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ANNO LVIII - 2007 - N2

Il tema: la riforma del lavoro pubblico

Una riforma che riprende faticosamente il suo cammino

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1. — In questo numero della Rivista si affrontano alcuni nodi cruciali, vecchi e nuovi, dell’ampia e articolata riforma del lavoro pubblico, maturata ormai circa 15 anni fa (la prima legge delega, n. 421, è del 23 ottobre 1992). Come si sa, tale riforma ha molto faticato a trovare un assestamento normativo all’altezza dei tempi e una soddisfacente attuazione in ordine all’imponente strumentazione via via prevista. Se si ignora questo percorso, si rischia oggi di tracciare bilanci affrettati e suggerire terapie sbagliate o parziali e foriere di nuovi squilibri.
La privatizzazione del lavoro nelle pubbliche amministrazioni e l’art. 97 Cost.: di alcuni problemi e dei possibili rimedi

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SOMMARIO: 1. Premessa. — 2. La funzione dell’art. 97 Cost. nel contesto della privatizzazione. — 3. La dirigenza: il dibattito sulle garanzie per il conferimento degli incarichi e i limiti allo spoils system. — 4. Il licenziamento del dirigente: problemi aperti e prospettive di riforma. — 5. Altri punti di sofferenza: a) reclutamento e carriera; b) i rapporti flessibili. — 6. Osservazioni critiche sulle proposte per risanare la pubblica amministrazione.
Lavoro pubblico e contrattazione collettiva

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SOMMARIO: 1. Premessa. — 2. La negoziabilità dell’organizzazione e dei poteri dirigenziali. — 3. Il sistema di relazioni sindacali nella contrattazione collettiva. — 4. Le tendenze delle relazioni sindacali nel lavoro pubblico. — 5. Quali prospettive? — 6. Un cantiere aperto.
Il lavoro alle dipendenze delle amministrazioni regionali nel Titolo V della Costituzione

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SOMMARIO: 1. Il se della competenza delle Regioni ad autonomia differenziata in materia di pubblico impiego regionale. — 2. Il come della competenza delle Regioni ad autonomia differenziata in materia di pubblico impiego regionale. Premessa. — 2.1. Segue: Le Regioni ordinarie. — 2.2. Segue: I riflessi per le Regioni ad autonomia differenziata. — 3. Il quanto della competenza delle Regioni ad autonomia differenziata in materia di pubblico impiego regionale. Il problema dei limiti. — 3.1. Il limite costituzionale. — 3.1.1. Segue: L’art. 120, comma 1, della Costituzione.
La funzione del Comitato dei Garanti nell’ambito della responsabilità dei dirigenti pubblici

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SOMMARIO: 1. La responsabilità dei dirigenti pubblici: fattispecie e oggetto. — 2. Il Comitato dei Garanti: struttura, composizione, competenze. — 3.Il termine. — 4. Limiti all’intervento del Comitato dei Garanti. — 5. La mancata acquisizione e/o il mancato rispetto del parere del Comitato dei Garanti. — 6. Il problema del controllo, in sede giudiziale, dei pareri.

Saggi

Il lavoro nella Costituzione

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SOMMARIO: 1. Le origini della Carta Costituzionale. — 2. Lo «spirito» e la carica personalistica della Costituzione; il lavoro, il suo valore e la sua tutela. — 3. L’effettività dei princìpi sul lavoro. — 4. L’attualità della Costituzione e la necessità di farla «vivere».
Tempo e contratto di lavoro subordinato

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SOMMARIO: 1. Il diritto e l’esperienza comune. — 2. Il diritto, il lavoro e il tempo. — 3. Il tempo e la sua misurazione. — 4. Il tempo come storia. — 5. Il tempo «vuoto» e il tempo storico nell’incontro con il diritto. — 6. L’orario di lavoro, il tempo «vuoto» e l’obbligo di presenza del prestatore di opere. — 7. Il tempo storico, il lavoro e la subordinazione.

Il caso

Spigolature in tema di subordinazione. Lo strano caso del sig. B.

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Parole chiave: subordinazione
SOMMARIO: 1. Premessa. — 2. Il fatto. — 3. Le «stranezze» del caso in esame. — 4. Il nucleo essenziale della sentenza. — 5. La vera «stranezza»: la giurisprudenza della Corte Costituzionale e le amnesie della dottrina.
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Cassazione, N.21646-9 Ottobre 2006

(Cassazione
N:21646 - 9 Ottobre 2006)

Sez. lav. – Pres. Ianniruberto, Est. Monaci, P.M. Sepe – Petre B. (avv. Veneto) c. Ispec Puglia dell’Ing. A. Salzo & C. Sas (avv. Di Cagno). Cassa con rinvio Corte d’Appello 6 luglio-12 agosto 2004.

