Poteri del datore di lavoro e tutela della dignità e professionalità del lavoratore al tempo del JobsAct.In ricordo di S.Mattone

Giovedì, Mag 12, 2016 -- Corte di Cassazione - Aula Magna

Giovedi 12 maggio 2016, dalle ore 15.00, presso l’Aula Magna della Corte di Cassazione, Piazza Cavour, Roma, si è svolta la tavola rotonda su “Poteri del datore di lavoro e tutela della dignità e professionalità del lavoratore ai tempi del Jobs Act”, promossa dalla Rivista, da Magistratura democratica e da AGI-Avvocati Giuslavoristi Italiani (sezione Lazio).

La tavola rotonda – in ricordo della figura di Sergio Mattone, illustre Presidente della Sezione lavoro della Cassazione, componente del Consiglio Superiore della Magistratura e giudice umanissimo – era la settima di una serie di iniziative, a cadenza semestrale, volte a favorire un confronto aperto su "casi” o “temi” difficili e di grande impatto sociale, che ancora non abbiano trovato una soluzione consolidata nella giurisprudenza di merito e della Corte di Cassazione.

L’attualità del tema derivava dalla riforma, operata dal d.lgs. n. 81/2015 (art. 3) e dal d.lgs. n. 151/2015 (art. 23), in ordine – rispettivamente - allo jus variandi delle mansioni del lavoratore ed al potere di controllo datoriale (anche informatico) sull’attività del lavoratore.

Si trattava innanzitutto di capire come debba interpretarsi la disposizione del nuovo art. 2103 cod. civ., onde comprenderne la reale portata innovativa. Da un lato la nozione di equivalenza viene sostituita dalla equipollenza di livello; dall’altro il demansionamento, di uno o più livelli, resta condizionato a parametri, organizzativi o certificativi, alquanto vaghi.

Si trattava poi di definire la portata applicativa dell’art. 23 del d. lgs. n. 151/2015 sulla revisione della disciplina dei controlli a distanza (art. 4 Stat. Lav.) ed in particolare sui casi esenti da codeterminazione e sui limiti di utilizzo dei dati.

La tavola rotonda – coordinata da Luigi Macioce (Presidente titolare della Sezione lavoro della Cassazione) – è stata aperta dai saluti di Giovanni Canzio (Presidente della Corte di Cassazione) ed introdotta da Giovanni Mammone (Segretario generale della Cassazione), cui sono seguite le tre relazioni, rispettivamente, di Vincenzo di Cerbo (Presidente della Sezione lavoro della Cassazione), Giampiero Proia (Prof. nell’Università di Roma 3) e Anna Trojsi (Prof.ssa nell’Università di Catanzaro).
La parola è, quindi, passata ai partecipanti alla tavola rotonda: Marina Brollo (Prof.ssa. nell’Università di Udine); Pasquale Chieco (Prof. nell’Università di Bari), Mara Parpaglioni (Avvocato in Roma).

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