lavoro

Riflessioni sull’attuale paradigma del lavoro minorile

Articolo scritto da: Francesco d'Ovidio

L’articolo ripercorre l’attuale paradigma del lavoro minorile, basato sulla normativa Oil in vigore, mettendone in evidenza i limiti. L’A. delinea gli elementi che dovrebbero costituirne la revisione, affinché la lotta al lavoro minorile risulti più efficace. L’A. conclude cheuna revisione dell’attuale paradigma, che prenda in conto sia il lavoro minorile lecito che illecito, ripagherebbe sia in termini di chiarezza concettuale che di efficacia degli interventi visto che garantirebbe una migliore definizione e comprensione del fenomeno.

La temporaneità quale condizione di liceità della somministrazione a termine: un problema ancora aperto?

Articolo scritto da: Sergio Mattone

A dieci anni di distanza dall’entrata in vigore del d.lgs. 276/03, che ha introdotto la disciplina del contratto di somministrazione di lavoro a termine, in dottrina e in giurisprudenza si discute ancora se la temporaneità figuri tra le condizioni di liceità della fattispecie. L'A. ritiene che la tesi affermativa possa fondarsi su molteplici e insuperabili argomenti e che questa rigorosa interpretazione della norma risponda anche all’obiettivo di evitare che il ricorso da parte dei datori di lavoro a questa tipologia negoziale la trasformi in uno strumento di precarizzazione.

Tribunale Roma, N.448-15 Gennaio 2013

(Tribunale Roma
N:448 - 15 Gennaio 2013)

Est. Sordi – A.A. (avv. Muggia) c. C. Soc. coop. p.a. (avv.ti Favalli, Lesce, Zucchinari).

Note: La temporaneità quale condizione di liceità della somministrazione a termine: un problema ancora aperto?

Somministrazione di lavoro – Somministrazione di lavoro a termine – Ragioni legittimanti – Art. 20, comma 4, d.lgs. n. 276/2003 – Necessità del carattere temporaneo – Assenza – Conseguenze – Costituzione di un contratto a tempo indeterminato.

Nel caso in cui le esigenze aziendali poste a fondamento di un contratto di somministrazione a termine, pur essendo state in esso indicate, non presentino il carattere della temporaneità, si viene a costituire tra il lavoratore e l’utilizzatore delle relative prestazioni un contratto di lavoro a tempo indeterminato con efficacia ex tunc.
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Risarcimento del danno per compressione dei riposi settimanali: prime applicazioni della sentenza Kücüdveci

Articolo scritto da: Lucia Valente

: Con la sentenza in esame la Corte d’appello di Torino, sulla base dei principi affermati dalla Corte di Giustizia con la sentenza Kücükdeveci, disapplica l’art. 9, co. 2, d.lgs. n. 66/2003, come modificato dall’art. 41 co. 6 D.L. 112/2008, conv. in L. 133/2008, che ammette la deroga alla regola del riposo settimanale di 24+11 ore per le attività a turni “tutte le volte che il lavoratore cambia squadra o turno ..”, in quanto la norma per la sua chiarezza e precisione non si presta ad una interpretazione conforme alla direttiva n. 2003/88

Corte Appello Torino, N.164-29 Marzo 2011

(Corte Appello Torino
N:164 - 29 Marzo 2011)

Pres. Girolami, Est. Grillo Pasquarelli - F. Spa (avv.ti Rossotto, Pittaluga) c. C.A.F. (avv. Lesca)

Note: Risarcimento del danno per compressione dei riposi settimanali: prime applicazioni della sentenza Kücüdveci
Parole chiave: Danno :: risarcimento :: lavoro :: orario :: riposo :: direttiva 2003-88 :: settimanale :: turni ::

Orario di lavoro - Riposo settimanale - Lavoro a turni - Cambio squadra e cambio turno - Art. 9, comma 2, lett. a, d.lgs. n. 66/2003, come modificato dall'art. 41, comma 6, d.l. n. 112/2008, conv. in legge n. 133/2008 - Contrasto della norma con la Direttiva n. 2003-88 - Sussiste - Disapplicazione - Risarcimento del danno

Il nuovo testo dell’art. 9, co. 2, lett. a, d.lgs. n. 66/2003, come sostituito dall’art. 41, co. 6, l. n. 133/2008, che ammette la deroga alla regola del riposo settimanale di 24 ore più 11 di riposo giornaliero, sia nel caso di cambio squadra che nel caso di cambio turno, va disapplicato per contrasto con la regula iuris posta dall’art. 17, n. 4, lett. a, della Direttiva n. 2003/88/Ce, che peraltro ha contenuto identico a quello del testo previgente dell’art. 9, comma 2, del d.lgs. n. 66/2003.
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A. Andreoni, Lavoro, diritti sociali e sviluppo economico. I percorsi costituzionali, Giappichelli, Torino, 2006

Articolo scritto da: Massimo Luciani

Il volume prende in esame le tecniche del giudizio costituzionale di bilanciamento tra diritti sociali, diritti economici e vincolo di bilancio. Il metodo proposto assume il contemperamento tra diritti, a partire dalle preferred positions proprie dei diritti sociali, secondo quanto espresso dal testo della Costituzione. ...

Introduzione. L'effetto trasversale del principio di non discriminazione

Articolo scritto da: Marzia Barbera

L'Autrice descrive il contenuto dei vari contributi che compongono il Tema del numero della Rivista, mettendo in evidenza come Il taglio dell’indagine sia trasversale, cosa che dipende dalla natura stessa dei divieti di discriminazione, che, a esclusione di limiti espressi, hanno una portata generale.

Politiche di conciliazione, partecipazione delle donne al mercato del lavoro e sfide demografiche

Articolo scritto da: Francesca Malzani

L’articolo si pone l’obiettivo di indagare le politiche italiane di conciliazione e di sostegno alla famiglia nella prospettiva di individuare proposte utili per un miglioramento delle condizioni di vita e lavoro delle donne, sia con riguardo alla cura dei figli che alla cura degli anziani. In entrambi i casi, infatti, il coinvolgimento delle donne risulta prevalente, con ripercussioni sulla frammentazione delle carriere lavorative che produce nuove fragilità sociali e nuove povertà.

Nota a Tribunale Trento 13 aprile 2013

Articolo scritto da: Maria Antonietta Carbone

L’art. 16 l. 183/2013, nel prevedere la revoca unilaterale dei provvedimenti di concessione del part-time, solleva dubbi di conformità alla normativa comunitaria. La ragionevolezza della norma consiste nella ponderazione delle contrapposte esigenze organizzative del datore di lavoro pubblico e individuali dei lavoratori. Il potere unilaterale del datore di lavoro non è incondizionato e libero, ma deve rispondere a esigenze oggettive e verificabili è indispensabile che la p.a. renda ostensibile la motivazione che ha indotto la sua scelta, la quale non potrà essere né arbitraria, né pretestuosa.

Tribunale Trento, ord., N.543-13 Aprile 2013

(Tribunale Trento, ord.
N:543 - 13 Aprile 2013)

Est. Beghini – M.T. (avv. Valcanover) c. ministero della Giustizia (avv. Denicolò).

Note: Nota a Tribunale Trento 13 aprile 2013
Parole chiave: lavoro :: pubblico :: tempo :: parziale :: revoca :: legge :: 183 :: 2010 :: rinvio :: pregoudiziale :: Corte Giustizia ::

Lavoro pubblico – Lavoro a tempo parziale – Revoca – Art. 16, legge n. 183/2010 – Rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell’Unione europea.

L’art. 16, l. 4 novembre 2010, n. 183, nel permettere al datore di lavoro pubblico di trasformare unilateralmente il rapporto di lavoro a tempo parziale in rapporto a tempo pieno, anche contro la volontà del lavoratore, si pone in contrasto con la Direttiva del 15 dicembre 1997, n. 97/81/Ce, in quanto la norma italiana discrimina il lavoratore part-time, il quale, a differenza del lavoratore a tempo pieno, rimane soggetto al potere del datore di lavoro pubblico di modificare unilateralmente la durata della prestazione di lavoro anche contro la sua volontà. Si ritiene necessario disporre il rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell’Unione europea per l’interpretazione della suddetta direttiva.
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Innovazione sociale: la nuova giurisprudenza della Corte di Strasburgo sui diritti fondamentali del lavoro

Articolo scritto da: Niklas BruunKlaus Lörcher

Il contributo analizza il progressivo riconoscimento dei diritti fondamentali del lavoro da parte della CGCE. In particolare, muovendo dall’interpretazione fornita nelle sentenza Demir e Baykara in armonia con gli standard internazionali sul lavoro, gli Autori si interrogano se e come la Cedu possa costituire un esempio di “innovazione sociale”, e cioè uno strumento per riconoscere nuovi diritti sociali (nello specifico, i diritti all’autonomia collettiva), soffermando l’attenzione conclusiva sugli artt. 8 sulla vita privata e familiare e 14 sulla discriminazione.

Considerazioni preliminari sui poteri del datore di lavoro e sul loro fondamento

Articolo scritto da: Enrico Gragnoli

Dopo aver richiamato le opere giovanili del prof. Giorgio Ghezzi e sul presupposto che il diritto del lavoro mira allo studio sistematico dei poteri in una dimensione diacronica, l’A. si propone di delineare la struttura di ciascun potere per trovare un punto di equilibrio fra le ragioni contrapposte dei prestatori di opere e dell’impresa, in un rapporto con una componente di autorità che non può essere eliminata. Il ragionamento sull’autorità del datore si sviluppa attraverso una critica della oggettivazione del lavoro nelle “energie”, cui viene contrapposta una sua valutazione personalistica

A. de Oto - Precetti religiosi e mondo del lavoro. Le attività di culto tra norme generali e contrattazione collettiva - Ediesse

Articolo scritto da: PiergiovanniAlleva

Nel nuovo scenario multi-culturale, spezzata l’omogeneità religiosa ed etnica del paese, in seguito agli importanti flussi migratori che da alcuni lustri attraversano l’Europa, c’è sempre maggiore bisogno di conoscere a fondo i nuovi problemi e adeguare le regole alle esigenze sociali che man mano vanno affermandosi. Un importante contributo a questo ineludibile processo di maturazione della ricerca giuridica in senso multi-culturale lo porta il libro di Antonello De Oto, Precetti religiosi e mondo del lavoro, che ha avuto la felice intuizione di unire, a una ricca e articolata analisi...