Note: Spigolature in tema di subordinazione. Lo strano caso del sig. B.
Parole chiave: subordinazione ::

Lavoro autonomo o subordinato – Indici del carattere subordinato – Eterodirezione – Dipendenza socio-economica – Importanza del risultato produttivo – Inserimento nell’impresa – Possesso di autonoma struttura organizzativa.

Ai fini della distinzione tra lavoro subordinato e lavoro autonomo è determinante la sussistenza, o meno, del vincolo della subordinazione, intesa come assoggettamento del prestatore al potere direttivo del datore di lavoro, con conseguente limitazione della sua autonomia; l’entità delle direttive e del connesso potere di controllo del datore di lavoro debbono essere rapportate sia alla natura delle prestazioni sia al ruolo del prestatore all’interno dell’impresa. Sono invece non significativi, assumendo natura meramente sussidiaria e non decisiva, elementi quali la flessibilità d’orario di lavoro, la non continuità della presenza fisica in azienda, il fatto che il lavoratore svolga autonomamente la propria prestazione, il nomen iuris e dunque la denominazione...
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Osservatorio: la Corte Costituzionale

Le decisioni nel trimestre gennaio-marzo 2007 - Rapporto di lavoro

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SOMMARIO: 1. Incostituzionalità dell’attribuzione del doppio punteggio agli insegnanti che hanno prestato servizio in scuole nei Comuni di montagna. — 2. Competenza regionale in materia di formazione professionale offerta dai servizi per l’impiego. — 3. Limiti alle competenze regionali nella disciplina dell’apprendistato professionalizzante. — 4. Illegittimità costituzionale della previsione (da parte di una legge regionale o provinciale) del divieto di lavoro autonomo extramurario per i dirigenti sanitari pubblici. — ...
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Osservatorio: sicurezza sociale

Sicurezza sociale

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Parole chiave: sicurezza sociale
SOMMARIO: 1. Opposizione a decreto ingiuntivo contributivo. — 2. Riscossione crediti previdenziali.
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Rapporto di lavoro

Le Sezioni Unite sulle clausole di fungibilità tra mansioni considerate equivalenti dalla contrattazione collettiva

1. — L’art. 2103 cod. civ., e il principio legale di equivalenza delle mansioni ivi contenuto, continuano a rappresentare una delle maggiori zone sismiche del diritto del lavoro. La sentenza in esame mette bene in luce tale caratteristica, innestando nuove tensioni interpretative nei confronti di una disposizione che, contraddistinta per essere stata terreno di scontro privilegiato tra garantismo individuale ed esigenze organizzative di impresa, sembra adesso chiamata a confrontarsi anche con forme di garantismo collettivo...
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Cassazione Ss.Uu., N.25033-24 Novembre 2006

(Cassazione Ss.Uu.
N:25033 - 24 Novembre 2006)

Ss.Uu. – Pres. Ianniruberto, Est. Amoroso,P.M.Iannelli (concl. Diff.) – Orazi R. (avv. Galleano, Scarselli) c. Poste Italiane Spa (avv. De Marinis, Fiorillo). Conferma A. Brescia 29 novembre 2002.

Note: Le Sezioni Unite sulle clausole di fungibilità tra mansioni considerate equivalenti dalla contrattazione collettiva
Parole chiave: mansioni equivalenti ::

Mansioni e qualifica – Ius variandi – Limiti ex art. 2103 cod. civ. – Equivalenza professionale – Clausole collettive di fungibilità fra mansioni – Condizioni di legittimità. Mansioni e qualifica – Ius variandi – Equivalenza professionale – Valutazione sottratta al sindacato di legittimità.

La contrattazione collettiva, pur muovendosi nell’ambito e nel rispetto della prescrizione posta dal comma 1 dell’art. 2103 cod. civ., è autorizzata a porre meccanismi convenzionali di mobilità orizzontale, prevedendo, con apposita clausola, la fungibilità funzionale tra le mansioni per sopperire a contingenti esigenze aziendali, ovvero per consentire la valorizzazione della professionalità potenziale di tutti i lavoratori inquadrati in quella qualifi- ca, senza incorrere nella sanzione della nullità comminata dal comma 2 della citata disposizione.
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Gli ostacoli all’accesso degli stranieri al lavoro pubblico

