Tante domande, nessuna risposta. Appunti per una riflessione politica sulle giovani generazioni
I floppy disk e la tv satellitare hanno fatto cadere il Muro di Berlino; il consumismo (s)personalizzante, i cui beni divengono potenzialmente accessibili in ogni luogo e in ogni tempo, ha messo ai margini le grandi religioni rivelate (producendo integralismi di ritorno in molte parti del mondo); lo stato-nazione non è più in grado di governare i processi di trasformazione e ha lasciato spazio all’unico sistema realmente universale: il mercato; la filosofia contemporanea ha aggiunto il prefisso post a tutto quello che conoscevamo (post-nazione, post-fordismo, post-politica). ...
articolo completo visibile solo da utenti abbonati
Tavola rotonda. Per una globalizzazione equa
Carlo Ghezzi - La Fondazione Di Vittorio ha l’onore di avere questa sera Joseph E. Stiglitz come suo ospite. È la seconda volta che abbiamo questa opportunità, già tre anni fa Stiglitz ha partecipato a una discussione da noi organizzata. Questa sera il Premio Nobel per l’Economia, già esperto di economia nell’amministrazione Clinton, vice presidente della Banca Mondiale e uno dei tre garanti, con Jacques Delors, della Fondazione Di Vittorio, si confronta con Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil. Il titolo della nostra tavola rotonda è: «Per una globalizzazione equa». ...
articolo completo visibile solo da utenti abbonati
I governi e la concertazione. Perché alcuni la vogliono e altri no
La letteratura sul corporativismo e il tema della concertazione tendono a fondere insieme una serie di domande che dovrebbero essere tenute separate. 1) Perché i governi vogliono (o non vogliono) condividere le loro prerogative decisionali con attori privati (generalmente sindacati e associazioni dei datori di lavoro), non solo in maniera informale ma anche in maniera formale, avviando apertamente negoziati con loro? 2) Una volta che il governo ha espresso la sua volontà di «organizzare un tavolo negoziale» o di delegare la regolazione alle «parti sociali», in quali condizioni si realizza...
articolo completo visibile solo da utenti abbonati
Il commercio al dettaglio in Europa: via alta o salari bassi?
Il commercio al dettaglio costituisce ormai una componente principale di tutte le economie occidentali. Nel 2002 questo settore copriva il 9 per cento del totale della forza lavoro nell’Unione Europea a 25; negli Stati Uniti, nel 2005, la quota era pari al 13,4 per cento dell’occupazione del settore privato. Nei cinque paesi che sono stati oggetto dello studio internazionale, di cui qui riepiloghiamo i risultati, il Regno Unito aveva la percentuale più alta, col 10,5 (dati 2002), seguito da Olanda (8,8 per cento), Germania (8,6),
Danimarca (7,1) e Francia (6,4). ...
articolo completo visibile solo da utenti abbonati
Concertare le riforme: note introduttive
La concertazione fra governi e parti sociali ha raggiunto il suo apice in Europa negli anni settanta del secolo scorso. Non a caso il dibattito sul neo-corporativismo, il cui sviluppo viene così magistralmente ricostruito nel saggio di Streeck pubblicato in questo numero, ebbe inizio con un articolo di Schmitter del 1974 e conobbe un vero e proprio boom negli anni successivi. Nel corso degli anni ottanta lo scambio politico e la concertazione entrarono ovunque in una fase di declino, al punto che lo stesso Schmitter (1989), come altri teorici del neo-corporativismo, forse influenzati...
articolo completo visibile solo da utenti abbonati
Concertazione locale. Note a partire da una ricerca empirica
Da qualche tempo il tema della concertazione locale ricorre di frequente nel dibattito culturale e politico. Fioriscono gli studi volti a documentarne la diffusione e a tentare di valutarne gli effetti. E si moltiplicano i contributi che più o meno apertamente ne propongono l’estensione e il consolidamento come modo per affrontare e provare a risolvere molti dei problemi che affliggono il nostro e altri paesi europei, cui spesso oggi si allude parlando di «declino». Il tema appare rilevante, dunque, sia come oggetto di approfondimento conoscitivo sia come progetto per un auspicato...
articolo completo visibile solo da utenti abbonati
Il caso francese alla luce delle recenti rivolte contro la precarietà
In Francia è in corso un vivace dibattito sui temi dell’aumento della flessibilità del lavoro e sull’emergere di nuove forme di impiego. Gli specialisti si dividono fra coloro che considerano l’aumento della precarietà del
lavoro come un fenomeno strutturale, e coloro che negano la sua generalizzazione a tutte le categorie della manodopera (L’Horty, 2004). Se il dibattito resta aperto sulla natura congiunturale o strutturale, il carattere interno o esterno, l’ineluttabilità o meno della flessibilità, tutti riconoscono che in alcuni settori la forte diversificazione...
articolo completo visibile solo da utenti abbonati
Lo studio degli interessi organizzati: prima e dopo il passaggio del secolo
Nel corso degli anni sessanta, fra gli studiosi europei di scienze sociali iniziò a svilupparsi una reazione contro quello che potrebbe essere definito «normalismo americano». Con questa definizione intendo l’assunzione più o meno tacita, condivisa da quasi tutta la scienza sociale americana quand’era in procinto di conquistare il dominio mondiale, del fatto che le società industriali avanzate convergessero ineluttabilmente verso il modello della più avanzata fra tali società, gli Stati Uniti. ...
articolo completo visibile solo da utenti abbonati
Gli enti bilaterali in chiaro
Fino a qualche tempo fa gli enti bilaterali erano un istituto pressoché sconosciuto, anzi «negletto», di cui «i pochi che sanno non parlano né sembrano interessati a sentir parlare da estranei: prediligono la discrezione, il silenzio – meglio ancora l’oblio – incuranti di destare in questa maniera il sospetto di occultare chissà quali compromissioni» (Romagnoli, 2003). Monografie e saggi in argomento si contavano sulla punta delle dita (Bellardi, 1989; Perulli, Sabel, 1997). Poi sono arrivati la legge 30 e il d.lgs. 276 del 2003, in cui all’art. 2, lettera h, gli enti bilaterali,...
articolo completo visibile solo da utenti abbonati
Il patto della Moncloa
La notizia della sottoscrizione dell’Accordo para la mejora del crescimiento y el empleo (letteralmente: per il miglioramento della crescita e per l’occupazione) ha trovato grande eco nell’informazione. Particolarmente in Italia, com’è giusto che sia, posto che il modello spagnolo, incentrato sull’esasperata flessibilità del lavoro, ha costituito per anni un riferimento dominante, quasi oggetto d’invidia, per i liberisti nostrani impegnati nella guerra santa dell’abbattimento delle rigidità e del costo del lavoro quale condizione prima e indispensabile per la ripresa e per la crescita...
articolo completo visibile solo da utenti abbonati