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Invalidità civile

Accertamenti sanitari e decadenza nell’invalidità civile

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Parole chiave: Invalidità civile
In materia di previdenza e assistenza obbligatoria, la Suprema Corte di Cassazione con la decisione in commento ha statuito l’importante principio di diritto secondo il quale «l’accertamento sanitario non ha natura provvedimentale in quanto meramente strumentale e preordinato all’adozione del provvedimento di attribuzione della prestazione, in corrispondenza di funzioni di certazione assegnate dalla legge alle indicate commissioni mediche».
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Cassazione, N.7548-8 Marzo 2006

(Cassazione
N:7548 - 8 Marzo 2006)

Sez. lav. – Pres. Ianniruberto, Est. Morcavallo, P.M. Velardi (Diff.) – G. M. (avv. Pesca) c. Ministero dell’interno.

Note: Accertamenti sanitari e decadenza nell’invalidità civile
Parole chiave: Invalidità civile ::

Invalidi civili – Prestazioni – Accertamento sanitario – Natura non provvedimentale – Effetti (art. 147 disp. att. cod. proc. civ.).

A norma dell’art. 147, comma 1, disp. att. cod. proc. civ., nelle controversie in materia di previdenza e assistenza obbligatoria, sono privi di qualsiasi efficacia vincolante, di natura sostanziale e processuale, le collegiali mediche, quale ne sia la natura giuridica. Tale regola non è derogata dalle disposizioni speciali dettate dall’art. 1 della legge n. 295 del 1990, applicabile, nella specie, ratione temporis. In particolare, l’esame di tale disciplina, nella parte in cui prescrive le modalità di accertamento dei requisiti sanitari richiesti per la concessione di prestazioni di assistenza e prevede che i verbali di visita medica conseguenti agli accertamenti compiuti dalle commissioni costituite presso le U.S.L. vengano trasmessi alle commissioni mediche...
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Acquiescienza e decadenza nell'invalidità civile

(corte appello venezia
3 Novembre 2009, n.)

Pres. Santoro, Est. Parise – S. F. n.q. amministratore sostegno di S. N. (avv.ti Perozzi, Papandrea) c. Inps (avv. Ferrighi). Conf. Tribunale Verona, n. 419 del 2008

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Non è configurabile l’acquiescenza al rigetto di una domanda amministrativa tesa all’ottenimento di una prestazione di invalidità civile solo in ragione della mancata proposizione del ricorso amministrativo avverso detto rigetto. L’istituto della decadenza semestrale ex art. 42, comma 3, del d.l. n. 269/03, limitando fortemente il diritto di difesa, ha natura eccezionale e, pertanto, le norme che lo regolano sono di stretta interpretazione
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Prestazioni per disabilità ed extracomunitari

(corte costituzionale
6 Novembre 2009, n.285)

Pres. Amirante, Est. Grossi – T. M., in qualità di esercente la potestà genitoriale sul minore T. P. (avv. Persiani) c. Inps (avv. Riccio)

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Vanno restituiti alla Corte d’Appello di Torino, per ius superveniens, gli atti della questione di legittimità costituzionale inerente la problematica dell’esclusione dei cittadini extracomunitari (privi del permesso Ce per i soggiornanti di lungo periodo) dal godimento delle prestazioni assistenziali (indennità di frequenza e indennità di accompagnamento per inabilità) in ragione del mancato raggiungimento del requisito del possesso di un valido titolo di soggiorno per la durata di almeno 5 anni
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Prestazioni agli invalidi civili e trattamento degli stranieri: la lunga marcia della Corte Costituzionale verso la parità

Con la sentenza del 29-30 luglio 2008, la Corte Costituzionale sancisce la parziale illegittimità del più gravoso dispositivo di legge in forza del quale, dal 1° gennaio 2001, l’accesso alle prestazioni economiche che costituiscono «diritti soggettivi» in base alla legislazione in materia di servizi sociali – nella specie l’indennità di accompagnamento agli invalidi civili ex art. 1 della legge 11 febbraio 1980, n. 18 – richiede, obbligatoriamente, la titolarità della Carta di soggiorno di cui all’art. 9, T.U. n. 286/98, ora sostituita dal Permesso di soggiorno Ce-Slp
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Corte Costituzionale, N.306-30 Luglio 2008

(Corte Costituzionale
N:306 - 30 Luglio 2008)

Pres. Bile, Est. Amirante – S. T. c. Inps (avv. Valente).