Il tema dell’equiparazione nei rapporti di lavoro e del principio di non discriminazione tra lavoratori italiani e stranieri è stato affrontato dalla sentenza in epigrafe della Corte di Cassazione, che ha risolto una questione di estrema attualità riguardante gli enti pubblici. Il Supremo Collegio ha escluso per gli stranieri non comunitari, ancorché disabili, la possibilità di accedere al pubblico impiego, non considerando tale esclusione «sospettabile di illegittimità costituzionale, sia perché si esula dall’area dei diritti fondamentali,...
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Cassazione, N.24170-13 Novembre 2006

(Cassazione
N:24170 - 13 Novembre 2006)

Sez. lav. – Pres. Mattone, Rel. Picone; P.M. Matera (concl. Conf.) – G. Z. (avv. Tamburini) c. Amministrazione provinciale di Siena (avv. Dinoi).

Note: Gli ostacoli all’accesso degli stranieri al lavoro pubblico
Parole chiave: lavoro pubblico :: cittadini stranieri ::

Impiego pubblico – Stranieri extracomunitari – Esclusione dall’accesso al lavoro pubblico al di fuori delle eccezioni previste dalla legge – Fondamento.

Il requisito del possesso della cittadinanza italiana, richiesto per accedere al lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni dall’art. 2, d.P.R. n. 487/1994 – norma «legificata» dall’art. 70, comma 13, d.lgs. n. 165/2001 –, e dal quale si prescinde, in parte, solo per gli stranieri comunitari, nonché per casi particolari (art. 38, d.lgs. n. 165/2001; art. 22, d.lgs. n. 286/1998), si inserisce nel complesso delle disposizioni che regolano la materia particolare dell’impiego pubblico; materia fatta salva dal d.lgs. n. 286/1998, che, in attuazione della Convenzione Oil n. 175/1975, resa esecutiva con legge n. 158/1981, sancisce, in generale, parità di trattamento e piena uguaglianza di diritti per i lavoratori extracomunitari rispetto ai lavoratori italiani;...
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L’omessa impugnativa del licenziamento: quale tutela per il lavoratore?

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Parole chiave: licenziamento
La sentenza in commento ritorna sul problema degli effetti della mancata impugnativa del licenziamento nel termine prescritto dall’art. 6 della legge 15 luglio 1966, n. 604. La norma, come è noto, dispone che il licenziamento deve essere impugnato dal lavoratore entro sessanta giorni dalla ricezione della sua comunicazione: si tratta di un atto unilaterale recettizio, cui è applicabile, per il rinvio contenuto nell’art. 1324 cod. civ., la disciplina generale sui contratti [Cass. 20 giugno 2000, n. 8412, in Rep. Foro it., Lavoro (rapporto), n. 1549].
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Cassazione, N.21833-12 Ottobre 2006

(Cassazione
N:21833 - 12 Ottobre 2006)

Sez. lav. – Pres. Mattone, Rel. Di Nubilia; P.M. Ciccolo (concl. Conf.) – G. A. M. c. D. L. B. Conferma App. Roma.

Note: L’omessa impugnativa del licenziamento: quale tutela per il lavoratore?
Parole chiave: licenziamento ::

Licenziamento – Impugnativa – Decadenza – Azione risarcitoria da fatto illecito – Esperibilità.

La mancata impugnazione del licenziamento nel termine decadenziale prescritto dall’art. 6, legge n. 604/1966, preclude al lavoratore la sola possibilità di richiedere le forme di tutela previste dalla disciplina speciale (riassunzione o reintegrazione), ma non preclude la possibilità di proporre una normale azione risarcitoria da fatto illecito. (1)
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Demansionamento, fra onere della prova e patti in deroga

1. — Introduzione — Le sentenze in epigrafe esaminano quali siano, in ipotesi di demansionamento e di conseguente danno da dequalificazione professionale, le tutele e gli oneri riconosciuti e imposti dall’ordinamento e dall’esperienza giurisprudenziale al lavoratore dipendente. Con la prima pronuncia, difatti, la Corte di Cassazione, oltre a statuire che la responsabilità sorgente dalla violazione del disposto dell’art. 2087 cod. civ. è di natura contrattuale e perciò sottoposta al termine di prescrizione decennale, conferma quanto già stabilito dalla Suprema Corte,...
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Cassazione, N.21406-5 Ottobre 2006

(Cassazione
N:21406 - 5 Ottobre 2006)

Sez. lav. – Pres. Ravagnani, Est. Di Cerbo, P.M. Gaeta (concl. Diff.) – B. S. (avv. Pellittieri) c. Rai-Radiotelevisione Italiana Spa (avv. Tartaglia).

