Introduzione. Rappresentare i giovani
Gli studi sui mutamenti delle durate, delle scansioni e dei gradi di normatività del corso di vita hanno da tempo evidenziato (Saraceno, 1991) come, nell’ultimo secolo, si siano determinate le condizioni e si siano sviluppati due processi temporalmente distinti: il primo di progressiva istituzionalizzazione e regolarizzazione, insieme demografica e normativa, delle scansioni e delle sequenze temporali sempre più omogenee tra individui e gruppi sociali; il secondo, viceversa, di deregolazione dei modelli normativi emersi precedentemente. ...
Italia. Dinamiche demografiche e implicazioni sociali
L’attenzione posta dai governi nazionali e locali al tema dello sviluppo economico e, allo stesso tempo, al miglioramento della qualità della vita e all’equità nell’accesso ai servizi, all’istruzione e al mercato del lavoro, fa sì che lo studio delle dinamiche demografiche che sono alla base dei principali fenomeni sociali ed economici assuma sempre più un ruolo determinante. La popolazione che vive e abita in un determinato territorio è responsabile dei principali processi che caratterizzano il sistema economico, determina e condiziona la domanda, l’accesso e l’uso dei servizi...
Culture del lavoro. La «classe» e le soggettività
«La cultura operaia per me era espressione di certi personaggi che dopo erano le avanguardie sindacali, che partendo da umili origini intellettuali e professionali sono riusciti a elevarsi. E portavano questo bagaglio di conoscenze ed esperienze costantemente nei rapporti sia sociali sia con il sindacato […]. Adesso la cultura operaia? Mah, non so. Non esiste l’identificazione con la classe operaia. Diciamo che in una fabbrica come la mia c’è una permanenza di questo nelle persone della nostra età o più vecchie» (Chinello, 2002, pp. 43-44). ...
I giovani fra delusione e partecipazione
La democrazia, nel periodo che stiamo vivendo, sembra dibattersi in una sorta di paradosso: come insieme d’istituzioni, di regole e di valori è sempre più diffusa e, dalla fine della guerra fredda, più forte di quanto non sia mai stata prima. Sembra tuttavia che proprio la sua forza ne faccia risaltare anche la debolezza, ossia i limiti, le manchevolezze, le gravi forme di disaffezione da parte dei cittadini che nelle democrazie reali vivono. ...
Immigrati e cittadini: forme inedite dell’appartenenza
Da recenti documenti dell’Unione Europea (in seguito anche Ue) risulta che, al 1°gennaio 2003, il numero dei cittadini di Stati terzi residenti nei 25 (allora) Stati membri dell’Ue era di 15,2 milioni, cioè il 3,35 per cento della popolazione totale, e che nel 2005 l’incremento della popolazione nei 27 Stati membri è stata di poco più di 2 milioni, a un tasso annuale di circa lo 0,45 per cento, principalmente dovuto a un saldo migratorio di poco superiore a 1,7 milioni. ...
La crisi della rappresentanza politica
Il pensiero reazionario è sempre volto al passato, poiché non sa vedere nel presente che segni di declino o di decadenza. È carico di nostalgia, d’inquietudine e di pessimismo, e non è in grado di proiettarsi verso il futuro se non a ritroso. Perciò è sempre bene essere cauti quando si descrive lo stato attuale di una società, o di alcuni dei suoi elementi, in termini di crisi, di decomposizione, di regressione rispetto allo status quo ante: si rischia di scivolare rapidamente nell’ideologia reazionaria. ...
Il lavoro come esperienza individuale e come identità collettiva
Nell’era dell’industrialismo, l’importanza che si accordava al lavoro sul piano individuale corrispondeva al rilievo conferitogli nella vita sociale. Si costituivano anche così le congruenze della civiltà del lavoro (Accornero, 1997). Poi, con il declinare di quest’ultima, che si accompagna al superamento dell’industrialismo, tali congruenze si dissolvono. Lo stesso lavoro non occupa più sul piano individuale una posizione corrispettiva a quella ricoperta nella vita sociale. Mentre infatti non costituisce più fattore culturale strutturante della vita sociale pur rimanendo elemento...
Demografia e sviluppo: per riprendere un discorso
In queste note affronterò la questione dello sviluppo nella storia sociale italiana moderna e privilegerò un tema specifico: quello della demografia. È stato Silvio Lanaro (1979, p. 44-ss.) a sottolineare con attenzione il tema del rapporto tra demografia – o meglio incremento numerico della popolazione – e sviluppo produttivo nella storia sociale italiana, non tanto come dato quantitativo, ma come costruzione del discorso politico intorno all’italianità, connettendo questo tema, sulla scorta delle suggestioni di Giulio Bollati sull’Italiano (1972) come storia...