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ANNO LVIII - 2007 - N1

Il tema: la riforma del processo del lavoro

Presentazione

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Il tema centrale di questo numero della Rivista è rappresentato dalla riforma del processo del lavoro e previdenziale, già articolata nella penultima legislatura da una qualificata Commissione ministeriale (presieduta da Raffaele Foglia) e ora ulteriormente messa a punto dalla ricostituita Commissione. Questa ha ripreso e aggiornato l’elaborato dell’anno 2001 in vista di un percorso parlamentare che si valga della autorevolezza e speditezza proprie dei disegni di iniziativa governativa.
Effettività dei diritti sociali e giustizia del lavoro

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SOMMARIO: 1. Proposte di rinnovamento del processo del lavoro. — 2. Le conciliazioni. — 3. Gli Arbitrati (rinvio). — 4. Controversie in materia di licenziamenti, e trasferimenti. — 5. Controversie previdenziali. — 6. Misure di razionalizzazione dell’«esistente».
Proposte per una riforma del contenzioso previdenziale e del processo del lavoro

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SOMMARIO:1. Premessa. — 2. La risoluzione stragiudiziale delle controversie interpretative. — 3. La composizione amministrativa delle controversie applicative. — 4. Il contenzioso amministrativo. — 5. La riforma del contenzioso: una proposta. — 6. La fase giudiziale di cognizione. — 7. I procedimenti sommari. — 8. Conclusioni.

Saggi

La tutela dei lavoratori di fronte alla libertà di prestazione dei servizi nella Ce

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SOMMARIO: 1. La Direttiva n. 96/71 sul distacco dei lavoratori nell’ambito di una prestazione di servizi transnazionale. Qualche considerazione generale. — 2. Alcuni problemi interpretativi relativi al suo ambito di applicazione. — 3. La tutela del lavoro nell’ordinamento comunitario: una rilettura della evoluzione della giurisprudenza della Corte di Giustizia e della normativa del Trattato Ce (alla luce dei princìpi generali del diritto). — 4. Il lungo e complesso processo di approvazione della Direttiva n. 96/71: ...
Post-moderno e diritto del lavoro. Osservazioni sul Libro verde «Modernizzare il diritto del lavoro»

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SOMMARIO: 1. Un errore di metodo: assolutizzare alcune tendenze della realtà e ignorarne altre. — 2. Che vuol dire flessibilità? — 3. Che significa sicurezza sul mercato? — 4. Riduzione delle tutele e segmentazione del mercato del lavoro. — 5. Il lavoro economicamente dipendente è destinato a restare nella serie B dei diritti. — 6. Chi deve pagare la flexicurity?
Sul Libro verde «Modernizzare il diritto del lavoro per rispondere alle sfide del XXI secolo»

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1. — Il Libro verde presentato lo scorso novembre dalla Commissione, e intitolato «Modernizzare il diritto del lavoro per rispondere alle sfide del XXI secolo», si propone di lanciare un dibattito pubblico fra i paesi dell’Ue al fine – si legge – «di far evolvere il diritto del lavoro in modo da sostenere gli obiettivi della strategia di Lisbona: ottenere una crescita sostenibile con più posti di lavoro di migliore qualità».
L’edificazione del sistema italiano di formazione continua dei lavoratori

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SOMMARIO: 1. Lo stimolo proveniente dalle iniziative comunitarie, dalle parti sociali e dai cambiamenti nell’organizzazione del lavoro. — 2. Il diritto alla formazione continua nell’art. 35, comma 2, Cost. e nella legislazione successiva: le insufficienze del sistema. — 3. Le suggestioni provenienti dal panorama comparato, in particolare dall’esperienza francese. — 4. L’edificazione del sistema italiano di formazione continua. Gli strumenti di sostegno finanziario: le iniziative regionali, gli interventi del Fondo sociale europeo, i finanziamenti del Fondo ex art. 9, comma 5,...
Blacklisting

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SOMMARIO: 1. Premessa. — 2. Il blacklisting negli Usa. — 3. Il blacklisting in Italia.

