Il contratto di lavoro si conferma terreno di indagine per le ricadute dello statuto del nuovo danno non patrimoniale. Nel saggio si è cercato di mettere in luce che il rigore teorico delle S.U. del 2008 va declinato con alcuni accorgimenti. Il risarcimento anche come sanzione tende a colma le lacune create dalla ineffettività dei rimedi contrattuali. Ciò comporta la necessità di abbandonare l’ostracismo verso la tecnica di tutela che si sta rivelando lo strumento privilegiato scelto dal lavoratore per l’accesso alla giustiziabilità dei beni giuridici tutelati dalla Costituzione
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