subordinazione

Corte costituzionale, N.76-7 Mag 2015

(Corte costituzionale
N:76 - 7 Mag 2015)

Pres. Criscuolo, Est. Sciarra – interv. Presidente del Consiglio dei ministri (Avv. Stato).

Note: La corte costituzionale nel vortice delle teorie della subordinazione
Parole chiave: subordinazione ::

Lavoro subordinato – Infermieri incaricati dagli istituti di prevenzione e pena – Esclusione subordinazione – Esclusione indennità e trattamenti previdenziali – Questione infondata di costituzionalità.

Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 53 della l. 9.10.1970, n. 740, nella parte in cui non consente di qualificare i rapporti di lavoro degli infermieri incaricati dagli istituti di prevenzione e di pena come rapporti di lavoro subordinato e, in via gradata, nella parte in cui, anche a voler ritenere che non precluda la qualificazione del rapporto di lavoro come subordinato, limita a un compenso orario la retribuzione spettante, con esclusione di ogni altra indennità o gratificazione, e di ogni trattamento previdenziale e assicurativo, in riferimento agli artt. 3, c. 1, 36, c. 1, e 38, c. 2, Cost.
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Intoduzione

Articolo scritto da: Umberto Carabelli

L'autore introduce il tema di questo numero della Rivista. Il giorno 14 ottobre 2015, presso la Corte di Cassazione, si è svolto un convegno dal titolo «Subordinazione e autonomia dopo il d.lgs. 81/2015», organizzato dalla Rivista giuridica del lavoro, dall’Agi Lazio, dall’Ordine degli avvocati di Roma e da Magistratura democratica. In questo numero sono pubblicati i saggi che rappresentano le tre Relazioni di base del convegno, opportunamente integrate e adattate. Sempre nel fascicolo, nella sezione «Saggi», sono raccolti altri quattro contributi in tema di collaborazioni coordinate.

Rapporto di lavoro presso comunità religiose esercenti attività commerciali

Articolo scritto da: Alessandro Veltri

La sentenza in commento afferma tre principi di diritto importanti, stabilendo che una comunità religiosa, oltre alle attività principali di culto o religiose possa svolgerne anche altre, ad esempio quelle di tipo alberghiero, sempre che rientrino nell’alveo delle attività accessorie, ma comunque “non sporadiche od occasionali”, il fine spirituale perseguito dall’ente religioso non impedisce l’attribuzione di una natura di impresa, in ordine ai servizi svolti. Infine, al portiere deve essere riconosciuta la retribuzione prevista per le mansioni svolte

Corte di cassazione, N.17399-17 Agosto 2011

(Corte di cassazione
N:17399 - 17 Agosto 2011)

Sez. lav. – Pres. Lamorgese, Est. Tria, P.M. Cesqui (conf.) – T.G. (avv. Zicavo) c. Cgsmapb (avv. Marini). Cassa Corte d’Appello Roma 13 settembre 2007.

Note: Rapporto di lavoro presso comunità religiose esercenti attività commerciali

Lavoro subordinato – Subordinazione – Elementi costitutivi del rapporto – Retribuzione – Minimi salariali – Principio della giusta retribuzione ex art. 36 Cost. – Criteri – Parametro della contrattazione collettiva di settore – Comunità religiose – Struttura alberghiera – Ccnl turismo – Si applica.

Le comunità appartenenti a ordini religiosi svolgono attività commerciale qualora, verso corrispettivo, accolgano ospiti. Pertanto, i lavoratori che svolgano attività all’interno di questa impresa alberghiera devono essere inquadrati nei contratti collettivi di riferimento, e non vanno considerati come collaboratori domestici.
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Lavoro a comando

Articolo scritto da: Paolo Fergola

Si critica la tesi che nega al lavoro intermittente senza obbligo di risposta la compatibilità con la subordinazione e con il diritto dei contratti. L’analisi di R. H. Coase è utilizzata per precisare i caratteri dell’impresa e del lavoro subordinato, muovendo dalla sua capacità di dar ragione delle categorie - impresa e lavoro - che informano il quinto libro del c.c.: l’imprenditore-datore di lavoro si sottrae ai costi del mercato acquisendo il diritto di disporre delle energie altrui con determinazioni unilaterali, nei limiti di legge e del contratto.

Lavoro eterodiretto, eteroorganizzato, coordinato ex art. 409, n. 3, c.p.c.

Articolo scritto da: Giuseppe Santoro Passarelli

L’Autore, dopo aver chiarito la nozione e l’interpretazione della fattispecie legale di cui all’art. 2094 c.c., accerta il significato, lo spazio e la funzione della definizione «rapporti di collaborazione organizzati dal committente», si sofferma sulla disciplina applicabile a tali rapporti, sulla problematica distinzione fra eteroorganizzazione ed eterodirezione della prestazione lavorativa.

Profili critici della teoria della codatorialità nei rapporti di lavoro

Articolo scritto da: Vito Pinto.

L’Autore discute la teoria della cd. codatorialità, evidenziando come essa si presenti incoerente rispetto alla rappresentazione concettuale dei fenomeni dell’integrazione operativa – siano essi realizzati o meno nel contesto dei gruppi societari – implicita nelle previsioni legislative che sono state emanate in funzione di quel referente empirico. Un’incoerenza dalla quale derivano una serie di implicazioni anche in ordine alla concreta praticabilità della coimputazione dei rapporti di lavoro.

