Il pubblico impiego dopo la riforma del 2009. Presentazione
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Presentazione del tema del fascicolo: la riforma del lavoro pubblico del 2009. Si tatta della terza riforma attuata in meno di vent'anni. Vi erano state, in precedenza, la prima e la seconda privatizzazione (1993 e 1998), seguite da un cd. «Testo Unico» (2001), ripetutamente modificato, e da una controversa riforma della dirigenza (2002), anch’essa più volte riveduta e corretta, anche dalla Corte Costituzionale. La riforma del Titolo V (parte seconda)
della Costituzione (2001) ha, a sua volta, fortemente inciso sulle fonti di regolazione della materia.
Filosofia e tecnica di una riforma
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L’A. ricostruisce l’evoluzione legislativa della riforma, assumendo come chiave di lettura la contrapposizione fra le due formule con cui è stata tenuta a battesimo, “contrattualizzazione e privatizzazione.” Sarebbe stata la seconda a risultare vincitrice, tenendo a bada un revival di pubblicizzazione ma, al tempo stesso, scontando una rilegificazione sempre più intensa ed incisiva
Regime giuridico e fonti di disciplina dei rapporti di lavoro nelle pubbliche amministrazioni
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L'autore tratta la questione del regime giuridico dei rapporti di lavoro con le pubbliche amministrazioni alla luce della riforma del 2009. Muovendo dai caratteri e motivi ispiratori di tale riforma, ritiene che le nuove regole sulla misurazione e valutazione delle performance e sul circuito risultati/responsabilità confermino, e, di più, accentuino la connotazione privatistico-aziendalistica dei poteri gestionali in materia di organizzazione e lavoro.
L’inderogabilità nel lavoro pubblico dopo la riforma
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il saggio esamina il ruolo della norma inderogabile nel lavoro pubblico dopo le modifiche introdotte dalla cd. riforma Brunetta. Il duplice punto di osservazione delle fonti di disciplina nel rapporto di impiego e delle fonti legali nel riparto di competenze tra legislatore nazionale e regionale consente di analizzare le interferenze tra i vari piani regolativi.
Programmazione di bilancio, performance organizzativa e valutazione dei risultati
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Il legislatore ha introdotto, con il d. lgs. n. 150 e la l. n. 196 del 2009, norme indirizzate al perseguimento di una maggiore efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa e alla (conseguente) determinazione dei flussi di finanziamento delle amministrazioni, attraverso procedure gestionali di valutazione della performance.Riguardo alla l. n. 196, viene messo in evidenza come le procedure di formazione del bilancio di previsione in essa definite si configurino sostanzialmente come un ciclo di valutazione della performance.
L'applicazione della riforma Brunetta nel sistema delle autonmie locali. Un primo bilancio
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Il contributo intende offrire una messa a punto dei profili di applicazione del d.lgs. n. 150/09 nelle amministrazioni locali. l’a. passa in rassegna i principali ambiti d’incidenza “materiale” della disciplina, alla stregua non solo delle opinioni dottrinali formatesi sino ad ora, ma anche della prima giurisprudenza consultiva della Corte dei Conti e del TAR. Il quadro che si delinea tende a “disarticolare” gli ambiti di applicazione “mediata” e “diretta” delle disposizioni del decreto, evidenziando l’emergere di problematiche interpretative assai delicate.
Integrità e corruzione amministrativa. L’etica pubblica e il Codice di comportamento dei dipendenti delle amministrazioni pubbli
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La previsione normativa diretta all’adozione di un Codice di comportamento per i dipendenti
delle pubbliche amministrazioni, originariamente introdotta in occasione
dei primi interventi di manutenzione della riforma adottata con il d.lgs. n.
29/93: nuovi scenari della riforma Brunetta.
Efficienza, etica e buona gestione: nuovi paradigmi nel settore del lavoro pubblico
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Il saggio, muovendo dalla disamina delle principali traiettorie del d.l. Brunetta, indaga i nuovi confini del vincolo di scopo sotteso all’agire pubblico. Ciò al fine di appurare se la crescente attenzione riservata all’utenza abbia determinato un ampliamento tale dei medesimi, da contemplare finalità ulteriori da quelle tradizionali della efficienza, efficacia ed effettività dell’azione amministrativa. La disamina dal livello macro si sposta, poi, al livello micro per verificare se la nuova accezione di vincolo di scopo possa tradursi in altrettanti doveri per i dirigenti pubblici.
Relazioni sindacali e contrattazione collettiva nel d.lgs. n. 150/2009: la riforma alla «prova del tempo»
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L’A. si confronta con alcuni nodi interpretativi della riforma Brunetta relativi ai tempi di adeguamento del sistema di contrattazione collettiva alle nuove regole. La l. n. 122/10 ha disposto, infatti, blocchi della contrattazione e congelamenti dei trattamenti economici dei dipendenti pubblici che sembrerebbero produrre effetti di drastica paralisi della riforma varata nel 2009.l’A. suggerisce interpretazioni del d. lgs. n. 150/09 e della l. n. 122/10 finalizzate a liberare, sin dal 2010, le potenzialità della riforma, ridimensionando gli effetti paralizzanti della “manovra anticrisi.
Merito e premialità nella riforma del lavoro pubblico
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SOMMARIO: 1. Premessa 2. Criteri per la differenziazione delle valutazioni. — 3. Eterogenesi degli strumenti premianti. — 3.1. Il bonus annuale delle eccellenze. — 3.2. Il premio annuale per l’innovazione. — 3.3. Progressioni economiche. — 3.4. Progressioni di carriera. — 3.5. Attribuzione di incarichi e responsabilità. — 3.6.
Accesso a percorsi di alta formazione e di crescita professionale. — 3.7. Premio di efficienza. — 4. Norme per gli enti territoriali e per il Servizio sanitario nazionale.— 5. Adeguamento ed efficacia dei contratti collettivi vigenti. — 6. Osservazioni
conclusive.