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Prestazioni agli invalidi civili e trattamento degli stranieri: la lunga marcia della Corte Costituzionale verso la parità

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Nel numero:
ANNO LIX - 2008 - N4
Articolo scritto da:
Con la sentenza del 29-30 luglio 2008, la Corte Costituzionale sancisce la parziale illegittimità del più gravoso dispositivo di legge in forza del quale, dal 1° gennaio 2001, l’accesso alle prestazioni economiche che costituiscono «diritti soggettivi» in base alla legislazione in materia di servizi sociali – nella specie l’indennità di accompagnamento agli invalidi civili ex art. 1 della legge 11 febbraio 1980, n. 18 – richiede, obbligatoriamente, la titolarità della Carta di soggiorno di cui all’art. 9, T.U. n. 286/98, ora sostituita dal Permesso di soggiorno Ce-Slp
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Corte Costituzionale, N.306-30 Luglio 2008

(Corte Costituzionale
N:306 - 30 Luglio 2008)

Pres. Bile, Est. Amirante – S. T. c. Inps (avv. Valente).

Note: Prestazioni agli invalidi civili e trattamento degli stranieri: la lunga marcia della Corte Costituzionale verso la parità

Invalidità civile – Indennità di accompagnamento – Esclusione per stranieri extracomunitari privi dei requisiti di reddito stabiliti per la Carta di soggiorno (ora Permesso Ce per soggiornanti di lungo periodo) – Illegittimità costituzionale.

È manifestamente irragionevole subordinare l’attribuzione di una prestazione assistenziale quale l’indennità di accompagnamento – i cui presupposti sono la totale disabilità al lavoro, nonché l’incapacità alla deambulazione autonoma o al compimento da soli degli atti quotidiani della vita – al possesso di un titolo di legittimazione alla permanenza del soggiorno in Italia che richiede per il suo rilascio la titolarità di un reddito. Tale irragionevolezza incide sul diritto alla salute, ...
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