jobs act

Le politiche regionali di contrasto alla povertà e di inserimento sociale e lavorativo

Articolo scritto da: Stella Laforgia

L’articolo intende fornire una ricognizione dei provvedimenti regionali in materia di contrasto alla povertà partendo dalla mancanza in Italia di una misura economica stabile di livello nazionale fino alle politiche locali. L’Autrice cerca di procedere a una catalogazione delle stesse, evidenziando tratti comuni e differenze: misura economica (quantum, durata ed eventuali misure ulteriori), criteri di selettività e condizionalità.

Giudice del lavoro e recenti riforme: considerazioni sparse

Articolo scritto da: Luigi De Angelis

Lo scritto tratta della recente riforma del mercato del lavoro dalla prospettiva del ruolo del giudice. L’Autore la considera in continuità con la legge n. 183 del 2010 ed esamina, in particolare, gli aspetti del lavoro subordinato e del lavoro coordinato organizzato dal committente, la disciplina del contratto a termine e di somministrazione a termine, quella del part-time, delle mansioni e dei licenziamenti, giungendo alla conclusione che il ruolo del controllo giudiziario si è ridimensionato ma che a esso residuano significativi spazi.

La tutela previdenziale delle collaborazioni organizzate dal committente

Articolo scritto da: Antonino Sgroi

L’articolo analizza – in un’ottica previdenziale – le modifiche apportate ai contratti di lavoro dal d.lgs. n. 81 del 15 giugno 2015. Nel raffronto tra vecchia e nuova disciplina, l’Autore cerca di enucleare le regole fondamentali della tutela previdenziale applicabili, di fronte ai nuovi tipi di rapporti di lavoro e alle specifiche discipline che le associazioni sindacali possono introdurre, concludendo per l’applicazione della tutela previdenziale del tipo di rapporto lavorativo in essere, tranne nei casi in cui il legislatore espressamente introduce una disciplina ad hoc.

Piattaforma di alcune riviste giuslavoristiche sulla semplificazione e sul riordino della legislazione del lavoro

Articolo scritto da: AAvv

Le Riviste scientifiche Diritti lavori mercati, Lavoro e diritto, Rivista giuridica del lavoro – tutte specializzate in diritto del lavoro e della sicurezza sociale e accreditate, in Italia e all’estero, nel sistema della ricerca – ritengono doveroso segnalare alcuni punti critici del disegno di legge delega in discussione e, nel contempo, suggerire un possibile diverso approccio contenutistico e procedurale per una semplificazione «seria» e «duratura» della legislazione del lavoro.

La nuova regolazione del contratto a tempo determinato e la stabilità del rapporto di lavoro: introduzione

Articolo scritto da: Enrico Gragnoli

L’Autore analizza le novità introdotte dal decreto legge n. 34 del 2014 in materia di contratto di lavoro a tempo determinato e mette in evidenza come il sistema creato dal nuovo decreto determini un sicuro arretramento delle tutela del lavoratore con il ritorno a una logica di libera stipulazione del contratto e una accentuazione del potere negoziale del datore di lavoro.

Tutela del lavoratore e impugnazione del contratto a termine nel d.lgs. n. 81/2015

Articolo scritto da: Lorenzo-Giasanti

Il saggio si sofferma sulla disciplina introdotta dal d.lgs. n. 81/2015, che aggrava il regime delle decadenze nei casi di impugnazione di un contratto a tempo determinato. Si evidenzia il rischio che tale normativa possa rendere eccessivamente difficoltoso per il lavoratore tutelare i propri diritti in caso di contratti a termine successivi e si cerca di individuare possibili soluzioni nell’ambito del diritto italiano e del diritto dell’Unione europea.

L’organizzazione e la gestione dei servizi per l’impiego nel d.lgs. n. 150/2015 alla luce della riforma costituzionale del 2016

Articolo scritto da: Valeria Filì

A distanza di vent’anni dalla riforma dei servizi per l’impiego del 1997, il d.lgs. n. 150/2015, dando attuazione alla delega prevista dalla legge n. 183/2014, ha completamente rivisto l’assetto delle competenze delineato nel 1997, da un lato, riaccentrando le funzioni e i compiti in capo allo Stato e, dall’altro, rafforzando il ruolo degli operatori privati, fermo restando il principio della gratuità del servizio di mediazione per tutti.

«Il contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato costituisce la forma comune di rapporto di lavoro»?

Articolo scritto da: Maria Teresa Carinci

Il saggio analizza uno degli ultimi decreti attuativi del cd. Jobs Act, mettendo in luce come il gioco delle convenienze tra contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti e le altre figure di lavoro caratterizzate dalla temporaneità del vincolo (quali, in particolare: il contratto a termine, la somministrazione di lavoro e il lavoro accessorio) non sia in realtà sbilanciato a favore del primo, come invece affermato dallo stesso decreto n. 81/2015.

Le «collaborazioni organizzate dal committente» tra diritto europeo e giurisprudenza di legittimità.

Articolo scritto da: Lucia Tria

La disciplina delle «collaborazioni organizzate dal committente» introdotta dal decreto legislativo n. 81 del 2015 va letta insieme con la complessiva normativa contenuta nel citato decreto. Questo consente di percepire che si tratta di una disciplina diretta a fare chiarezza nelle molteplici e variegate situazioni lavorative che rientrano fra le collaborazioni, onde puntare a ottenere la massima corrispondenza tra realtà lavorativa e apparenza, nel senso di ridurre l’elevato tasso di «mercificazione» del lavoro che si è avuto negli ultimi venti anni.

L’ennesimo (inutile) intervento del legislatore sul contratto di apprendistato

Articolo scritto da: Madia D'Onghia

Il saggio esamina le modifiche apportate alla disciplina dell’apprendistato dal decreto Poletti, partendo dai dati più recenti sull’occupazione che rivelano un forte decremento di tale tipologia contrattuale. L’Autrice evidenzia come la novella si risolva in una mera opera di restyling, senza alcun effetto positivo per il rilancio dell’apprendistato; essa continua a enfatizzarne la finalità occupazionale (tutto a discapito dell’obbligazione formativa) con l’unico risultato di contribuire a creare un quadro normativo confusionario e privo di sistematicità