Note: Demansionamento, fra onere della prova e patti in deroga
Parole chiave: demansionamento ::

Danno da demansionamento e da atteggiamento ingiurioso – Natura contrattuale – Prescrizione decennale dell’azione – Danno biologico – Esclusione – Vizio di motivazione – Prova presuntiva del danno alla professionalità – Sufficienza.

L’azionata domanda di risarcimento del danno è basata sull’assunto di una responsabilità del datore di lavoro per non aver garantito al lavoratore un ambiente idoneo e per avere, quindi, violato la normativa di cui all’art. 2087 cod. civ., che fa carico al datore di lavoro di adottare le misure necessarie a tutelare l’integrità del dipendente. Si tratta di un obbligo che trova fonte immediata e diretta nel rapporto di lavoro, e la cui inosservanza, pertanto, ove sia stata causa di danno, può essere fatta valere dal dipendente medesimo con azione risarcitoria contrattuale nell’ordinario termine decennale di prescrizione.
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Cassazione, N.21700-10 Ottobre 2006

(Cassazione
N:21700 - 10 Ottobre 2006)

Sez. lav. – Pres. Sciarelli, Rel. Di Nubila, P.M. Fuzio (Conf.) – D. V. (avv. Savia, Cipriani) c. Banca Intesa Spa (avv. Fabbri, Ferzi).

Note: Demansionamento, fra onere della prova e patti in deroga
Parole chiave: demansionamento ::

Demansionamento unilaterale per evitare il licenziamento in conseguenza di dimissioni dall’incarico di direttore di filiale, suscettibile di occasionare licenziamento per sopravvenuta incapacità alla mansione – Legittimità – Insussistenza del diritto al risarcimento danni da demansionamento per essere stato assegnato dalla categoria dei quadri direttivi a quella di impiegato di III livello.

Il patto di demansionamento che, ai soli fini di evitare un licenziamento, attribuisce al lavoratore mansioni e conseguentemente retribuzione inferiori a quelle per le quali era stato assunto o che aveva successivamente acquisito, prevalendo l’interesse del lavoratore a mantenere il posto di lavoro su quello tutelato dall’articolo 2103 cod. civ., è valido non solo ove sia promosso dalla richiesta del lavoratore ma anche quando l’iniziativa sia stata presa dal datore di lavoro. (2)
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Cassazione, N.22551-20 Ottobre 2006

(Cassazione
N:22551 - 20 Ottobre 2006)

Sez. lav. – Pres. Est. Lupi, Rel. Balletti, P.M. Sepe (Conf.) – C. A., R. I. (avv. Cipriani, Prugnola, Imberti) c. Telecom Italia Spa (avv. Maresca, Tosi).

Note: Demansionamento, fra onere della prova e patti in deroga
Parole chiave: demansionamento ::

Demansionamento di durata pressoché triennale – La lunga durata costituisce prova presuntiva di danno alla professionalità (attitudine al disimpegno di mansioni più qualificate, perdita di valore sul mercato del lavoro) – In conformità all’orientamento di Cass., Ss.Uu., 24 marzo 2006, n. 6572.

La Corte d’Appello ha accertato per le ricorrenti che la dequalificazione protratta per circa tre anni implicava una perdita di professionalità che si risolveva in un danno patrimoniale derivante dalla conseguente perdita di valore sul mercato del lavoro.
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Licenziamento illegittimo e indennità di mancato preavviso

1. — La decisione in commento si colloca significativamente nel quadro di applicazione dell’istituto preposto al fine di correggere gli effetti dannosi suscettibili di essere generati in caso di recesso che comporti un’interruzione ex abrupto del rapporto di lavoro. L’oggetto del contendere, peraltro, risulta di ambito più vasto riguardando il caso specifico di un lavoratore, prima sospeso e poi licenziato, a seguito del suo coinvolgimento in un procedimento penale.
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Cassazione, N.13732-14 Giugno 2006

(Cassazione
N:13732 - 14 Giugno 2006)

Sez. lav. – Pres. Ravagnani, Est. Miani Canevari, P.M. Sorrentino (concl. Conf.) – G. F. (avv. Centofanti) c. Fallimento Srl Natura Nova Cosmetics (non costituita). Cassa Appello Perugia 12 aprile 2003.

Note: Licenziamento illegittimo e indennità di mancato preavviso

Impossibilità oggettiva della prestazione per fatto estraneo al rapporto di lavoro – Sospensione cautelare – Conservazione del diritto alla retribuzione – Indennità di mancato preavviso – Art. 2118 cod. civ. – Ambito di applicazione.

