licenziamento

Gli effetti della nullità del licenziamento intimato al lavoratore che si rifiuta di aderire a un trasferimento illegittimo

(Corte di Cassazione
10 Novembre 2008, n.26920)

Pres. Senese; Rel. Stile; P.M. Pivetti (diff.) – Haschette Rusconi Pubblicità Spa (avv. Amadesi) c. G. A. (avv.ti Salvago, Antonucci). Corte d’Appello Roma 3 novembre 2004

Articolo scritto da: Luciana Forte

Nella sentenza che si commenta la Suprema Corte, conformemente al precedente orientamento, ritiene nullo il licenziamento intimato a un lavoratore a seguito del rifiuto di ottemperare alle disposizioni datoriali rispetto a un trasferimento dichiarato poi illegittimo.

Sull’ingiustificatezza aggravata del licenziamento

Articolo scritto da: Edoardo Ghera

Dopo una breve esposizione del sistema delle sanzioni avverso il licenziamento illegittimo nel nuovo art. 18 e messo in luce come detto sistema non abbia modificato le nozioni di giusta causa e di giustificato motivo (né, di conseguenza, alterato il principio costituzionale della giustificazione necessaria del licenziamento), il saggio si concentra sull’alternativa tra indennità e reintegrazione. Vengono quindi analizzati i presupposti della scelta tra i due tipi di sanzione differenziando le due ipotesi del licenziamento disciplinare e del licenziamento economico.

Le anomalie della legge Fornero e la sua applicabilità ratione temporis

Articolo scritto da: Francesco Fabbri

La decisione in commento appare rilevante soprattutto perché traccia una significativa linea di confine tra il prius e il posterius della riforma Fornero, affermando chiaramente che non esiste la possibilità di applicare, in mancanza di disposizioni transitorie, il nuovo testo dell’art. 18 ai licenziamenti irrogati prima della sua entrata in vigore.

Cassazione, N.10550-7 Giugno 2013

(Cassazione
N:10550 - 7 Giugno 2013)

Sez. lav. – Pres. Stile, Est. Garri, P.M. Romano (conf.) – Telecom Italia (avv.ti Maresca, Romei e Boccia) c. L. (avv. L. Romano). Conf. Corte d’Appello Napoli, 9 luglio 2010.

Note: Le anomalie della legge Fornero e la sua applicabilità ratione temporis
Parole chiave: licenziamento :: legge Fornero ::

Licenziamento individuale – Giusta causa – Giustificato motivo soggettivo – Analoga inadempienza diversamente valutata dal datore di lavoro – Irrilevanza – Motivazione del provvedimento – Onere probatorio – Limiti.Licenziamento individuale – Legge n. 92/2012 – Novità e complessità della nuova disciplina – Valutazioni di fatto – Giudizio di legittimità – Incompatibilità – Ragionevole durata – Rimessione al merito – Esclusione. Licenziamento individuale – Legge n. 92/2012 – Distinti regimi di tutela – Reintegrazione – Risarcimento del danno. Licenziamento individuale – Legge n. 92/2012 – Nuovo testo dell’art. 18 Stat. lav. – Immediata applicazione ai giudizi in corso – Esclusione

Ai fini della sussistenza della giusta causa o del giustificato motivo del licenziamento, è irrilevante che analoga inadempienza, commessa da altro dipendente, sia stata diversamente valutata dal datore di lavoro, rilevando invece che l’inadempimento del dipendente sia tale da compromettere l’elemento fiduciario che è alla base del rapporto; tuttavia, l’identità delle situazioni potrebbe incidere sulla base giustificativa del provvedimento, vulnerandola. Non si può porre a carico del datore di lavoro l’onere di fornire per ciascun licenziamento una motivazione comparabile con le altre assunte in fattispecie analoghe, essendo tuttavia possibile che il giudice valorizzi l’esistenza di soluzioni differenti per casi uguali onde valutare la legittimità e proporzionalità della sanzione
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Modalità di applicazione del provvedimento d’urgenza

Articolo scritto da: Milena Talarico

SOMMARIO: 1. Il caso. — 2. Reintegrazione: tra ineseguibilità in forma coattiva degli obblighi di fare infungibili e sottoprestazioni fungibili. — 3. L’accesso ai locali aziendali mediante ausilio della forza pubblica. — 4. L’assegnazione del ricorrente nel posto di lavoro.

Tribunale Bari ord., N.-9 Giugno 2011

(Tribunale Bari ord.
N: - 9 Giugno 2011)

Est. Calia – S.M. c. Global Service Spa.

