L’ordinanza che ha rimesso la questione alle Sezioni Unite, perché «di particolare
importanza», ha posto alla Corte una serie di questioni e innanzitutto ha chiesto di
stabilire se sia concepibile un pregiudizio non patrimoniale diverso tanto dal danno
morale quanto da quello biologico e consistente «nella lesione del fare a-reddituale
della vittima e scaturente dalla lesione di valori costituzionalmente garantiti»

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