contratto collettivo

Breve bilancio sulla contrattazione collettiva nazionale dell’anno 2013

Articolo scritto da: Ginevra Galli

Nell’anno 2013 la contrattazione collettiva nazionale risulta improntata al mantenimento dell’unità tra le sigle sindacali, faticosamente raggiunta con l’Accordo del 28 giugno 2011.

Il diritto di contrattazione collettiva nel filtro del principio di non discriminazione

Articolo scritto da: Alberto-Mattei

Per la Corte di Giustizia, in un contratto collettivo la retribuzione di base di un agente contrattuale del settore pubblico, al momento dell’assunzione, non può essere fissata in funzione della sua età, altrimenti s’incorre nella violazione del principio di non discriminazione per età. E’ questo il nocciolo della pronuncia commentata che offre l’occasione per riflettere sul fattore dell’uguaglianza, come chiave di volta del sistema e riflesso del divieto di non discriminazione.

CORTE DI GIUSTIZIA UE, N.Sezione II, cause C-297/10 e C-298/10-8 Settembre 2011

(CORTE DI GIUSTIZIA UE
N:Sezione II, cause C-297/10 e C-298/10 - 8 Settembre 2011)

Pres. J.N. Cunha Rodrigues, Est. P. Lindh – Sabine Hennings c. Eisenbahn-Bundesamt e Land Berlin c. Alexander Mai (Avv. Gen. V. Trestnjak)

Note: Il diritto di contrattazione collettiva nel filtro del principio di non discriminazione

Discriminazioni – Direttiva n. 2000/78/Ce – Contratto Collettivo – Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea – Artt. 21 e 28 – Contratto collettivo in materia di retribuzione degli agenti contrattuali del settore pubblico di uno Stato membro – Retribuzione fissata in base all’età – Contratto collettivo che abolisce la fissazione della retribuzione in base all’età – Mantenimento dei diritti acquisiti.

Il principio di non discriminazione in base all’età e gli artt. 2 e 6, n. 1, della Direttiva n. 2000/78/Ce devono essere interpretati nel senso che ostano a una misura prevista da un contratto collettivo a termini della quale il livello di retribuzione di base di un agente contrattuale del settore pubblico è determinato, al momento dell’assunzione di tale agente, in funzione della sua età e non ostano a una misura prevista da un contratto collettivo che sostituisce un regime di retribuzione che comporta una discriminazione in base all’età con un regime di retribuzione fondato su criteri oggettivi.
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Eterogenesi dell’autonomia privata: quando l’imprenditore non ha il potere di limitare la sua libertà contrattuale

Articolo scritto da: Lorenzo Scarano

Sintetizzato il caso concreto e l’argomentazione della pronuncia, il commento critico alla sentenza si focalizza sull’interpretazione della clausola del contratto collettivo aziendale oggetto di controversia. L’obiettivo è di inquadrare la fattispecie nella categoria del contratto a favore di terzo e di sostenere la validità dell’accordo sindacale, anche alla luce della vigente disciplina sul mercato del lavoro. La conclusione opposta sembra dettata da un’insostenibile concetto di autonomia contrattuale e da un’inaccettabile interferenza giudiziale nell’ambito delle relazioni sindacali

Corte di Appello Lecce, Sez. dist. Taranto, N.448-2 Dicembre 2009

(Corte di Appello Lecce, Sez. dist. Taranto
N:448 - 2 Dicembre 2009)

Pres. Alessandrino, Est. Coccioli – M. G. e M. L. (avv.ti De Giorgio, Dellosso) c. Equitalia Pragma Spa (avv.ti Ruperti, Schiavone). Conf. Tribunale Taranto, 19 gennaio 2009.

Note: Eterogenesi dell’autonomia privata: quando l’imprenditore non ha il potere di limitare la sua libertà contrattuale

Contratto collettivo – Clausola di turnover – Obbligo di assumere il figlio di un lavoratore – Vincolo assunto sulla base di legami di parentela – Violazione di norme imperative – Nullità della clausola.

È nulla per violazione dei princìpi di tutela del lavoro e di eguaglianza contenuti negli artt. 1, 2, 3 e 35 Cost. la clausola contenuta nel contratto collettivo aziendale che obbliga l’imprenditore ad assumere una persona sulla base di legami di parentela con il dipendente, senza alcuna verifica della sua capacità professionale.
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Rappresentanza e contrattazione collettiva nei luoghi di lavoro: gli effetti del conflitto intersindacale

Articolo scritto da: LorenzoGiasanti

Le recenti divisioni fra le tre grandi confederazioni sindacali, in un contesto di relazioni industriali che trova il suo fondamento proprio nell’accordo tra le parti sociali, comportano inevitabili conseguenze anche a livello aziendale. Il saggio cerca di evidenziare i nodi più manifestamente problematici, affrontando le questioni legate alla legislazione di sostegno, come la possibilità di costituire Rsa in azienda e le tematiche connesse alla composizione delle Rsu, e all’efficacia dei contratti collettivi aziendali nei confronti di lavoratori iscritti ad oo.ss. non firmatarie

Il Ccnl 2014 per la categoria delle agenzie di somministrazione lavoro

Articolo scritto da: Maurizio Abbate

Nelle date del 27 febbraio e del 7 aprile 2014 le confederazioni sindacali dei lavoratori Cgil Cisl e Uil, tramite le federazioni nazionali di categoria Nidil Cgil, Felsa Cisl e Uiltemp hanno sottoscritto due identici Ccnl di validità triennale per la categoria delle agenzie di somministrazione lavoro, rispettivamente con le associazioni datoriali Assolavoro e Assosomm. L'autore analizza i principali contenuti delle due intese.

L'interpretazione adeguatrice dell'art. 19 Stat. lav. tra giudice ordinario e giudice costituzionale

Articolo scritto da: LorenzoGiasanti

La sentenza è nell’ambito della controversia legata alla mancata sottoscrizione del Ccnl metalmeccanici ad opera della Fiom-Cgil, uno tra quegli interventi che ritengono sia comportamento antisindacale il rifiuto da parte del datore di far costituire alla Fiom una Rsa ex art. 19 Stat. Dopo un breve excursus sulle interpretazioni relative al requisito in questione, la presa di posizione del Trib. Napoli, tendente a darne una lettura costituzionalmente orientata, viene posta in relazione al dibattito relativo al potere interpretativo del giudice di fronte al contrasto con precetti costituzionali

Tribunale Napoli, N.33625-13 Aprile 2012

(Tribunale Napoli
N:33625 - 13 Aprile 2012)

Est. Sarracino – Fiom-Cgil (avv.ti Alleva, Focareta, Poli, Ferrara) c. Magneti Marelli Spa (avv.ti Amendolito, Dondi, Favalli, Dirutigliano, De Luca Tamajo, Di Stasio).

Note: L'interpretazione adeguatrice dell'art. 19 Stat. lav. tra giudice ordinario e giudice costituzionale

Rappresentanza sindacale – Formazione Rsa ex art. 19 Stat. lav. – Contratti collettivi applicati nell’unità produttiva – Mancata sottoscrizione – Lettura costituzionalmente orientata – Altri indici di rappresentatività – Partecipazione alle trattative – Numero di rappresentanti sindacali nell’unità produttiva – Numero di iscritti – Rilevanza.

In un’ottica di interpretazione costituzionalmente orientata dell’art. 19 Stat. lav., la sottoscrizione degli accordi non è che un indice di rappresentatività del sindacato; indice che può essere anche insufficiente in caso di mancata partecipazione alle trattative; ben può il giudice ritenere che la rappresentatività effettiva può essere desunta da indici differenti da quelli della mera sottoscrizione, non solo la partecipazione alle trattative per la stipula del contratto collettivo nazionale, ma anche il numero di rappresentanti sindacali nell’unità produttiva e il numero di iscritti, e dare della norma in esame una interpretazione costituzionalmente orientata.
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Intervento

Articolo scritto da: Vincenzo Ferrante

Il saggio costituisce un primo commento all’accordo interconfederale del 28 giugno 2011, analizzandone i contenuti e soffermandosi in particolare sugli aspetti collegati all’efficacia dei contratti aziendali “in deroga” sottoscritti da solo una parte delle sigle firmatarie del contratto collettivo nazionale. Il saggio si sofferma parimenti sul d.l. n. 138 del 13 agosto 2011 che finisce per dettare una disciplina ampiamente derogatoria dei diritti dei lavoratori, in palese contrasto con l’obiettivo che el parti collettive si erano prefissate nel giugno 2011.

Recesso dal contratto collettivo senza predeterminazione della durata e tutela dei diritti individuali

Articolo scritto da: Lucia Valente

1. — Il caso concreto — I ricorrenti, tutti lavoratori dipendenti di una azienda municipalizzata, convenivano in giudizio la datrice di lavoro al fine di ottenere la declaratoria di inefficacia nei loro confronti di un accordo sindacale aziendale che recependo una delibera aziendale con la quale la resistente aveva soppresso alcune componenti del trattamento retributivo e, in particolare, l’indennità di funzione e carica, aveva disposto la soppressione della citata indennità. ...

Cassazione, N.27031-18 Dicembre 2006

(Cassazione
N:27031 - 18 Dicembre 2006)

Sez. lav. – Pres. Mattone, Rel. Di Cerbo, P.M. Fedeli (conf.) – L. C. S. e altri (avv.ti M. T. Spadafora e G. Perone) c. Amat Palermo (avv.ti P. Virga e F. Sansone). Conferma Trib. Palermo 21 ottobre 2003.

Note: Recesso dal contratto collettivo senza predeterminazione della durata e tutela dei diritti individuali
Parole chiave: contratto collettivo ::

Contratto collettivo – Recesso dal contratto collettivo a tempo indeterminato – Legittimità.

Qualora un contratto collettivo venga stipulato senza l’indicazione di una scadenza, la relativa mancanza non implica che gli effetti perdurino nel tempo senza limiti, atteso che – in sintonia con il principio di buona fede nell’esecuzione del contratto ex art. 1375 cod. civ., e in coerenza con la naturale temporaneità dell’obbligazione – deve essere riconosciuta alle parti la possibilità di farne cessare unilateralmente l’efficacia, previa disdetta, anche in difetto di previsione legale, non essendo a ciò di ostacolo il disposto dell’art. 1373 cod. civ. che, regolando il recesso unilaterale nei contratti di durata quando tale facoltà è stata prevista dalle par- ti, nulla dispone per il caso di mancata previsione pattizia al riguardo. (1)
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Contratto collettivo e parità nel lavoro pubblico

Articolo scritto da: Adriana Topo

La Corte di Cassazione, con la sentenza in commento, si sofferma, fra l’altro, sulla questione del possibile assoggettamento del contratto collettivo pubblico alla regola di parità di trattamento. La Corte, in sostanza, afferma che nel lavoro pubblico il principio di parità «vieta trattamenti individuali migliorativi o peggiorativi rispetto a quelli previsti dal contratto collettivo», ma anche che la parità «non costituisce parametro per giudicare delle eventuali differenziazioni operate in quella sede», cioè in sede collettiva

Corte di Cassazione, N.16504-18 Giugno 2008

(Corte di Cassazione
N:16504 - 18 Giugno 2008)

Sez. lav. – Pres. Sciarelli, Est. Curcuruto, P.M. Fedeli (diff.) – Univ. Studi Basilicata c. Tedesco (avv. Di Pardo). Diff. Trib. Potenza 10 giugno 2004.

Note: Contratto collettivo e parità nel lavoro pubblico

Contratto collettivo – Lavoro pubblico – Inquadramento – Parità – Discriminazione.

La clausola di cui all’art. 74, comma 4, Ccnl comparto Università 9 agosto 2000 – là dove, segnatamente, recita: «con l’art. 74 del Ccnl le parti hanno legittimamente delineato il sistema di inquadramento del personale nelle nuove categorie, né può configurarsi un contrasto tra la citata norma contrattuale e l’art. 52, d.lgs. n. 165/2001» – non è affetta da nullità, giacché: 1) non si può ravvisare un contrasto con il principio di parità di trattamento di cui all’art. 45, d.lgs. n. 165, cit., in quanto tale principio vieta trattamenti individuali migliorativi o peggiorativi rispetto a quelli previsti dal contratto collettivo, ma non costituisce parametro per giudicare delle eventuali differenziazioni operate in quella sede;
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Il Protocollo di intesa del 3 dicembre 2012 per l’applicazione del contratto di lavoro a progetto nel settore del recupero strag

Articolo scritto da: Massimiliano Panci

In data 3 dicembre 2012, Unirec-Unione nazionale imprese a tutela del credito, da un lato, e Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil, dall’altro, hanno stipulato un Protocollo nazionale di intesa che avrà efficacia per diciotto mesi decorrenti dalla sua stipulazione e che, al termine di tale periodo, potrà essere rinnovato oppure prorogato. Con la stipulazione di questo protocollo, le parti sociali si sono proposte di perseguire diverse finalità.