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Controversie di lavoro e previdenza

Cassazione, N.8533-4 Mag 2015

(Cassazione
N:8533 - 4 Mag 2015)

Pres. Roselli, Est. Ghinoy, P.M. Matera (diff.) – Inps (avv.ti Ricci, Capannolo, Pulli) c. P.V.A. Cassa con rinvio Tribunale di Gela, 12 marzo 2013 (decreto)

Note: L’art. 445-bis cod. proc. civ. e l’omologabilità nella fase sommaria anche dei requisiti non sanitari

Controversie di lavoro e previdenza – Prestazioni assistenziali e previdenziali – Accertamento tecnico preventivo obbligatorio – Art. 445- bis cod. proc. civ. – Fumus boni iuris – Necessarietà – Accertamento in sede di Atpo di requisiti non sanitari – Omologazione

L’accertamento tecnico preventivo obbligatorio, previsto dall’art. 445-bis cod. proc. civ. per la verifica dei requisiti sanitari che legittimano la pretesa previdenziale o assistenziale, diviene definitivo, in assenza di contestazioni, con il decreto di omologa e vincola, come tale, anche l’ente competente all’erogazione, il quale, ai sensi del comma 5, deve limitarsi all’accertamento dei soli requisiti giuridico-economici della prestazione invocata. Ne consegue che, ove il consulente accerti la sussistenza delle condizioni per una delle prestazioni cui il ricorso è preordinato, l’istituto ha senz’altro l’interesse, a norma dell’art. 100 cod. proc. civ., a contestarne le conclusioni.
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Corte Costituzionale, N.15-26 Gennaio 2012

Controversie di lavoro e previdenza – Contribuzione previdenziale – Soci amministratori di Srl – Opera prestata nell’impresa commerciale – Iscrizione all’Inps – Legge di interpretazione autentica – Obbligo di doppia iscrizione – Artt. 3, 24, comma 1, 102, 111, comma 2, e 117, comma 1, Cost. – Questione di legittimità costituzionale – Infondatezza. Controversie di lavoro e previdenza – Contribuzione previdenziale – Soci amministratori di Srl – Opera prestata nell’impresa commerciale – Iscrizione all’Inps – Legge di interpretazione autentica – Obbligo di doppia iscrizione – Art. 6 Cedu – Violazione – Insussistenza.

Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 12, co. 11, d.l. n. 78/2010, convertito, con modificazioni, dall’art. 1, co. 1, l. n. 122/2010, sollevata dalla Corte d’Appello di Genova in riferimento agli artt. 3, 24, co. 1, 102, 111, co. 2, e 117, co. 1, Cost., in riferimento all’art. 6 della Cedu. (1) Spetta innanzitutto al legislatore nazionale e alla Corte Costituzionale valutare, con riferimento a princìpi, diritti e beni di rilievo costituzionale e nell’ambito del margine di apprezzamento riconosciuto dalla Cedu ai singoli ordinamenti statali, la sussistenza dei motivi imperativi di interesse generale che giustifichino interventi legislativi con efficacia retroattiva.
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Cassazione, N.12094-13 Giugno 2016

(Cassazione
N:12094 - 13 Giugno 2016)

Pres. Venuti, Est. Amendola, P.M. Servello (Conf.) – R.C.B. soc. r.l. (avv.ti Paternò, Morone, Toffoletto, De Luca Tamajo) c. B.M. (avv. Paradisi). Conf. Corte d’Appello di Ancona, 6.10.2014

Note: La decisione delle domande proposte in via subordinata nel cd. rito Fornero

Controversie di lavoro e previdenza – Licenziamento individuale – Impugnazione – Rito speciale – Tutela obbligatoria richiesta in via subordinata – Domanda fondata sugli identici fatti costitutivi – Ammissibilità – Decisione nel merito (l. 28.6.2012, n. 92, art. 1).

