home page

licenziamento

Violazione della normativa antiriciclaggio: la duplice posizione soggettiva non esclude la sanzionabilità del comportamento..

La sentenza in esame, dichiarando illegittimo il licenziamento intimato dall’istituto bancario al sig. S. C. per violazione della normativa antiriciclaggio, offre un’importante spunto per riflettere sugli obblighi dei dipendenti bancari connessi al «rischio di riciclaggio».
abbonati
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

Tribunale Asti, N.354-31 Luglio 2007

(Tribunale Asti
N:354 - 31 Luglio 2007)

Est. Gibelli – S. C. (avv.ti Martino e Occhionero) c. Banca Bipop-Carire Spa filiale di Asti (avv.ti Benzi e Provera)

Note: Violazione della normativa antiriciclaggio: la duplice posizione soggettiva non esclude la sanzionabilità del comportamento..

Licenziamento individuale – Giusta causa – Insussistenza – Violazione dell’obbligo di segnalazione di operazioni sospette ex art. 3, legge 5 luglio 1991, n. 197 – Insussistenza – Scissione cliente/dipendente di un istituto di credito – Assenza di esplicita precisazione nella motivazione – Operazione di frazionamento di denaro contante – Divieto – Obbligo di fedeltà

È illegittimo il licenziamento inflitto a un «cliente/dipendente» di un istituto di credito che abbia posto in essere una serie di operazioni di deposito sul libretto nominativo attraverso la tecnica del frazionamento – in modo da sfuggire al divieto e al relativo obbligo di segnalazione imposto dalla normativa antiriciclaggio – per aver omesso l’istituto di precisare in modo esplicito, nella motivazione, che la contestazione era indirizzata al dipendente e non al cliente
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Apprendistato: l'illegittimità del recesso ad nutum per contrasto con art. 30 della Carta di Nizza

L’articolo propone alcune riflessioni circa la possibilità di attribuire portata direttamente precettiva all’art. 30 della Carta dei diritti fondamentali dell’UE. Dopo una breve ricognizione della disciplina del rapporto di lavoro di apprendistato, anche alla luce degli interventi della Consulta, viene operato un confronto tra la norma europea e le disposizioni interne che legittimano il recesso ad nutum dal rapporto al termine del periodo formativo, al fine di valutare l’opportunità di disapplicare la normativa interna in favore di quella comunitaria.
abbonati
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

Il principio di giustificazione necessaria del licenziamento come principio di ordine pubblico

Articolo scritto da:
Parole chiave: licenziamento
Con la sentenza in epigrafe, la Corte di Cassazione ha ribadito l’orientamento precedentemente espresso in merito alla riconducibilità all’ordine pubblico del principio di giustificazione necessaria del licenziamento (Il principio di diritto è stato solennemente affermato dalla Suprema Corte nella sentenza n. 15882 del 11 novembre 2002, rispetto alla quale sono stati elaborati numerosi contributi; si consultino in particolare: C. Ogriseg, Recesso libero e limite dell’ordine pubblico, in Mass. giur. lav., 2003, pp. 357 ss.; ...
abbonati
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

Cassazione, N.10549-9 Mag 2007

(Cassazione
N:10549 - 9 Mag 2007)

Sez. lav. – Pres. Mattone, Rel. Miani Canevari, P.M. Abbritti (concl. rig.) – Banca Roma Spa (avv. Perone) c. B. G. (avv. Milani). (Rigetta, Corte d’App. L’Aquila, 22 Luglio 2004).

Note: Il principio di giustificazione necessaria del licenziamento come principio di ordine pubblico
Parole chiave: licenziamento ::

Lavoro all’estero – Licenziamento ingiustificato – Legge applicabile – Criteri ex art. 16 Convenzione di Roma – Limite dell’ordine pubblico – Accertamento d’ufficio della legge straniera. Lavoro all’estero – Licenziamento ingiustificato – Contrasto con l’ordine pubblico della legge straniera – Tutela.

Per l’esame della controversia promossa da lavoratore dipendente di datore italiano per la dichiarazione di illegittimità di un licenziamento irrogato in relazione a rapporto di lavoro sorto ed eseguito all’estero e regolato dalla legge del luogo della prestazione lavorativa – secondo i criteri della Convenzione di Roma del 19 luglio 1980 sulle obbligazioni contrattuali, attuata dalla legge di ratifica 18 dicembre 1984, n. 975, e dalla legge 31 maggio 1995, n. 218 –, ai fini dell’individuazione della normativa applicabile e del principio che, ove la legge dello Stato estero non preveda tutela contro il licenziamento ingiustificato, deve farsi applicazione della legge italiana, l’accertamento della legislazione straniera è compiuto di ufficio dal giudice. ...
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Gli effetti della nullità del licenziamento intimato al lavoratore che si rifiuta di aderire a un trasferimento illegittimo

(Corte di Cassazione
10 Novembre 2008, n.26920)

Pres. Senese; Rel. Stile; P.M. Pivetti (diff.) – Haschette Rusconi Pubblicità Spa (avv. Amadesi) c. G. A. (avv.ti Salvago, Antonucci). Corte d’Appello Roma 3 novembre 2004

Articolo scritto da:
Nella sentenza che si commenta la Suprema Corte, conformemente al precedente orientamento, ritiene nullo il licenziamento intimato a un lavoratore a seguito del rifiuto di ottemperare alle disposizioni datoriali rispetto a un trasferimento dichiarato poi illegittimo.
abbonati
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

Modalità di applicazione del provvedimento d’urgenza

SOMMARIO: 1. Il caso. — 2. Reintegrazione: tra ineseguibilità in forma coattiva degli obblighi di fare infungibili e sottoprestazioni fungibili. — 3. L’accesso ai locali aziendali mediante ausilio della forza pubblica. — 4. L’assegnazione del ricorrente nel posto di lavoro.
abbonati
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

Tribunale Bari ord., N.-9 Giugno 2011

(Tribunale Bari ord.
N: - 9 Giugno 2011)

Est. Calia – S.M. c. Global Service Spa.

Note: Modalità di applicazione del provvedimento d’urgenza

Licenziamento individuale – Art. 669-duodecies cod. proc. civ. – Reintegrazione nel posto di lavoro – Accesso ai locali aziendali – Assegnazione nel posto di lavoro

L’obbligo di reintegrazione è suscettibile di esecuzione forzata nei limiti delle sottoprestazioni fungibili individuabili al suo interno. In attuazione del provvedimento cautelare di reintegra, pertanto, può esser disposta l’iscrizione nel libro paga e matricola (oggi Libro unico sul lavoro) con tutte le conseguenze retributivo-previdenziali, nonché l’accesso ai locali aziendali con autorizzazione, in caso di rifiuto, a farsi assistere da un ufficiale giudiziario e occorrendo dalla forza pubblica.
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Presentazione

A giudizio dell’A., le norme in tema di decadenza delle impugnazioni dei contratti a termine nulli hanno un carattere palesemente vessatorio e sono altresì in contrasto con la disposizione, di recente introdotta, secondo cui il contratto di lavoro è di regola a tempo indeterminato. Del pari è evidente il carattere ambiguo delle disposizioni relative all’arbitrato d’equità, stante le incertezze cui darà luogo il riferimento ai limiti costituiti dai principi generali dell’ordinamento.
abbonati
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

Forma ed effetti della revoca del licenziamento e della sua accettazione

Articolo scritto da:
Parole chiave: licenziamento
La vicenda — La sentenza che qui si commenta affronta lo «spinoso» tema della revoca del licenziamento intimato e dell’accettazione della stessa da parte del lavoratore. Nel caso di specie una società in amministrazione straordinaria procedeva al licenziamento collettivo di parte dei propri dipendenti, con conseguente avvio della procedura di mobilità, e stipulava, nel frattempo, un contratto di vendita di parte del complesso aziendale con un’altra società, alle dipendenze della quale passava il restante personale.
abbonati
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

Corte di Cassazione, N.20901-5 Ottobre 2007

(Corte di Cassazione
N:20901 - 5 Ottobre 2007)

Sez. lav. – Pres. Mattone, Est. Stile, P.M. Patrone – Ccr Case Cura Riunite Srl (avv.ti Garofalo e Ghera) c. M. N. (avv. Nicolò). Diff. Corte d’Appello Bari, 29 aprile 2004.

Note: Forma ed effetti della revoca del licenziamento e della sua accettazione
Parole chiave: licenziamento ::

Licenziamento individuale – Revoca – Natura – Forma – Accettazione tacita o implicita o per facta concludentia. Licenziamento individuale – Revoca – Impugnazione del licenziamento – Accertamento della volontà dismissiva del diritto.

Attesi i princìpi dell’autonomia negoziale e della libertà di forma, salvo diversa prescrizione legale, la revoca del licenziamento non richiede la forma scritta e l’accettazione di questa da parte del lavoratore può realizzarsi anche in forma tacita mediante comportamenti concludenti.
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Sul licenziamento «discriminatorio» della lavoratrice madre

L’analisi comparata delle due pronunce in esame fornisce l’occasione per ricostruire l’annoso dibattito che ha interessato la disciplina del licenziamento intimato durante il periodo di gravidanza e il rapporto tra tale istituto e il licenziamento discriminatorio per ragioni di genere.
abbonati
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

Tribunale Forlì, N.75-22 Marzo 2007

(Tribunale Forlì
N:75 - 22 Marzo 2007)

Est. Allegra – F. (avv. Graziani) e Consigliera di parità della Provincia di Forlì Cesena (avv. Graziani) c. Biemme Elettrocambi Srl (avv.ti Dolcini e Beleffi).

Note: Sul licenziamento «discriminatorio» della lavoratrice madre

Discriminazioni – Licenziamento discriminatorio – Condizione di lavoratrice madre – Nullità del licenziamento – Riassunzione – Deroga al divieto di licenziamento per cessazione dell’attività aziendale – Non sussiste.

Sussistendo elementi per considerare in via deliberativa nullo il licenziamento irrogato durante il periodo di gravidanza, la lavoratrice ha diritto alla riammissione al lavoro. Trattandosi di impresa con meno di quindici dipendenti, non può essere pronunciato formale provvedimento di reintegrazione, d’altra parte neppure richiesto dalla ricorrente, che ha appunto domandato la riassunzione nel posto di lavoro.
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Tribunale di Milano, N.2694-9 Agosto 2007

(Tribunale di Milano
N:2694 - 9 Agosto 2007)

Est. Ravazzoni – P. (avv.ti Chessa e Coccia) e Consigliere di parità della Provincia di Milano (avv. Mottalini) c. CM Sistemi Spa (avv.ti Prosperetti, Dal Bo e Del Pennino).

Note: Sul licenziamento «discriminatorio» della lavoratrice madre

Discriminazioni – Licenziamento discriminatorio – Condizione di lavoratrice madre – Onere della prova – Nullità del licenziamento – Reintegrazione nel posto di lavoro.

Nel concetto di discriminazione basata sul sesso va annoverata anche la discriminazione collegata alla stato di gravidanza/maternità, come risulta dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia Ce, le cui indicazioni sono state trasfuse nell’art. 2, comma 7, Direttiva n. 2002/73/Ce. Ai sensi dell’art. 3 della legge n. 108/1990, ai licenziamenti nulli in quanto discriminatori si estendono le conseguenze sanzionatorie previste dall’art. 18 della legge n. 300/1970, a prescindere dal numero dei dipendenti e anche a favore dei dirigenti.
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Dimissioni in bianco e art. 19 dello Statuto

Diffusa continua ad essere la pratica illecita con cui i datori impongono ai propri dipendenti di sottoscrivere una lettera di dimissioni priva dell’indicazione della data, destinata ad esservi poi inserita nel momento in cui decidono di risolvere il rapporto. Relegata la l. 188/07 nell’angolo delle occasioni mancate, di tale problema si è occupata la giurisprudenza. L’A si sofferma su due interessanti sentenze del Trib Monza e Corte App. Milano, che hanno equiparato l’utilizzo delle dimissioni in bianco a un licenziamento illegittimo, dando applicazione alla tutela reale ex art. 18 Stat. lav.
abbonati
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

Corte Appello Milano, N.19141-11 Febbraio 2010

(Corte Appello Milano
N:19141 - 11 Febbraio 2010)

Pres. ed Est. Ruiz - Autoservizi Zani Srl (Avv. Mazzotti) c. U.P. (Avv. Addonizio)

Note: Dimissioni in bianco e art. 19 dello Statuto

Dimissioni - sottoscrizione di un documento in bianco - Nullità - Mezzi di prova - Licenzimento illegittimo - Tutela reale

Accertata la totale mancanza di volontà del lavoratore di recedere dal contratto di lavoro sia al momento in cui ha firmato la lettera di dimissioni sia successivamente, la risoluzione del rapporto deve essere ritenuta conseguenza del comportamento del datore di lavoro e deve pertanto essere considerata come licenziamento illegittimo a cui consegue l’applicazione della tutela reale prevista dall’art. 18 Stat. lav.
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Tribunale Monza, N.261-3 Aprile 2008

(Tribunale Monza
N:261 - 3 Aprile 2008)

Est. Russo - U.P. (Avv. Addonizio) c. Autoserizio Zani Srl (Avv.ti Pizzigoni, Lopa)

Note: Dimissioni in bianco e art. 19 dello Statuto

Dimissioni - Scrittura privata - Sottoscrizione di un documento in bianco - Nullità - Mancanza della volontà di recedere dal contratto - Licenziamento illegittimo - Tutela reale

La lettera di dimissioni sottoscritta dal lavoratore nell’epoca in cui pacificamente la concorde volontà delle parti era nel senso della prosecuzione del rapporto deve ritenersi nulla a causa della totale mancanza della volontà di recedere dal contratto di lavoro subordinato. La cessazione del rapporto di lavoro deve pertanto essere qualificata quale licenziamento illegittimo, in quanto privo di qualsivoglia motivazione, con conseguente applicazione della tutela reale ex art. 18 Stat. lav.
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

L’omessa impugnativa del licenziamento: quale tutela per il lavoratore?

Articolo scritto da:
Parole chiave: licenziamento
La sentenza in commento ritorna sul problema degli effetti della mancata impugnativa del licenziamento nel termine prescritto dall’art. 6 della legge 15 luglio 1966, n. 604. La norma, come è noto, dispone che il licenziamento deve essere impugnato dal lavoratore entro sessanta giorni dalla ricezione della sua comunicazione: si tratta di un atto unilaterale recettizio, cui è applicabile, per il rinvio contenuto nell’art. 1324 cod. civ., la disciplina generale sui contratti [Cass. 20 giugno 2000, n. 8412, in Rep. Foro it., Lavoro (rapporto), n. 1549].
abbonati
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

Cassazione, N.21833-12 Ottobre 2006

(Cassazione
N:21833 - 12 Ottobre 2006)

Sez. lav. – Pres. Mattone, Rel. Di Nubilia; P.M. Ciccolo (concl. Conf.) – G. A. M. c. D. L. B. Conferma App. Roma.

Note: L’omessa impugnativa del licenziamento: quale tutela per il lavoratore?
Parole chiave: licenziamento ::

Licenziamento – Impugnativa – Decadenza – Azione risarcitoria da fatto illecito – Esperibilità.

La mancata impugnazione del licenziamento nel termine decadenziale prescritto dall’art. 6, legge n. 604/1966, preclude al lavoratore la sola possibilità di richiedere le forme di tutela previste dalla disciplina speciale (riassunzione o reintegrazione), ma non preclude la possibilità di proporre una normale azione risarcitoria da fatto illecito. (1)
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa