questione di legittimità costituzionale

Nota a sentenza

Articolo scritto da: Fernando Sacco

L’adeguamento delle pensioni alle variazioni del costo ella vita mira a salvaguardare nel tempo il potere di acquisto dei relativi trattamenti. Ne consegue che ogni intervento che ne riduca la portata, disattendendo la funzione di tutela del credito previdenziale quale prevista nel nostro ordinamento, comporta una perdita di valore delle pensioni in godimento con grave pregiudizio per le economie delle famiglie. Da qui il dubbio di legittimità costituzionale delle norme che dispongono in tal senso atteso che la difesa dei redditi da lavoro è un principio che trova tutela nella Costituzione (

Tribunale di Palermo, N.-6 Novembre 2013

(Tribunale di Palermo
N: - 6 Novembre 2013)

ord. – Est. Ardito – C.G. (avv.ti Sciranna, Dell’Aquila) c. Inps (avv. Ciancimino).

Note: Nota a sentenza

Pensione – Rivalutazione automatica – Blocco ex art. 24, comma 25, d.l. n. 201/2011 – Violazione artt. 3, 36 e 38 Cost. – Rinvio alla Corte costituzionale.

L’adeguamento delle pensioni alle variazioni del costo della vita mira a salvaguardare nel tempo il potere di acquisto dei relativi trattamenti. Conseguentemente ogni intervento che ne riduca la portata disattendendo la funzione di tutela del credito previdenziale, quale prevista nel nostro ordinamento, comporta una perdita di valore delle pensioni stesse con grave pregiudizio per le economie delle famiglie. Atteso che la difesa dei redditi da lavoro è un principio che trova tutela nella Costituzione (artt. 36 e 38) il dubbio di legittimità costituzionale delle norme che hanno disposto, per il biennio 2012-2013, il blocco della rivalutazione dei trattamenti pensionistici appare rilevante e non manifestamente infondato.
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Per la terza volta all'attenzione della consulta il trattamento previdenziale dei direttori delle aziende sanitarie

Articolo scritto da: Dario Marinuzzi

Il Tribunale civile di Trento, sez. lav., con ordinanza del 17 gennaio 2013, in corso di pubblicazione in G.U., ha dichiarato rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’ art. 3bis, comma 11, del d. lgs. 30.12.1992, n. 502 (inserito dall’ art. 3, comma 3, del d. lgs. 19.6.1999, n. 229), nella parte in cui comporta oneri aggiuntivi per il bilancio dell’ I.N.P.S. gestione ex INPDAP. La questione, dunque, ritorna alla attenzione della Consulta per la terza volta, dopo essere stata già scrutinata con precedenti sentenze nn. 351/2010 e 119/2012.

Tribunale di Trento, N.ordinanza-17 Gennaio 2013

Pensione – Indennità premio di servizio – Modalità di calcolo – Questione di legittimità costituzionale dell’art. 3-bis, comma 11, del d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 502.

È rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 3-bis, co. 11, d.lgs. 502/92, nella parte in cui, commisurando la indennità premio di servizio, ex artt. 2 e 4, l. 152/68, secondo il parametro del trattamento retributivo effettivamente percepito dal dipendente pubblico in relazione all’incarico conferitogli di direttore generale o di direttore amministrativo o di direttore sanitario delle aziende e degli enti del Servizio sanitario regionale e delle Province autonome, in luogo del precedente parametro costituito dal trattamento retributivo previsto in relazione al rapporto di lavoro dipendente, comporta oneri aggiuntivi per il bilancio dell’Inps gestione ex Inpdap senza indicare i mezzi per far fronte alle nuove e maggiori spese.
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