Il dialogo sociale in Europa: verso una convergenza funzionale nella regolazione del lavoro?
Condividere le decisioni di interesse generale, o quanto meno confrontarsi con i portatori degli interessi diffusi nella società, costituisce una scelta delle istituzioni europee fin dall’immediato secondo dopoguerra. Gli assetti istituzionali previsti e concretamente adottati sono mutati nel tempo, e sono stati anche molto diversi tra loro. Alla ricostruzione di questa continuità nella diversità è dedicata la prima parte di questo articolo. Cercherò poi di discutere brevemente alcuni effetti di questo approccio, a livello europeo e a livello nazionale. ...
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Sindacalizzazione: linee di tendenza in Europa. Un’analisi longitudinale 1950-1996
Nel 1991 l’Ocse pubblicò una ricerca sulle tendenze delle adesioni al sindacato nel corso degli anni settanta e ottanta (Visser, 1991). La conclusione principale fu che i tassi di sindacalizzazione erano crollati nel decennio precedente in quasi tutte le economie industriali di mercato, capovolgendo la tendenza del dopoguerra in Europa. Dati più recenti dimostrano che il declino è proseguito durante gli anni novanta. Non tutti i paesi hanno condiviso il declino in maniera uguale, e la già ampia variazione nei livelli di sindacalizzazione tra i diversi paesi...
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I sindacati europei dopo la crisi globale
La crisi e le sue ripercussioni sul discorso ideologico neoliberista. Per il professore irlandese la sostituzione graduale della democrazia con modalità tecnocratiche di governance non è inevitabile. Ma a condizione che i lavoratori organizzati, dal canto loro, sappiano ripoliticizzare il processo decisionale pubblico. Una prospettiva che sappia coniugare radicalità e pragmatismo. Una prospettiva neo-polanyiana, volta a ripristinare il primato della società sull'economia. I conflitti sindacali dovrebbero potere nuovamente crescere in una prospettiva di "risorgenza del conflitto di classe".
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Il commercio al dettaglio in Europa: via alta o salari bassi?
Il commercio al dettaglio costituisce ormai una componente principale di tutte le economie occidentali. Nel 2002 questo settore copriva il 9 per cento del totale della forza lavoro nell’Unione Europea a 25; negli Stati Uniti, nel 2005, la quota era pari al 13,4 per cento dell’occupazione del settore privato. Nei cinque paesi che sono stati oggetto dello studio internazionale, di cui qui riepiloghiamo i risultati, il Regno Unito aveva la percentuale più alta, col 10,5 (dati 2002), seguito da Olanda (8,8 per cento), Germania (8,6),
Danimarca (7,1) e Francia (6,4). ...
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Il Sindacato, la politica del lavoro e l’inclusione dell’Italia nel contesto europeo
Dopo un decennio di studi e di ricerche sul sindacato in Italia si è delineato, con maggiore chiarezza, il quadro conoscitivo e il senso della storia straordinaria della rappresentanza confederale del lavoro nelle trasformazioni dell’Italia contemporanea. I diversi territori, le molteplici articolazioni federali, i cicli conflittuali, le linee essenziali e omogenee delle rivendicazioni, i tratti peculiari dei sistemi di protezione sociale sono stati largamente approfonditi e ricostruiti con una sostanziale aderenza ai criteri propri della ricerca storico-sociale. ...
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Il Lavoro, l'Europa, il Programma: tre domande per la sinistra politica
Per la prima volta il lavoro e il sindacato si trovano di fronte a un doppio
cortocircuito, quello concernente il rapporto fra rappresentanza politica e identità
nazionale e, insieme, quello concernente lo status e la legittimazione
internazionale del paese. Una riflessione sulle nuove sfide per la sinistra.
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