La violazione dell’obbligo di preavviso del licenziamento, stabilito dall’art. 2118 cod. civ., comporta l’attribuzione della relativa indennità sostitutiva in tutti i casi in cui il licenziamento abbia determinato l’estinzione del rapporto, indipendentemente dal riconoscimento dell’indennità risarcitoria di cui alla legge 15 luglio 1966, n. 604, art. 8, nel testo sostituito dalla legge n. 108/1990, art. 2.
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Definizione e contenuto del «rapporto a progetto»: tre anni di esperienza giurisprudenziale

1. — Scopo di questa nota è quello di verificare, attraverso l’analisi delle sentenze di merito in epigrafe, la formazione di un orientamento, se non uniforme, almeno prevalente, e il grado di interazione con l’ampio dibattito dottrinale nella materia del rapporto a progetto.
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Tribunale Modena, N.-21 Febbraio 2006

(Tribunale Modena
N: - 21 Febbraio 2006)

Est. Ponterio – Schiavi c. Autoadesivi Spa.

Note: Definizione e contenuto del «rapporto a progetto»: tre anni di esperienza giurisprudenziale
Parole chiave: rapporto a progetto ::

Lavoro a progetto – Natura dell’obbligazione – Obbligo di risultato – Modalità di svolgimento della prestazione del rapporto.

Il risultato del contratto di lavoro a progetto non può tendere all’organizzazione del committente; bensì il risultato deve essere dotato di una sua compiutezza e autonomia ontologica realizzato dal collaboratore con la propria prestazione e reso all’impresa quale adempimento della propria obbligazione. È dunque l’opus di cui all’art. 2222 cod. civ. nella sua interpretazione rigorosa di oggetto di una obbligazione ad adempimento istantaneo, seppure a esecuzione prolungata nel tempo, volta alla realizzazione di un bene o servizio in vantaggio del committente.
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Tribunale Milano, N.-2 Agosto 2006

(Tribunale Milano
N: - 2 Agosto 2006)

Est. Porcelli – X c. XX

Note: Definizione e contenuto del «rapporto a progetto»: tre anni di esperienza giurisprudenziale
Parole chiave: lavoro a progetto ::

Lavoro a progetto – Definizione del progetto – Natura dell’obbligazione – Natura della presunzione di subordinazione.

Il progetto non può ritenersi adeguatamente descritto, senza alcun cenno all’obiettivo da raggiungere e alle attività funzionali al suo conseguimento. Tale attività, in generale una obbligazione di mezzi, può legittimamente formare oggetto di un contratto di lavoro a progetto, se realizzata nell’ambito di un coordinamento progettuale individuato.
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Controversie di lavoro

L’interesse ad agire del dipendente nell’azione di accertamento della nullità del trasferimento d’azienda

1. — Tra la «giurisprudenza che fa discutere» mi pare si debbano annoverare queste due recenti sentenze dei giudici di merito di Bologna e Torino, che paiono possedere notevole capacità di propagazione, tanto da poter preludere a un nuovo e diffuso indirizzo giurisprudenziale.
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Tribunale Bologna, N.-17 Ottobre 2005

(Tribunale Bologna
N: - 17 Ottobre 2005)

Sez. lav. – Est. Pugliese – A. e altri (avv. Bolognesi) c. Telecom Italia Spa (avv.ti Maresca, Morrico, Boccia).

Note: L’interesse ad agire del dipendente nell’azione di accertamento della nullità del trasferimento d’azienda
Parole chiave: trasferimento d’azienda ::

Controversie – Trasferimento d’azienda – Nullità – Azione di accertamento – Interesse ad agire ex art. 100 cod. proc. civ. – Negazione – Carenza di legittimazione ad agire del dipendente.

In sede di accertamento della nullità del trasferimento d’azienda, in difetto di allegazione comprovante di aver subìto alcun pregiudizio dal trasferimento del ramo d’azienda va dichiarata la carenza di legittimazione ad agire dei ricorrenti ai sensi dell’art. 100 cod. proc. civ.
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Tribunale Torino, N.-8 Febbraio 2006

(Tribunale Torino
N: - 8 Febbraio 2006)

Sez. lav. – Est. Re – A. (avv. Mangino) c. Telecom Italia Information Technology Spa (avv.ti Maresca, Morrico, Romei, Boccia) e altro (avv.ti Trevisson, de Bernardis).

