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risarcimento del danno

Il danno non patrimoniale

Con le sentenze gemelle del novembre 2008 le Sezioni Unite della Cassazione si proponevano l'obiettivo di fornire definitivo approdo sistematico sulla controversa tematica del danno non patrimoniale. La successiva evoluzione giurisprudenziale mostra, invece, che persistono difformità di orientamenti e i contrasti interpretativi vertono anche sulla stessa portata innovativa delle sentenze di San Martino. La rassegna fornisce una panoramica degli indirizzi giurisprudenziali su alcune delle principali criticità della materia, soprattutto a livello applicativo
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Indennizzo previdenziale e risarcimento del danno. Profili processuali del danno differenziale

Articolo scritto da:
Parole chiave: risarcimento del danno
Il saggio si propone di analizzare taluni dei complessi problemi di ordine sostanziale e processuale in materia di concorso tra la tutela indennitaria e quella risarcitoria fissata dall’art. 10 del T.U. 1124/1965 si è gradualmente complicata a causa della intervenuta sovrapposizione sull’assetto originario delle sentenze della Corte Costituzionale, delle sostanziali modifiche dell’oggetto della copertura assicurativa introdotte dal D. Lgs. 38/2000, dell’intervento delle Sezioni Unite del novembre 2008 in tema di danno non patrimoniale
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Riflessioni sulla risarcibilità del danno non patrimoniale da ritardata erogazione dell’indennizzo ex lege n. 210/92

La Corte di Cassazione, con la sentenza in commento, nega il diritto al risarcimento del danno non patrimoniale conseguente alla ritardata corresponsione dell’indennizzo ex lege n. 210/92.
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Corte di Cassazione, N.6436-11 Marzo 2008

(Corte di Cassazione
N:6436 - 11 Marzo 2008)

Sez. lav. – Pres. De Luca, Rel. Miani Canevari, P.M. Abbritti (conf.) – Ministero della salute c. A. M. G.

Note: Riflessioni sulla risarcibilità del danno non patrimoniale da ritardata erogazione dell’indennizzo ex lege n. 210/92
Parole chiave: risarcimento del danno ::

Danni da trasfusioni e da vaccinazioni obbligatorie – Indennizzo ex lege n. 210/1992 – Ritardo nel pagamento – Risarcimento del danno non patrimoniale – Danno esistenziale – Configurabilità – Esclusione

Il danno non patrimoniale deve essere risarcito non solo nei casi previsti dalla legge ordinaria, ma anche nei casi di lesione di valori della persona umana costituzionalmente protetti (come la salute, la famiglia, la reputazione, la libertà di pensiero). Nel caso degli indennizzi di cui alla legge n. 210/1992, tuttavia, i benefìci in questione riguardano prestazioni di natura assistenziale, poste a carico dello Stato in ragione del dovere di solidarietà sociale, e che non hanno quindi natura risarcitoria, né possono essere qualificate, per la loro funzione, come strumenti direttamente rivolti alla garanzia del diritto alla salute.
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Le ordinanze di rimessione sulla nullità del termine

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L'Autore esamina la portata della disposizione dell'art. 32, comma 5, legge n. 183/2010 (c.d. collegato lavoro), che ha dettato una nuova disciplina degli effetti della nullità del termine nel contratto a tempo determinato, alla luce della dottrina e della giurisprudenza di merito edite, nonché delle ordinanze di rimessione alla Corte costituzionale del Tribunale di Trani 20 dicembre 2010 e della Corte di cassazione n. 2112/2111.
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Risarcimento del danno ex art. 18 della legge n. 300/1970 e trattamenti previdenziali

(Corte di Cassazione
17 Dicembre 2008, n.29473)

Sez. lav. – Pres. Sciarelli; Est. Balletti; P.M. Iannelli (conf.) – Poste Italiane Spa (avv. Fiorillo) c. A. R. B. (contumace). Corte d’Appello Napoli 27 maggio 2004.

Articolo scritto da:
La Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza che si commenta, ritorna sulla problematica dell’incidenza, in senso diminutivo, sul risarcimento del danno ex art. 18 della legge n. 300/1970 dei trattamenti previdenziali percepiti dal lavoratore nelle more del giudizio. In particolare, confermando il proprio orientamento maggioritario, i giudici di legittimità affermano che la percezione del trattamento pensionistico non determina una riduzione del risarcimento del danno ex art. 18, cit.,
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Contratti a termine nelle amministrazioni pubbliche: divieto di conversione e risarcimento del danno

1. - Uno sguardo alle recenti modifiche in tema di contratti a termine — Le sentenze in commento attengono alla problematica degli effetti conseguenti alla stipulazione illegittima del contratto di lavoro a tempo determinato nel lavoro pubblico, dove, diversamente da quel che avviene nel lavoro privato, in cui vige la conversione del contratto a termine in contratto a tempo indeterminato (secondo quanto dispone il d.lgs. n. 368/01), l’art. 36, comma 6, del d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165, stabilisce che: «la violazione di disposizioni imperative riguardanti l’assunzione...
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Tribunale Genova, N.-14 Dicembre 2006

(Tribunale Genova
N: - 14 Dicembre 2006)

Sez. lav. - Est. Basilico – S. M. C. c. Ente Ospedaliero Galliera.

Note: Contratti a termine nelle amministrazioni pubbliche: divieto di conversione e risarcimento del danno

Lavoro a tempo determinato – Impiegato dello Stato e pubblico in genere – Illegittimità dell’apposizione del termine – Conversione in contratto a tempo indeterminato – Inapplicabilità – Diritto al risarcimento del danno ex art. 36, d.lgs. n. 165/2001 – Criteri per la quantificazione del danno – Applicabilità dell’art. 18, commi 4 e 5, Statuto dei lavoratori.

Dall’accertata nullità del termine apposto a un contratto stipulato con una pubblica amministrazione non può derivare la conversione in rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Tale normativa risulta pienamente conforme al Diritto comunitario. Il lavoratore acquisisce il diritto al risarcimento del danno subìto, che va parametrato a quanto disposto dai commi 4 e 5 dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori, unico istituto attraverso il quale il legislatore ha inteso monetizzare il valore del posto di lavoro assistito dalla cosiddetta stabilità reale, qual è quello alle dipendenze della pubblica amministrazione.
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Tribunale Rossano, N.-4 Giugno 2007

(Tribunale Rossano
N: - 4 Giugno 2007)

Est. Coppola – S. E. (e altri) c. Azienda sanitaria provinciale di Cosenza.

Note: Contratti a termine nelle amministrazioni pubbliche: divieto di conversione e risarcimento del danno

Lavoro a tempo determinato – Illegittima apposizione del termine – Conversione in contratto a tempo indeterminato – Inapplicabilità – Diritto del lavoratore al risarcimento del danno ex art. 36, d.lgs. n. 165/2001 – Riconducibilità della fattispecie alla responsabilità contrattuale – Quantificazione del danno – Determinazione secondo equità.

Dall’accertata nullità del termine apposto a un contratto stipulato con una pubblica amministrazione non può derivare la conversione in rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Tale normativa è pienamente conforme al Diritto comunitario. Il lavoratore acquisisce il diritto al risarcimento del danno subìto ex art. 36 del d.lgs. n. 165/01 che integra un’ipotesi di responsabilità contrattuale. Il risarcimento va quantificato riferendosi al tempo medio necessario per ricercare una nuova occupazione stabile, tenuto conto della zona geografica, dell’età, del sesso e del titolo di studio dei lavoratori.
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Brevi osservazioni sulle norme lavorsitiche della legge n. 183

L’attenzione dell’A. si rivolge alle clausole generali e certificazione del contratto di lavoro, alla conciliazione, all’arbitrato ed al contratto a termine.
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Il «nuovo volto» del danno non patrimoniale. Il principio fissato dalle Sezioni Unite nella prospettiva giuslavoristica

Articolo scritto da:
Parole chiave: risarcimento del danno
1. In margine a un caso di demansionamento. — 2. La categoria generale di danno non patrimoniale: la selezione degli interessi costituzionalmente rilevanti. — 3. Alcune valutazioni nella prospettiva lavoristica. Il danno connesso al demansionamento. — 3.1. Il danno non patrimoniale da inadempimento.
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Utilizzo dell’immagine del dipendente e risarcimento del danno

1. — La risoluzione della controversia nei termini prospettati della sentenza che si annota si colloca a pieno titolo nell’ambito dell’iter giurisprudenziale in materia di danno alla persona: giurisprudenza caratterizzata da un costante «dialogo», quanto mai significativo e importante tra la Corte Costituzionale e la Corte di Cassazione. In questo «cammino», per limitare i riferimenti alle decisioni esponenziali delle svolte giurisprudenziali più rilevanti, vale evidenziare che:...
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Tribunale Forlì, N.-21 Settembre 2005

(Tribunale Forlì
N: - 21 Settembre 2005)

Sez. lav. – Est. Sorgi – Ramenghini (avv. Mazzini) c. Fustelpack S.p.a. (avv.ti Pinza).

Note: Utilizzo dell’immagine del dipendente e risarcimento del danno

Diritto all’immagine – Danno – Onere della prova.

Nel diritto all’immagine è necessario provare il danno specifico quando si voglia richiedere un risarcimento, salvo che l’azienda persista nella esposizione nonostante il diniego del lavoratore.
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Il regime delle impugnazioni

Lo scritto, dopo aver riassunto le origini, il contesto, i caratteri generali e le finalità della legge 183/2010, intende iniziare un primo approfondimento di alcuni dei più rilevanti problemi interpretativi, di legittimità costituzionale e di conformità alla disciplina europea a cui danno vita le norme della legge. I temi esaminati sono quelli delle clausole generali, dei nuovi termini di decadenza e delle innovazioni in tema di lavoro a termine per quanto concerne l’indennità “onnicomprensiva” dovuta in caso di “conversione” del rapporto per il periodo sino sino alla pronuncia della sentenza
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