trattamento previdenziale dei direttori delle aziende sanitarie

Per la terza volta all'attenzione della consulta il trattamento previdenziale dei direttori delle aziende sanitarie

Articolo scritto da: Dario Marinuzzi

Il Tribunale civile di Trento, sez. lav., con ordinanza del 17 gennaio 2013, in corso di pubblicazione in G.U., ha dichiarato rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’ art. 3bis, comma 11, del d. lgs. 30.12.1992, n. 502 (inserito dall’ art. 3, comma 3, del d. lgs. 19.6.1999, n. 229), nella parte in cui comporta oneri aggiuntivi per il bilancio dell’ I.N.P.S. gestione ex INPDAP. La questione, dunque, ritorna alla attenzione della Consulta per la terza volta, dopo essere stata già scrutinata con precedenti sentenze nn. 351/2010 e 119/2012.

Tribunale di Trento, N.ordinanza-17 Gennaio 2013

Pensione – Indennità premio di servizio – Modalità di calcolo – Questione di legittimità costituzionale dell’art. 3-bis, comma 11, del d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 502.

È rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 3-bis, co. 11, d.lgs. 502/92, nella parte in cui, commisurando la indennità premio di servizio, ex artt. 2 e 4, l. 152/68, secondo il parametro del trattamento retributivo effettivamente percepito dal dipendente pubblico in relazione all’incarico conferitogli di direttore generale o di direttore amministrativo o di direttore sanitario delle aziende e degli enti del Servizio sanitario regionale e delle Province autonome, in luogo del precedente parametro costituito dal trattamento retributivo previsto in relazione al rapporto di lavoro dipendente, comporta oneri aggiuntivi per il bilancio dell’Inps gestione ex Inpdap senza indicare i mezzi per far fronte alle nuove e maggiori spese.
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