sicurezza sociale

La Corte Costituzionale. Le decisioni nel trimestre luglio-settembre 2013. Sicurezza sociale

Articolo scritto da: LorenzoFassina

Assegno di cura per stranieri non autosufficienti residenti nella provincia autonoma di Trento. — Congedo straordinario per assistenza handicap

Dubbi di costituzionalità su termine di decadenza e prescrizione in materia di riliquidazione delle pensioni

Articolo scritto da: Raffaella Cultrera

Il Tribunale di Roma ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 38, comma 4, del d.l. n. 98 del 2011, convertito in legge n°111 del 15.07.2011 per violazione dell’art. 3 della Costituzione, rilevando che detta norma non è né norma di interpretazione autentica, né retroattiva, ma ha carattere innovativo e, pertanto, l’applicazione della decadenza sostanziale dei tre anni e della prescrizione di cinque anni ai giudizi di riliquidazione delle pensioni pendenti in primo grado alla data del 06.07.2011 comporta un’irragionevole disparità di trattamento.

Tribunale di Roma, N.-8 Febbraio 2012

(Tribunale di Roma
N: - 8 Febbraio 2012)

ordinanza. Est. Sordi – A.C. (avv. Nappi) c. Inps (avv. Luci).

Note: Dubbi di costituzionalità su termine di decadenza e prescrizione in materia di riliquidazione delle pensioni

Pensione – Pensione di anzianità – Azione giudiziaria di riliquidazione – Termine triennale di decadenza sostanziale – Prescrizione quinquennale dei ratei e delle relative differenze – Ius superveniens – Applicabilità ai giudizi pendenti in primo grado – Questione non manifestamente infondata di legittimità dell’art. 38, comma 4, d.l. n. 98/2011 per violazione dell’art. 3 Cost.

L’art. 38, comma 1, lett. d, nn. 1 e 2, del d.l. n. 98/2011, convertito, con modificazioni, nella legge n. 111/2011, non è né norma di interpretazione autentica, né norma retroattiva, ma ha carattere innovativo. Pertanto, l’applicazione della decadenza sostanziale dei tre anni (di cui al n. 1 citato) e della prescrizione di cinque anni (di cui al n. 2) ai giudizi di riliquidazione delle pensioni pendenti in primo grado alla data del 6 luglio 2011 comporta un’irragionevole disparità di trattamento tra ipotesi analoghe, contrariamente a quanto disposto dall’art. 3 Cost. Ne consegue che non è manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 38, comma 4, d.l. n. 98/2011, in riferimento all’art. 3 Cost.
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Sicurezza sociale

Articolo scritto da: LorenzoFassina

SOMMARIO: 1. Indebiti pensionistici. — 2. Indennità di disoccupazione e part-time verticale su base annua. — 3. Pensione diretta di privilegio dei dipendenti degli enti locali.

La Corte Costituzionale - Le decisioni nel trimestre ottobre-dicembre 2009 Sicurezza sociale

Articolo scritto da: LorenzoFassina

LA CORTE COSTITUZIONALE Le decisioni nel trimestre ottobre-dicembre 2009 Sicurezza sociale

La Corte Costituzionale. Le decisioni nel trimestre luglio-settembre 2014. Sicurezza sociale

Articolo scritto da: LorenzoFassina

Indennità integrativa speciale e pensioni di reversibilità post 1995. — Liquidazione di pensioni pubbliche ed errore di diritto. — Requisiti per accesso all’indennità di mobilità a favore di lavoratori ex interinali. — Requisito contributivo «agevolato» per pensionamento di vecchiaia

Part-time minimo e accesso alla pensione di vecchiaia

Articolo scritto da: Cristina Alessi

L'art. 4 della direttiva 79/7/Cee, relativa alla graduale attuazione del principio di parità di trattamento tra gli uomini e le donne in materia di sicurezza sociale, deve essere interpretato nel senso che osta alla normativa di uno Stato membro che esiga dai lavoratori a tempo parziale, costituiti in grande maggioranza da donne, rispetto ai lavoratori a tempo pieno, un periodo contributivo proporzionalmente maggiore ai fini dell'eventuale concessione di una pensione di vecchiaia di tipo contributivo, il cui importo è proporzionalmente ridotto in funzione del loro tempo di lavoro.

Corte di Giustizia, N.C-385/11-22 Novembre 2012

(Corte di Giustizia
N:C-385/11 - 22 Novembre 2012)

Sez. Ottava – Avv. Gen. E. Sharpston – Isabel Elbal Moreno c. Instituto nacional de la seguridad social (Inss), Tesorería general de la seguridad social (Tgss).

Note: Part-time minimo e accesso alla pensione di vecchiaia

Lavoro a tempo parziale – Pensione di vecchiaia – Anzianità contributiva – Calcolo proporzionale all’orario di lavoro – Direttiva n. 79/7/Cee – Clausola 4 – Principio di non discriminazione – Violazione – Sussistenza

L’art. 4 della Direttiva n. 79/7/Cee del Consiglio, del 19 dicembre 1978, relativa alla graduale attuazione del principio di parità di trattamento tra gli uomini e le donne in materia di sicurezza sociale, deve essere interpretato nel senso che osta, in circostanze come quelle oggetto del procedimento principale, alla normativa di uno Stato membro che esiga dai lavoratori a tempo parziale, costituiti in grande maggioranza da donne, rispetto ai lavoratori a tempo pieno, un periodo contributivo proporzionalmente maggiore ai fini dell’eventuale concessione di una pensione di vecchiaia di tipo contributivo, il cui importo è proporzionalmente ridotto in funzione del loro tempo di lavoro.
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

