contratto collettivo

Repetita iuvant: ancora sulla validità degli accordi sindacali sul turn-over

Articolo scritto da: Lorenzo Scarano

A margine di una vicenda giudiziaria già esaminata, conclusasi con il definitivo rigetto della richiesta del figlio di un dipendente dimissionario di essere assunto in virtù dell’apposita clausola contenuta in un accordo sindacale, la nota esamina la motivazione della sentenza del Supremo Collegio (resa alla luce dei recenti vincoli al reclutamento del personale nelle società con partecipazioni pubbliche) evidenziando un possibile nuovo orientamento della giurisprudenza, per tornare a soffermarsi sui rapporti fra libertà negoziale, vincoli pubblicistici e autonomia delle relazioni industriali.

Corte di cassazione, N.3831-9 Marzo 2012

(Corte di cassazione
N:3831 - 9 Marzo 2012)

Sez. lav., ord. – Pres. Battimiello, Est. La Terza, P.M. Finocchi Ghersi (conf.) – M.G. e M.L. (avv.ti Dellosso, De Giorgio) c. Equitalia Pragma Spa (avv.ti Pessi, Rigi Luperti). Conf. Corte d’Appello Lecce, Sez. dist. Taranto, 14 aprile 2010

Note: Repetita iuvant: ancora sulla validità degli accordi sindacali sul turn-over
Parole chiave: contratto collettivo ::

Contratto collettivo – Clausola che obbliga all’assunzione del figlio di un dipendente dimissionario – Società a partecipazione pubblica – Nullità della clausola.

La disciplina sul reclutamento del personale delle società a partecipazione pubblica non consente di stipulare accordi sindacali che subordinino l’assunzione all’esistenza di vincoli di parentela; detti accordi sono da considerarsi nulli in quanto violano il principio di imparzialità.
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Intervento

Articolo scritto da: Franco Scarpelli

Il contributo si sofferma sui contenuti dell’accordo interconfederale del 28 giugno 2011, dandone una lettura che valorizza le soluzioni date a problemi che da molti anni al centro del dibattito (la valutazione della rappresentatività sindacale, il rapporto tra contratto nazionale e aziendale, l’efficacia dei contratti aziendali). L’Autore analizza l’accordo nella classica prospettiva dell’ordinamento intersindacale, valutandone le ricadute nell’ordinamento giuridico. Viene poi effettuato un primo confronto con i contenuti dell’art. 8 del d.l. 138 del 2011.

La dottrina e la giurisprudenza in tema di interpretazione del contratto collettivo

Articolo scritto da: Antonietta Guerra

1. — Al vaglio della Corte, nel caso in esame, era l’interpretazione dell’art. 2 dell’Accordo sindacale del 30 maggio 1996 (con tale Accordo era stato istituito un Fondo aggiuntivo di previdenza aziendale) secondo il quale «la ripartizione delle riserve matematiche e la conseguente attribuzione a ciascun dipendente avverrà considerando, oltre alla retribuzione, l’anzianità effettiva di servizio, sempre al 31 dicembre 1994, con i seguenti pesi: per anzianità da 0 a 10 anni, peso 0,5; per anzianità da 11 a 20 anni, peso 0,75; per anzianità oltre 20 anni, peso 1,2».

Cassazione, N.5287-8 Marzo 2007

(Cassazione
N:5287 - 8 Marzo 2007)

Sez. lav. – Pres. Mercurio, Est. Cuoco, P.M. Fedeli – Z. A. (avv. Lucchetti) c. Unicredit Banca Spa (avv.ti Persiani e Piccininno). Conf. App. Ancona 20 febbraio 2003.

Note: La dottrina e la giurisprudenza in tema di interpretazione del contratto collettivo
Parole chiave: contratto collettivo ::

Controversie di lavoro – Contratto collettivo – Interpretazione – Criterio letterale – Preminenza – Esclusione – Ricorso al criterio dell’interpretazione complessiva delle clausole – Condizioni.

Nell’ambito dei canoni di interpretazione delineati dagli artt. 1362 ss. cod. civ. e, in particolar modo, nell’interpretazione delle norme dei contratti collettivi di lavoro di diritto comune, non esiste un principio di gerarchia tra i canoni ermeneutici, né tanto meno un preteso principio dell’autosufficienza del criterio letterale in ragione di una affermata chiarezza delle espressioni adottate nel testo contrattuale. La lettera, infatti, costituisce solo una preliminare presa di cognizione (di cui l’art. 1362 segnala l’insufficienza con la precisazione che «l’interprete non deve limitarsi al senso letterale delle parole»), che deve essere integrata attraverso gli ulteriori strumenti previsti dall’art. 1363, quali la connessione delle singole clausole...
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Breve bilancio sulla contrattazione collettiva nazionale dell’anno 2013

Articolo scritto da: Ginevra Galli

Nell’anno 2013 la contrattazione collettiva nazionale risulta improntata al mantenimento dell’unità tra le sigle sindacali, faticosamente raggiunta con l’Accordo del 28 giugno 2011.

Il diritto di contrattazione collettiva nel filtro del principio di non discriminazione

Articolo scritto da: Alberto-Mattei

Per la Corte di Giustizia, in un contratto collettivo la retribuzione di base di un agente contrattuale del settore pubblico, al momento dell’assunzione, non può essere fissata in funzione della sua età, altrimenti s’incorre nella violazione del principio di non discriminazione per età. E’ questo il nocciolo della pronuncia commentata che offre l’occasione per riflettere sul fattore dell’uguaglianza, come chiave di volta del sistema e riflesso del divieto di non discriminazione.

CORTE DI GIUSTIZIA UE, N.Sezione II, cause C-297/10 e C-298/10-8 Settembre 2011

(CORTE DI GIUSTIZIA UE
N:Sezione II, cause C-297/10 e C-298/10 - 8 Settembre 2011)

Pres. J.N. Cunha Rodrigues, Est. P. Lindh – Sabine Hennings c. Eisenbahn-Bundesamt e Land Berlin c. Alexander Mai (Avv. Gen. V. Trestnjak)

Note: Il diritto di contrattazione collettiva nel filtro del principio di non discriminazione

Discriminazioni – Direttiva n. 2000/78/Ce – Contratto Collettivo – Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea – Artt. 21 e 28 – Contratto collettivo in materia di retribuzione degli agenti contrattuali del settore pubblico di uno Stato membro – Retribuzione fissata in base all’età – Contratto collettivo che abolisce la fissazione della retribuzione in base all’età – Mantenimento dei diritti acquisiti.

Il principio di non discriminazione in base all’età e gli artt. 2 e 6, n. 1, della Direttiva n. 2000/78/Ce devono essere interpretati nel senso che ostano a una misura prevista da un contratto collettivo a termini della quale il livello di retribuzione di base di un agente contrattuale del settore pubblico è determinato, al momento dell’assunzione di tale agente, in funzione della sua età e non ostano a una misura prevista da un contratto collettivo che sostituisce un regime di retribuzione che comporta una discriminazione in base all’età con un regime di retribuzione fondato su criteri oggettivi.
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Eterogenesi dell’autonomia privata: quando l’imprenditore non ha il potere di limitare la sua libertà contrattuale

Articolo scritto da: Lorenzo Scarano

Sintetizzato il caso concreto e l’argomentazione della pronuncia, il commento critico alla sentenza si focalizza sull’interpretazione della clausola del contratto collettivo aziendale oggetto di controversia. L’obiettivo è di inquadrare la fattispecie nella categoria del contratto a favore di terzo e di sostenere la validità dell’accordo sindacale, anche alla luce della vigente disciplina sul mercato del lavoro. La conclusione opposta sembra dettata da un’insostenibile concetto di autonomia contrattuale e da un’inaccettabile interferenza giudiziale nell’ambito delle relazioni sindacali

Corte di Appello Lecce, Sez. dist. Taranto, N.448-2 Dicembre 2009

(Corte di Appello Lecce, Sez. dist. Taranto
N:448 - 2 Dicembre 2009)

Pres. Alessandrino, Est. Coccioli – M. G. e M. L. (avv.ti De Giorgio, Dellosso) c. Equitalia Pragma Spa (avv.ti Ruperti, Schiavone). Conf. Tribunale Taranto, 19 gennaio 2009.

Note: Eterogenesi dell’autonomia privata: quando l’imprenditore non ha il potere di limitare la sua libertà contrattuale

Contratto collettivo – Clausola di turnover – Obbligo di assumere il figlio di un lavoratore – Vincolo assunto sulla base di legami di parentela – Violazione di norme imperative – Nullità della clausola.

È nulla per violazione dei princìpi di tutela del lavoro e di eguaglianza contenuti negli artt. 1, 2, 3 e 35 Cost. la clausola contenuta nel contratto collettivo aziendale che obbliga l’imprenditore ad assumere una persona sulla base di legami di parentela con il dipendente, senza alcuna verifica della sua capacità professionale.
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Rappresentanza e contrattazione collettiva nei luoghi di lavoro: gli effetti del conflitto intersindacale

Articolo scritto da: LorenzoGiasanti

Le recenti divisioni fra le tre grandi confederazioni sindacali, in un contesto di relazioni industriali che trova il suo fondamento proprio nell’accordo tra le parti sociali, comportano inevitabili conseguenze anche a livello aziendale. Il saggio cerca di evidenziare i nodi più manifestamente problematici, affrontando le questioni legate alla legislazione di sostegno, come la possibilità di costituire Rsa in azienda e le tematiche connesse alla composizione delle Rsu, e all’efficacia dei contratti collettivi aziendali nei confronti di lavoratori iscritti ad oo.ss. non firmatarie

Il Ccnl 2014 per la categoria delle agenzie di somministrazione lavoro

Articolo scritto da: Maurizio Abbate

Nelle date del 27 febbraio e del 7 aprile 2014 le confederazioni sindacali dei lavoratori Cgil Cisl e Uil, tramite le federazioni nazionali di categoria Nidil Cgil, Felsa Cisl e Uiltemp hanno sottoscritto due identici Ccnl di validità triennale per la categoria delle agenzie di somministrazione lavoro, rispettivamente con le associazioni datoriali Assolavoro e Assosomm. L'autore analizza i principali contenuti delle due intese.

L'interpretazione adeguatrice dell'art. 19 Stat. lav. tra giudice ordinario e giudice costituzionale

Articolo scritto da: LorenzoGiasanti

La sentenza è nell’ambito della controversia legata alla mancata sottoscrizione del Ccnl metalmeccanici ad opera della Fiom-Cgil, uno tra quegli interventi che ritengono sia comportamento antisindacale il rifiuto da parte del datore di far costituire alla Fiom una Rsa ex art. 19 Stat. Dopo un breve excursus sulle interpretazioni relative al requisito in questione, la presa di posizione del Trib. Napoli, tendente a darne una lettura costituzionalmente orientata, viene posta in relazione al dibattito relativo al potere interpretativo del giudice di fronte al contrasto con precetti costituzionali

Tribunale Napoli, N.33625-13 Aprile 2012

(Tribunale Napoli
N:33625 - 13 Aprile 2012)

Est. Sarracino – Fiom-Cgil (avv.ti Alleva, Focareta, Poli, Ferrara) c. Magneti Marelli Spa (avv.ti Amendolito, Dondi, Favalli, Dirutigliano, De Luca Tamajo, Di Stasio).

Note: L'interpretazione adeguatrice dell'art. 19 Stat. lav. tra giudice ordinario e giudice costituzionale

Rappresentanza sindacale – Formazione Rsa ex art. 19 Stat. lav. – Contratti collettivi applicati nell’unità produttiva – Mancata sottoscrizione – Lettura costituzionalmente orientata – Altri indici di rappresentatività – Partecipazione alle trattative – Numero di rappresentanti sindacali nell’unità produttiva – Numero di iscritti – Rilevanza.

In un’ottica di interpretazione costituzionalmente orientata dell’art. 19 Stat. lav., la sottoscrizione degli accordi non è che un indice di rappresentatività del sindacato; indice che può essere anche insufficiente in caso di mancata partecipazione alle trattative; ben può il giudice ritenere che la rappresentatività effettiva può essere desunta da indici differenti da quelli della mera sottoscrizione, non solo la partecipazione alle trattative per la stipula del contratto collettivo nazionale, ma anche il numero di rappresentanti sindacali nell’unità produttiva e il numero di iscritti, e dare della norma in esame una interpretazione costituzionalmente orientata.
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Intervento

Articolo scritto da: Vincenzo Ferrante

Il saggio costituisce un primo commento all’accordo interconfederale del 28 giugno 2011, analizzandone i contenuti e soffermandosi in particolare sugli aspetti collegati all’efficacia dei contratti aziendali “in deroga” sottoscritti da solo una parte delle sigle firmatarie del contratto collettivo nazionale. Il saggio si sofferma parimenti sul d.l. n. 138 del 13 agosto 2011 che finisce per dettare una disciplina ampiamente derogatoria dei diritti dei lavoratori, in palese contrasto con l’obiettivo che el parti collettive si erano prefissate nel giugno 2011.