Qualora il giudice accerti l’insussistenza dei presupposti per l’accoglimento della domanda, proposta in via principale ai sensi dell’art. 1, comma 48, l. n. 92/2012, di nullità del licenziamento intimato e conseguente condanna alla reintegrazione ex art. 18 St. lav., è possibile, senza disporre il mutamento di rito, procedere all’esame e alla decisione della domanda, proposta in via subordinata, di applicazione della tutela obbligatoria ai sensi dell’art. 8, l. n. 604/1966, in quanto fondata sugli identici fatti costitutivi.
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Corte Edu, N.46286-31 Mag 2011

(Corte Edu
N:46286 - 31 Mag 2011)

ricorsi nn. 46286/2009, 52851/2008, 53727/2008, 54486/2008, 56001/2008, Sez. II – Pres. Tulkens – Maggio e altri c. Italia.

Note: I contrasti tra Corte EDU E Corte Costituzionale sulle leggi retroattive che eliminano diritti di lavoratori e pensionati

Controversie di lavoro e previdenza – Pensione – Pensioni di vecchiaia – Lavoro svolto in Svizzera – Rimpatrio – Trasferimento dei contributi previdenziali – Pensione retributiva – Calcolo – Legge di interpretazione autentica – Ricalcolo in senso peggiorativo – Art. 6 Cedu – Violazione – Sussiste – Art. 1, Protocollo 1 – Violazione – Non sussiste.

L’art. 1 co. 777 l. 296/2006, laddove interpreta autenticamente l’art. 5 co. 2 d.P.R. 488/1968 riducendo la retribuzione su cui calcolare la pensione dei lavoratori italiani che avevano chiesto il trasferimento all’Inps dei contributi da loro versati all’assicurazione sociale svizzera, vìola le disposizioni di cui all’art. 6 Cedu, in quanto ha modificato definitivamente, a danno di un intera categoria di persone, l’esito dei giudizi pendenti nei quali lo Stato era parte in assenza di un motivo di interesse generale sufficientemente impellente da superare i pericoli inerenti all’utilizzo della legislazione retroattiva. Considerazioni di carattere finanziario ovvero la necessità di ristabilire un equilibrio nel sistema pensionistico non giustificano il legislatore.
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Cassazione, N.10386-20 Mag 2015

(Cassazione
N:10386 - 20 Mag 2015)

Pres. Roselli, Est. Maisano, P.M. Matera (diff.) – D. Srl e W. Srl (avv.ti De Ninno, Del Punta, De Cesaris) c. G.A.M. (avv.ti Ricchiello, Antichi). Conf. Corte d’Appello di Firenze, 9 maggio 2014.

Note: Ammissibilità ed efficacia delle registrazioni telefoniche ai fini della prova di un licenziamento ritorsivo

Controversie di lavoro e previdenza – Specificità dei motivi di impugnazione – Registrazione fonografica non autorizzata – Am mis si bi - li tà – Prove atipiche – Efficacia probatoria – Licen zia men to ritorsivo – Prova

Ai fini del legittimo e corretto instaurarsi del giudizio d’appello è sufficiente che l’appellante abbia debitamente e dettagliatamente individuato, nell’atto introduttivo del ricorso, le specifiche censure mosse alla sentenza di primo grado, nonché gli elementi di fatto e di diritto dedotti a supporto delle modifiche reclamate. La nullità di un licenziamento in ragione del suo carattere ritorsivo può essere provata sulla base delle conversazioni telefoniche registrate dalla lavoratrice e ove dalla trascrizione di queste ultime si ricavi l’esistenza di una riorganizzazione aziendale e il suo collegamento con le pretese economiche e con il successivo licenziamento.
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Corte Costituzionale, N.303-10 Novembre 2011

(Corte Costituzionale
N:303 - 10 Novembre 2011)

Pres. Quaranta, Est. Mazzella – C.C. (avv.ti Vacirca e Angiolini) e S.G. (avv.ti Carpagnano e De Michele) c. Poste Italiane Spa (avv.ti Maresca e Pessi).

Note: I contrasti tra Corte EDU E Corte Costituzionale sulle leggi retroattive che eliminano diritti di lavoratori e pensionati

Controversie di lavoro e previdenza – Contratto a termine – Conversione – Indennità onnicomprensiva – Retroattività – Cause in corso – Alterazione – Art. 6 Cedu – Violazione – Insussistenza.

Il co. 7 dell’art. 32 della l. n. 183/2010, prevedendo l’estensione dei co. 5 e 6 dello stesso articolo ai giudizi in corso, non ha prodotto un’ingerenza illecita del legislatore nell’amministrazione della giustizia diretta ad alterare la soluzione di una o più controversie a beneficio di una parte, contrastante con il divieto di cui all’art. 6 della Cedu. Nella fattispecie, infatti, ricorrono tutte le condizioni in presenza delle quali la Corte Edu ritiene compatibili con l’art. 6 della Convenzione disposizioni nazionali dalla portata retroattiva volte a regolare, in materia civile, diritti già risultanti da leggi in vigore; sussistono, in particolare, le ragioni di utilità generale di una simile nuova disciplina.
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Corte Costituzionale, N.53-10 Marzo 2017

(Corte Costituzionale
N:53 - 10 Marzo 2017)

Note:

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Cassazione, N.8932-5 Mag 2015

(Cassazione
N:8932 - 5 Mag 2015)

Pres. Roselli, Est. Ghinoy, P.M. Matera (conf.) – R.F. (avv. Balsamo) c. Inps (avv.ti Ricci, Capannol, Pulli). Conf. Tribunale di Trapani, 19 dicembre 2012 (decreto

Note: L’art. 445-bis cod. proc. civ. e l’omologabilità nella fase sommaria anche dei requisiti non sanitari

Controversie di lavoro e previdenza – Prestazioni assistenziali e previdenziali – Accertamento tecnico preventivo obbligatorio – Art. 445- bis cod. proc. civ. – Ricorso ex art. 111 Cost – Inammissibilità.

In materia di accertamento tecnico preventivo ai sensi dell’art. 445-bis cod. proc. civ, non è ricorribile per cassazione ex art. 111 Cost. l’ordinanza di inammissibilità del ricorso per difetto dei relativi presupposti, trattandosi di provvedimento che non incide con effetto di giudicato sulla situazione soggettiva sostanziale – attesa la possibilità per l’interessato di promuovere il giudizio di merito – ed è comunque idoneo a soddisfare la condizione di procedibilità di cui all’art. 445-bis, comma 2, cod. proc. civ., essendo il procedimento sommario già giunto a conclusione
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Cassazione, N.9115-6 Mag 2015

(Cassazione
N:9115 - 6 Mag 2015)

Pres. Roselli, Est. Maisano, P.M. Matera (conf.) – Telecom Italia Spa (avv.ti Maresca, Romei, Boccia c. V.G. (avv.ti Cossu, Bomboi, Poli). Conf. Corte d’Appello di Milano, 12 maggio 2014.

Note: Rito Fornero: la natura bifasica del giudizio di primo grado

Controversie di lavoro e previdenza – Rito in materia di licenziamenti – Natura impugnatoria della fase di opposizione – Obbligo di astensione del giudice – Insussistenza

La fase dell’opposizione ai sensi dell’art. 1, comma 51, legge n. 92 del 2012, non costituisce un grado diverso rispetto alla fase che ha preceduto l’ordinanza; essa è solo una prosecuzione del giudizio di primo grado in forma ordinaria e non più urgente. Di conseguenza, non è ravvisabile alcuna incompatibilità tra il giudice che ha definito la fase sommaria e quello chiamato a decidere sull’opposizione.
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Corte Edu, N.17972-14 Febbraio 2012

Controversie di lavoro e previdenza – Pensione – Ex dipendenti del Banco di Napoli – Trattamento perequativo – Specialità – Permanenza – Negazione – Contenzioso – Legge di interpretazione autentica – Trattamento perequativo speciale – Eliminazione – Art. 6 Cedu – Violazione – Sussiste.

Contrasta con l’art. 6 della Cedu l’art. 1, comma 55, della legge n. 243/2004 che, in presenza di molteplici sentenze in senso contrario, ha eliminato lo speciale trattamento perequativo delle pensioni già previsto per gli ex dipendenti degli enti pubblici creditizi (7).
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