contratto collettivo

Intervento

Articolo scritto da: Vincenzo Ferrante

Il saggio costituisce un primo commento all’accordo interconfederale del 28 giugno 2011, analizzandone i contenuti e soffermandosi in particolare sugli aspetti collegati all’efficacia dei contratti aziendali “in deroga” sottoscritti da solo una parte delle sigle firmatarie del contratto collettivo nazionale. Il saggio si sofferma parimenti sul d.l. n. 138 del 13 agosto 2011 che finisce per dettare una disciplina ampiamente derogatoria dei diritti dei lavoratori, in palese contrasto con l’obiettivo che el parti collettive si erano prefissate nel giugno 2011.

Recesso dal contratto collettivo senza predeterminazione della durata e tutela dei diritti individuali

Articolo scritto da: Lucia Valente

1. — Il caso concreto — I ricorrenti, tutti lavoratori dipendenti di una azienda municipalizzata, convenivano in giudizio la datrice di lavoro al fine di ottenere la declaratoria di inefficacia nei loro confronti di un accordo sindacale aziendale che recependo una delibera aziendale con la quale la resistente aveva soppresso alcune componenti del trattamento retributivo e, in particolare, l’indennità di funzione e carica, aveva disposto la soppressione della citata indennità. ...

Cassazione, N.27031-18 Dicembre 2006

(Cassazione
N:27031 - 18 Dicembre 2006)

Sez. lav. – Pres. Mattone, Rel. Di Cerbo, P.M. Fedeli (conf.) – L. C. S. e altri (avv.ti M. T. Spadafora e G. Perone) c. Amat Palermo (avv.ti P. Virga e F. Sansone). Conferma Trib. Palermo 21 ottobre 2003.

Note: Recesso dal contratto collettivo senza predeterminazione della durata e tutela dei diritti individuali
Parole chiave: contratto collettivo ::

Contratto collettivo – Recesso dal contratto collettivo a tempo indeterminato – Legittimità.

Qualora un contratto collettivo venga stipulato senza l’indicazione di una scadenza, la relativa mancanza non implica che gli effetti perdurino nel tempo senza limiti, atteso che – in sintonia con il principio di buona fede nell’esecuzione del contratto ex art. 1375 cod. civ., e in coerenza con la naturale temporaneità dell’obbligazione – deve essere riconosciuta alle parti la possibilità di farne cessare unilateralmente l’efficacia, previa disdetta, anche in difetto di previsione legale, non essendo a ciò di ostacolo il disposto dell’art. 1373 cod. civ. che, regolando il recesso unilaterale nei contratti di durata quando tale facoltà è stata prevista dalle par- ti, nulla dispone per il caso di mancata previsione pattizia al riguardo. (1)
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Contratto collettivo e parità nel lavoro pubblico

Articolo scritto da: Adriana Topo

La Corte di Cassazione, con la sentenza in commento, si sofferma, fra l’altro, sulla questione del possibile assoggettamento del contratto collettivo pubblico alla regola di parità di trattamento. La Corte, in sostanza, afferma che nel lavoro pubblico il principio di parità «vieta trattamenti individuali migliorativi o peggiorativi rispetto a quelli previsti dal contratto collettivo», ma anche che la parità «non costituisce parametro per giudicare delle eventuali differenziazioni operate in quella sede», cioè in sede collettiva

Corte di Cassazione, N.16504-18 Giugno 2008

(Corte di Cassazione
N:16504 - 18 Giugno 2008)

Sez. lav. – Pres. Sciarelli, Est. Curcuruto, P.M. Fedeli (diff.) – Univ. Studi Basilicata c. Tedesco (avv. Di Pardo). Diff. Trib. Potenza 10 giugno 2004.

Note: Contratto collettivo e parità nel lavoro pubblico

Contratto collettivo – Lavoro pubblico – Inquadramento – Parità – Discriminazione.

La clausola di cui all’art. 74, comma 4, Ccnl comparto Università 9 agosto 2000 – là dove, segnatamente, recita: «con l’art. 74 del Ccnl le parti hanno legittimamente delineato il sistema di inquadramento del personale nelle nuove categorie, né può configurarsi un contrasto tra la citata norma contrattuale e l’art. 52, d.lgs. n. 165/2001» – non è affetta da nullità, giacché: 1) non si può ravvisare un contrasto con il principio di parità di trattamento di cui all’art. 45, d.lgs. n. 165, cit., in quanto tale principio vieta trattamenti individuali migliorativi o peggiorativi rispetto a quelli previsti dal contratto collettivo, ma non costituisce parametro per giudicare delle eventuali differenziazioni operate in quella sede;
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Il Protocollo di intesa del 3 dicembre 2012 per l’applicazione del contratto di lavoro a progetto nel settore del recupero strag

Articolo scritto da: Massimiliano Panci

In data 3 dicembre 2012, Unirec-Unione nazionale imprese a tutela del credito, da un lato, e Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil, dall’altro, hanno stipulato un Protocollo nazionale di intesa che avrà efficacia per diciotto mesi decorrenti dalla sua stipulazione e che, al termine di tale periodo, potrà essere rinnovato oppure prorogato. Con la stipulazione di questo protocollo, le parti sociali si sono proposte di perseguire diverse finalità.

Licenziamenti collettivi, conciliazioni e interpretazione dei contratti collettivi

Articolo scritto da: Enrico Gragnoli

SOMMARIO: 1. La vicenda all’origine del giudizio della Corte e la soluzione interpretativa adottata dai giudici — 2. Art. 1362 cod. civ., accordi cd. interpretativi e atti individuali di amministrazione — 3. L’art. 1364 cod. civ. e l’oggetto limitato del negozio collettivo.

Corte Appello Torino, N.33-17 Febbraio 2011

(Corte Appello Torino
N:33 - 17 Febbraio 2011)

Pres. Mariani, Est. Sanlorenzo – Thyssenkrupp Acciai speciali Terni Spa (avv.ti Tartaglia, Pes, Pugno) c. D.F. (avv.ti Bonetto, Napoli). Conf. Tribunale Torino 29 aprile 2009.

Note: Licenziamenti collettivi, conciliazioni e interpretazione dei contratti collettivi

Contratto collettivo – Interpretazione – Regole ermeneutiche – Principio di gerarchia – Prevalenza e letterale – Ritenuta chiarezza dell’interpretazione letterale – Ricorso ad altri criteri interpretativi – Necessità – Esclusione

In tema di interpretazione dei contratti collettivi di diritto comune, a fronte di un significato testuale complessivo – non solo emergente dal dato letterale, ma anche ricavabile dal collegamento logico delle varie clausole – chiaro e privo di ambiguità, non è consentito fare ricorso a criteri sussidiari e integrativi, quali il comportamento delle parti in occasioni precedenti o successive. (
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa

Considerazioni preliminari sui poteri del datore di lavoro e sul loro fondamento

Articolo scritto da: Enrico Gragnoli

Dopo aver richiamato le opere giovanili del prof. Giorgio Ghezzi e sul presupposto che il diritto del lavoro mira allo studio sistematico dei poteri in una dimensione diacronica, l’A. si propone di delineare la struttura di ciascun potere per trovare un punto di equilibrio fra le ragioni contrapposte dei prestatori di opere e dell’impresa, in un rapporto con una componente di autorità che non può essere eliminata. Il ragionamento sull’autorità del datore si sviluppa attraverso una critica della oggettivazione del lavoro nelle “energie”, cui viene contrapposta una sua valutazione personalistica

Accordi separati ed enti bilaterali

Articolo scritto da: Vincenzo Bavaro

L’articolo affronta il problema degli effetti dei contratti collettivi c.d. separati sulla disciplina contrattuale degli Enti Bilaterali. Dopo aver preso posizione sulla efficacia giuridica dei c.d. accordi separati, l’a. analizza gli effetti conseguenti alla efficacia giuridica privatistica dei contratti collettivi istitutivi di enti bilaterali mettendon in evidenza, altresì, la natura contrattuale. Infine, l’a. analizza quello che ritiene essere uno degli effetti problematici presenti negli ultimi anni relativi alla efficacia delle clausole dei contratti collettivi sugli enti bilaterali

Gli accordi collettivi di prossimità tra contrarietà ai princìpi costituzionali e incertezze di sistema

Articolo scritto da: Ginevra GalliAlberto Lepore

Le riforme del lavoro dell’ultimo ventennio hanno mutato in senso peggiorativo le tutele stratificatesi nel corso degli anni, frutto delle lotte operaie susseguitesi nel corso di tutto il secolo XX al fine di sostenere le ragioni economiche degli imprenditori. Gli autori in questo panaorama analizzano l’art. 8 della legge 14 settembre 2011, n. 148, intitolato «Sostegno ai contratti collettivi di prossimità». In realtà, la norma non è affatto finalizzata a sostenere alcunché quanto a disapplicare le norme stesse del diritto del lavoro.

Costituzione e articolo 8 della legge n. 148/2011: il fascino «indiscreto» di una norma irragionevole

Articolo scritto da: LorenzoFassina

Il saggio analizza le ragioni di incostituzionalità (per violazione dell’art. 3 Cost.) dell’articolo 8 della legge n. 148/2011 nella parte in cui permette alla contrattazione collettiva aziendale e/o territoriale la facoltà di derogare alle leggi sul lavoro.La norma è irragionevole e arbitraria in quanto, nelle sue potenzialità di incisione sui diritti del lavoro, sconvolge il sistema delle fonti del diritto e si pone in contrasto con il principio di legalità dell’ordinamento.

Intervento

Articolo scritto da: VittorioAngiolini

Dall'analisi della vicenda Fiat emerge che l’esasperazione del criterio della contrattazione separata ha portato, da un lato, all’idea che una singola azienda, purché sufficientemente forte sul mercato, possa emanciparsi anche dai vincoli che gli derivano dall’appartenenza a un'organizzazione datoriale più vasta (in specie Confindustria), per procedere sciolta da vincoli di sistema; dall’altra, alla convinzione di potere procedere alla selezione arbitraria dei contraenti sindacali, indipendentemente dal consenso che essi siano in grado di raccogliere. Un esempio è rinvenibile nell'utilizzo...