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danno da ritardata assunzione

Il danno da ritardata assunzione: prova e criteri di liquidazione

Alcuni spunti di riflessione emergono dalla pronuncia della Suprema Corte in esame, sia in rito, sia in diritto. Oggetto del contendere tra le parti è il diritto al risarcimento del danno derivante da ritardata assunzione alle dipendenze di una pubblica amministrazione (d’ora in poi p.a.). Il caso giudiziario riguarda l’azione proposta da un lavoratore, nel dicembre 1994, per ottenere la condanna dell’ente – proprio datore di lavoro – al risarcimento dei danni subiti a causa dell’illegittimo ritardo con il quale si era proceduto alla relativa assunzione.
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Corte di Cassazione, N.26282-14 Dicembre 2007

(Corte di Cassazione
N:26282 - 14 Dicembre 2007)

Sez. III civ. – Pres. Preden, Est. Spirito, P.M. Russo – Martano (avv. Sansonetti) c. Comune di Melendugno (avv. Quinto). Conf. Corte d’Appello Lecce, 25 novembre 2003.

Note: Il danno da ritardata assunzione: prova e criteri di liquidazione

Lavoro pubblico – Ritardata assunzione presso la p.a. – Danni risarcibili – Natura contrattuale – Lucro cessante – Insussistenza.

Chi pretende il risarcimento del danno da tardiva assunzione conseguente a provvedimento illegittimo della p.a. non può allegare, a tale titolo (in particolare, sotto forma di lucro cessante), la mancata percezione delle retribuzioni che si sarebbero potute percepire e che sarebbero state versate per la contribuzione assicurativa in ipotesi di tempestiva assunzione, in quanto queste presuppongono l’avvenuto perfezionamento del rapporto di lavoro e rilevano sotto il profilo della responsabilità contrattuale. Al contrario, l’attore deve allegare e dimostrare i pregiudizi di tipo patrimoniale e/o non patrimoniale che siano eventualmente derivati dalla condotta illecita che si assume essere stata causa del danno lamentato.
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