Documentazione

Promemoria per una delega valida ed efficace per la redazione di un Testo Unico della sicurezza e igiene del lavoro

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Premessa. — Dopo l’esito negativo delle iniziative delle precedenti legislature, per la formulazione di un Testo Unico che rispondesse alle esigenze di chiarezza e coordinamento e desse maggior vigore ed efficacia alla normativa in tema di sicurezza del lavoro, si sta oggi predisponendo – da parte del governo – un disegno di legge delega, per il quale è doveroso auspicare una sorte diversa rispetto ai disegni precedenti, ove esso consenta la realizzazione di un ampio consenso del Parlamento, della comunità scientifica, delle parti sociali, delle associazioni che si occupano del settore.

Osservatorio: la Corte Costituzionale

Le decisioni nel trimestre ottobre-dicembre 2006 - Rapporto di lavoro

SOMMARIO: 1. Illegittimità costituzionale della previsione di una riserva nell’assunzione per coloro che hanno già avuto contratti «a tempo determinato» alle dipendenze della Regione. — 2. Legittimità costituzionale delle leggi della Regione Umbria e Friuli-Venezia Giulia in materia di mobbing. — 3. Competenze regionali in materia di discriminazione per orientamento sessuale. — 4. Legittimità del divieto di iscrizione all’albo degli avvocati dei dipendenti pubblici part-time.
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Osservatorio: sicurezza sociale

Sicurezza sociale

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Parole chiave: sicurezza sociale
SOMMARIO: 1. Carta di soggiorno e prestazioni assistenziali. — 2. Indennizzo legge n. 210/92. — 3. Infortuni e malattie professionali: valutazione dei postumi ante e post d.lgs. n. 38/2000. — 4. Mancata rivalutazione della buonuscita per i postali. — 5. Procedure esecutive. — 6. Riscatto dei periodi di studio nel settore privato.
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Rapporto di lavoro

Sull’interposizione di manodopera: l’epilogo sulla responsabilità dell’interposto

1. — Con la sentenza in oggetto, le Ss.Uu. della Corte di Cassazione intervengono per dirimere un contrasto sorto in giurisprudenza in merito alla responsabilità dell’appaltatore (o interposto) qualora venga violato il divieto di appalto di manodopera sancito dall’art. 1 della legge n. 1369/1960.
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Cassazione, Ss.Uu., N.22910-26 Ottobre 2006

(Cassazione, Ss.Uu.
N:22910 - 26 Ottobre 2006)

Pres. Carbone, Est. Vidiri, P.M. Iannelli (Conf.) – Pinto (avv. D. Garofalo) c. Fallimento Winner’s Sporting Footwear Spa (avv. G. Rotunno). Conferma App. Bari 21 ottobre 2002.

Note: Sull’interposizione di manodopera: l’epilogo sulla responsabilità dell’interposto
Parole chiave: interposizione di manodopera ::

Interposizione di manodopera – Responsabilità solidale dell’interposto – Insussistenza.

Nelle prestazioni di lavoro cui si riferiscono – prima dell’intervenuta abrogazione a opera dell’art. 85, comma 1, lett. c, del d.lgs. n. 276/2003 – i primi tre commi dell’art. 1 della legge n. 1369/1960 (divieto di intermediazione e di interposizione nelle prestazioni di lavoro e nuova disciplina dell’impiego della manodopera negli appalti di opere e di servizi), la nullità del contratto fra committente e appaltatore (o intermediario) e la previsione dell’ultimo comma dello stesso articolo...
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Le Sezioni Unite e la responsabilità dell’interposto in caso di illegittimo appalto di manodopera

1. — La Corte di Cassazione a Sezioni Unite è intervenuta, con la sentenza in commento, a comporre il contrasto giurisprudenziale che divideva la giurisprudenza di legittimità sull’interpretazione dell’art. 1 della legge n. 1369/60 concernente il divieto di intermediazione e di interposizione nelle prestazioni di lavoro subordinato previsto, prima, ex art. 2127 cod. civ. solo per i lavori a cottimo e, successivamente, esteso ex art. 1, cit., a ogni attività di lavoro subordinato:...
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Cassazione, Ss.Uu., N.22910-26 Ottobre 2006

(Cassazione, Ss.Uu.
N:22910 - 26 Ottobre 2006)

Pres. Carbone, Est. Vidiri, P.M. Iannelli (Conf.) – Pinto (avv. D. Garofalo) c. Fallimento Winner’s Sporting Footwear Spa (avv. G. Rotunno). Conferma App. Bari 21 ottobre 2002.