L'indennizzo delle conseguenze irreversibili da vaccinazioni non obbligatorie

Articolo scritto da: Antonio Federici

La C.cost. con la sent. 107/2012 ha portato a compimento il processo di estensione dell’indennizzo previsto dalla l. 210/1992 in favore di coloro che hanno subito conseguenze irreversibili a causa di vaccinazioni. Infatti, con un intervento additivo, la C.cost. ha disposto che tale beneficio deve essere concesso non solo in caso di vaccinazioni obbligatorie, ma anche di vaccinazioni accomandate. Lo stesso principio si ritrova anche nella sentenza di Trib.Rimini 15.3.12, che ne ha fatto applicazione nel primo caso in cui è stato ritenuto sussistere nesso di causalità tra vaccino MPR e autismo.

Corte Costituzionale, N.107-26 Aprile 2012

(Corte Costituzionale
N:107 - 26 Aprile 2012)

Pres. Quaranta, Rel. Grossi – C.P. e L.E. c. ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali e Regione Marche.

Note: L'indennizzo delle conseguenze irreversibili da vaccinazioni non obbligatorie

Salute – Danni irreversibili da somministrazione di vaccinazione contro il morbillo, la parotite e la rosolia – Diritto all’indennizzo ex art. 1 della legge 25 febbraio 1992, n. 210 – Mancata previsione – Questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 1, legge n. 210 – Fondatezza.

È fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 1, della legge 25 febbraio 1992, n. 210, nella parte in cui non prevede il diritto a un indennizzo, alle condizioni e nei modi stabiliti dalla medesima legge, nei confronti di coloro i quali abbiano subìto le conseguenze previste dallo stesso articolo 1, comma 1, a seguito di vaccinazione contro il morbillo, la parotite e la rosolia.
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Corte Costituzionale, N.107-26 Aprile 2012

(Corte Costituzionale
N:107 - 26 Aprile 2012)

Pres. Quaranta, Rel. Grossi – C.P. e L.E. c. ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali e Regione Marche.

Note: L'indennizzo delle conseguenze irreversibili da vaccinazioni non obbligatorie

Salute – Danni irreversibili da somministrazione di vaccinazione contro il morbillo, la parotite e la rosolia – Diritto all’indennizzo ex art. 1 della legge 25 febbraio 1992, n. 210 – Mancata previsione – Questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 1, legge n. 210 – Fondatezza.

È fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 1, della legge 25 febbraio 1992, n. 210, nella parte in cui non prevede il diritto a un indennizzo, alle condizioni e nei modi stabiliti dalla medesima legge, nei confronti di coloro i quali abbiano subìto le conseguenze previste dallo stesso articolo 1, comma 1, a seguito di vaccinazione contro il morbillo, la parotite e la rosolia.
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Tribunale di Rimini, N.148-15 Marzo 2012

(Tribunale di Rimini
N:148 - 15 Marzo 2012)

Est. Ardigò – B.M. (avv. Ventaloro) c. ministero della Salute (Avvocatura distrettuale dello Stato).

Note: L'indennizzo delle conseguenze irreversibili da vaccinazioni non obbligatorie

Salute – Danni irreversibili da somministrazione di vaccinazione raccomandata contro morbillo, rosolia e parotite – Autismo – Nesso di causalità – Sussiste – Indennizzo ex art. 1, legge n. 210/1992 – Spetta.

Non vi è ragione di differenziare il caso in cui il trattamento sanitario sia imposto per legge da quello in cui esso sia, in base a una legge, promosso dalla pubblica autorità in vista della sua diffusione capillare. Nel caso in cui sia accertato il nesso di derivazione causale della sindrome autistica dalla somministrazione del vaccino raccomandato contro il morbillo, la rosolia e la parotite spetta l’indennizzo di cui all’art. 1, legge n. 210/1992.
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Sicurezza sociale

Articolo scritto da: LorenzoFassina

SOMMARIO: 1. Carta di soggiorno e prestazioni assistenziali. — 2. Indennizzo legge n. 210/92. — 3. Infortuni e malattie professionali: valutazione dei postumi ante e post d.lgs. n. 38/2000. — 4. Mancata rivalutazione della buonuscita per i postali. — 5. Procedure esecutive. — 6. Riscatto dei periodi di studio nel settore privato.

Diritto alla sicurezza sociale e divieti di discriminazione

Articolo scritto da: Olivia Bonardi

L'Autrice ricorda come anche i rapporti fra tutela welfaristica e tutela antidiscriminatoria sono molto stretti; essi agiscono, però, nella stessa direzione, e non per controbilanciarsi. Si tratta di due diversi rimedi contro la diseguaglianza. Come i sistemi di welfare hanno come scopo quello di controbilanciare le diseguaglianze prodotte dal mercato, così il diritto antidiscriminatorio nasce e si sviluppa per combattere le differenze che si traducono in esclusione. Welfare e eguaglianza devono dunque andare insieme.

Le politiche regionali di contrasto alla povertà e di inserimento sociale e lavorativo

Articolo scritto da: Stella Laforgia

L’articolo intende fornire una ricognizione dei provvedimenti regionali in materia di contrasto alla povertà partendo dalla mancanza in Italia di una misura economica stabile di livello nazionale fino alle politiche locali. L’Autrice cerca di procedere a una catalogazione delle stesse, evidenziando tratti comuni e differenze: misura economica (quantum, durata ed eventuali misure ulteriori), criteri di selettività e condizionalità.