Note: L’interesse ad agire del dipendente nell’azione di accertamento della nullità del trasferimento d’azienda
Parole chiave: trasferimento d'azienda ::

Trasferimento d’azienda – Nullità – Azione di accertamento – Legittimazione generale all’azione di nullità ex art. 1421 cod. civ. – Interesse ad agire ex art. 100 cod. proc. civ. – Attualità – Utilità concreta – Negazione – Difetto di interesse ad agire del dipendente.

La legittimazione generale all’azione di nullità prevista dall’art. 1421 cod. civ. non esime l’attore dal dimostrare la sussistenza di un proprio concreto interesse ad agire, che, previsto quale condizione dell’azione dall’art. 100 cod. proc. civ., deve avere necessariamente carattere attuale e deve essere apprezzato in relazione all’utilità concreta che dall’eventuale accoglimento della domanda, dell’eccezione o del gravame può derivare al proponente.
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Diritto sindacale

Annotazioni sulla applicabilità del Ccnl all’estero

La sentenza in commento consente di soffermarsi sugli sviluppi e sulla dialettica interpretativa della questione dell’efficacia del Ccnl fuori dello Stato italiano. Va detto che tale questione, significativa dal punto di vista dell’emersione dei diritti del lavoro e anche in una generale prospettiva di comprensione e ricostruzione della dinamica economica, investe direttamente sia la dimensione giurisprudenziale, sia quella normativa. È da precisare come, entro il percorso di queste tematiche, sia pure venuto in luce il discorso sul ruolo e la ratio di fondo del Ccnl.
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Cassazione, N.19424-11 Settembre 2006

(Cassazione
N:19424 - 11 Settembre 2006)

Sez. lav. – Pres. Mattone, Est. Monaci, P.M. Gaeta (concl. Conf.) – P. P. P. (avv. Rissio) c. Consorzio Giacone Biella Scavi (avv. Meneghini e Comoglio). Conf. Corte d’Appello Torino 9 aprile 2003, n. 345.

Note: Annotazioni sulla applicabilità del Ccnl all’estero

Contratto collettivo – Applicabilità oltre i confini dello Stato – Sussistenza – Condizioni. Lavoro all’estero – Raffronto ex art. 2, comma 4, lettera b, d.l. n. 317 del 1987 – Criterio.

La normativa dettata dal Ccnl per i rapporti di lavoro prestati all’interno del territorio nazionale è applicabile anche alle prestazioni lavorative svolte all’estero da lavoratori italiani dipendenti da imprese nazionali limitatamente a quegli istituti contrattuali nei confronti dei quali venga accertata l’efficacia extraterritoriale e cioè la loro applicabilità anche in un contesto diverso da quello della realtà nazionale.
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Sicurezza sociale

Il regime della ripetibilità degli indebiti pensionistici pubblici

1. — Il regime degli indebiti pensionistici aventi natura pubblica — L’indebito nel settore pubblico è caratterizzato dall’applicazione di norme derogatorie del regime generale dell’indebito oggettivo di cui all’art. 2033 cod. civ. Esse fanno capo all’art. 206 del T.U. 29 dicembre 1973, n. 1092 (id est solo per le pensioni ordinarie così come previsto nel Testo Unico citato), e all’art. 11 della legge 6 ottobre 1986, n. 240 (per le pensioni di guerra).
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Corte Costituzionale, N.178-28 Aprile 2006

(Corte Costituzionale
N:178 - 28 Aprile 2006)

Pres. Marini, Red. Bile – C. L. (avv. Carapelle) c. Inpdap.

Note: Il regime della ripetibilità degli indebiti pensionistici pubblici

Prestazioni pensionistiche Inpdap – Recupero indebito previdenziale – Mancata applicazione della soglia reddituale prevista per indebito pensionistico erogato da Inps – Denunciata disparità di trattamento – Inidoneità del tertium comparationis – Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell’art. 38, commi 7 e 8, della legge n. 448 del 28 dicembre 2001, in relazione all’art. 3 della Costituzione.

È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 38, commi 7 e 8, della legge 28 dicembre 2001, n. 448 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2002), in riferimento all’articolo 3 della Costituzione.
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Corte dei Conti, N.215-17 Mag 2006

(Corte dei Conti
N:215 - 17 Mag 2006)

Pres. Pellegrino, Rel. Capone – R. D. B. (avv.ti Romano e Giordano) c. Inpdap.

Note: Il regime della ripetibilità degli indebiti pensionistici pubblici

Pensioni pubbliche – Indebito trattamento provvisorio Inpdap – Non applicabilità della buona fede dell’accipiens – Irripetibilità delle somme – Inapplicabilità.