Note: Le Sezioni Unite e la responsabilità dell’interposto in caso di illegittimo appalto di manodopera
Parole chiave: interposizione di manodopera ::

Interposizione di manodopera – Responsabilità solidale dell’interposto – Insussistenza.

Nelle prestazioni di lavoro cui si riferiscono – prima dell’intervenuta abrogazione a opera dell’art. 85, comma 1, lett. c, del d.lgs. n. 276/2003 – i primi tre commi dell’art. 1 della legge n. 1369/1960 (divieto di intermediazione e di interposizione nelle prestazioni di lavoro e nuova disciplina dell’impiego della manodopera negli appalti di opere e di servizi), la nullità del contratto fra committente e appaltatore (o intermediario) e la previsione dell’ultimo comma dello stesso articolo...
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Legittimità dell’accordo di demansionamento e adesione esplicita del lavoratore

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Parole chiave: demansionamento
La tormentata vicenda dei contenuti negoziali del rapporto di lavoro influenzato da vicende modificative generalmente coinvolgenti pluralità di dipendenti e imposte da fenomeni di riorganizzazione produttiva e funzionale approda sovente a decisioni datoriali implicanti sottrazione totale o parziale di mansioni e determina di conseguenza contegni del prestatore diversamente qualificabili ma spesso riconducibili agli atti concludenti che possono legittimare la modificazione anche sostanziale dell’assetto contrattuale pregresso.
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Cassazione, N.18269-22 Agosto 2006

(Cassazione
N:18269 - 22 Agosto 2006)

Sez. lav. – Pres. Senese, Est. Stile, P.M. Fedeli (Conf.) – Cagnani (avv.ti Boer e Bersani) c. Officine Borgo San Giovanni Spa (avv.ti Manca Graziadei e Granato).

Note: Legittimità dell’accordo di demansionamento e adesione esplicita del lavoratore
Parole chiave: demansionamento ::

Mansioni e qualifica – «Patto di demansionamento» – Presupposti e contenuto – Consenso del lavoratore – Contenuto. Controversie di lavoro – Vizio di motivazione – Poteri del giudice – Contenuto.

L’art. 2103 cod. civ. va interpretato nel senso in cui la nullità di qualsiasi pattuizione che introduca modifiche peggiorative della posizione del lavoratore non opera allorché il patto peggiorativo corrisponda all’interesse del lavoratore medesimo.
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I requisiti di forma e di sostanza del lavoro a progetto nella prima applicazione giurisprudenziale

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Parole chiave: lavoro a progetto
1. — Con la sentenza in commento, torna a pronunciarsi sui requisiti formali e sostanziali del contratto di lavoro a progetto il Tribunale di Torino, che già aveva reso la prima nota sentenza in materia (Trib. Torino 15 aprile 2005, in q. Riv., n. 4/2005, pp. 694 ss., oggetto di ampio commento sistematico di A. Perulli, Teoria e prassi del lavoro a progetto, ivi, p. 713; nonché in Riv. it. dir. lav., 2005, 2, p. 849, con nota di R. Bausardo, Il contratto a progetto a un primo vaglio della giurisprudenza di merito, e in Lav. giur., 2005, p. 665, con nota di V. Filì,...
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Tribunale Torino, N.-17 Mag 2006

(Tribunale Torino
N: - 17 Mag 2006)

Sez. lav. – Est. Malanetto – I. A. (avv. Vullo) c. Servizi Integrati di Sicurezza Srl (avv.ti Chiucchiolo e Morabito).

Note: I requisiti di forma e di sostanza del lavoro a progetto nella prima applicazione giurisprudenziale
Parole chiave: lavoro a progetto ::

Lavoro a progetto – Mancanza di un progetto – Effetti – Presunzione di subordinazione – Prova contraria – Ammissi- bilità. Lavoro a progetto – Forma scritta – Mancanza – Effetti.

Nel contratto di lavoro a progetto, la generica indicazione del progetto, programma di lavoro o fase di esso, rende applicabile l’art. 69, comma 1, del d.lgs. n. 276/2003, che costituisce un’ipotesi di presunzione relativa, con la conseguenza che diviene onere del datore di lavoro dimostrare l’autonomia del rapporto in essere.
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Diritto sindacale

Le violazioni della legge n. 146/1990 e il delitto di interruzione di servizio pubblico ex art. 340 cod. pen.

1. — Il caso esaminato dal Tribunale penale di Trento dimostra che né gli oltre tre lustri intercorsi dall’emanazione della legge 12 giugno 1990, n. 146, né la sua riforma intervenuta con la legge 11 aprile 2000, n. 83, sono bastati a sopire certi inveterati istinti contro gli scioperi nei servizi pubblici essenziali.
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Tribunale Trento, N.1055-28 Dicembre 2006

(Tribunale Trento
N:1055 - 28 Dicembre 2006)

Sezione penale – Giud. Forlenza – A. M. e altri (avv. Fuga).

Note: Le violazioni della legge n. 146/1990 e il delitto di interruzione di servizio pubblico ex art. 340 cod. pen.

Sciopero nei servizi pubblici essenziali – Astensione collettiva dal lavoro senza il rispetto dell’obbligo di preavviso – Reato di interruzione di pubblico servizio – Insussistenza (art. 340 cod. pen.; legge 12 giugno 1990, n. 146).

Dopo l’emanazione della legge 12 giugno 1990, n. 146, e l’abrogazione degli artt. 330 e 333 cod. pen., l’esercizio illegittimo dello sciopero nei servizi pubblici essenziali è punito solo in via disciplinare e amministrativa e non configura il reato di interruzione di pubblico servizio di cui all’art. 340 cod. pen. trattandosi di fatto non previsto dalla legge come reato.
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Sicurezza sociale

Carta di soggiorno e prestazioni assistenziali in favore di cittadini extracomunitari

1. — La portata della sentenza in epigrafe— La sentenza in epigrafe, avendo sancito l’inammissibilità dei quesiti posti dai giudici a quibus, non afferma esplicitamente l’irretroattività della norma, sospettata di incostituzionalità, che richiede, per i cittadini di paesi non facenti parte dell’Unione europea, il possesso della carta di soggiorno per beneficiare delle prestazioni economiche per invalidità civile e, soprattutto, non ha un effetto cogente.
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Corte Costituzionale, N.324-6 Ottobre 2006

(Corte Costituzionale
N:324 - 6 Ottobre 2006)

Pres. Bile, Est. Amirante – M. S. E. (avv.ti S. Assennato e V. Angiolini) c. Inps (avv. N. Valente) e Comune di Milano.

Note: Carta di soggiorno e prestazioni assistenziali in favore di cittadini extracomunitari

Assistenza – Invalidità civile – Pensione di inabilità – Lavoratori extracomunitari inabili privi della carta di soggiorno – Applicazione della normativa impugnata a situazioni precedenti – Esclusione.

È inammissibile, con riferimento agli artt. 2, 3, 10, 32, 35, comma 3, 38, commi 1 e 2, e 117, comma 1, Cost. la questione di legittimità costituzionale del combinato disposto degli art. 80, comma 19, legge n. 388 del 2000 (legge finanziaria 2001), e 9, comma 1, d.lgs. n. 286 del 1998 (T.U. sull’immigrazione), nella parte in cui condiziona l’erogazione della pensione d’inabilità allo straniero al possesso della carta di soggiorno e della relativa condizione reddituale, in quanto il giudice rimettente ha dato per scontato un aspetto del tutto da dimostrare, e cioè che le suddette norme abbiano efficacia retroattiva e si applichino anche ai rapporti previdenziali già in essere al momento della loro introduzione. Il requisito del possesso della carta di soggiorno...
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La rettifica per errore delle prestazioni Inail dopo la sentenza. Corte Cost. n. 191/2005 e l’intervento del legislatore

La costante opera di interpretazione e sistemazione giurisprudenziale in materia di rettifica delle prestazioni erogate per errore da parte dell’Inail (si veda Alibrandi, Infortuni sul lavoro e malattie professionali, Milano, 2002, pp. 463 ss.; De Compadri-Gualtierotti, L’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali, Milano, 1999, pp. 578 ss.; De Matteis-Giubboni, Infortuni sul lavoro e malattie professionali, Milano, 2005, pp. 601 ss.), è stata completata, da ultimo, dalla Corte delle leggi che, chiamata a pronunciarsi sulla legittimità costituzionale...
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Cassazione, N.19503-12 Settembre 2006

(Cassazione
N:19503 - 12 Settembre 2006)

Sez. lav. – Pres. Ravagnani, Rel. Lamorgese, P.M. Velardi – Inail (avv. La Peccerella) c. Capone (avv. Assennato).

Note: La rettifica per errore delle prestazioni Inail dopo la sentenza. Corte Cost. n. 191/2005 e l’intervento del legislatore
Parole chiave: Inail ::

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Cassazione, N.19563-13 Settembre 2006

(Cassazione
N:19563 - 13 Settembre 2006)

Pres. Ravagnani, Rel. Lamorgese, P.M. Velardi – Inail (avv. La Peccerella) c. Polidoro (avv. Assennato).

Note: La rettifica per errore delle prestazioni Inail dopo la sentenza. Corte Cost. n. 191/2005 e l’intervento del legislatore

Infortuni sul lavoro e malattie professionali – Revisione della rendita da parte dell’Inail per diversa valutazione dei medesimi dati clinici – Limiti del potere di rettifica dell’Inail – Disciplina dell’art. 9 del d.lgs. n. 38 del 2000 come modificata dall’art. 14-vicies quater della legge 17 agosto 2005, n. 168 – Applicabilità immediata di giudizi in corso – Decadenza dell’Istituto dalla possibilità di operare la rettifica se non comunicata all’assicurato nei dieci anni dall’originario provvedimento di concessione della rendita – Riattribuzione della rendita in favore del beneficiario – Illegittimità – Conservazione delle prestazioni (o di una parte di esse) in godimento al momento di rilevazione dell’errore – Configurabilità.

In tema di revisione per errore delle prestazioni erogate dall’Inail, l’art. 14-vicies quater, del d.l. n. 115 del 2005, convertito, con modificazioni, in legge n. 168 del 2005, al fine di salvaguardare il principio dell’affidamento, garantisce ai soggetti che hanno chiesto e ottenuto il riesame del provvedimento di rettifica delle prestazioni erogate dall’istituto assicuratore ai sensi del d.lgs. 23 febbraio 2000, n. 38, art. 9, commi 5, 6 e 7, dichiarato illegittimo dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 191 del 5-10 maggio 2005, il mantenimento delle prestazioni in godimento al momento di rilevazione dell’errore e non la conservazione della rendita.
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Note in tema di esposizione «qualificata» all’amianto

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Parole chiave: amianto
La decisione della Suprema Corte discende da una controversia nella quale la Corte di merito (Corte d’Appello di Trieste) aveva ritenuto che il lavoratore non avesse assolto l’onere della prova relativo all’esistenza del superamento della soglia qualificata di rischio amianto pur in presenza di certificazione Inail, emessa sulla base di Direttiva del Ministero del lavoro.
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Cassazione, N.15800-12 Luglio 2006

(Cassazione
N:15800 - 12 Luglio 2006)

Sez. lav. – Pres. Mercurio, Rel. La Terza, P.M. Gaeta – P. S. (avv. Assennato) c. Inps (avv.ti Riccio, Valente).

Note: Note in tema di esposizione «qualificata» all’amianto
Parole chiave: amianto ::

Assicurazione Ivs – Benefìci previdenziali ex art. 13, legge n. 257 del 1992 – Esposizione all’amianto – Rivalutazione dei contributi previdenziali – Nuovi profili relativi all’assunzione della prova.

In tema di benefìci previdenziali in favore dei lavoratori esposti all’amianto, alla stregua di un’interpretazione adeguatrice dell’art. 13, legge 27 marzo 1992, n. 257, applicabile, nella specie, ratione temporis, per la concessione del beneficio è necessario il superamento di una certa soglia di esposizione all’amianto, non occorrendo il relativo accertamento ove il diritto alla maggiorazione sia fondato sulle certificazioni Inail, rilasciate prima o dopo l’entrata in vigore della legge n. 179 del 2002, emanate sulla base degli atti di indirizzo del Ministero del lavoro adottati nel corso dell’anno 2000, ai quali l’art. 39 della legge n. 289 del 2002 ha conferito validità.
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