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Tribunale Torino, N.2583-15 Settembre 2011

(Tribunale Torino
N:2583 - 15 Settembre 2011)

Est. Ciocchetti – Fiom-Cgil Nazionale (avv.ti Alleva, Ferrara, Focareta, Martino, Panici, Piccinini, Poli, Recchi) c. Fiat Spa, Fiat Group Automobiles Spa, Fabbrica Italia Pomigliano Spa (avv.ti De Luca Tamajo, Dirutigliano, Dondi, Favalli, Olivieri) e c. Fim-Cisl Nazionale (avv. Baldoni), Uilm-Uil Nazionale (avv.ti Giorgi, Pozza), Fismic (avv.ti Scalenghe, D’Amato, Ciaramella), Ugl metalmeccanici (avv. Roggero)

Note: Il giudice «equilibrista» e il rebus del sistema sindacale italiano: osservazioni sulla controversia tra Fiom e Fiat

Condotta antisindacale – Costituzione di società che non aderisce a Confindustria e sottoscrive contratti collettivi, con il dissenso di Fiom-Cgil – Impiego dei prestatori, già operanti nello stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco, presso tale società, senza applicazione dell’art. 2112 cod. civ. – Validità dei contratti collettivi – Corretta qualificazione dei contratti collettivi come di primo e secondo livello – Insussistenza

Ferma la legittimità in sé dei due contratti collettivi impugnati, si esclude che la stipulazione dei medesimi possa essere considerata espressione di antisindacalità. Infatti il contratto sottoscritto il 29 dicembre 2010 è stato correttamente qualificato come di primo livello, dal momento che esso si svincola dal contratto nazionale di categoria per l’industria metalmeccanica e definisce ogni aspetto dei rapporti di lavoro con i propri dipendenti, con una ampiezza ed esaustività del tutto simile a qualsiasi contratto nazionale: l’art. 2112 c.c. non può allora essere ritenuto violato, considerato che l’ipotetica applicazione di quest’ultimo non renderebbe in ogni caso operante l’indicato contratto nazionale presso Fabbrica Italia Pomigliano Spa, ai sensi del co. 3.
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Corte Cost., N.8-20 Gennaio 2012

(Corte Cost.
N:8 - 20 Gennaio 2012)

Pres. Quaranta, Est. Mazzella. – A.A. c. Associazione Cassa nazionale di previdenza e assistenza a favore dei ragionieri e periti commerciali (Cnpr) (avv.ti Luciani e Fusillo).

Note: Totalizzazione dei periodi assicurativi e sistema di calcolo contributivo per le casse previdenziali privatizzate...

Contribuzione previdenziale – Pensioni erogate dalla Cassa nazionale di previdenza e di assistenza a favore dei ragionieri e dei periti commerciali (Cnpr) – Ridefinizione della disciplina in materia di totalizzazione dei periodi assicurativi – Determinazione della misura del trattamento pensionistico dovuto con le regole del sistema di calcolo contributivo – Ritenuta irragionevole disparità di trattamento rispetto agli assicurati presso gli enti previdenziali privati ex d.lgs. n. 103 del 1996 – Esclusione – Conseguente infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell’art. 4, comma 3, del d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 42, recante «Disposizioni in materia di totalizzazione dei periodi assicurativi». Contribuzione previdenziale – Pensioni erogate dalla Cassa nazionale di previdenza e di assistenza a favore dei ragionieri e dei periti commerciali (Cnpr) – Ridefinizione della disciplina in materia di totalizzazione dei periodi assicurativi – Determinazione della misura del trattamento pensionistico dovuto con le regole del sistema di calcolo contributivo – Ritenuto eccesso di delega in relazione ai criteri di calcolo della quota di pensione gravante sulle gestioni interessate dalla totalizzazione – Esclusione – Conseguente infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell’art. 4, comma 3, del d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 42, recante «Disposizioni in materia di totalizzazione dei periodi assicurativi».

Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 4, comma 3, del d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 42 (Disposizioni in materia di totalizzazione dei periodi assicurativi), secondo cui per gli enti previdenziali privatizzati (e tra questi la Cassa nazionale di previdenza e assistenza a favore dei ragionieri e dei periti commerciali) la misura del trattamento pensionistico dovuto a seguito di totalizzazione dei periodi assicurativi è determinata con le regole del sistema di calcolo contributivo sulla base dei parametri dettati dallo stesso art. 4, comma 3, in riferimento agli artt. 3 e 76 Cost.
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Consiglio di Stato, Sezione I, parere, N.1081-22 Marzo 2010

(Consiglio di Stato, Sezione I, parere
N:1081 - 22 Marzo 2010)

Pres. de Lise, Est. Torsello – Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche

Note: Civit e Consigliere di parità: quale indipendenza dall'autorità politica?

Lavoro pubblico – Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche (Civit) – Natura di «autorità amministrativa indipendente» – Effetti – Esclusione dall’ambito delle «amministrazioni pubbliche» cui si applicano le norme in materia di lavoro pubblico e le altre che a esse fanno riferimento per definire il proprio ambito di applicazione.

La Civit ha natura di autorità amministrativa indipendente e non rientra nell’ambito delle «amministrazioni pubbliche» cui si riferiscono a) l’art. 1, comma 2, d.lgs. n. 165/01, per individuare le amministrazioni e gli enti pubblici cui si applica la disciplina del lavoro pubblico e b) le norme che fanno riferimento all’art. 1, co. 2, d.lgs. n. 165 – come quelle in materia di locazione degli immobili da adibire a pubblici uffici – per definire il proprio ambito di applicazione
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