Note: Prestazioni agli invalidi civili e trattamento degli stranieri: la lunga marcia della Corte Costituzionale verso la parità

Invalidità civile – Indennità di accompagnamento – Esclusione per stranieri extracomunitari privi dei requisiti di reddito stabiliti per la Carta di soggiorno (ora Permesso Ce per soggiornanti di lungo periodo) – Illegittimità costituzionale.

È manifestamente irragionevole subordinare l’attribuzione di una prestazione assistenziale quale l’indennità di accompagnamento – i cui presupposti sono la totale disabilità al lavoro, nonché l’incapacità alla deambulazione autonoma o al compimento da soli degli atti quotidiani della vita – al possesso di un titolo di legittimazione alla permanenza del soggiorno in Italia che richiede per il suo rilascio la titolarità di un reddito. Tale irragionevolezza incide sul diritto alla salute, ...
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Compatibilità tra le prestazioni di invalidità ex legge n. 118/1971 e rendita Inail

In materia di cumulabilità fra la rendita Inail e l’assegno di invalidità ex legge n. 118/71, il Tribunale di Bergamo afferma il principio in base al quale l’incompatibilità prevista dall’art. 3 della legge n. 407/90 si applica solamente nel caso in cui le due prestazioni derivino dallo stesso evento invalidante.
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Tribunale Bergamo, N.681-6 Dicembre 2006

(Tribunale Bergamo
N:681 - 6 Dicembre 2006)

Sez. lav. – G.U. Bertoncini – M. R. (avv. Signorelli) c. Inps, Ministero dell’economia e delle finanze, Asl di Bergamo.

Note: Compatibilità tra le prestazioni di invalidità ex legge n. 118/1971 e rendita Inail
Parole chiave: Invalidità civile ::

Invalidi civili – Art. 13, legge n. 118/71 – Art. 3, legge n. 407/90 – Prestazioni – Rendita Inail – Cumulo.

Il divieto di cumulo per le prestazioni di invalidità civile e la rendita Inail di cui all’art. 3 legge n. 407/1990 trova applicazione solo qualora i due benefìci abbiano causa nel medesimo evento invalidante.
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SUL REQUISITO REDDITUALE PER LA PENSIONE DI INVALIDITÀ

Il Tribunale di La Spezia ha sollevato questione di legittimità costituzionale, in riferimento agli artt. 3, commi 1 e 2, e 38, comma 1, della Costituzione, del combinato disposto dell’art. 14-septies, commi 4 e 5, d.l. n. 663 del 20 dicembre 1979, convertito con modificazioni dalla legge n. 33 del 29 febbraio 1980, nella parte in cui non prevede, anche per il richiedente la pensione di inabilità ex art. 12, legge n. 118/1971, l’esclusione dal computo dei redditi di quelli percepiti dagli altri componenti il suo nucleo familiare.
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Corte Costituzionale, N.115-24 Aprile 2008

(Corte Costituzionale
N:115 - 24 Aprile 2008)

ord. – Pres. Bile, Est. Amirante – L. D. (avv. Assennato) c. Inps (avv. Riccio).

Note: SUL REQUISITO REDDITUALE PER LA PENSIONE DI INVALIDITÀ

Invalidità civile – Requisito reddituale familiare – Art. 14-septies d.l. 20 dicembre 1979, n. 663 – Artt. 3 e 38 Cost. – Illegittimità costituzionale – Inammissibilità.

È manifestamente inammissibile, per carenza di motivazione sulla rilevanza, la questione di legittimità costituzionale del combinato disposto dell’art. 14- septies, commi 4 e 5, del decreto legge 20 dicembre 1979, n. 663 convertito, con modificazioni, dalla legge 29 febbraio 1980, n. 33, nella parte in cui non prevede, anche per il richiedente la pensione di inabilità ex art. 12, legge n. 118/1971, l’esclusione dal computo dei redditi di quelli percepiti dagli altri componenti il suo nucleo familiare
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