La provvisorietà del trattamento di pensione impedisce al percettore di invocare i princìpi di buona fede e di tutela dell’affidamento, atteso che detto trattamento pensionistico provvisorio è sempre assoggettato ai successivi conguagli e rettifiche.
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Corte dei Conti, N.236-29 Mag 2006

(Corte dei Conti
N:236 - 29 Mag 2006)

Pres. Rel. F. Pezzella – T. G. (avv. De Iorio) c. Inpdap.

Note: Il regime della ripetibilità degli indebiti pensionistici pubblici

Pensioni pubbliche – Indebito trattamento provvisorio Inpdap – Decorso temporale e applicabilità della buona fede dell’accipiens – Irripetibilità delle somme indebite – Applicabilità.

L’erogazione del trattamento pensionistico provvisorio, quando si è protratta per un notevole lasso di tempo, conferisce rilevanza allo stato di buona fede del percettore e impedisce all’ente la possibilità di recuperarne gli importi indebiti.
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Corte dei Conti, N.153-26 Mag 2006 - 4 Luglio 2006

(Corte dei Conti
N:153 - 26 Mag 2006 - 4 Luglio 2006)

Sezione I Giurisdizionale Centrale di Appello – Pres. V. Minerva, Cons. Rel. R. Di Passio – E. S. (avv. Nappi) c. Inpdap.

Note: Il regime della ripetibilità degli indebiti pensionistici pubblici

Pensioni pubbliche – Indebito trattamento provvisorio Inpdap – Decorso temporale e criterio soggettivo della buona fede dell’accipiens – Irripetibilità delle somme indebite – Applicabilità.

L’erogazione del trattamento pensionistico provvisorio, quando si è protratta per un certo lasso di tempo, conferisce rilevanza allo stato di buona fede del percettore e impedisce all’ente la possibilità di recuperarne gli importi indebiti.
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Sulla determinazione della retribuzione giornaliera pensionabile degli operai agricoli

In materia di previdenza e assistenza obbligatoria, la Suprema Corte di Cassazione, con la decisione in commento, la sentenza n. 2377 del 05 febbraio 2007, e altre contestuali, ha statuito l’importante principio di diritto secondo il quale «la retribuzione pensionabile per gli operai agricoli a tempo determinato va calcolata sulla base delle retribuzioni medie vigenti anno per anno e non in base alla media vigente dell’anno precedente».
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Cassazione, N.2377-5 Febbraio 2007

(Cassazione
N:2377 - 5 Febbraio 2007)

Pres. De Luca, Est. La Terza, P.M. Matera (concl. Conf.) – P. V. (avv. Assennato) c. Inps. Cassa App. Bari 20 marzo 2003.

Note: Sulla determinazione della retribuzione giornaliera pensionabile degli operai agricoli

Assicurazione Ivs – Pensione lavoratori agricoli – Determinazione – Base di calcolo: salario anno in corso – Effetti (artt. 3 della legge n. 457 del 1972, 3 della legge n. 297 del 1982, 3 del d.lgs. n. 503 del 1992 e 28 del d.P.R n. 488 del 1968).

In tema di pensione di vecchiaia degli operai agricoli a tempo determinato, la retribuzione pensionabile per gli ultimi anni di lavoro va calcolata, sia applicando l’art. 28 del d.P.R. n. 488 del 1968, sia applicando l’art. 3, comma 3, della legge n. 457 del 1972, nel testo risultante dalla norma di interpretazione autentica del 1999 (art. 45, comma 21, legge n. 144 del 1999), sulla base delle retribuzioni medie annualmente vigenti, mentre nessuna disposizione appare idonea a giustificare il diverso sistema di calcolo improntato sulla media vigente nell’anno precedente, atteso che l’art. 28 del d.P.R. n. 488 citato...
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La nozione giurisprudenziale di imponibile contributivo

1. — Le sentenze in epigrafe, pur riguardando fattispecie diverse, permettono un’interessante analisi della nozione di imponibile contributivo, oggetto di un dibattito dottrinale e giurisprudenziale non ancora sopito per la rilevanza dell’istituto sul costo del lavoro e sull’equilibrio finanziario degli enti previdenziali.
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Cassazione, N.19023-4 Settembre 2006

(Cassazione
N:19023 - 4 Settembre 2006)

Sez. lav. – Pres. Sciarelli, Est. Di Nubila, P.M. Destro (Conf.) – Metro Italia Cash and Carry Spa (avv.ti Corleo, Tranquillo e Albè) c. Inps (avv.ti Correra, Coretti e Sgroi). App. Roma 12 marzo 2002.

