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Trasferimento di azienda licenziamenti collettivi e frode alla legge

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Nel numero:
ANNO LVII - 2006 - N4
Articolo scritto da:
1. — La sentenza riguarda il caso di un contratto di trasferimento di un ramo di azienda (un esercizio commerciale) considerato dal giudice di secondo grado nullo perché in frode alla legge, in quanto, fra l’altro, la «cessionaria aveva un capitale assai modesto […], non svolgeva attività di impresa e aveva tenuto comportamenti non compatibili con l’intento di continuare l’attività rilevata»; anzi, «le clausole del contratto di cessione avevano» provocato «l’acquisto della merce a prezzi di molto inferiori a quelli di mercato, mentre il prezzo della cessione […] ...
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Cassazione, N.10108-2 Mag 2006

(Cassazione
N:10108 - 2 Mag 2006)

Pres. Mattone, Est. Picone, P. M. Velardi (Diff.) - Euridea S.p.a (già Standa S.p.a.) (avv. Pulsoni) c. A. E. e altri (avv. ti Andreoni, De Felice, Marano) e Fallimento Center Adriano (avv. Greco). Cassa con rinvio Corte d’Appello di Salerno, 7 febbraio 2003.

Note: Trasferimento di azienda, licenziamenti collettivi e frode alla legge

Trasferimento d’azienda – Cessionario inaffidabile – Contratto in frode alla legge – Motivo illecito – Esclusione.

È diritto costituzionalmente garantito (art. 41 Cost.) quello dell’imprenditore di dismettere o trasferire l’azienda; diritto che non soggiace ad alcun limite, neppure implicito, che sia sanzionato dall’invalidità o inefficacia dell’atto e che non confligge con altri diritti di rango costituzionale, considerato che i princìpi generali di tutela della persona e del lavoro (art. 4 Cost.) non si traducono nel diritto al mantenimento di un determinato posto di lavoro, dovendosi piuttosto riconoscere garanzia costituzionale al solo diritto di non subire un licenziamento arbitrario.
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