lav. – Applicabilità.

Il rito Fornero si applica ad una questione legata da un vincolo di pregiudizialità alla domanda di impugnazione del licenziamento, riguardante la costituzione di un rapporto di lavoro in capo a un soggetto diverso dal datore. La cessione di partecipazioni societarie costituisce trasferimento d'azienda ove lo scopo delle parti sia la sostituzione di un soggetto a un altro nella conduzione dell’impresa. Il licenziamento intimato per gmo costituito da cessazione dell’attività, ove il datore abbia in realtà trasferito ad altri l’attività economica organizzata, è nullo per violazione di norma imperativa, con applicazione della tutela reintegratoria piena disposta dall’art. 18, comma 1, Stat. lav. per gli «altri casi di nullità previsti dalla legge».
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Tribunale Santa Maria Capua Vetere, ord., N.10760-2 Aprile 2013

(Tribunale Santa Maria Capua Vetere, ord.
N:10760 - 2 Aprile 2013)

Est. Cervelli – R.S. (avv. Troianiello) c. Agenzia delle entrate (Avv. Stato).

Note: Art. 18 Stat. lav. e lavoro pubblico: una parziale applicazione della norma statutaria?

Lavoro pubblico – Licenziamento individuale – Licenziamento disciplinare – Art. 18 Stat. lav. – Impugnazione – Art. 1, comma 42, legge n. 92/2012 – Applicabilità.

La nuova disciplina sostanziale in materia di licenziamenti introdotta dall’art. 1, co. 42, l. n. 92/2012 (cd. riforma Fornero), deve ritenersi totalmente applicabile anche al pubblico impiego contrattualizzato. In particolare, la circostanza per cui una controversia riguardi il pubblico impiego non deve giustificare un diverso ambito di applicabilità del nuovo art. 18 Stat. lav., perché l’art. 51, co. 2, d.lgs. 165/01, contiene un rinvio mobile alla norma statutaria, sicché ogni sua novella sarà applicabile al pubblico impiego in forza di tale rinvio
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Tribunale Milano, N.2875-28 Ottobre 2016

(Tribunale Milano
N:2875 - 28 Ottobre 2016)

Note:
Parole chiave: licenzimento :: individuale :: handicap :: discriminazione ::

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Corte Appello Torino, N.588-15 Mag 2014

(Corte Appello Torino
N:588 - 15 Mag 2014)

Pres. Girolami, Est. Milani - A.R. (Avv. Giovenco, Sannazzaro) c. Bobst Italia S.p.A. (avv. Batallotta, Pierleoni, Roma)

Note: Responsabilità disciplinari per dichiarazioni su social network
Parole chiave: social network :: licenzimento :: ingiuria :: individuale :: giusta :: casua ::

Licenzimento individuale - Giusta causa - Dichiarazioni - Ingiuria - Social network - Facebook - Google+

Colui che ritiene di utilizzare il social network per diffondere la propria "voce" e opinione accetta inevitabilmente che le espressioni postate possa diffondersi ben oltre i "limiti formali" rappresentati dagli interlocutori prescelti, i c.d. "amici", e vengano comunque a conoscenza di un numero imprecisato ed indiscriminato di soggetti.
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Tribunale Roma, N.-8 Gennaio 2015

(Tribunale Roma
N: - 8 Gennaio 2015)

Est. Consiglio – P.I. Spa (avv.ti Clavelli, De Rose) c. P.A.M. (avv.ti Salvago, Migliorini, Aurola).

Note: La trasformazione unilaterale del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale a iniziativa del datore di lavoro ...

Licenziamento individuale – Proposta di sottoscrizione di un contratto di lavoro part-time all’esito della costituzione giudiziale di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato full-time – Eccezione di parziale inadempimento – Rifiuto del lavoratore di rendere la prestazione – Difetto di proporzionalità tra i rispettivi inadempimenti – Licenziamento per giusta causa – Legittimità.

È legittimo il licenziamento comminato al lavoratore che si rifiuti di sottoscrivere un contratto di lavoro part-time (offrendo disponibilità solo per un contratto full time), poiché si concretizzerebbe un rifiuto totale del lavoratore a fronte di un inadempimento parziale del datore di lavoro; di conseguenza, il rifiuto del lavoratore non può considerarsi in buona fede e, quindi, giustificato ai sensi dell’art. 1460 c.c.
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Tribunale Milano, N.2766-28 Gennaio 2013

(Tribunale Milano
N:2766 - 28 Gennaio 2013)

Est. Lualdi – M.D. (avv. Moro) c. Transport Line Scrl (avv. Lo Presti).