Note: Modalità di applicazione del provvedimento d’urgenza

Licenziamento individuale – Art. 669-duodecies cod. proc. civ. – Reintegrazione nel posto di lavoro – Accesso ai locali aziendali – Assegnazione nel posto di lavoro

L’obbligo di reintegrazione è suscettibile di esecuzione forzata nei limiti delle sottoprestazioni fungibili individuabili al suo interno. In attuazione del provvedimento cautelare di reintegra, pertanto, può esser disposta l’iscrizione nel libro paga e matricola (oggi Libro unico sul lavoro) con tutte le conseguenze retributivo-previdenziali, nonché l’accesso ai locali aziendali con autorizzazione, in caso di rifiuto, a farsi assistere da un ufficiale giudiziario e occorrendo dalla forza pubblica.
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Licenziamento del dirigente pubblico e vincoli di ridimensionamento degli organici

Articolo scritto da: mario cerbone

Lo scritto si sofferma sulla peculiare interpretazione dell’art. 72, comma 11, del d.l. n. 112/2008, concernente la facoltà per le amministrazioni di risolvere il rapporto di lavoro dei dirigenti in possesso dei requisiti per il pensionamento. In coerenza con gli sviluppi giurisprudenziali in materia, dal raffronto tra le due sentenze si ricava una lettura interpretativa che assume la correlazione causale tra recesso e situazioni di esubero nell’amministrazione quale elemento strutturale della fattispecie introdotta dal legislatore.

Corte Appello Roma, N.-15 Gennaio 2015

(Corte Appello Roma
N: - 15 Gennaio 2015)

Pres. Tatarelli, Est. Miccichè – Inps (avv.ti Lanzetta, Ciriello) c. R.A. (avv.ti Andreoni, Freddino)

Note: Licenziamento del dirigente pubblico e vincoli di ridimensionamento degli organici

Licenziamento individuale – Dirigente – Lavoro pubblico – Art. 72, comma 11, d.l. n. 112/2008 – Facoltà di recesso per la p.a. – Motivazione – Correlazione causale con esigenze organizzative consistenti in un complessivo riassetto dell’amministrazione.

Quando la pubblica amministrazione licenzia un dirigente ex art. 72, comma 11, d.l. n. 112/2008, è tenuta a motivare adeguatamente, ben potendo limitarsi tuttavia a dimostrare la sussistenza di esigenze organizzative consistenti in un mero riassetto dell’amministrazione procedente. A mente della speciale disposizione richiamata, infatti, la riduzione degli organici non è presupposto di legittimità degli atti di recesso adottati.
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Presentazione

Articolo scritto da: Sergio Mattone

A giudizio dell’A., le norme in tema di decadenza delle impugnazioni dei contratti a termine nulli hanno un carattere palesemente vessatorio e sono altresì in contrasto con la disposizione, di recente introdotta, secondo cui il contratto di lavoro è di regola a tempo indeterminato. Del pari è evidente il carattere ambiguo delle disposizioni relative all’arbitrato d’equità, stante le incertezze cui darà luogo il riferimento ai limiti costituiti dai principi generali dell’ordinamento.

La gestione delle eccedenze di personale nelle società controllate

Articolo scritto da: Antonio Federici

In caso di esubero di personale in una società controllata da enti pubblici non si configura in capo al lavoratore dichiarato in esubero un diritto soggettivo a proseguire il rapporto con altra società controllata dallo stesso ente.

Tribunale Livorno, N.-3 Settembre 2015

(Tribunale Livorno
N: - 3 Settembre 2015)

Note: La gestione delle eccedenze di personale nelle società controllate
Parole chiave: licenziamento :: collettivo :: società :: collegate ::

Licenziamento collettivo – Società controllate da pubbliche amministrazioni – Gestione eccedenze di personale – Art. 1, cc. 563 ss., l. n. 147/2013 – Passaggio ad altra società controllata – Condizioni.

In caso di esubero di personale in una società controllata da enti pubblici non si configura in capo al lavoratore dichiarato in esubero un diritto soggettivo a proseguire il rapporto con altra società controllata dallo stesso ente.
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Forma ed effetti della revoca del licenziamento e della sua accettazione

Articolo scritto da: Federica Roccato

La vicenda — La sentenza che qui si commenta affronta lo «spinoso» tema della revoca del licenziamento intimato e dell’accettazione della stessa da parte del lavoratore. Nel caso di specie una società in amministrazione straordinaria procedeva al licenziamento collettivo di parte dei propri dipendenti, con conseguente avvio della procedura di mobilità, e stipulava, nel frattempo, un contratto di vendita di parte del complesso aziendale con un’altra società, alle dipendenze della quale passava il restante personale.

Corte di Cassazione, N.20901-5 Ottobre 2007

(Corte di Cassazione
N:20901 - 5 Ottobre 2007)

Sez. lav. – Pres. Mattone, Est. Stile, P.M. Patrone – Ccr Case Cura Riunite Srl (avv.ti Garofalo e Ghera) c. M. N. (avv. Nicolò). Diff. Corte d’Appello Bari, 29 aprile 2004.

Note: Forma ed effetti della revoca del licenziamento e della sua accettazione
Parole chiave: licenziamento ::

Licenziamento individuale – Revoca – Natura – Forma – Accettazione tacita o implicita o per facta concludentia. Licenziamento individuale – Revoca – Impugnazione del licenziamento – Accertamento della volontà dismissiva del diritto.

Attesi i princìpi dell’autonomia negoziale e della libertà di forma, salvo diversa prescrizione legale, la revoca del licenziamento non richiede la forma scritta e l’accettazione di questa da parte del lavoratore può realizzarsi anche in forma tacita mediante comportamenti concludenti.
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Le conseguenze dell’errata scelta del rito Fornero

Articolo scritto da: Barbara Caponetti

L’esaminata vicenda è emblematica delle tante trappole che il legislatore ha disseminato lungo il percorso verso il provvedimento che definisce nel merito il giudizio sulla legittimità del licenziamento assistito delle tutele previste dall’art. 18 stat. lav. Nella specie la Corte d’appello di Roma si pronuncia sui temi più controversi della riforma: l’ambito di applicazione del rito speciale e i provvedimenti adottabili dal giudice nel caso di errata scelta del rito, proponendo una interpretazione ispirata ai principi di ragionevolezza e di conservazione degli atti processuali.

Corte Appello Roma, N.11199-23 Dicembre 2013

(Corte Appello Roma
N:11199 - 23 Dicembre 2013)

Pres. ed Est. Di Paolantonio – T.L (avv. Conti) c. Barclays Bank Plc (avv.ti De Luca Tamajo, Toffoletto, Bottini, Nespoli, Paternò) ed Engo Spa (avv.ti Maresca, Giannì).

Note: Le conseguenze dell’errata scelta del rito Fornero
Parole chiave: controversie :: lavoro :: rito :: speciale :: licenziamento ::

Controversie di lavoro e previdenza – Rito speciale per i licenziamenti – Ambito di applicazione – Domande connesse – Accertamento di un rapporto con soggetto diverso dal formale datore di lavoro – Ammissibilità – Onere di allegazione – Necessità – Difetto – Inapplicabilità del rito speciale – Separazione con mutamento del rito.

È ammissibile il ricorso al procedimento speciale disciplinato dalla l. n. 92/12 anche nei casi in cui il ricorrente, nell’impugnare l’atto espulsivo, invochi le tutele previste dall’art. 18 Stat. nei confronti di più soggetti, sul presupposto che gli stessi costituiscano un unico centro di imputazione di interessi e, quindi, un unico datore di lavoro. In difetto delle necessarie allegazioni sulle condizioni che devono ricorrere affinché il collegamento societario assuma rilevanza ai fini del computo del requisito dimensionale, la domanda del ricorrente ex art. 18 Stat. va dichiarata infondata, con conseguente inapplicabilità del rito speciale.
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Sul licenziamento «discriminatorio» della lavoratrice madre

Articolo scritto da: Marco Peruzzi

L’analisi comparata delle due pronunce in esame fornisce l’occasione per ricostruire l’annoso dibattito che ha interessato la disciplina del licenziamento intimato durante il periodo di gravidanza e il rapporto tra tale istituto e il licenziamento discriminatorio per ragioni di genere.

Tribunale Forlì, N.75-22 Marzo 2007

(Tribunale Forlì
N:75 - 22 Marzo 2007)

Est. Allegra – F. (avv. Graziani) e Consigliera di parità della Provincia di Forlì Cesena (avv. Graziani) c. Biemme Elettrocambi Srl (avv.ti Dolcini e Beleffi).

Note: Sul licenziamento «discriminatorio» della lavoratrice madre

Discriminazioni – Licenziamento discriminatorio – Condizione di lavoratrice madre – Nullità del licenziamento – Riassunzione – Deroga al divieto di licenziamento per cessazione dell’attività aziendale – Non sussiste.

Sussistendo elementi per considerare in via deliberativa nullo il licenziamento irrogato durante il periodo di gravidanza, la lavoratrice ha diritto alla riammissione al lavoro. Trattandosi di impresa con meno di quindici dipendenti, non può essere pronunciato formale provvedimento di reintegrazione, d’altra parte neppure richiesto dalla ricorrente, che ha appunto domandato la riassunzione nel posto di lavoro.
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Tribunale di Milano, N.2694-9 Agosto 2007

(Tribunale di Milano
N:2694 - 9 Agosto 2007)

Est. Ravazzoni – P. (avv.ti Chessa e Coccia) e Consigliere di parità della Provincia di Milano (avv. Mottalini) c. CM Sistemi Spa (avv.ti Prosperetti, Dal Bo e Del Pennino).

Note: Sul licenziamento «discriminatorio» della lavoratrice madre

Discriminazioni – Licenziamento discriminatorio – Condizione di lavoratrice madre – Onere della prova – Nullità del licenziamento – Reintegrazione nel posto di lavoro.

Nel concetto di discriminazione basata sul sesso va annoverata anche la discriminazione collegata alla stato di gravidanza/maternità, come risulta dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia Ce, le cui indicazioni sono state trasfuse nell’art. 2, comma 7, Direttiva n. 2002/73/Ce. Ai sensi dell’art. 3 della legge n. 108/1990, ai licenziamenti nulli in quanto discriminatori si estendono le conseguenze sanzionatorie previste dall’art. 18 della legge n. 300/1970, a prescindere dal numero dei dipendenti e anche a favore dei dirigenti.
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa