La sentenza in commento consente di soffermarsi sugli sviluppi e sulla dialettica interpretativa della questione dell’efficacia del Ccnl fuori dello Stato italiano.
Va detto che tale questione, significativa dal punto di vista dell’emersione dei diritti del lavoro e anche in una generale prospettiva di comprensione e ricostruzione della dinamica economica, investe direttamente sia la dimensione giurisprudenziale, sia quella normativa.
È da precisare come, entro il percorso di queste tematiche, sia pure venuto in luce il discorso sul ruolo e la ratio di fondo del Ccnl.
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Sez. lav. – Pres. Mattone, Est. Monaci, P.M. Gaeta (concl. Conf.) – P. P. P. (avv. Rissio) c. Consorzio Giacone Biella Scavi (avv. Meneghini e Comoglio). Conf. Corte d’Appello Torino 9 aprile 2003, n. 345.
Contratto collettivo – Applicabilità oltre i confini dello Stato – Sussistenza – Condizioni. Lavoro all’estero – Raffronto ex art. 2, comma 4, lettera b, d.l. n. 317 del 1987 – Criterio.
La normativa dettata dal Ccnl per i rapporti di lavoro prestati all’interno del territorio nazionale è applicabile anche alle prestazioni lavorative svolte all’estero da lavoratori italiani dipendenti da imprese nazionali limitatamente a quegli istituti contrattuali nei confronti dei quali venga accertata l’efficacia extraterritoriale e cioè la loro applicabilità anche in un contesto diverso da quello della realtà nazionale.
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