Note: La nozione giurisprudenziale di imponibile contributivo
Parole chiave: imponibile contributivo ::

Ferie – Mancato godimento – Indennità sostitutiva – Natura – Obbligo contributivo – Sussiste.

L’indennità sostitutiva di ferie non godute è assoggettabile a contribuzione previdenziale in base all’art. 12, legge n. 153/1969, sia perché essendo in rapporto di corrispettività con le prestazioni lavorative effettuate nel periodo di tempo che il lavoratore avrebbe dovuto dedicare al riposo ha carattere retributivo e gode della garanzia prestata dall’art. 2126 cod. civ. a favore delle prestazioni effettuate in violazione di norme poste a tutela del lavoratore, sia perché un eventuale suo concorrente profilo risarcitorio non escluderebbe la riconducibilità all’ampia nozione di retribuzione imponibile delineata dal citato art. 12,...
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Cassazione, N.13791-15 Giugno 2006

(Cassazione
N:13791 - 15 Giugno 2006)

Sez. lav. – Pres. Ciciretti, Est. D’Agostino, P.M. Gaeta (Conf.) – Metro Italia Cash And Carry Spa (avv.ti Tranquillo, Corleo e Albè) c. Inps (avv.ti Correra e Fonzo). Trib. Roma 16 settembre 2002.

Note: La nozione giurisprudenziale di imponibile contributivo
Parole chiave: imponibile contributivo ::

Assicurazione contro le malattie – Indennità di malattia – Trattamento economico erogato per legge o contratto collettivo dal datore di lavoro – Esonero dal pagamento del contributo di malattia all’Inps – Esclusione.

L’art. 6, comma 2, legge n. 138/1943, che esonera l’Inps dal pagamento del trattamento di malattia quando il relativo trattamento economico venga corrisposto per legge o contratto collettivo dal datore di lavoro, non vale a esonerare quest’ultimo dal versamento dei contributi previdenziali a favore dell’Inps, atteso che, da una parte, in virtù del generale principio di solidarietà, fondamento della previdenza sociale, non esiste tra prestazioni e contributi un nesso di reciproca giustificazione causale...
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Cassazione, N.13791-15 Giugno 2006

(Cassazione
N:13791 - 15 Giugno 2006)

Sez. lav. – Pres. Mattone, Est. Toffoli., P.M. Gaeta – Istituto Vigilanza Privata Il Rubiconde Srl (avv.ti Magrini e altri) c. T. S. (avv.ti Coglitore, Dolcini).

Note: La nozione giurisprudenziale di imponibile contributivo
Parole chiave: imponibile contributivo ::

Licenziamento illegittimo – Risarcimento del danno ex art. 18 Stat. lav. – Contributi previdenziali – Periodo di riferimento.

In base all’art. 18 Stat. lav. il lavoratore illegittimamente licenziato ha diritto, oltre alla reintegra nel posto di lavoro e al risarcimento del danno, al versamento dei contributi. Sul periodo da prendere come riferimento per il relativo adempimento, ossia il numero di mensilità oggetto della condanna risarcitoria oppure il periodo intercorrente tra licenziamento dichiarato poi illegittimo e l’effettiva reintegra, visto il contrasto interno alla Sezione lavoro della Suprema Corte, si rimettono gli atti al Primo Presidente per la pronuncia delle Sezioni Unite. (Massima non ufficiale)
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Compatibilità tra le prestazioni di invalidità ex legge n. 118/1971 e rendita Inail

In materia di cumulabilità fra la rendita Inail e l’assegno di invalidità ex legge n. 118/71, il Tribunale di Bergamo afferma il principio in base al quale l’incompatibilità prevista dall’art. 3 della legge n. 407/90 si applica solamente nel caso in cui le due prestazioni derivino dallo stesso evento invalidante.
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Tribunale Bergamo, N.681-6 Dicembre 2006

(Tribunale Bergamo
N:681 - 6 Dicembre 2006)

Sez. lav. – G.U. Bertoncini – M. R. (avv. Signorelli) c. Inps, Ministero dell’economia e delle finanze, Asl di Bergamo.

Note: Compatibilità tra le prestazioni di invalidità ex legge n. 118/1971 e rendita Inail
Parole chiave: Invalidità civile ::

Invalidi civili – Art. 13, legge n. 118/71 – Art. 3, legge n. 407/90 – Prestazioni – Rendita Inail – Cumulo.

Il divieto di cumulo per le prestazioni di invalidità civile e la rendita Inail di cui all’art. 3 legge n. 407/1990 trova applicazione solo qualora i due benefìci abbiano causa nel medesimo evento invalidante.
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