Lavoro gratuito e subordinazione

Articolo scritto da: Alberto Lepore

1. — Premessa — Il Tribunale di Verona torna sull’annosa questione della compatibilità del vincolo di subordinazione ai sensi dell’art. 2094 cod. civ. e della sua compatibilità con la prestazione di lavoro a titolo gratuito. Nella disamina del caso sottopostogli il giudice di merito ribadisce alcuni princìpi, in verità, oramai, abbastanza consolidati in materia di lavoro gratuito. Secondo il giudice la prestazione di lavoro eseguita gratuitamente non può integrare una prestazione di lavoro subordinato in considerazione della essenzialità dell’elemento dell’onerosità. ...

Tribunale Verona, N.-10 Giugno 2005

(Tribunale Verona
N: - 10 Giugno 2005)

Est. D. De Stefano – C. Gheller (avv.ti Balbi e Livatino) c. Radio Popolare S.C.R.L. (avv. Bucher).

Note: Lavoro gratuito e subordinazione

Lavoro – Lavoro giornalistico – Lavoro gratuito – Ammissibilità – Onere della prova a carico del beneficiario della prestazione – Necessità – Rapporto di lavoro subordinato o autonomo – Insussistenza.

Lo svolgimento di una prestazione di lavoro giornalistico non può escludere la configurabilità di una prestazione lavorativa a titolo gratuito, riconducibile a un rapporto istituito affectionis vel benevolentiae causa ovvero in vista di vantaggi indiretti che il prestatore intendeva trarre; di tale gratuità deve, peraltro, essere data prova rigorosa da parte del beneficiario della prestazione; tale prova non può consistere nella semplice inerzia del prestatore nel chiedere il compenso per la prestazione, ma deve essere desunta dall’originaria volontà delle parti nonché delle modalità di svolgimento del rapporto di lavoro.
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Le nuove frontiere del diritto del lavoro

Articolo scritto da: AdalbertoPerulli

L’articolo analizza le nuove coordinate normative introdotte dal Jobs Act in punto di tipologie contrattuali subordinate e autonome. Secondo l’Autore, la riforma non ha inciso sulla fattispecie di subordinazione, ma ha esteso la disciplina del lavoro subordinato a fattispecie di lavoro autonomo, benché «organizzate dal committente». Vengono analizzate le distinzioni concettuali tra subordinazione e prestazione eteroorganizzata, nonché tra quest’ultima e la prestazione coordinata.

Gruppi di imprese e codatorialità: introduzione a un dibattito

Articolo scritto da: Valerio Speziale

SOMMARIO: 1. La codatorialità come teoria di imputazione plurima dei rapporti di lavoro. — 2. Introduzione ai saggi pubblicati. — 3. Conclusioni

In tema di qualificazione del rapporto di lavoro

Articolo scritto da: Dario Manna

Le due sentenze riportate in epigrafe affrontano due aspetti connessi del processo di qualificazione del rapporto di lavoro, ovvero la valenza solo residuale del nomen iuris attribuito dalle parti al contratto, nonché la sua attitudine – protraendosi nel tempo – a mutare il regime giuridico che lo contraddistingue.

Corte di Cassazione, N.11589-12 Mag 2008

(Corte di Cassazione
N:11589 - 12 Mag 2008)

Sez. lav. – Pres. Ravagnani, Est. Mammone, P.M. Fucci (parz. conf.) – Confezioni S. Spa (avv. De Arcangelis) c. A. N. (avv. Martire).

Note: In tema di qualificazione del rapporto di lavoro
Parole chiave: lavoro subordinato :: qualificazione ::

Lavoro subordinato – In genere – Iniziale qualificazione data dalle parti – Rilevanza non assorbente – Comportamento posteriore delle parti – Rilevanza in funzione della interpretazione della volontà originaria – Sussistenza – Rilevanza anche per l’accertamento di un mutamento della qualificazione originaria del rapporto – Sussistenza.

Ai fini della distinzione tra lavoro subordinato e lavoro autonomo non si può comunque prescindere dalla volontà delle parti contraenti e sotto questo profilo va tenuto presente il nomen iuris utilizzato, il quale, però, non ha mai un rilievo assorbente, poiché deve tenersi conto, sul piano della interpretazione della volontà delle parti, del comportamento complessivo delle stesse, anche posteriore alla conclusione del contratto, con la conseguenza che in caso di contrasto tra dati formali e dati fattuali relativi alle modalità della prestazione occorre dare prevalenza ai secondi.
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Corte di Cassazione, N.29000-10 Dicembre 2008

(Corte di Cassazione
N:29000 - 10 Dicembre 2008)

Pres. Sciarelli, Est. Bandini, P.M. Iannelli (conf.) – D. M. Srl (avv. Balletti) c. S. F. (avv. Sipala).

Note: In tema di qualificazione del rapporto di lavoro
Parole chiave: lavoro subordinato ::

Lavoro subordinato – Autonomia o subordinazione (differenza tra) – In genere

Il cambiamento di veste del rapporto di lavoro, con il venir meno del vincolo di dipendenza, può avvenire anche se il contenuto della prestazione lavorativa resta identico; tuttavia, a dimostrazione dell’effettiva sostituzione del rapporto deve esserci un concreto mutamento delle modalità di svolgimento delle mansioni, conseguenza ovvia della fine dell’obbligo di assoggettamento del lavoratore al datore di lavoro. In caso contrario, si presume che il rapporto sia proseguito col regime precedente e nient’affatto quelle, diverse, contemplate dal contratto di collaborazione coordinata e continuativa.
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