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Lavoro pubblico

L’inderogabilità nel lavoro pubblico dopo la riforma

il saggio esamina il ruolo della norma inderogabile nel lavoro pubblico dopo le modifiche introdotte dalla cd. riforma Brunetta. Il duplice punto di osservazione delle fonti di disciplina nel rapporto di impiego e delle fonti legali nel riparto di competenze tra legislatore nazionale e regionale consente di analizzare le interferenze tra i vari piani regolativi.
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Contratti collettivi e «istituti della partecipazione» nel settore pubblico dopo la «riforma Brunetta»

Le pronunce affermano la persistenza, in capo alle p.a., degli obblighi di concertazione sindacale che, in materia organizzativa e di gestione dei rapporti di lavoro, sono previsti dai c.c.n.l. precedenti l’entrata in vigore del d.lgs. 150/09, di riforma del lav. pubbl.; ciò, malgrado il decreto non ammetta, nelle materie di cui s’è detto, forme di partecipazione sindacale diverse dall’informazione. Il commento sottolinea la problematicità di questa impostazione, segnalando come la riduzione delle modalità partecipative finirà per accrescere l'ingerenza della politica nella gestione della p.a.
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Tribunale Torino decr., N.2639-2 Aprile 2010

(Tribunale Torino decr.
N:2639 - 2 Aprile 2010)

Est. Lanza – Funzione pubblica Cgil-Regione Piemonte e altri (avv. Durazzo) c. Inps- Direzione generale del Piemonte (avv. Cuomo)

Note: Contratti collettivi e «istituti della partecipazione» nel settore pubblico dopo la «riforma Brunetta»

Condotta antisindacale – Lavoro pubblico – Modifica del sistema di relazioni sindacali a opera del d.lgs. n. 150/2009 – Comune – Obblighi di concertazione previsti dal Ccnl vigente all’entrata in vigore del d.lgs. n. 150/2009 – Violazione – Antisindacalità.

È antisindacale il comportamento dell’ente pubblico non economico che, assumendo l’inapplicabilità, in esito all’entrata in vigore del d.lgs. n. 150/2009, del sistema di informazione e concertazione a livello aziendale, previsto dal Ccnl di settore vigente all’entrata in vigore dello stesso decreto, abbia negato alle organizzazioni sindacali il diritto all’informazione e alla concertazione su provvedimenti relativi all’organizzazione degli uffici e del lavoro, adottando altresì iniziative unilaterali su tali materie (nella specie, il giudice ha ordinato, oltre alla cessazione del comportamento antisindacale, l’avvio del confronto richiesto dalle organizzazioni sindacali sulle materie oggetto di informazione e di concertazione
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Ruolo «datoriale» e autonomia del dirigente: Da burocrate a manager e ritorno?

Il saggio analizza il nuovo ruolo “datoriale” del dirigente pubblico in conseguenza della riforma Brunetta. Precisata la centralità della costruzione giuridica del datore di lavoro nel processo di privatizzazione dell’organizzazione e dei rapporti di lavoro pubblici, si esaminano le modifiche introdotte sia con riferimento al rapporto di lavoro dei dirigenti che all’esercizio dei poteri di cui essi sono titolari, per valutare quanto e come la nuova disciplina abbia inciso sul grado di autonomia del dirigente, salvaguardandone la connotazione professionale manageriale ovvero compromettendola.
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Efficienza, etica e buona gestione: nuovi paradigmi nel settore del lavoro pubblico

Articolo scritto da:
Parole chiave: Lavoro pubblico
Il saggio, muovendo dalla disamina delle principali traiettorie del d.l. Brunetta, indaga i nuovi confini del vincolo di scopo sotteso all’agire pubblico. Ciò al fine di appurare se la crescente attenzione riservata all’utenza abbia determinato un ampliamento tale dei medesimi, da contemplare finalità ulteriori da quelle tradizionali della efficienza, efficacia ed effettività dell’azione amministrativa. La disamina dal livello macro si sposta, poi, al livello micro per verificare se la nuova accezione di vincolo di scopo possa tradursi in altrettanti doveri per i dirigenti pubblici.
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Il pubblico impiego dopo la riforma del 2009. Presentazione

Articolo scritto da:
Parole chiave: Lavoro pubblico
Presentazione del tema del fascicolo: la riforma del lavoro pubblico del 2009. Si tatta della terza riforma attuata in meno di vent'anni. Vi erano state, in precedenza, la prima e la seconda privatizzazione (1993 e 1998), seguite da un cd. «Testo Unico» (2001), ripetutamente modificato, e da una controversa riforma della dirigenza (2002), anch’essa più volte riveduta e corretta, anche dalla Corte Costituzionale. La riforma del Titolo V (parte seconda) della Costituzione (2001) ha, a sua volta, fortemente inciso sulle fonti di regolazione della materia.
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La revoca del part-time dopo il Collegato lavoro: la nuova amministrazione autoritaria e la flessibilità negata

L’art. 16 l. 183/10, nel prevedere la revoca unilaterale dei provvedimenti di concessione del part time solleva dubbi in ordine al diritto interno e al diritto UE. Quanto al primo aspetto si ritiene che il rispetto dei principi di correttezza e buona fede contenuti nel disposto normativo implichino la manifestazione esplicita delle ragioni alla base della ri-trasformazione del rapporto così da consentire al lav. di ‘valutare’ la non arbitrarietà della scelta del datore.
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Tribunale Firenze ord., N.20001-31 Gennaio 2011

(Tribunale Firenze ord.
N:20001 - 31 Gennaio 2011)

Est. Taiti - S.M. (avv. Macciotta) c. Ministero della Giustizia (avv.ti dello Stato Cortigiani e Goggioli)

Note: La revoca del part-time dopo il Collegato lavoro: la nuova amministrazione autoritaria e la flessibilità negata

Lavoro pubblico - Lavoro a tempo parziale - Revoca - Art. 16, legge n. 183/2010 - Sospensione - Provvedimento di urgenza - Sussistenza

L’art. 16, l. n. 183/2010, nel prevedere in capo alla p.a. la facoltà di revocare unilateralmente – entro il 23 maggio 2011 – i provvedimenti di concessione della trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale, impone il rispetto dei principi di correttezza e buona fede, che si sostanziano nella esausti-va motivazione delle ragioni alla base del procedimento di riconversione
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Tribunale Firenze ord., N.653-7 Marzo 2011

(Tribunale Firenze ord.
N:653 - 7 Marzo 2011)

Est. Taiti - S.M. (avv. Macciotta) c. Ministero della Giustizia (avv.ti dello Stato Cortigiani e Goggioli)

Note: La revoca del part-time dopo il Collegato lavoro: la nuova amministrazione autoritaria e la flessibilità negata

Lavoro pubblico - Lavoro a tempo parziale - Revoca - Art. 16, legge n. 183/2010 - Reclamo - Revoca ordinanza - Provvedimento di urgenza – Insussistenza

L’art. 16, legge n. 183/2010, nel prevedere in capo alla p.a. la facoltà di revocare unilateralmente – entro il 23 maggio 2011 – i provvedimenti di concessione della trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale, impone il rispetto solo sostanziale dei principi di correttezza e buona fede, non richiedendo un particolare obbligo di motivazione formale delle ragioni alla base del procedimento di riconversione
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Tribunale Trento ord., N.216-4 Mag 2011

(Tribunale Trento ord.
N:216 - 4 Mag 2011)

Est. Beghini - M.T. c. Mnistero della Giustizia

Note: La revoca del part-time dopo il Collegato lavoro: la nuova amministrazione autoritaria e la flessibilità negata

Lavoro pubblico - Lavoro a tempo parziale - Revoca - Art. 16, legge n. 183/2010 - Contrasto con la Direttiva n. 97/81/Ce e con l'art. 15 della Carta di Nizza - Disapplicazione - Provvedimento di urgenza - Susistenza

L’art. 16, legge 4 novembre 2010, n. 183, nel prevedere in capo alla p.a. la facoltà di revocare unilateralmente – entro il 23 maggio 2011 – i provvedimenti di concessione della trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale, secondo i principi di correttezza e buona fede, si pone in contrasto con il principio consensualistico divisato nella Direttiva n. 97/81/Ce e nell’art. 15 della Carta di Nizza. Ne consegue la disapplicazione della norma laddove non è previsto il necessario consenso del lavoratore coinvolto nella ri-trasformazione del rapporto di lavoro.
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Tribunale Trento ord., N.323-16 Giugno 2011

(Tribunale Trento ord.
N:323 - 16 Giugno 2011)

Est. Ancona - M.T. c. Ministero della Giustizia

Note: La revoca del part-time dopo il Collegato lavoro: la nuova amministrazione autoritaria e la flessibilità negata

Lavoro pubblico - Lavoro a tempo parziale - Revoca - Art. 16, legge n. 183/2010 - Contrasto con la Direttiva n. 97/81/Ce e con l'art. 15 della Carta di Nizza - Disapplicazione - Provvedimento di urgenza - Susistenza

L’art. 16, legge 4 novembre 2010, n. 183, nel prevedere in capo alla p.a. la facoltà di revocare unilateralmente – entro il 23 maggio 2011 – i provvedimenti di concessione della trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale, secondo i principi di correttezza e buona fede, non si pone in contrasto con la Direttiva n. 97/81/Ce ed è inconferente rispetto all’art. 15 della Carta di Nizza. Ne consegue che la norma non deve essere disapplicata, in quanto non è previsto il necessario consenso del lavoratore coinvolto nella ri-trasformazione del rapporto di lavoro.
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I vincoli «a cascata» della contrattazione integrativa

Articolo scritto da:
Parole chiave: Lavoro pubblico
Il saggio analizza l’impatto dei vincoli che la cd. riforma Brunetta impone alla contrattazione collettiva integrativa. Dopo avere elaborato una classificazione dei limiti, suddivisi tra quelli di tipo finanziario e quelli di natura giuridico-sostanziale, la disamina si concentra sul meccanismo di finalizzazione della contrattazione, considerato come trait d’union tra le due tipologie di vincoli e fulcro di un sistema teso ad erodere il campo di azione autonoma della negoziazione decentrata in favore dell’etero - determinazione di obiettivi e contenuti.
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Programmazione di bilancio, performance organizzativa e valutazione dei risultati

Articolo scritto da:
Parole chiave: Lavoro pubblico
Il legislatore ha introdotto, con il d. lgs. n. 150 e la l. n. 196 del 2009, norme indirizzate al perseguimento di una maggiore efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa e alla (conseguente) determinazione dei flussi di finanziamento delle amministrazioni, attraverso procedure gestionali di valutazione della performance.Riguardo alla l. n. 196, viene messo in evidenza come le procedure di formazione del bilancio di previsione in essa definite si configurino sostanzialmente come un ciclo di valutazione della performance.
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Una riforma che riprende faticosamente il suo cammino

Articolo scritto da:
Parole chiave: Lavoro pubblico
1. — In questo numero della Rivista si affrontano alcuni nodi cruciali, vecchi e nuovi, dell’ampia e articolata riforma del lavoro pubblico, maturata ormai circa 15 anni fa (la prima legge delega, n. 421, è del 23 ottobre 1992). Come si sa, tale riforma ha molto faticato a trovare un assestamento normativo all’altezza dei tempi e una soddisfacente attuazione in ordine all’imponente strumentazione via via prevista. Se si ignora questo percorso, si rischia oggi di tracciare bilanci affrettati e suggerire terapie sbagliate o parziali e foriere di nuovi squilibri.
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Responsabilità disciplinare e responsabilità dirigenziale. Una proposta di ricomposizione

Il d.lgs.150/09, modificando la disciplina della responsabilità dirigenziale e introducendo fattispecie di responsabilità disciplinare dei dirigenti rende problematico il rapporto tra le due forme di responsabilità. Si propone una lettura della nuova normativa che conduce a individuare un’unica figura di responsabilità contrattuale per inadempimento delle obbligazioni che fanno capo al rapporto di lavoro dirigenziale, con articolazioni e diversificazioni sul piano procedurale in relazione ai diversi tipi di addebito correlati ai diversi specifici compiti e doveri che connotano tale rapporto.
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