home page

L’onere della prova del danno da dequalificazione può essere assolto anche per presunzioni

copertina
Nel numero:
ANNO LIX - 2008 - N4
Articolo scritto da:
La Corte di Cassazione, nella sentenza in commento, torna nuovamente sullo spinoso problema del danno, o, meglio, dei danni, derivanti al prestatore di lavoro che subisca una dequalificazione professionale, a seguito di un’illegittima adibizione a mansioni non equivalenti alle ultime effettivamente svolte, in violazione dell’art. 2103 cod. civ.
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare l'articolo completo

Corte di Cassazione, N.7871-26 Marzo 2008

(Corte di Cassazione
N:7871 - 26 Marzo 2008)

Sez. lav. – Pres. De Luca, Est. Maiorano, P.M. Fuzio (Concl. Conf.) – Denso Thermal Systems Spa (avv. Gentilli) c. U. A. (avv.ti Bussa e Pini). Conf. Corte d’Appello di Torino n. 511/04.

Note: L’onere della prova del danno da dequalificazione può essere assolto anche per presunzioni

Mansioni e qualifiche – Art. 2103 cod. civ. – Adibizione del lavoratore a mansioni inferiori – Illegittimità – Risarcimento del danno da dequalificazione professionale (anche biologico ed esistenziale) – Onere incombente sul prestatore di lavoro subordinato – Ricorso alla prova per presunzioni – Ammissibilità.

Il risarcimento del danno da demansionamento e dequalificazione va dimostrato in giudizio con tutti i mezzi consentiti dall’ordinamento, assumendo peraltro precipuo rilievo la prova per presunzioni, per cui dalla complessiva valutazione di precisi elementi dedotti (caratteristiche, durata, gravità, conoscibilità all’interno e all’esterno del luogo di lavoro dell’operata dequalificazione di precisate e ragionevoli aspettative di progressione professionale, eventuali reazioni poste in essere nei confronti del datore comprovanti l’avvenuta lesione dell’interesse relazionale, effetti
abbonati
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa