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ANNO LVII - 2006 - N1

Il tema: l’impresa «leggera»

Le «esternalizzazioni» dei processi produttivi dopo il d.lgs. n. 276 del 2003: proposte di riforma

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SOMMARIO: 1. Introduzione. — 2. Esternalizzazione di attività produttive e segmentazione dell’impresa. — 3. Le innovazioni legislative in tema di trasferimento di azienda, appalti di servizi e intermediazione di mano d’opera. — 4. La necessità di una riforma della disciplina delle esternalizzazioni e le ragioni dell’economia. — 5. La somministrazione di mano d’opera e l’appalto. — 6. Segmentazione del processo produttivo e nuove forme di tutela del lavoro subordinato: la codatorialità e la sua influenza sui costi delle imprese. — ...
Presente e futuro dei licenziamenti per ragioni economico-produttive

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SOMMARIO: 1. Metodo e merito di una proposta di riforma. — 2. «Causalità» e «a-causalità» dei licenziamenti individuali e collettivi. — 3. Critica della teoria «a-causale» dei licenziamenti collettivi. Il profilo logico-esegetico. — 4. Segue: Il profilo storico-sistematico. — 5. Divergenze tra quadro normativo e prassi applicative nell’esperienza recente. — 6. Tratti, caratteristiche e profili qualificanti di una nuova disciplina.
Razionalità e proporzionalità nei licenziamenti «oggettivi»

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SOMMARIO: 1. Interessi in conflitto e canone di proporzionalità — 2. Il bilanciamento degli interessi nei licenziamenti per giustificato motivo oggettivo — 3. La ponderazione dei diritti nel licenziamento collettivo: i profili costituzionali — 4. Licenziamento collettivo e responsabilità sociale del gruppo di imprese — 5. Epilogo.

Saggi

Primissime note critiche in tema di riforma fallimentare

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SOMMARIO: 1. Premessa: le esigenze di riforma, tra finalità annunciate e interessi realmente perseguiti. — 2. Il primo binario della riforma. La disciplina di natura liquidatoria: procedura fallimentare e il restringimento dell’area della fallibilità. — 3. Segue: gli organi della procedura liquidatoria e le loro funzioni. — 4. Segue: nuove dinamiche processuali, concentrazione dei poteri decisionali e sacrifici in termini di tutela — 5. Il secondo binario della riforma. La disciplina del nuovo concordato preventivo. — 6. Conclusioni:...
La contrattazione collettiva sul part-time dopo il d.lgs. n. 276/2003: profili teorici e applicativi

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SOMMARIO: 1. Contrattazione collettiva e part-time: la regolamentazione del rapporto. — 2.1. La volontarietà del part-time e la disciplina legale del lavoro supplementare fra diritto comunitario e diritto interno. — 2.2. La regolamentazione collettiva del lavoro supplementare. — 2.3. Le nuove clausole attinenti al profilo temporale. — 2.4. La disciplina collettiva delle clausole temporali. — 2.5. Alla conquista della protezione perduta? — 3. Alcune questioni teoriche. In particolare, la tutela del lavoratore a tempo parziale nel rapporto e nel mercato. —
Tra diritto ed economia: obiettivi e tecniche della regolazione sociale dei contratti di lavoro a termine

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SOMMARIO: 1. La regolazione dei contratti con un termine finale di durata fra fallimenti del mercato ed esigenze redistributive. — 2. Modelli di impresa e rapporti di lavoro nell’era della flessibilità: dalla «specializzazione flessibile» alla flexible firm. — 3. Le teorie dell’impresa competence-based. — 4. L’economia istituzionale e i «mercati interni» del lavoro. — 5. I costi di transazione e il neo-istituzionalismo. — 6. I modelli economici che presuppongono l’esistenza di costi di turnover e i possibili effetti di una liberalizzazione dei contratti a termine. — ...