Note: Violazione del principio di proporzionalità e nuovi regimi sanzionatori in caso di licenziamento disciplinare illegittimo
Parole chiave: licenziamento :: individuale :: articolo :: 18 :: stat. :: lav. :: fatti :: rientranti :: condotte :: punibili :: sanzioni :: conservative ::

Licenziamento individuale – Fatto rientrante tra le condotte punibili con una sanzione conservativa – Tutela ex art. 18, comma 4, legge n. 300/1970 – Sussistenza.

In materia di licenziamento disciplinare dopo la novella dell’art. 18, legge n. 300/1970, se il fatto rientra tra le condotte punibili con una sanzione conservativa sulla base delle previsioni dei contratti collettivi ovvero dei codici disciplinari applicabili, il datore di lavoro è condannato alla reintegrazione del lavoratore e al risarcimento del danno pari alla retribuzione globale di fatto dal giorno del licenziamento sino a quello dell’effettiva reintegrazione, con il limite massimo di dodici mensilità.
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Tribunale Taranto ord., N.5484-20 Febbraio 2017

(Tribunale Taranto ord.
N:5484 - 20 Febbraio 2017)

Est. De Napoli – M.M. (avv. Grippa) c. B.d.A. di L.P. (avv. Falciglia).

Note:

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TRIBUNALE BARI, N.-3 Aprile 2015

(TRIBUNALE BARI
N: - 3 Aprile 2015)

Est. Pazienza – C.R. (avv.ti Sbarra, Guarini) c. Sicuritalia Spa (avv.ti Granato, Vulpis)

Note: Il carattere ritorsivo del licenziamento

Licenziamento individuale – Giustificato motivo oggettivo – Legge n. 92/2012 – Licenziamento ritorsivo – Reintegrazione – Onere probatorio.

Il carattere ritorsivo del licenziamento determina necessariamente la nullità del provvedimento determinato da un motivo illecito determinante ai sensi dell’art. 1345 cod. civ., con la conseguente reintegra della lavoratrice nel proprio posto di lavoro.
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Tribunale Bari ord., N.-9 Giugno 2011

(Tribunale Bari ord.
N: - 9 Giugno 2011)

Est. Calia – S.M. c. Global Service Spa.

Note: Modalità di applicazione del provvedimento d’urgenza

Licenziamento individuale – Art. 669-duodecies cod. proc. civ. – Reintegrazione nel posto di lavoro – Accesso ai locali aziendali – Assegnazione nel posto di lavoro

L’obbligo di reintegrazione è suscettibile di esecuzione forzata nei limiti delle sottoprestazioni fungibili individuabili al suo interno. In attuazione del provvedimento cautelare di reintegra, pertanto, può esser disposta l’iscrizione nel libro paga e matricola (oggi Libro unico sul lavoro) con tutte le conseguenze retributivo-previdenziali, nonché l’accesso ai locali aziendali con autorizzazione, in caso di rifiuto, a farsi assistere da un ufficiale giudiziario e occorrendo dalla forza pubblica.
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Tribunale Roma, N.8437-6 Ottobre 2015

(Tribunale Roma
N:8437 - 6 Ottobre 2015)

Est. Sordi – P.V. (avv. Petrocelli) c. Rai - Radiotelevisione italiana Spa (avv. Persiani).

Note: Incentivazione al proseguimento del rapporto di lavoro fino a settant’anni: chi, come e perché

Licenziamento individuale – Art. 24, c. 4, d.l. n. 201/2011 – Necessità del consenso del datore di lavoro per la prosecuzione del rapporto fino a settant’anni – Libertà di forma del consenso ex art. 1350 c.c. – Illegittimità del licenziamento – Reintegrazione del lavoratore.

La prosecuzione del rapporto fino a settant’anni richiede il consenso del datore di lavoro, che in base al principio generale di libertà di forma può essere manifestato anche con comportamento concludente. Pertanto, se il datore di lavoro ha prestato il consenso, seppur implicito, il rapporto deve considerarsi assistito da stabilità e non è esercitabile il recesso ad nutum.
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