Recensione

P. Ichino, «A che cosa serve il sindacato? (Le follie di un sistema bloccato e la scommessa contro il declino)», Mondadori, 2005

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1. — Domande retoriche ai sindacati con un «gioco del se»— In un bel libro sulle funzioni del sindacato, scritto da Pietro Ichino con documentazione e soprattutto fantasia, si ripropone in modo forte il dubbio se i sindacati servono davvero, o almeno se servono i sindacati confederali e se servono i contratti collettivi nazionali, ché invece potrebbe essere più vantaggioso per i lavoratori trattare direttamente con le imprese o con organizzazioni aziendali. Il libro torna su questi vecchi dubbi con un affascinante «gioco del se», per dire che se ci fosse un’iniziativa imprenditoriale...
A. Raffi, «Tutela del lavoratore nel trasferimento di azienda tra normativa nazionale e normativa comunitaria», Giuffrè, 2004

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1. — La monografia di Alessandra Raffi – pubblicata nella collana della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Milano – si inserisce tra i numerosi scritti (di vario taglio e diverse impostazioni) in tema di trasferimento d’azienda e dei relativi rapporti di lavoro: al riguardo si può dire che tale tema sia stato tra i più trattati nella recente dottrina non solo giuslavoristica (ad esempio, tra gli studiosi di diritto commerciale, è certamente da considerare il rilevante contributo di V. Buonocore in Gcomm, 2000, 11, p. 313). ...

Osservatorio: la Corte Costituzionale

Le decisioni nel trimestre ottobre-dicembre 2005 - Rapporto di lavoro

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SOMMARIO: 1. Illegittimità dei «reinquadramenti» automatici nel pubblico impiego. — 2. Devoluzione mortis causa dell’indennità di fine rapporto ai parenti del pubblico dipendente «non di ruolo». — 3. Discrezionalità del legislatore nel differenziare la disciplina degli ordinamenti del rapporto di lavoro alle dipendenze delle diverse forze di polizia. — 4. Illegittimità costituzionale della disciplina regionale delle professioni sanitarie non-convenzionali. — 5. Illegittimità costituzionale della disciplina regionale degli ordini delle professioni intellettuali. — ...
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Osservatorio: sicurezza sociale

Sicurezza sociale

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Parole chiave: sicurezza sociale
SOMMARIO: 1. Indennità di fine rapporto e danno erariale. — 2. Maternità e liberi professionisti. — 3. Pignorabilità delle pensioni dei notai. — 4. Reversibilità per studenti orfani dei sanitari. — 5. Ricongiunzione contributiva per liberi professionisti. — 6. Statali non di ruolo e indennità di fine rapporto. — 7. Stranieri invalidi e trasporto pubblico in Lombardia.
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Rapporto di lavoro

Il diritto del lavoro e libertà di concorrenza: il caso dei servizi aeroportuali

1. — Nelle due sentenze in commento la Corte di Giustizia Ce è stata chiamata dalla Commissione a valutare la compatibilità delle disposizioni volte ad assicurare la continuità dell’impiego dei lavoratori occupati nei servizi aeroportuali adottate dalla legge italiana e da quella tedesca di recepimento della Direttiva n. 96/67 con l’obiettivo primario della stessa direttiva di «liberalizzazione» del settore. La Direttiva n. 96/67 ha dettato le condizioni di una progressiva apertura alla concorrenza del mercato dei servizi aeroportuali di assistenza a terra, che in passato in quasi tutti...
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Corte di Giustizia delle Comunità Europee, N.-14 Luglio 2005

(Corte di Giustizia delle Comunità Europee
N: - 14 Luglio 2005)

causa C-386/2003 – Pres. Timmermans, Rel. Silva de la Puerta, Avv. Gen. Léger – Commissione delle Comunità Europee c. Repubblica federale di Germania.

Note: Il diritto del lavoro e libertà di concorrenza: il caso dei servizi aeroportuali
Parole chiave: lavoro - concorrenza ::

Servizi aeroportuali – Direttiva n. 96/67/Ce – Recepimento nazionale – Dipendenti del gestore aeroportuale – Obbligo di assunzione alle dipendenze delle imprese neoentrate nel settore o di misure compensative dei costi sociali – Contrasto con la direttiva.

La normativa tedesca di recepimento della Direttiva n. 96/67/Ce di liberalizzazione dei servizi aeroportuali di terra, nella parte in cui grava le nuove imprese legittimate a prestare tali servizi dell’obbligo o di assumere i lavoratori già alle dipendenze del gestore aeroportuale in misura corrispondente alla quota di mercato conquistata oppure di compensare economicamente lo stesso gestore dei costi conseguenti alla mancata assunzione di quei lavoratori, è in contrasto con il disposto della direttiva in quanto produce effetti restrittivi della concorrenza sproporzionati. (Massima non ufficiale)
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Corte di Giustizia delle Comunità Europee, N.-9 Dicembre 2004

(Corte di Giustizia delle Comunità Europee
N: - 9 Dicembre 2004)

causa C-460/2002 – Pres. Jann, Rel. Silva de la Puerta, Avv. Gen. Léger – Commissione delle Comunità Europee c. Repubblica italiana.

Note: Il diritto del lavoro e libertà di concorrenza: il caso dei servizi aeroportuali
Parole chiave: lavoro - concorrenza ::

Servizi aeroportuali – Direttiva n. 96/67/Ce – Recepimento nazionale – D.lgs. 13 gennaio 1999, n. 18 – Dipendenti del gestore aeroportuale – Obbligo di assunzione alle dipendenze delle imprese neoentrate nel settore – Contrasto con la direttiva.

La normativa italiana di recepimento della Direttiva n. 96/67/Ce di liberalizzazione dei servizi aeroportuali di terra nella parte in cui grava le nuove imprese legittimate a prestare tali servizi dell’obbligo di assumere i lavoratori già alle dipendenze del gestore aeroportuale in misura corrispondente alla quota di mercato conquistata è in contrasto con il disposto della direttiva in quanto produce effetti restrittivi della concorrenza sproporzionati (2). (Massima non ufficiale)
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Ancora sul diritto di astensione dal lavoro nei riposi festivi infrasettimanali

1. — La vicenda all’origine del giudizio della Corte — Con la sentenza in commento, la Corte di Cassazione, Sezione lavoro, affronta la nota problematica relativa alla garanzia del godimento effettivo delle festività infrasettimanali celebrative di ricorrenze civili o religiose. Nella specie, la Corte d’Appello di Milano, in riforma della decisione di primo grado, aveva accolto il ricorso originariamente proposto dalla «Fondazione Teatro alla Scala» contro 159 dipendenti tecnici di palcoscenico, inteso a far accertare l’obbligo di detti dipendenti a rendere la prestazione lavorativa...
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Cassazione, N.16634-8 Agosto 2005

(Cassazione
N:16634 - 8 Agosto 2005)

Sez. lav. – Pres. Mileo, Est. Balletti, P.M. Napoletano, (Diff.) – Boemi e altri (avv.ti Muggia e Cicciotti) c. Fondazione Teatro alla Scala di Milano (avv. Ichino). Cassa appello Milano 29 novembre 2002.

Note: Ancora sul diritto di astensione dal lavoro nei riposi festivi infrasettimanali

Festività infrasettimanali – Diritto soggettivo del lavoratore all’astensione dal lavoro – Conseguenze.

Atteso che la legge n. 260/49, come modificata dalla legge n. 90/1954, relativa alle festività infrasettimanali celebrative di ricorrenze civili o religiose, riconosce al lavoratore il diritto soggettivo di astenersi dal lavoro in occasione di tali festività, regolando compiutamente la materia, non è consentita – ai sensi dell’art. 12 delle preleggi – l’applicazione analogica delle eccezioni al divieto di lavoro domenicale e deve escludersi che il suddetto diritto possa essere posto nel nulla dal datore di lavoro, essendo rimessa la rinunciabilità al riposo nelle festività infrasettimanali solo all’accordo tra datore di lavoro e lavoratore.
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Clausole elastiche e «programmabilità del tempo libero» del lavoratore

Con la sentenza n. 14215 del 2005 la Suprema Corte decide sulla legittimità del licenziamento a fronte del rifiuto opposto da una lavoratrice alla trasformazione del proprio rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale, richiesta di trasformazione avanzata dal datore di lavoro in virtù di un accordo sindacale nel quale era stato concordato il mutamento, a tempo parziale, del rapporto di lavoro di alcuni dipendenti, al fine di evitare la riduzione del personale.
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Cassazione, N.14215-6 Luglio 2005

(Cassazione
N:14215 - 6 Luglio 2005)

n. 14215; Pres. Ciciretti, Est. D. L. Miani Canevari, P.M. Matera (Conf.); Petruzzi (avv. Mastrangeli) c. A.I.S.P. Azienda Servizi e partecipazioni (avv.ti Biscotto, Scognamiglio). Cassa con rinvio app. Perugia 12 novembre 2002.

Note: Clausole elastiche e «programmabilità del tempo libero» del lavoratore

Lavoro a tempo parziale – Accordo sindacale di trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale – Determinazione unilaterale delle clausole elastiche – Illegittimità – Effetti.

Il rifiuto del lavoratore di trasformare il proprio rapporto di lavoro da tempo indeterminato a tempo parziale non è causa di giustificazione del licenziamento quando è motivato dall’apposizione unilaterale di clausole elastiche da parte del datore di lavoro. (Massima non ufficiale)
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Per le Sezioni Unite l’interruzione della prescrizione è rilevabile d’ufficio

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Parole chiave: prescrizione
Sembrerebbe che la Cassazione Regionale di Torino nel 1923 avesse affermato per la prima volta che le cause dell’interruzione della prescrizione non possono essere rilevate d’ufficio dal giudice (così Oriani, in FI, 2005, I, c. 2660, annotando la stessa sentenza sopra riportata); di tal che il revirement della S.C. andrebbe qualificato come una svolta storica. In realtà – come hanno già rilevato altri commentatori – si tratta di un approfondimento assai accurato e persuasivo che pone, riteniamo, alla base della chiave interpretativa adottata la sistemazione che le Sezioni Unite...
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Cassazione, Ss.Uu, N.15661-27 Luglio 2005

(Cassazione, Ss.Uu
N:15661 - 27 Luglio 2005)

Sezioni Unite – Pres. Carbone, Est. Roselli, P.M. Iannelli (Conf.) – Leporatti (avv.ti Pellegrini e Alibrandi) contro I.N.A.I.L. (avv.ti Catania e Raspanti).

Note: Per le Sezioni Unite l’interruzione della prescrizione è rilevabile d’ufficio
Parole chiave: prescrizione ::

Controversie – Prescrizione – Interruzione – Eccezione – Natura giuridica – Rilevabilità d’ufficio. Prestazioni previdenziali – Istituti di patronato – Richiesta – Prescrizione – Effetto interruttivo.

L’eccezione di prescrizione va ascritta al novero delle eccezioni in senso stretto, in quanto essa consiste nella contrapposizione da parte del convenuto in giudizio di fatti che, senza escludere il rapporto affermato dal- l’attore, attribuiscano per legge un potere ad impugnandum ius, ossia rivolto a estinguere in tutto o in parte il diritto dell’avversario (1). Diverso è il carattere della eccezione di interruzione, atteso che l’attore non può considerarsi titolare di alcuna posizione soggettiva diversa da quella dedotta in giudizio, ma semplicemente in grado di contrapporvi un fatto dotato di efficacia interruttiva, compreso nell’interesse sottostante il diritto azionato.
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Il trasferimento per incompatibilità ambientale: nozione e disciplina

1. — L ’istituto del trasferimento per incompatibilità ambientale nel settore del pubblico impiego, consistente in una modificazione unilaterale e autoritativa del luogo di lavoro, ogni qual volta la permanenza del dipendente in una data sede nuoccia all’organizzazione e al prestigio dell’ufficio, è stato disciplinato per lungo tempo dal- l’art. 32, comma 4, d.P.R. n. 3/57. Tale norma, che ha costituito per decenni un prezioso riferimento normativo per l’adozione a fini disciplinari di provvedimenti non aventi tale natura, è stata definitivamente ed espressamente abrogata a opera...
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Corte d’Appello Bologna, N.-3 Febbraio 2005

(Corte d’Appello Bologna
N: - 3 Febbraio 2005)

Sez. lav. – Pres. Castiglione, Est. Benassi – Folchini (avv.ti Lannutti e Pedri) c. Ministero della pubblica istruzione (contumace) e Provveditorato agli studi di Parma (contumace)

Note: Il trasferimento per incompatibilità ambientale: nozione e disciplina

Trasferimento di lavoratore – Incompatibilità ambientale – Nozione.

Il trasferimento del dipendente dovuto a incompatibilità ambientale, trovando la sua causa nello stato di disorganizzazione e disfunzione dell’unità produttiva, ha natura cautelare, dovendosi ricondurre alle esigenze tecniche, organizzative e produttive, piuttosto che a ragioni punitive e disciplinari.
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Utilizzo dell’immagine del dipendente e risarcimento del danno

1. — La risoluzione della controversia nei termini prospettati della sentenza che si annota si colloca a pieno titolo nell’ambito dell’iter giurisprudenziale in materia di danno alla persona: giurisprudenza caratterizzata da un costante «dialogo», quanto mai significativo e importante tra la Corte Costituzionale e la Corte di Cassazione. In questo «cammino», per limitare i riferimenti alle decisioni esponenziali delle svolte giurisprudenziali più rilevanti, vale evidenziare che:...
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Tribunale Forlì, N.-21 Settembre 2005

(Tribunale Forlì
N: - 21 Settembre 2005)

Sez. lav. – Est. Sorgi – Ramenghini (avv. Mazzini) c. Fustelpack S.p.a. (avv.ti Pinza).

Note: Utilizzo dell’immagine del dipendente e risarcimento del danno

Diritto all’immagine – Danno – Onere della prova.

Nel diritto all’immagine è necessario provare il danno specifico quando si voglia richiedere un risarcimento, salvo che l’azienda persista nella esposizione nonostante il diniego del lavoratore.
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Riflessioni su franchising e ambito di applicazione della tutela reale

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Parole chiave: franchising
1. — Nella sentenza in epigrafe il Tribunale di Milano prende posizione sul problema relativo all’individuazione del campo di applicazione della disciplina di cui all’art. 18, legge n. 300/1970, laddove la società datore di lavoro occupi meno di quindici dipendenti ma risulti saldamente integrata a un’altra società per mezzo di un contratto di franchising. Nella vicenda in esame un dipendente, licenziato da una società datore di lavoro che occupa alle sue dipendenze meno di quindici dipendenti e assume la qualità di franchisee nei confronti di un’altra società,...
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Tribunale Milano, N.-25 Giugno 2005

(Tribunale Milano
N: - 25 Giugno 2005)

Est. Sala – Bellotto (avv. Scarpelli) c. B. S. Milano S.r.l. e Dorado S.r.l. (avv.ti Fusillo, Punzi e Biffi).

Note: Riflessioni su franchising e ambito di applicazione della tutela reale
Parole chiave: franchising ::

Patto di prova – Sottoscrizione – Prestazione di lavoro – Posteriorità. Gruppo d’impresa – Affiliazione commerciale – Incidenza dell’affiliante sull’attività di gestione dell’affiliato – Struttura gerarchica unitaria – Rilevanza giuridica ai fini dell’applicazione dell’art. 18 Stat. lav.

Sussiste la nullità del patto di prova e l’illegittimità del licenziamento qualora risulti che il dipendente abbia iniziato a lavorare prima della stipulazione del patto di prova. Qualora i responsabili di una società che assume il ruolo di franchisor interferiscano direttamente sulla gestione del personale alle dipendenze della società che assume il ruolo di franchisee e possa considerarsi esistente un’unica struttura gerarchica, l’indice numerico di cui all’art. 18, legge n. 300/1970, deve essere riferito al gruppo formato dalle predette società quale centro di imputazione unitario dei rapporti di lavoro.
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Diritto sindacale

I requisiti soggettivi per la legittima sottoscrizione dell’accordo di interpretazione autentica ex art. 64, d.lgs n. 165/2001

1. — Superato non da molto, in modo positivo, un primo vaglio di costituzionalità, la norma sull’accertamento pregiudiziale dei contratti collettivi continua a descrivere uno degli istituti più originali della riforma del lavoro pubblico e, al tempo stesso, una disciplina ancora caratterizzata da delicate variabili interpretative, potenzial- mente in grado di intaccarne l’effettività. La Corte Costituzionale, con sentenza 5 giugno 2003, n. 199 (Corte Cost. 5 giugno 2003, n. 199, in LPA, 2003, p. 885, con nota di Borghesi, Il rinvio a titolo pregiudiziale per l’interpretazione...
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Cassazione, N.7932-18 Aprile 2005

(Cassazione
N:7932 - 18 Aprile 2005)

Sez. lav. – Pres. Sciarelli, Rel. Balletti, P.M. Frazzini (Conf.) – Gerboni (avv.ti Siri e Pucci) c. Ministero della pubblica istruzione-Provveditorato agli studi di Imperia (Avv. Gen. Stato), Brilla Carlo (avv.ti Lucifredi e Stoppani), S.N.A.L.S.-CONF.S.A.L. (avv.ti Lucifredi e Stoppani).

Note: I requisiti soggettivi per la legittima sottoscrizione dell’accordo di interpretazione autentica ex art. 64, d.lgs n. 165/2001
Parole chiave: accordo di interpretazione ::

Impiegato dello Stato e pubblico in genere – Contratto collettivo – Accertamento pregiudiziale sull’efficacia, validità e interpretazione dei contratti collettivi – Art. 64, d.lgs. n. 165/2001 – Natura dell’accordo di interpretazione autentica – Novazione oggettiva. Impiegato dello Stato e pubblico in genere – Contratto collettivo – Accertamento pregiudiziale sull’efficacia, validità e interpretazione dei contratti collettivi – Art. 64, d.lgs. n. 165/2001 – Procedimento di stipulazione dell’accordo interpretativo – Efficacia e validità dell’accordo interpretativo – Necessaria sottoscrizione da parte di tutti i soggetti stipulanti l’accordo originario – Sussiste. Impiegato dello Stato e pubblico in genere – Contratto collettivo – Accertamento pregiudiziale sull’efficacia, validità e interpretazione dei contratti collettivi – Art. 64, d.lgs. n. 165/2001 – Interpretazione della clausola controversa – Giudizio di cassazione – Limiti.

L’accordo di interpretazione autentica realizzato nell’ambito della procedura prevista dall’art. 64 del d.lgs. n. 165/2001, rappresenta un episodio della vita e dell’applicazione di un contratto collettivo già vigente ed è l’esito di una attività negoziale che ritorna, a fini conciliativi, sul negozio precedentemente concluso, interpretandolo o modificandolo; ne deriva la natura di novazione oggettiva dell’accordo modificativo o interpretativo sottoscritto dalle parti. Secondo i princìpi generali in materia di novazione oggettiva, la legittimazione al compimento dell’attività negoziale diretta alla stipulazione di un accordo di interpretazione autentica, nell’ambito della procedura regolata dall’art. 64 del d.lgs. n. 165/2001, deve essere riconosciuta in capo a tutti i soggetti...
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Sicurezza sociale

Prepensionamento e trattamento pensionistico

1. — La pronuncia in esame affronta una delicata questione relativa ai prepensionamenti e in particolare il non semplice raccordo tra norme predisposte per governare le eccedenze di personale e quelle che disciplinano il trattamento pensionistico. Con riferimento ad alcuni ex impiegati, autisti o meccanici, dell’azienda di trasporti A.S.P.E.S. di Pesaro, collocati in pensione con diverse decorrenze e con erogazione del trattamento di quiescenza commisurato su un numero di anni inferiore a 35, ovvero pari agli anni della prestazione lavorativa effettivamente resa,...
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Corte d’Appello Ancona, N.307-27 Mag 2005 - 22 Giugno 2005

(Corte d’Appello Ancona
N:307 - 27 Mag 2005 - 22 Giugno 2005)

Sez. lav. – Pres. Bandini – Marcolini e altri (avv.ti M. e D. Fagioli) c. Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (avv.ti Augelletta e Maggio).

Note: Prepensionamento e trattamento pensionistico
Parole chiave: pensione ::

Previdenza sociale – Prepensionamento – Trattamento pensionistico commisurato su 35 anni – Diritto.

In tema di pensionamento anticipato dei ferrotranvieri, l’art. 4, d.l. n. 501 del 1995, convertito con legge n. 11 del 1996, deve essere interpretato nel senso che la maggiorazione, qui concessa, dell’anzianità contributiva, ovvero dell’età anagrafica, non comporta soltanto l’anticipo della decorrenza della pensione rispetto alla data ordinaria di conseguimento del diritto, ma incide anche sulla misura del trattamento pensionistico, in quanto nell’arco temporale intercorrente tra la data della anticipazione della decorrenza e quella ordinaria del conseguimento del diritto viene accreditata la contribuzione figurativa.
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La rettifica per errore delle prestazioni erogate dall’Inail alla luce della sentenza della Corte Costituzionale n. 191/2005

Articolo scritto da:
Parole chiave: Inail
Con ordinanza del 12 novembre 2003 (Gazz. Uff., Serie speciale, n. 7 del 18 febbraio 2004), il Tribunale di Treviso ha sollevato la questione di legittimità costituzionale dell’art. 9 del decreto legislativo n. 38 del 23 febbraio 2000, comma 1, nella parte in cui prevede che l’I.N.A.I.L. possa, salvo i casi di dolo e colpa grave dell’interessato, esercitare la facoltà di rettifica entro dieci anni dalla data di comunicazione dell’originario provvedimento errato, nonché dei successivi commi 3, 5, 6 e 7 del medesimo articolo.
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Corte Costituzionale, N.191-10 Mag 2005

(Corte Costituzionale
N:191 - 10 Mag 2005)

Pres. Capotosti, Rel. Marini; A. C. e altri (avv. Assennato) c. I.N.A.I.L. (avv. La Peccerella e Raspanti).

Note: La rettifica per errore delle prestazioni erogate dall’Inail alla luce della sentenza della Corte Costituzionale n. 191/2005
Parole chiave: Inail ::

Infortuni sul lavoro e malattie professionali – I.N.A.I.L. – Attribuzione di rendita – Facoltà di rettifica per errore – Introduzione di un termine decadenziale di dieci anni – Efficacia retroattiva del termine anche con riguardo ai rapporti esauriti nel vigore della previgente disciplina – Irragionevolezza – Illegittimità costituzionale. Infortuni sul lavoro e malattie professionali – I.N.A.I.L. – Attribuzione di rendita – Facoltà di rettifica per errore entro il termine decadenziale di dieci anni – Mancato esercizio – Consolidamento del diritto del beneficiario pur in difetto dei presupposti di legge – Assunto contrasto con il principio previdenziale e con il principio di buon andamento dei pubblici uffici – Non fondatezza della questione.

È costituzionalmente illegittimo l’art. 9, commi 5, 6 e 7, del decreto legislativo 23 febbraio 2000, n. 38, che dispone che tale normativa trova applicazione anche in riferimento ai provvedimenti di rettifica adottati in vigore della precedente disciplina, ancorché coperti da prescrizione o giudicato (commi 5, 6 e 7), sollevata in riferimento all’art. 3 della Costituzione. E, invero, la disposizione censurata viola il canone della ragionevolezza – sia per quanto si riferisce ai «casi prescritti e definiti con sentenza passata in giudicato», sia per quanto riguarda i casi non prescritti e non definiti da giudicato – poiché l’istituto della decadenza, per sua natura, non tollera implicazioni retroattive, non potendo configurarsi una ipotesi di estinzione del diritto...
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Vivenza a carico e pensione ai superstiti

1. — Profili generali — La pensione di reversibilità, come noto, è il beneficio riconosciuto ai superstiti nel caso di morte del lavoratore assicurato o pensionato nell’assicurazione generale obbligatoria (art. 2, regio decreto legge 14 aprile 1939, n. 636, convertito con modificazioni dalla legge 6 luglio 1939, n. 1272). Lo stesso beneficio è riconosciuto nel settore del lavoro pubblico, ed esemplificativamente in questa sede basti rinviare al d.P.R. 29 dicembre 1973, n. 1092...
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Cassazione, N.11689-1 Giugno 2005

(Cassazione
N:11689 - 1 Giugno 2005)

Sez. lav. – Pres. Mercurio, Rel. Cellerino, P.M. Finocchi Ghersi (Conf.) – I.N.P.S. c. M. P

Note: Vivenza a carico e pensione ai superstiti

Pensione ai superstiti – Figli ultradiciottenni inabili e viventi a carico – Presupposto di fatto della «vivenza a carico» – Estremi – Fattispecie.

In caso di morte del pensionato, il figlio superstite ha diritto alla pensione di reversibilità, ove maggiorenne, se riconosciuto inabile al lavoro e a carico del genitore al momento del decesso di questi, laddove il requisito della «vivenza a carico», se non si identifica indissolubilmente con lo stato di convivenza né con una situazione di totale soggezione finanziaria del soggetto inabile, va considerato con particolare rigore, e in tale valutazione occorre prendere in considerazione tutti gli elementi di giudizio acquisiti al processo in base ai quali poter ricostruire la sussistenza o meno di una rilevante dipendenza economica del figlio inabile dal defunto genitore...
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Pensioni di anzianità: verso le Sezioni Unite della Cassazione?

La pensione di anzianità costituisce un beneficio concesso al lavoratore, che ha modo così di accedere al pensionamento indipendentemente dal raggiungimento dell’età pensionabile di vecchiaia, ma, tenendo conto dei contributi versati, a qualsiasi età, oppure tenendo conto del requisito contributivo e dell’età anagrafica, e comunque successivamente alla risoluzione del rapporto di lavoro, nei mesi legislativamente fissati (V. legge n. 335/95, art. 1, commi 25 ss., e legge n. 449/97, art. 59, commi 6 ss., e relative tabelle allegate). ...
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Cassazione, Sez. lav., N.10654-13 Aprile 2005

(Cassazione, Sez. lav.
N:10654 - 13 Aprile 2005)

Sez. lav. – Pres. Mercurio, Rel. Celentano – I.N.P.S. (avv.ti Riccio e Valente) c. G. R. (avv. Del Rosso).

Note: Pensioni di anzianità: verso le Sezioni Unite della Cassazione?
Parole chiave: pensione ::

Pensione di anzianità – Decorrenza – Anzianità contributiva di 40 anni.

In base a quanto previsto dall’art. 59, commi 6 e 8, legge 27 dicembre 1997, n. 449, i lavoratori che dispongano al 1° gennaio del 1998, ai fini del pensionamento per anzianità, dell’autonomo requisito della sussistenza di quaranta anni di contribuzione, hanno diritto a ottenere la pensione di anzianità dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda, e non sono soggetti ad attendere gli slittamenti quadrimestrali (cosiddette «finestre») previsti dalla legge n. 335 del 1995.
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Cassazione, Sez. lav., N.13626-24 Giugno 2005

(Cassazione, Sez. lav.
N:13626 - 24 Giugno 2005)

Sez. lav. – Pres. Senese, Rel. La Terza – E.N.P.A.L.S. (avv. De Luca) c. D. M. (avv. Garlatti).

Note: Pensioni di anzianità: verso le Sezioni Unite della Cassazione?
Parole chiave: pensione ::

Pensione di anzianità privilegiata – Decorrenza – Anzianità contributiva di 30 anni.

Ogni qual volta la pensione di anzianità – in forza del regime delle cosiddette finestre, in base al quale l’apertura della «finestra» è condizione essenziale per la decorrenza della pensione di anzianità (sia a carico dell’assistenza generale obbligatoria che delle forme sostitutive) – abbia decorrenza dal 1°gennaio 1998, si devono applicare i nuovi requisiti, introdotti dall’art. 59, comma 6, della legge n. 449 del 1997, e non è più possibile godere delle pensioni di anzianità anticipate, indipendentemente dalla precedente maturazione di tutti i requisiti previsti dalla previgente legislazione, stante il chiaro tenore letterale della suddetta disposizione, che richiama la data di decorrenza della prestazione e non la data del conseguimento dei requisiti,...
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